CONSIGLI D’ACQUISTO PER UN IDENTITARIO SQUATTRINATO (di Ille Doctor Luminis)

PREFAZIONE: l’emergenza identitaria che si vive in un’Italia assediata dalla globalizzazione, finalmente, non emerge più soltanto attraverso la voce dei movimenti identitarii, troppo spesso presa di mira dalla retorica “antifa” e multiculturalista dei soliti quaquaraqua servi del Pensiero unico mondialista, e quindi facilmente tacciabile di parzialità ideologica.  Al contrario, il sentore di insofferenza della gente inizia ad essere pesantemente monitorato anche dagli esperti “messmediologici” a tal punto da costringere oramai molte aziende produttrici ad inserire palesi  “istigazioni autarchiche” nella promozione dei loro prodotti; e questo è il vero dato confortante, se in pubblicità nazionali di prodotti in possibile “odore” di “multinazionale”, oramai viene spudoratamente ostentata l’italianità degli ingredienti (es. spot de  “le birbe Amadori”,  fatte esclusivamente con pollo italiano), segno che i numeri dello sdegno e della sfiducia verso l’esterofilia stanno finalmente iniziando ad assumere un rilievo statistico importante, vista la crisi del mercato del lavoro nostrano, grande mietitrice di “falsi precetti” e di schifose menzogne sinora divulgate come “risorse ed opportunità di apertura ai nuovi mercati”.

Il dato fisico, pratico ed empirico partorito dal contadino, creatore di prodotto vitale e territoriale, riesce sempre a sconfessare l’idiozia e l’ipocrisia intellettualoide del radical-chic “creatore di pensiero superfluo e artificiale” (con la pappa pronta possibilmente preparata dalla colf extracomunitaria sottocosto e senza contributi…): l’importante è che non sia mai troppo tardi.

E’ la prova che bisogna fare di più ognuno nel proprio piccolo: BASTA con grande distribuzione tutta straniera (Auchan, Carrefour etc) che porta fuori dall’Italia i capitali e sfrutta il sottocosto; BASTA coi discount, venefici per l’economia nazionale quanto per il fegato; BASTA col cibo prodotto e/o venduto da non si sa chi. Torniamo a foraggiare piccoli produttori, verdurai e alimentari: compriamo meno, ma compriamo meglio.

Vendite al dettaglio, nel 2011 -1,3% È il dato peggiore dal 2009 – Repubblica.it

www.repubblica.it

 

HELMUT LEFTBUSTER

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Il cittadino affamato che scende a prendere da mangiare per preparare la cena è l’economia.

- Bene, si cena di nuovo. Quindi…che si fa? Può essere importante porsi le seguenti domande:

Quanto tempo ho a disposizione per la spesa e la cena?

Quanti soldi ho a disposizione per il pasto?

Cosa ho mangiato a pranzo o negli scorsi giorni?

- Dopo aver chiarito tali punti, bisogna scegliere il negozio al quale affidarsi. Personalmente raccomanderei:

di conoscere preventivamente l’ubicazione delle varie attività nel raggio di un paio di chilometri

di comprare generi diversi in negozi diversi, a meno che la zona sia sprovvista di tali esercizi.

di frequentare abitualmente gli stessi posti, per questioni che vanno dalla genuità alla conoscenza delle offerte.

- In caso di mancanza di tempo:

scegliere il supermercato più lontano al concetto di discount, perchè le marche sono sinonimo di controllo

siamo in Italia: la pizza da asporto è sempre la soluzione più rapida ed economica (scegliete pizzerie italiane)

in salumeria sanno fare ancora i panini al banco: non vergognatevi di entrare e chiedere!

- In caso di mancanza di soldi:

puntare sempre sul primo: un piatti di pasta non costa mai eccessivamente.

ordinare la sullodata pizza

evitare (come già detto) discount, ma anche i negozietti stranieri economici, perchè barano sulla qualità

- Cosa bere

vino italiano (lo trovate anche sfuso se sapete cercare): tra i novelli c’è sempre qualcosa di buono e economico

acqua, naturale o gassata. Vi consiglio di non risparmiare mai sull’acqua, essendo la regina dei pasti.

bibite varie. Se volete, bevetele a merenda, ma vi sconsiglio di rovinare il pasto con roba strana.

gassosa, perchè il vino va pur tagliato (in più dura il doppio)

Domande frequenti:

- E’ lecito il fast food?

A meno che non ci grattiamo le palle ogni santo giorno, oramai si ha tempo di pasteggiare coi controcazzi una sola volta al giorno. Quindi uno dei due pasti deve essere per forza veloce. Quindi vi consiglio di concentrare i vari sforzi a cena. Il pranzo veloce è oramai indispensabile, ma nulla vi impedisce di fermarvi a mangiare un buon trancio di pizza, un tramezzino o un panino in posti dove la qualità italiana è garantita. Molti fast food oggi garantiscono prodotti italiani. Pensate prima al prodotto, poi all’idea.

- E’ domenica e questa settimana mi sono avanzati ben trenta euro. Pasto regale?

Se non entri nel primo risorante e ti delizi con tutto ciò che questo Paese ha da offrire ad un buon gustaio affamato…sei un idiota.

- Spesa settimanale o giornaliera?

Personalmente, uso il frigorifero pochissimo. Giornalmente è possibile variare di più, scegliere meglio anche stando attenti ai costi (comprando da più parti, ma sempre abitudinalmente). In più la roba evita di andare a male, no? E per finire, cosa c’è di meglio del rito della spesa giornaliera? Si incontra gente, si ricevono informazioni dagli addetti ai lavori, e si sorride anche quando il portafoglio piange.

ILLE DOCTOR LUMINIS  – Aristocrazia Dvracrvxiana -

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