GRAZIE, BEL BIONDONE…SEI UNO DI NOI!

novembre 10, 2016

Grazie per averlo messo nel culo a tutti quegli intellettuali spocchiosi che si cagherebbero addosso pur di scurire il proprio carnato, e che or si godran le tue mascelle e mogli modelle dal colore intonato alla Casa che Obama ha abitato.

Grazie per averlo messo nel culo a tutte quelle puttane esibitesi su democratici palchi a portarti sfiga, che son arrivate in limousine e son ripartite in lettiga.

Grazie per averlo messo nel culo a quei figli di papà ghettaroli che, insofferenti della democrazia, stanno facendo i capricci nelle città americane perché preferivano Zia.

Grazie per aver fatto schiumare di rabbia quella merda progressista a cui Noialtri auguriam da sempre la scabbia.
https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

Grazie, Donald, e ora..facci sognare! buon lavoro, mr. President!donald
DEVIATE DAMAEN

I DEVIATE DAMAEN presentano: “NEL LIMBO D’UN CODICE A BARRE” (“opera brevis” in un solo atto)

novembre 5, 2016
A cavallo fra le due fatiche di “Retro-Marsch Kiss” (uscito nel 2015 d.C.) e di “In Sanctitate, Benignitatis Non Miseretur!” (previsto per il 2017 d.C.), la notte del Santo Natale 2016 d.C. la band pubblicherà un inedito bambinello audiofonico dal titolo “NEL LIMBO D’UN CODICE A BARRE”.

Né glutei marmorei né labbra cerasee, né croci gotiche né mostrine runiche, stavolta: in questa sorta di “opera brevis” dirigeremo i nostri sfinteri sulla maestà dell’editoria imperante; quella secondo cui un’Opera esiste non grazie all’Artista che è stato abile a concepirla e realizzarla, ma per concessione di qualche bavoso mercante che si prodiga a venderla.
Insomma, schizzeremo la nostra merda su case discografiche e magnati dell’editoria come solo chi è impermeabile ai ricatti del mercato può fare.
Eppure le nostre etichette presenti e passate (Avantgarde, Metalhorse, Black Widow, Materiali Sonori e la recente Tsc Records) ci hanno sempre amati e prodotti, nonostante tutto. Evidentemente siamo troppo simpatici!!!

Sorta di “Pierino E Il Lupo” musicato, questo cortometraggio audiofonico racconta di due nel-limbo-pyttrixgentildonne conciate da metallare e bardate di microfoni nascosti anche sotto le terga, che si recano presso una nota catena editoriale e distributiva cara ai radical-chic, per acquistare un album dei Deviate Damaen in realtà ancora mai uscito nemmeno dal culo della band, figurarsi nei negozi: “L’Inferno Deviatiko”.
Non trovandolo quindi, come è ovvio, né al desk informativo né fra gli scaffali, le due bizzarre avventrici ce ne posizioneranno furtivamente una copia esse stesse, per poi reclamarne l’acquisto alla cassa subito dopo, invertendo così il naturale iter di vendita “artista-distributore-pubblico” e mandando in confusione i tapini inservienti del sistema.
Morale della favola, nella mediocre concezione mercantilistica dell’arte, l’assenza di un arido codice a barre sulla confezione condanna una grande opera al limbo dell’impubblicabilità.
Ma poiché Noi, Dame Deviate, col mercato discografico ci siamo sempre asciugati lo scolo di pippette fatteci in ascensore, le nostre opere non patiranno mai crisi distributive (il nostro ultimo album, “Retro-Marsch Kiss” è attualmente e regolarmente esposto in vetrina presso il maggior rivenditore di musica metal esistente in Italia, Mariposa-Duomo di Milano, con devastanti esplosioni di scabbia tra le chiappe di “colleghi” e “recensori”)nel-limbo-lili

Il brano sarà scaricabile gratuitamente dal sito della band http://www.deviatedamaen.net
a partire dalla notte di Natale 2016, completo di testi, veste grafica in formato Cd e relativi credits.

