LA CASA DI DANTE A TRASTEVERE

settembre 14, 2016

A dispetto dell’evidente paradosso logico, i monumenti sanno parlare ben più degli

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uomini, e lo fanno senza dover chiedere placet politici o ideologici a chicchessia.

La Casa di Dante è uno dei tanti monumenti inaugurati durante il Ventennio e nasce come omaggio al Poeta, dalla doppia funzione logistica e simbolica.

Una bella targa marmorea esterna, infatti, celebra la grandiosità dell’Alighieri in occasione La Casa di Dante targa.JPGdella sesta ricorrenza centenaria della sua morte, decantando l’intenzione del Regime di esaltare la figura del “divino” immortalandone le gesta poetiche e letterarie e consacrandone lo studio e la divulgazione a missioni pubbliche.

E’ a tal riguardo da notare la specifica secondo la quale l’edificio trasteverino, un tempo proprietà nobiliare degli Anguillara, venne posto dal Governo a servizio del Municipio e quindi del Popolo.

Un bel dipinto ottocentesco del grande pittore romantico Roesler Franz conferma l’antecedente bellezza del prospetto architettonico originario incastonato in un contesto trasteverino di una Roma fiabesca come probabilmente mai più essere umano avrà occasione di vederla in futuro.la-casa-di-dante-1

Ecco perché sono così preziose le testimonianze pittoriche, scultoree e architettoniche; e nostro precipuo compito è quello di preservarle.

Chissà che dietro l’uso di incidere su marmo, tanto in auge in quegli anni e nel quale tante animelle nostre contemporanee non hanno saputo vedere altro che un fatuo sfoggio di “muscolarità fascista”, non ci fosse in realtà l’intento di salvaguardare il più fortemente possibile ciò che in futuro sarebbe stato vilipeso e calpestato: la memoria.

Ma, fortunatamente, il marmo è ben più duro della “pietra” di certe fedifraghe facce che fanno politica oggi.

G.dX

 

IL REAZIONARIO SARA’ SEMPRE PIU’ PROGREDITO DEL PROGRESSISTA

luglio 16, 2016

La logica non diventerebbe materia opinabile nemmeno se Pirandello ci si mettesse di buzzo buono; e se è vero che ciò che viene dopo è ipso facto più avanti e progredito di ciò che viene prima, la reazione al cosiddetto progresso sarà sempre più progredita del progresso stesso.

“Reazione” è la postuma, libera e legittima azione che segue ad un tentativo di manomissione di regole naturali sedimentatesi nei millenni, spesso operato più per loschi interessi e basse ripicche ideologiche, che non per naturali esigenze logiche.

Eppure, chissà perché, è sempre il reazionario a dover giocare in difesa, e non il rivoluzionario bischero che va a rompergli i coglioni pretendendo di violentare impunemente ciò che egli legittimamente intende difendere.
Insomma, l’onere della prova della giustezza o meno d’un cambiamento dovrebbe ricadere su chi tale cambiamento propone, non su chi vi si oppone.

Volendo seguire una metafora fisica, un elastico ben tirato dovrebbe essere frutto di un equilibrio di forze resistenti e desistenti la cui risultante sia il raggiungimento dell’obbiettivo mirato, senza mai andare più lontano del dovuto, ma nemmeno più vicino.
Invece, questo dogmatico Moloch chiamato “progressismo” vorrebbe porre d’ufficio il baricentro di ogni equilibrio sociale sul canone di un astratto e sconclusionato cambiamento piuttosto che su quello di un consapevole mantenimento dello “status quo”.
Ebbene, se anche non volessimo dar credito al detto popolare “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova”, il Terzo principio della termodinamica dove lo mettiamo?
<<Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria>>.
Insomma, non sappiamo se Newton fosse un progressista o un reazionario: ma certo non era un coglione!

