LA TORTA DELLA NONNA: l’identitarismo alimentare parte dalla colazione!

La colazione è la partenza, il primo sapore della giornata, il primo boccone di salute che un nuovo giorno di vita sa ancora donarvi: iniziate col meglio della Tradizione, con ciò che le nonne d’un tempo sapientemente pastrocchiavano sui loro magici tavolacci di legno, mentre nel camino scoppiettava legna ardente e noi bambini stavamo lì a guardare incantati.
E poi che è successo?! Che cosa CI è successo?! E’ tutto finito? E perché?..Chi l’ha detto?! Perché mai dovremmo arrenderci passivamente alla fine di un tale incanto?! La vita è davvero matrigna, come diceva il Leopardi, che prima ci mostra un lieto cammino e poi ce lo toglie?! O piuttosto ci siam tutti bevuti il cervello e la resa incondizionata al modernismo sfrenato di merda ne è solo la più becera conseguenza?! No…la vera matrigna è questa globalizzazione che c’ha tolto l’anima, l’identità, i sapori, la salute, e, con essi, le nonne, la loro sapienza, il nostro saper cercare quel tipo di felicità.

E allora, avanti, gente, ripigliamocela tutta: niente merendine, niente più porcherie dagli ingredienti ignoti, niente più tempo risparmiato per perderlo poi magari imbabbeiti davanti al Grande Fratello o in ospedale a curarci il cancro dovuto al glutammato e all’olio di palma. Torniamo a cucinare per i nostri palati, per l’amore verso il buono, il migliore, il genuino, il vero, il nostrano. Non ci vuol nulla, basta farlo, gli ingredienti son lì.

- per la pasta frolla:
1 kg di farina, 3 uova, 250 g di strutto e 250 di burro (o se preferite 500 solo dell’uno o solo dell’altro).

- per la crema : 4 tuorli d’uovo, 1 litro di latte, 300 g di zucchero, 250 g di farina, una scorza di limone non trattato. .

Impastare la frolla sciogliendo il burro (o lo strutto) al calore, ed unendolo a tutti gli altri ingredienti sino a formare un malloppo da lasciar riposare per una mezzoretta affinché si compatti.

Per la crema fate così: mettere il latte sul fuoco; contemporaneamente sbattete uova, zucchero e farina sino a renderli un composto liquido unico e uniforme che, poco prima della bollitura del latte, unirete ad esso – a fuoco spento – molto lentamente, così da evitare i grumi; una volta unito il latte al resto degli ingredienti rimettere sul fuoco GIRANDO con un mestolo di legno sino ad ebollizione avvenuta. A questo punto spegnete il fuoco ed aggiungete la buccia di limone; la crema si addenserà gradualmente sino a diventare meravigliosa.

Mentre la crema si raffredda e si rapprende un po’, stendete il quantitativo gliusto di pasta per fare la base della torta, integliatela con della carta forno che non la faccia attaccare e poi riempitela con la crema freddatasi nel frattempo; con la pasta rimanente farete le strisce per “sbarrare” la crema; schiacciate le strisce di pasta con la forchetta, così da intarsiarvi tutta la tradizione di tale gesto nobile e antico. Infine ponete le strisce di pasta a “grata” a coprire la torta, secondo il vostro gusto estetico.
Se dell’altra pasta dovesse esservi avanzata ci farete degli impareggiabili biscotti identitarii…

Infornate tutto per una trentina di minuti a 180 gradi scarsi..e tenendo d’occhio la cottura; non abbrustolite troppo, considerando che, se non la mangerete tutta subito, di giorno in giorno si indurirà un pochino. Ma per mantenerla fragrante anche tutta la settimana basteranno un vassoio a campana e il frigorifero.

Forza, riappropriamoci dei sapori d’un tempo, non ci lasciamo travolgere da pigrizia, disfattismo e arrendevolezza! Prima di lamentarci dell’inquinamento, del viver male, dei tumori, della perdita di identità, tiriamoci su le maniche a partire dalla colazione e mettiamogli merendine, barattolame e porcherie “globali” varii nel culo!

Noi siamo cio’ che mangiamo e cio’ che mangiamo dev’esser fatto da Noi.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA -

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Una Risposta to “LA TORTA DELLA NONNA: l’identitarismo alimentare parte dalla colazione!”

  1. Josh Says:

    Geniale! Come molti altri Vostri post….Leggevo anche il vecchio blog, quello con lo sfondo nero Dvra Crvx Cenacvli su splinder.

    Io faccio una torta simile, la crema pasticcera fatta in casa è una squisitezza. Complimenti per i blog e l’ironia e la concretezza nell’argomentare.

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