Fare musica anche per chi non l’ascolta è il vero privilegio dell’Artista assoluto.

DEVIATE DAMAEN

Ciao, Pete.

ottobre 25, 2016

La gratitudine è l’unico sentimento doveroso di un Uomo; persino l’amore può essere facotativo rispetto ad essa.
E quindi ti dico: grazie, Pete.
Grazie per essere stato un prezioso compagno di vita; grazie per avermi insegnato a cantare; grazie per avermi ispirato a posare; grazie per avermi accompagnato ad osare.
E sarà proprio in virtù di quest’ultimo ringraziamento che non mi esimerò dal biasimare post-mortem la tua debolezza del voler ad ogni costo perfezionare una già inarrivabile beltà fisica di nascita, anzichè con l’atletismo, con la chirurgia estetica.
Tanto abbiamo il dovere di plasmare il nostro corpo col virile lavoro sportivo, per adorarlo allo specchio e deliziarvi i Giacinti il più a lungo possibile, quanto non abbiamo il diritto di manipolarne l’aspetto attraverso scorciatoie femminuccesche. Tu l’hai fatto, hai sbagliato e hai pagato un prezzo sconsiderato a 57 anni.
Ti dovevo queste parole poiché l’ipocrisia non è mai appartenuta a nessuno dei due.

Ma ora è l’ora d’un’eterna carezza, Amico mio adorato, a cui affido il mio bagnato silenzio e le condivise parole di un tuo grande compagno ti viaggio (e, nonostante siano in pochi a saperlo, ex membro dei primissimi Dead Or Alive), che pure non ti ha lesinato l’affettuoso riconoscimento pubblico che si deve agli Immensi.

G/Ab SVENYM VOLGAR dei XACRESTANI (Deviate Damaen)
————-ciao-pete-1
<<I’m sat in a dressing room in Bratislava and just received the devastating news that my Ol’ mucker Pete Burns (of Dead or Alive) has sadly passed away. I can’t believe it. Pete was and will remain quite possibly the most naturally talented person I have ever worked with. Always larger than life, which sometimes tended to obscure that fact, with the quickest and most wicked tongue, he was always huge fun to be around. I loved Pete and learnt so much from him. Today is indeed a very sad day for me. Pete will always live large, and very fondly, in my memory. RIP, dear friend.>>ciao-pete-4
WAYNE HUSSEY

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CHI LASCIA VINCE!

ottobre 18, 2016

 

Il “passatempo” inaugurato dall’ antropologa Ida Magli, e da Noi gustosamente coltivato, di immortalare per i boschi, sotto le acque e dentro le rocce, forzieri digitali strapieni di Glorie d’Occidente con il precipuo intento di salvaguardarne verità e bellezza dai sabotaggi della frustrazione ideologica, a quanto pare, ha predecessori illustri…
http://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/mussolini-messaggio-posteri-49642/

Del resto, logica vuole che l’ostentazione di ciò che si è non possa restare altro che prerogativa degli intellettualmente onesti e degli esistenzialmente fieri.
http://www.qelsi.it/2014/dopo-loccidente-ida-magli-spiega-come-salvare-leuropa-da-politicamente-corretto-e-multiculturalismo/

Invece voi, spilorci cultori della massificazione, mediocri consumatori dello snack sottocosto, segaioli del presente senza passato e senza identità, siete condannati a non avere futuro.
Godetevi, dunque, il fugace gaudio delle tristi cucchiaiate di pappone che state riuscendo a scodellare in giro; ma qui, sul Sentiero degli Dei, a lasciare tracce indelebili di ciò che fummo, siamo Noi!
Arrampicatevi, se avete gambe e non soffrite di vertigini; ma soprattutto se avete qualcosa da lasciare!

