Archive for novembre 2009

OLIO d’OLIVA: DONO PREZIOSO, FRUIBILE, FRAGRANTE e IDENTITARIO

novembre 29, 2009

Il Natale s’avvicina, e, che piaccia o meno, qualcosa si deve pur donare ai propri cari, che sia per devozione, per costume, per tradizione o per semplice accondiscendenza consuetudinaria e familiare. E allora, meglio esser pratici e rifuggire le brame del consumismo d’accatto del “comprare tanto per fare”, che rischia soltanto di favorire proprio quella globalizzazione che, oramai s’è capito, è ben più filo-allogena di quanto i no-global volessero farci credere all’inizio. E allora, uniamo l’utile al dilettevole e regaliamo OLIO d’OLIVA!
Puro, genuino, incorruttibilmente nostrano, secolare come i nodosi e favolistici tronchi dei nostri amici alberi che ne generano il frutto, prodotto secondo le diverse ricette tipiche delle varie zone della penisola italica, offre ampio margine di scelta qualitativa, prezzi assolutamente ragionevoli, una veste-regalo sempre accattivante, e la certezza di trattarsi di un prodotto dall’inestimabile valore identitario. Volete una controprova?! Trovateci una ricetta gastronomica allogena che ne preveda l’uso…ed i suoi produttori certamente non sono multinazionali, soprattutto se andrete a reperirlo alla fonte, gli odorosi frantoi d’una volta!
Una buona bruschetta riunisce in sé doti organolettiche e nutrizionali d’eccellenza, una godibiltà di fragranza impareggiabile e la grandezza d’un passato che non vogliam dimenticare.
SKEGGIA DVRACRVXIANA

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CIAMBELLONE DANTESCO

novembre 23, 2009

CIAMBELLONE DANTESCO :
il nome di tale ricetta ha un valore tutto numerologico; il “tre” è infatti il numero sacro al Sommo Poeta…tre i Canti della Divina Commedia scritta – nel 1303 – in terzine dantesche, tre i Mondi che vi si raccontano, tre le bocche di Lucifero intente a “maciullare” i tre peggiori dannati dell’Inferno, Giuda, Bruto e Cassio…
E “tre” è il numero da ricordare per calcolare le misure di questa ricetta, che fareste bene ad imparare a memoria e adottare come consuetudine per la vostra colazione, piuttosto che star lì a farvi maciullare i coglioni da trasmissioni guastafegato come “Report” che vedono cancri e multinazionali cancerose ovunque senza però mai suggerirvi alternative valide a sostituire ciò che le “gabbanelle” di turno tacciano di scarsa genuinità e condannano puntualmente come “prodotti adulterati”, men che mai appellandosi al concetto troppo “leghista” di “identità” del cibo, che, invece, resta l’unico, vero e concreto argomento antisofisticazione plausibile.
Allora, basta merendine e schifezze varie globalizzate, così smetterete di finanziare non si sa mai bene chi..magari qualche irregolare che impacchetta cornetti sotto costo (senza di certo essersi lavato le mani prima di cominciare..) e prendete una bella pignattona dove mettete 3 etti di farina, 3 di zucchero, 3 tazzine d’olio di semi (o di burro sciolto, a gusto d’ognuno), 3 tazzine di latte con scioltavi dentro una bustina di lievito in polvere, e poi l’aroma che preferite: del succo di arancio, un limone grattuggiato, del cioccolato fuso, del liquore adatto, quello che volete. Sta in forno per 40-45 minuti a 180°…e non solo saprete quello che mangerete, ma soprattutto sarete consapevoli dell’identità di chi lo ha cucinato!

Una interessante variante consiste nel sostituire una delle tre tazzine d’olio ed una di latte con della ricotta fresca che fornirà il giusto contributo di sostanza, aggiungendo sapore e morbidezza.

COCAINOMANIA EXTRACOMUNITARIA

novembre 22, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

– COCAINOMANIA EXTRACOMUNITARIA
Onde evitare pacchiane strumentalizzazioni ideologiche dei paladini dell’extracomunitarifilia, ci rifacciamo alle cronache giornalistiche dei Tg di un giorno qualsiasi, ma ben preciso ed intrinsecamente lugubre, il 2 novembre del 2008; cosìcché basterà rivedere le registrazioni di tali Tg per verificare che i contenuti refertizi di codesto scritto dvracrvxiano siano inappuntabilmente oggettivi, restando opinabili solo quelli opinionistici di chi lo scrive: su quattro incidenti automobilistici del weekend di Ognissanti, tre sono stati cagionati da extracomunitari bevuti, fumati e cocainomani, testuali parole usate dalla cronaca. Il dato che a tal proposito intendiamo analizzare non è, per una volta, quello della densità statistica oramai intollerabile di tale fenomeno criminoso; piuttosto quello dell’ipocrisia idelogica, una delle tante, che reca seco: se son davvero poveri e bisognosi, tali immigrati, come possono acquistare l’occorrente per le loro viziose prodezze? Passi per alcol e marjuana, ormai alla portata di tutti, ma gente che avrebbe fame – avrebbe..sottolineamo Noi – come può procurarsi con tanta facilità un’auto con cui correre, il carburante per farla andare e la cocaina per rendere ancor più bestiale l’ammazzarvi altri (innocenti) esseri umani? Due le possibili risposte: o non è poi così realistico questo loro bisogno di cibo, oppure sono oramai talmente tanti e ben integrati da poter offrire nelle statistiche dell’incidentistica preterintenzionale una numerosità concorrenziale a quella dei nativi; e, attraverso atti criminosi, reperire la grana con cui divertirsi e godere di ogni possibile anfratto di “occidentali piaceri” (..cocaina compresa): riportiamo fedelmente da “Leggo” del 4 nov 2008 : “..facevano strage di pneumatici, presi un romeno ed un lituano…”, “..tenta stupro un russo di 25 anni…”, “…prese due borseggiatrici bosniache…”, “…arrestati cinque marocchini…”,”…un romeno ventitreeene si rifiuta di pagare il pranzo consumato nel ristorante…”; e tutto questo solo in un giorno ed in un’unica pagina: dove sono finiti quei sani criminali italiani d’una volta?
L’articolo termina qui, lasciando libere desunzioni logiche alle riflessioni di chi legge : ma ricordando a chi occupa le scuole in questi giorni per protestare contro il decreto del governo che mira a ripristinare un pò di disciplina nei luoghi deputati all’educazione civile dei giovani ed al tentare di preservarne un corretto processo d’apprendimento attraverso una “discriminazione positiva” (termini tecnici del decreto legge in questione) degli studenti extracomunitari per un loro più corretto inserimento nella vita civile del nostro paese, che il valore d’una vita umana, persino la loro, nel momento in cui non viene adeguatamente considerato per congenito deficit d’emancipazione culturale, va garantito con metodi coriacei almeno quanto coriacea è la resistenza di questi barbari a qualsiasi tentativo pacifico di insegnargli urbane maniere di vivere in società.
HELMUT LEFTBUSTER
myspace.com/dvracrvxcenacvli dvracrvx_cenacvli@yahoo.it

