Editoria parassitaria, artisti minchioni!

di Helmut Leftbuster

 

Solo col potere del proprio genio l’artista può varcare la soglia del proprio IO, ed esportare se stesso nel mondo che lo circonda, donandosi ad altri individui, e mettendo costoro in grado di determinarne l’apprezzamento basandosi unicamente sul controvalore del libero e gratuito godimento fornito da tale fruizione sensoriale (lettura, musica, cinema..). Il problema è il trasporto, il veicolo, il vettore di tale godibilità, insomma l’elemento più inutile della catena e paradossalmente quello che fa la differenza. Oggi, internet, con grande allarme di questi parassiti dagli altisonanti nomi..”discografici”, “editori”, “agenti”, ha finalmente aiutato a rendere le potenzialità di tale veicolo suscettibili del livello di creatività dell’Artista, rimettendo costui al timone della propria filuca: grazie alle tecnologie comunicative digitali, Egli può esportare la propria arte facendola conoscere attaverso un naturale richiamo del quale firmare personalmente la morfologia del segnale. Myspace e la sua diretta ed elementare governabilità gestionale da parte dell’Artista ne è esempio lampante, seppur non ancora perfezionato.
Ma sino ad ora il rapporto Artista-fruitore è stato irrimediabilmente mediato parimenti al far dipendere la felicità di un’avvenente fanciulla, realizzantesi nel concretizzare un appuntamento fortunato con ipotetici ed ancora ignari principi azzurri, facendo dipendere cio’ dalla capacità, velocità, prezzo e talvolta capriccio del taxi che la deve condurre a tali appuntamenti, anziché dalle pure potenzialità della fanciulla medesima: è mai possibile una simile resa dell’intraprendenza umana? I taxi potrebbero fare di tutto per boicottare quella fanciulla, tumulandone il potenziale destino: ricattarla per scroccarne i favori, fregarla sul prezzo della corsa, rallentare la marcia per favorire la passeggera di un altro taxi ideologicamente più “accomodante” e fisicamente più “disponibile”, chiederle il “pizzo”, assassinarla durante la corsa o, sia pur fortuitamente, cagionarle un incidente che non le sarebbe capitato se costei si fosse recata a tali appuntamenti guidando la propria auto.
Servirsi d’un’agenzia per rifare i documenti smarriti è un servizio pagato, comodo e sicuro; ma appaltare all’esterno (quasi sempre disonesto) la propria potenzialità di incontrare altri cuori a cui dedicare, donandole, le proprie odi è stolto e vigliacco, ed annulla totalmente, sia in senso positivo che negativo, le potenzialità del messaggio stesso: chi dovesse ingenuamente pensare che l’Artista famoso sia anche un artista libero, non tiene conto dell’infima qualità di ciò che costui, ormai mercenariamente, è costretto a sfornare ogni giorno per continuare a ricevere le medesime “dosi” di tornaconto divenute indispensabili al suo status, avendo definitivamente venduto l’anima alla mediocre ma mefistofelica entità che l’ha portato sin lassù. Proprio come succede con la Mafia.
L’editoria è una mafia al servizio dell’Intellighenzia: e puzza di merda come quest’ultima.

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