G/Ab & GIAMO G. LAERTE & DEVIATE DAMAEN

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MENTRE A LONDRA SI TACE DELLE VIOLENZE SUI MINORI, QUI SI TRASFORMA IL VOTO DA DEMOCRATICO IN “DEMOGRAFICO”

ottobre 17, 2016

Il nesso logico fra queste due notizie è molto semplice: a Londra, prima città europea a mentre-a-londra-siritrovarsi un sindaco islamico (eletto quindi grazie alla sommatoria fra voti laburisti e quelli degli immigrati), scoppia l’ignobile scandalo mediatico per un silenzio quasi decennale relativo a violenze su minori perpetrate, dati della polizia alla mano, da cittadini di origine straniera, come riporta “Il Fatto Quotidiano” (e non “Libero” o “Il Giornale”)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/28/londra-1-400-bimbi-stuprati-a-rotheram-bufera-sulle-autorita-sapevano-dal-2010/1101435/

Già, perché finché la pedofilia è roba da alti prelati, qualche sessantottino forforoso e con la maglietta del Che bella alonata sotto le ascelle ancora ci va a nozze; ma se il fenomeno arriva a coinvolgere una comunità straniera, la protesta dei paladini dei “diritti umani” si fa improvvisamente stitica.

Qui da noi, intanto, in alcune realtà locali, amministratori di sinistra fanno votare in massa i rifugiati assicurandosi così un suffragio tanto sleale quanto etnicamente polarizzato a discapito dei naturali equilibri democratici della comunità che paga loro lo stipendio.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/strane-elezioni-vittorio-veneto-vogliono-far-votare-pure-i-1309583.html

Ebbene, di questo passo, non impiegheremo molto a divenire come Londra, dove il concerto fra il politicamente corretto che tacita i crimini degli immigrati e il massivo coinvolgimento di questi nelle elezioni amministrative ha sugellato un fatale ed irreversibile circolo vizioso che non promette nulla di buono.
Lo scrittore francese progressista Houellebecq aveva previsto tutto nel suo libro “Sottomissione”; ma sarebbe meglio evitare di dover ringraziare le Cassandre per il cortese preavviso, mentre i nostri figli vengono stuprati senza che nessuno si disturbi a denunciarlo.

http://www.ilpopulista.it/news/16-Maggio-2016/1009/-Sottomissione—il-best.html

HELMUT LEFTBUSTER

 

 

 

CATONE IL CENSORE E I FICHI CARTAGINESI

ottobre 6, 2016

“Carthago delenda est!”: Cartagine deve essere distrutta!
Con questo monito, Marco Porcio Catone, passato alla storia come Catone il Censore, soleva chiudere i propri discorsi al Senato romano negli anni compresi fra il 149 e il 146 a.C. E cioè fino a quando la città nemica giurata di Roma non venne distrutta ad opera di Scipione l’Africano, nel corso della terza Guerra Punica.

Catone, con gran lungimiranza, riteneva che Cartagine, in quel momento, costituisse il maggiore pericolo per la Città eterna. Tuttavia, molti senatori non volevano dargli ragione, ritenendo, il più delle volte in malafede, che Cartagine fosse talmente lontana dalle rive del Tevere da non rappresentare alcuna minaccia per i Romani.

Per convincere i colleghi, un giorno Catone si presentò in Senato con un bel cesto di fichi, catone-il-censore-e-i-fichiinvitando tutti ad assaggiarli; invito accettato di buon grado, dato il succulento aspetto dei frutti che, difatti, si rivelarono buoni e freschi come fossero appena colti!

A quel punto, Catone, che fino ad allora aveva osservato la scena in silenzio, limitandosi ad assumere un’espressione divertita, disse: “Ebbene, senatori, sappiate che i fichi che avete or ora gustato provengono da Cartagine!…”. Imbarazzati, i Padri Coscritti incassarono il colpo, compresero l’antifona e si convinsero a votare per la distruzione della potenza africana che, infatti, di lì a poco, verrà annientata.

Ebbene, dar ragione domani a chi già c’aveva visto giusto ieri, oltre che sciocco, può rivelarsi molto pericoloso.