HELMUT LEFTBUSTER

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IL LECCACULISMO DEGLI INTELLETTUALI DI SINISTRA CHE SI FINGONO LIBERI COL VUOTO ALIBI DEL RIFORMISMO

giugno 8, 2016

Ha ragione Sua Benignità: sono 30 anni che le cose non cambiano. Già, poiché sono 30 anni il leccaculismo...che gli intellettuali di sinistra, fingendosi rivoluzionari e progressisti, fanno gli imbonitori della catastrofe del loro popolo e di un’intera civiltà sponsorizzando le peggiori nefandezze deliberatamente commesse dalla penosa classe politica che li foraggia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/02/referendum-riforme-benigni-cambia-verso-ho-dato-una-risposta-frettolosa-con-la-mente-scelgo-il-si/2789238/

Ma lo squallore raggiunge l’apice quando questi giullari strapagati hanno la sfiga di dover sostenere non l’opposizione, come accadeva con la Sinistra dell’ era Berlusconi, ma chi governa senza nemmeno essere stato eletto: e allora, non potendo più recitare la parte dei “ribelli”, devono giustificare il loro leccaculismo mascherandolo da “libera opinione personale”. La stessa libera opinione che la loro ideologia totalitarista ha calpestato per decenni e continua a calpestare, come avvenuto di recente con l’epurazione dei giornalisti Rai critici verso Renzi.

Grazie, Vostrà Benignità: il leccaculismo di gente come Lei ci aiuta a smascherare ogni giorno di più la malafede degli occhialuti sessantottini che ammorbano l’aria della libertà e della bellezza.
E guardi un po’ chi è d’accordo con noi?!
http://www.ilgiornale.it/news/politica/fo-sconvolto-benigni-verr-ripagato-renzi-1266895.html

HELMUT LEFTBUSTER

VOTO POSTALE: PERFETTO ESEMPIO DI DISTACCO DALLA REALTA’ DEL PROGRESSISTA CHE VIVE SEMPRE “ALTROVE”

giugno 4, 2016

Può l’esito d’un’elezione presidenziale di un territorio X essere deciso da emigrati che vivono e vegetano in un territorio Y ?
E’ quanto è successo recentemente in Austria, ove il “cattivissimo” candidato di destra è stato battuto per una manciata di voti “postali” dal suo avversario.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/23/elezioni-austria-media-ha-vinto-il-verde-van-der-bellen-battuto-il-nazionalista-hofer/2755527/

Naturalmente tale esito è stato salutato dal sinistrume nostrano con un sospiro di sollievo; e qui scatta il primo dei tanti corti-circuiti tipici del conformismo “gauche”: la sinistra, che se ne è sempre fottuta della natività come valore di cittadinanza, si bea dei voti dei nativi austriaci residenti all’estero solo nel momento del bisogno “elettorale”. Ma come? Non siamo tutti cittadini del mondo? Però come li ciucciano i voti dei “connazionali” che pur son lontani!

Del resto, per i companeros, i migranti hanno sempre avuto un fascino assoluto anche nella loro accezione “emigrante”: lasciare schifati la propria terra d’origine, infatti, è per il sinistro d.o.c. un vezzo irrinunciabile quanto il ventaglio per una madamina col neo disegnato sulla guancia.

Ma affrontiamo il tema cruciale della nostra riflessione: come mai chi non respira le problematiche del proprio paese, non vivendoci, tende a votare progressista? Forse che tale accezione politologica risulti in assoluto essere la più prossima alla sfaccendatezza, al disimpegno, al mettersi la coscienza a posto semplicemente snocciolando rosari buonisti senza dover mai incorrere nelle controindicazioni che la quotidianità comporta?
E’ facile fottersene dei treni pieni, degli ospedali inavvicinabili, della criminalità forsennata che ci assedia, quando magari si vive in una villa nella Confederazione Elvetica o nel Principato di Andorra.