HELMUT LEFTBUSTER

LA CASA DI DANTE A TRASTEVERE

settembre 14, 2016

A dispetto dell’evidente paradosso logico, i monumenti sanno parlare ben più degli

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uomini, e lo fanno senza dover chiedere placet politici o ideologici a chicchessia.

La Casa di Dante è uno dei tanti monumenti inaugurati durante il Ventennio e nasce come omaggio al Poeta, dalla doppia funzione logistica e simbolica.

Una bella targa marmorea esterna, infatti, celebra la grandiosità dell’Alighieri in occasione La Casa di Dante targa.JPGdella sesta ricorrenza centenaria della sua morte, decantando l’intenzione del Regime di esaltare la figura del “divino” immortalandone le gesta poetiche e letterarie e consacrandone lo studio e la divulgazione a missioni pubbliche.

E’ a tal riguardo da notare la specifica secondo la quale l’edificio trasteverino, un tempo proprietà nobiliare degli Anguillara, venne posto dal Governo a servizio del Municipio e quindi del Popolo.

Un bel dipinto ottocentesco del grande pittore romantico Roesler Franz conferma l’antecedente bellezza del prospetto architettonico originario incastonato in un contesto trasteverino di una Roma fiabesca come probabilmente mai più essere umano avrà occasione di vederla in futuro.la-casa-di-dante-1

Ecco perché sono così preziose le testimonianze pittoriche, scultoree e architettoniche; e nostro precipuo compito è quello di preservarle.

Chissà che dietro l’uso di incidere su marmo, tanto in auge in quegli anni e nel quale tante animelle nostre contemporanee non hanno saputo vedere altro che un fatuo sfoggio di “muscolarità fascista”, non ci fosse in realtà l’intento di salvaguardare il più fortemente possibile ciò che in futuro sarebbe stato vilipeso e calpestato: la memoria.

Ma, fortunatamente, il marmo è ben più duro della “pietra” di certe fedifraghe facce che fanno politica oggi.

G.dX

 

IL REAZIONARIO SARA’ SEMPRE PIU’ PROGREDITO DEL PROGRESSISTA

luglio 16, 2016

La logica non diventerebbe materia opinabile nemmeno se Pirandello ci si mettesse di buzzo buono; e se è vero che ciò che viene dopo è ipso facto più avanti e progredito di ciò che viene prima, la reazione al cosiddetto progresso sarà sempre più progredita del progresso stesso.

“Reazione” è la postuma, libera e legittima azione che segue ad un tentativo di manomissione di regole naturali sedimentatesi nei millenni, spesso operato più per loschi interessi e basse ripicche ideologiche, che non per naturali esigenze logiche.

Eppure, chissà perché, è sempre il reazionario a dover giocare in difesa, e non il rivoluzionario bischero che va a rompergli i coglioni pretendendo di violentare impunemente ciò che egli legittimamente intende difendere.
Insomma, l’onere della prova della giustezza o meno d’un cambiamento dovrebbe ricadere su chi tale cambiamento propone, non su chi vi si oppone.

Volendo seguire una metafora fisica, un elastico ben tirato dovrebbe essere frutto di un equilibrio di forze resistenti e desistenti la cui risultante sia il raggiungimento dell’obbiettivo mirato, senza mai andare più lontano del dovuto, ma nemmeno più vicino.
Invece, questo dogmatico Moloch chiamato “progressismo” vorrebbe porre d’ufficio il baricentro di ogni equilibrio sociale sul canone di un astratto e sconclusionato cambiamento piuttosto che su quello di un consapevole mantenimento dello “status quo”.
Ebbene, se anche non volessimo dar credito al detto popolare “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova”, il Terzo principio della termodinamica dove lo mettiamo?
<<Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria>>.
Insomma, non sappiamo se Newton fosse un progressista o un reazionario: ma certo non era un coglione!