Ma per osservare tale fenomeno non è indispensabile ricorrere a forbici spaziali così ampie: basta guardare come votano i radical-chic che vivono negli attici dei quartieri bene, rispetto al proletario a cui viene messo il centro d’accoglienza vicino casa, facendone diventare il quartiere una “banlieu”.
Bella la vita, eh companeros?!
HELMUT LEFTBUSTER

 

IL NOSTRO ESTREMO SALUTO AL PARLAMENTARE RADICALE

maggio 26, 2016

Caro Marco, non ci sei più esattamente come è accaduto e sempre accadrà ad ogni uomo sulla faccia della terra. Quindi, tale circostanza nulla toglie e nulla aggiunge all’opinione che ogni cittadino ha il diritto di avere su chi, come te, lo ha rappresentato in parlamento; anzi, l’aver abbandonato ogni contingenza terrena, ti rende ancora più impermeabile agli incombenti disastri che da politico hai contribuito ad alimentare sulla pelle di chi, dal nostro punto di vista, li ha soltanto subiti suo malgrado.

Dimostrare che le tue battaglie cosiddette “civili” abbiano contribuito a migliorare il paese è ben arduo: con il tuo “divorzio” hai inceppato un meccanismo sociale ed ereditario che bene o male funzionava da tempo, senza che – è fuor di dubbio – la vita affettiva degli italiani ne abbia ricevuto un qualche giovamento.

Con la tua cannabis ed la tua scarsa devozione al salutismo, la categoria “giovani” degli ultimi decenni si è “inzombita”, inflaccidita e, non ce ne voglia nessuno, anche un po’ rincoglionita.

Con la tua ossessione abortista, si è verificato un tale buco generazionale dagli anni ’70 in poi, che gli italiani si sono ridotti ad un popolo di vecchi “badati” da manovalanza straniera a basso costo, con un baratro previdenziale incalcolabile incombente sul loro futuro.

Con la tua prosopopea giacobina, che ha sempre millantato una equidistanza ideologica fra destra e sinistra (prosopopea puntualmente tradita da quel vezzo di chiamare “compagni” i tuoi sodali radicali), la classe politica nazionale è solo peggiorata, e, in poche parole, oggi stiamo tutti peggio.
Di che cosa, dunque, dovremmo ringraziarti?!

Anche la coerenza politica non è mai stata il tuo forte: hai appoggiato Berlusconi non IL NOSTRO ESTREMO SALUTO...meno dei suoi avversari; e il tuo partito si è sempre aggregato a politiche globaliste e mondialiste senza mai occuparsi dei destini dei propri connazionali, né di condurre autentiche battaglie a difesa della produzione autoctona e dell’autodeterminazione dei popoli.
Voi radicali siete ancora gli unici a non aver accettato il fallimento dell’Esperanto, l’assurda lingua globale (con cui avreste volentieri sostituito le lingue nazionali) che, per fortuna, è rimasta un vacuo progetto pulcinellesco.

E per concludere, anche il tuo commiato, contraddistinto dalla languida lettera al pontefice votata unicamente ad ossequiarne la cieca fede immigrazionista, e non certo quella cattolica dalla quale ti sei sempre tenuto alla larga, è intriso dell’ormai diabetica mistificazione su chi siano i veri “ultimi” e “bisognosi” del film: vigorosi ragazzotti che sbarcano a Lesbo come a Lampedusa coi navigatori satellitari hanno ben poco di meritevole rispetto ai bambini che giacciono nei centri oncologici sprovvisti di fondi, ai malati terminali che stazionano nelle corsie per mancanza di posti, agli anziani abbandonati da figli ingrati che quelli come te hanno contribuito a diseducare rispetto ai valori tradizionali, ai licenziati che si suicidano per la disperazione: categorie delle quali non rammentiamo tu ti sia mai ricordato, tantomeno in questo tuo ultimo saluto al mondo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/20/marco-pannella-lultima-lettera-a-papa-francesco-ti-voglio-bene-davvero/2749026/

Pertanto, da Esseri umani non ti neghiamo foscolianamente l’umana pietas che si riserva ad ogni defunto; ma da cittadini, la nostra stima puoi scordartela.