HELMUT LEFTBUSTER

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IL LECCACULISMO DEGLI INTELLETTUALI DI SINISTRA CHE SI FINGONO LIBERI COL VUOTO ALIBI DEL RIFORMISMO

giugno 8, 2016

Ha ragione Sua Benignità: sono 30 anni che le cose non cambiano. Già, poiché sono 30 anni il leccaculismo...che gli intellettuali di sinistra, fingendosi rivoluzionari e progressisti, fanno gli imbonitori della catastrofe del loro popolo e di un’intera civiltà sponsorizzando le peggiori nefandezze deliberatamente commesse dalla penosa classe politica che li foraggia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/02/referendum-riforme-benigni-cambia-verso-ho-dato-una-risposta-frettolosa-con-la-mente-scelgo-il-si/2789238/

Ma lo squallore raggiunge l’apice quando questi giullari strapagati hanno la sfiga di dover sostenere non l’opposizione, come accadeva con la Sinistra dell’ era Berlusconi, ma chi governa senza nemmeno essere stato eletto: e allora, non potendo più recitare la parte dei “ribelli”, devono giustificare il loro leccaculismo mascherandolo da “libera opinione personale”. La stessa libera opinione che la loro ideologia totalitarista ha calpestato per decenni e continua a calpestare, come avvenuto di recente con l’epurazione dei giornalisti Rai critici verso Renzi.

Grazie, Vostrà Benignità: il leccaculismo di gente come Lei ci aiuta a smascherare ogni giorno di più la malafede degli occhialuti sessantottini che ammorbano l’aria della libertà e della bellezza.
E guardi un po’ chi è d’accordo con noi?!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/fo-sconvolto-benigni-verr-ripagato-renzi-1266895.html

HELMUT LEFTBUSTER

VOTO POSTALE: PERFETTO ESEMPIO DI DISTACCO DALLA REALTA’ DEL PROGRESSISTA CHE VIVE SEMPRE “ALTROVE”

giugno 4, 2016

Può l’esito d’un’elezione presidenziale di un territorio X essere deciso da emigrati che vivono e vegetano in un territorio Y ?
E’ quanto è successo recentemente in Austria, ove il “cattivissimo” candidato di destra è stato battuto per una manciata di voti “postali” dal suo avversario.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/elezioni-austria-media-ha-vinto-il-verde-van-der-bellen-battuto-il-nazionalista-hofer/2755527/

Naturalmente tale esito è stato salutato dal sinistrume nostrano con un sospiro di sollievo; e qui scatta il primo dei tanti corti-circuiti tipici del conformismo “gauche”: la sinistra, che se ne è sempre fottuta della natività come valore di cittadinanza, si bea dei voti dei nativi austriaci residenti all’estero solo nel momento del bisogno “elettorale”. Ma come? Non siamo tutti cittadini del mondo? Però come li ciucciano i voti dei “connazionali” che pur son lontani!

Del resto, per i companeros, i migranti hanno sempre avuto un fascino assoluto anche nella loro accezione “emigrante”: lasciare schifati la propria terra d’origine, infatti, è per il sinistro d.o.c. un vezzo irrinunciabile quanto il ventaglio per una madamina col neo disegnato sulla guancia.

Ma affrontiamo il tema cruciale della nostra riflessione: come mai chi non respira le problematiche del proprio paese, non vivendoci, tende a votare progressista? Forse che tale accezione politologica risulti in assoluto essere la più prossima alla sfaccendatezza, al disimpegno, al mettersi la coscienza a posto semplicemente snocciolando rosari buonisti senza dover mai incorrere nelle controindicazioni che la quotidianità comporta?
E’ facile fottersene dei treni pieni, degli ospedali inavvicinabili, della criminalità forsennata che ci assedia, quando magari si vive in una villa nella Confederazione Elvetica o nel Principato di Andorra.

Ma per osservare tale fenomeno non è indispensabile ricorrere a forbici spaziali così ampie: basta guardare come votano i radical-chic che vivono negli attici dei quartieri bene, rispetto al proletario a cui viene messo il centro d’accoglienza vicino casa, facendone diventare il quartiere una “banlieu”.
Bella la vita, eh companeros?!
HELMUT LEFTBUSTER