HELMUT LEFTBUSTER

 

 

1 MAGGIO SULLE MONTAGNE DELL’HARZ A REGISTRARE I LAMENTI DEL VENTO DI SANTA VALPURGA

maggio 22, 2016

Mentre quattro zecche stracciacule si preparavano al concertone del 1 maggio col quale annoiarsi l’ennesima giornata di una vita depressa, Noi Dame Deviate abbiamo vagato per l’intera nottata fra il 30 aprile e l’alba seguente, lungo i crinali dell’Harz, nella Germania centrale, in compagnia di panRXa e KRYX666 a respirare quella secolare atmosfera folklorica piena di grida e di fuochi accesi, e a catturare i lamenti del vento che correderanno le ambientazioni di “IN SANCTITATE, BENIGNITATIS NON MISERETUR!”.

Con l’occasione presentiamo panRXa, magnifico attore (e gran figo!) tedesco che reciterà i Nibelunghi e il “Rolandslied” nella lingua di Wagner, duettando con Volgar sul brano “SACRE GESTA CAVALCANO IL METALLO / HEILIGE TATEN REITEN DAS METALL”

Già i Death SS cantarono in un loro album Valpurga, la celebre badessa canonizzata, morta ad Heidenheim nella gotica notte e divenuta musa ispiratrice di Goethe e Mendelssohn a dimostrazione di quanto la cultura europea sia scolpita nel DNA degli artisti europei, sebbene si faccia di tutto per dimostrare il contrario.
Noi, di tutta risposta, ci siamo recati in loco per farci benedire dal soffio di quella suora e per reiterare un cerimoniale di cui vogliamo renderci eredi ed ereditieri, immortalandone il suono all’interno del nostro futuro capolavoro.

Santa Valpurga, proteggici dai buoni; santa Valpurga, fottitene degli stronzi!
G/Ab & DEVIATE DAMAEN

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DD notte s Valpurga Harz 3

DILETTE MERDE CHE ‘L NICOL CENSURATE…

maggio 20, 2016

Dilette merde che ‘l Nicòl censurate
mentre a muse di pluralismo la boccuccia atteggiate
come puttana che vuol far quattrini senza saper cosa siano i pompini..

ebbene sappiate che spegner potete sol ciò di cui in mano l’attrezzo tenete;
nongià quel Cd che da lì vi sbeffeggia, che sia su panchina, fontana o puleggia
mollato all’ascolto senza alcun preavviso alla stregua d’un cul che vi sbotta sul viso!

Nessuna censura ci potrete arrecare senza rischiar di vedervi annaspare
mentre uno ad uno li dovrete stanare tutti i “Retro-Marsch Kiss” che già sono per mare.

Il libero arbitro mai potrete estirpare, tutt’al più il cazzo ci potrete sugare;
sbrigatevi, ordunque, a consumarvi le suole prima che in tanti si torni a votare!
https://www.youtube.com/watch?v=qZGP8vDt-jQ

E tu, metallar che sempr’eri incazzato
or che fai? Te ne taci purgato?
Orsù, non fare il disimpegnato
che pure al tuo culo un bel dito è infilato!

DEVIATE DAMAEN
(pasquinate dvracrvxiane)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/renzi-spegne-virus-dellinformazione-sgradita-1260551.html

DILETTE MERDE...

FA SATIRA SUI MORTI CHI NON HA I COGLIONI PER FARLA SUI VIVI

aprile 25, 2016

Noi, Dame Deviate, di pigliare per il culo chi è “in cattedra” abbiamo la cattedra da vent’anni, presa a scatarrare su produttori, etichette, distributori, recensori e pubblico indesiderato. Perché non ce ne è mai fregato un cazzo di lisciare il pelo ad altri che non fossero il nostro pube.
E la figata è proprio quella: sapere che il distributore con la Stella Rossa ti blocca l’album facendo incazzare la tua etichetta che a sua volta ti implora di fare interviste meno esplicite per poter vendere qualche copia in più, in una selva di band dal make-up satanico che poi suonano in favore dei profughi o come quindicesimo nome alle feste dell’Unità.

Oppure come quei pippaioli che vilipendono cadaveri ultra-settantenni pur di sugare la minchia a chi gli concede lo stand, qualche bottiglietta d’acqua minerale e un miserabile panino al kebab.
http://www.romatoday.it/cronaca/fascisti-romics-fumetto-mussolini.html

Quella contro i morti non è satira, è scolo ideologico irrancidito dall’impotenza.
La satira si fa contro chi governa, non contro chi ha governato, somari!

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Vorrà dire che oggi, 25 aprile, ci faremo 25 seghe alla salute della sfiga vostra e di quei quattro zombie che brucano l’erba al Brennero coi giubbotti salvagente addosso, mentre uno Stato sovrano difende legittimamente i suoi confini… (da “Sepolcreto e Nobiltà”:
<<Ogni Apollo ha il suo Giacinto, Dio mio mi somiglierà; ogni atollo ha il suo recinto, ogni confine è identità!>>)

G/Ab & DEVIATE DAMAEN

 

 

PIATTI ROMANESCHI: IDENTITA’ COMBATTENTE!

aprile 23, 2016

Perché starebbero sorgendo ovunque orrende friggitorie globalizzate, gestite da anonimi ragazzotti “low-cost” col cappellino al contrario, ove le orrende pietanze unte e bisunte, per poter essere omologate in ogni filiale del globo, sono costituite da materie prime di astrusa provenienza e qualità, se non con il preciso intento di alterare la consapevolezza culturale delle nuove generazioni iniziando dall’unica attività umana che si reitera ininterrottamente per tutta la vita, tutti i giorni, almeno tre volte al giorno, e cioè il “mangiare?!
http://www.milanotoday.it/cronaca/coda-arese-centro-commercale.html

Demolire le consuetudini gastronomiche e nutrizionali di un popolo è il modo più rapido ed efficace di smantellarne, in un sol colpo, la produttività, la salute e l’identità.

E lo stanno facendo, in parte sostituendo la demografia autoctona, che da sempre governa il rapporto quantità/tipologie di consumo, con genti che per eccessiva diversità culturale modificheranno tale rapporto inesorabilmente; in parte alterando con proposte gastronomiche deteriori la naturale dieta dei giovanissimi, sedotti così da modaiole porcherie a basso costo volte ad alimentare un’industria del “fast food” totalmente aliena e concorrenziale a quella nostrana. Insomma ci avvelenano boicottando la nostra economia, o, se preferite, boicottano la nostra economia avvelenandoci.

Eppure, questa analisi è fin troppo lapalissiana; meno lapalissiano è invece il come reagire a questo scempio programmato.
Ebbene, se la guerra è guerra, che lo sia anche in tavola: almeno nei giorni di festa, facciamo venire ai nostri figli l’acquolina in bocca con piatti densi di identità e pregni di materie prime la cui genuinità sia direttamente ricollegabile al loro territorio di nascita. Insomma, quello che dovrebbe essere il naturale equilibrio millenario di ogni popolo e che invece, un laido gruppo di balordi globalisti, vorrebbe minare per far saltare quel che siamo.

la coratella.JPG

fagioli co' le cotiche.JPG

i rigatoni co' la pajata

la trippa

carciofi e patate

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Sia ben chiaro: da Romani trattiamo di ricette romane; ma da Ragusa a Bolzano ce ne è per tutti i gusti.

A questo link del nostro blog troverete esercenti “certificati” nella loro ortodossia produttiva e professionale da cui rifornirvi e servirvi serenamente…

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2011/05/08/guida-dvracrvxiana-a-locande-ristori-e-commestibili-identitarii/

maritozzi co' la panna

HELMUT LEFTBUSTER, CUGA e TESS LA PESCH – Aristocrazia Dvracrvxiana –

IL NOMADISMO E’ CONTRO NATURA

aprile 12, 2016

Sciocco attribuire latenti responsabilità al “progetto Erasmus” per il tragico incidente, fatale come ogni incidente, occorso alle studentesse italiane in Spagna.

http://www.repubblica.it/esteri/2016/03/21/news/spagna_tragedia_bus_sette_le_vittime_italine_indagato_l_autista-135961306/

Tuttavia altrettanto ipocrite suonano alcune “excusationes non petitae” avanzate da certa stampa circa l’accaduto, e volte a blindare da qualsiasi critica quel “nomadismo del sapere” tipico di progetti come l’Erasmus che sono i classici totem del Pensiero unico globalista.
http://www.corriere.it/cronache/16_marzo_21/incidente-spagna-terribile-ma-non-lasciamoci-spaventare-erasmus-cosa-migliore-nostri-ragazzi-2a18c346-ef4b-11e5-9957-88f22239b898.shtml

Ebbene, senza Marco Polo qualcosa sarebbe mancato all’Occidente; ma un Occidente fatto di soli Marco Polo sarebbe stato un Occidente deserto. Insomma, un po’ di buon senso non guasterebbe: e quale miglior buon senso è possibile scovare in natura che non quello propostoci dalle immanenti leggi della fisica? E vi risulta forse che in tale ambito esistano esempi di inclinazione e gaudio da parte di elettroni e protoni nell’eseguire orbite più ampie di quelle strettamente necessarie alla naturale preservazione energetica dei vari elementi costitutivi della materia?
Insomma, il movimento costa energia, fatica, dispersione e distrazione; quindi per giustificarlo occorrono argomenti eccezionali. Certo, nelle giuste proporzioni il movimento può produrre vantaggi conoscitivi, arricchimento culturale, divertimento. Ma tutto questo non può assurgere ad imperativo categorico quale invece i globalisti hanno reso l’emigrare, l’esportare, l’andare a studiare altrove, come se tutto ciò fosse scevro da quei costi dovuti all’artificiosità ideologica d’una deroga al principio fisico di base per cui è la stasi lo stato ergonomico ideale in natura, non il moto.

Quanto al mantra secondo il quale le popolazioni nomadi sarebbero le uniche portatrici di cultura, oltre che idiota, è un palese controsenso logico: la cultura si produce in un luogo ben preciso all’interno di un’unità di tempo ben determinata; essa non è mai stata il frutto di quattro zingarate estemporanee.
Piuttosto è vero il contrario: un ossessivo e continuo miscuglio impedisce qualsiasi sedimentazione culturale creando apolidia psicologica, confusione e superficialità spirituali. L’uomo ha sempre avuto bisogno della caverna per identificarsi in qualcosa di proprio, e ha sempre segnato solchi concentrici per cercare di delimitare un settore circondariale che raccogliesse caverne simili al suo interno, senza mai fare più strada necessaria di quella che l’orografia e i limiti geografici gli hanno suggerito e consentito.
Invertire questi fattori può soltanto servire a creare una società globale regressiva, approssimativa e pertanto dominabile da asettici fattori consumistici (come il denaro) a totale svantaggio di quelli ideali e spirituali per favorire i quali resta invece imprescindibile una tradizionale coesione identitaria.

Un uomo troppo incline a spostarsi non saprà mai soffermarsi su chi e su che cosa egli sia, ovvero sulla più embrionale riflessione filosofica che l’uomo stesso possa fare per progredire.

HELMUT LEFTBUSTER

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