“BLOB” : montaggio ideologico serialserale!

novembre 20, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
BLOB : UN MONTAGGIO IDEOLOGICO SERIALSERALE RENDE TENDENZIOSE REALTA’ DI PER SE STESSE ASETTICHE E FA IL LAVAGGIO DEL CERVELLO A MILIONI DI ITALIANI OGNI SERA…
A Noi non fa neanche ridere, ma poco importa, il senso dello humor è soggettivo. Quello che lo è di meno sono gli euro pagati col canone, che dovrebbero garantire un affidamento del palinsesto pubblico a gestioni meno faziose, partigiane, e furbastre.
Ma l’altezzosità dell’intellighenzia è tale da non contrattare mai nulla: loro sono il Vangelo, il popolo deve solo belare, possibilmente senza godere; se poi gode, pazienza, l’importante è che obbedisca: e quale modo migliore per ottenere tale risultato che non quello d’indurgli una risata coatta, forzata, meccanica, la signora impellicciata che scivola sulla merda, per intenderci; ma poi quella risata il giorno dopo, come nel paese dei balocchi di Pinocchio e Lucignolo, diventa obbligo conformista, contagio politically-correct, e gli asinelli raglianti finiscono tutti al circo dei loro ammaestratori. Tuttociò è tipico delle TV di regime: prendiamo “Annozero” di Michele Santoro ed in particolare la puntata dove il “boss” ha dato di matto imprecando con gli occhi lucidi ai bambini palestinesi sventrati (non mettendosi neppure per un istante nei panni di chi convive col lancio di missili nel giardino di casa..gli israeliani sono i cattivi punto e basta!) : segue lo stesso schema drammaturgico d’una puntata del poliziesco “tenente Colombo”, lo sgualcito poliziotto americano, con quella sua fierezza intellettuale proletaria e furbetta che ne fanno il solo deus ex machina di tutta la polizia statunitense: si parte da una tesi colpevolista palesata sin dall’inizio della puntata e si procede lungo un tragitto del tutto utile a dimostrarla, senza tanti colpi di scena: lo spettacolo sta nel ludibrio acquolinoso (e un po’ bavoso) del pubblico assetato di sangue e prono all’intelligenza del mattatore di sconfiggere la bestia incatenata nell’arena, destinata comunque ad una fine impietosa. Dove sei, signora Fletcher?!..sarai più borghese e stucchevole, forse, ma almeno lo sceneggiatore non svela il colpevole sino alla fine per non impedire alla capacità d’analisi d’ognuno di cimentarsi, attraverso l’avatar “Jessica Fletcher”, nell’esercizio del proprio senso critico. Certo, porti un po’ sfiga, dato che ove passi tu spunta un morto ammazzato, ma pure Colombo, che fa tanto il proletario, non scherza!
Del resto, cupezza cronica, alterigia snob e intellettualoide dal forte olezzo di foie gras e salmone affumicato, una essenzialità grafica di stampo sovietico che sconfina irreversibilmente nella bruttezza e nel grigiore che nulla regala alla forza dei concetti espressi (quasi sempre grigi anche quelli!) sono gli elementi che campeggiano sovrani sul palco del giornalismo televisivo – e non – “di sinistra”, con i mezzibusti di RAI 3 che non ti fanno un sorriso neanche se crepi; ma il peggio è che mistificano: in un paese assediato da stranieri ed ormai irrimediabilmente già meticcio, trasmettono immagini in cui i profughi di lampedusa – i buoni – pregano e cantano nel centro di accoglienza, mentre i lampedusani – i cattivi – esasperati aggrediscono i raitreini giornalisti, rompendo anche una telecamera (in realtà spenta maldestramente ad hoc per simularne un’improbabile danneggiamento…HELMUT LEFTBUSTER.

CHI RUBA…poverino lui!

novembre 20, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
CHI RUBA..POVERINO LUI !
Prendiamo le mosse da due fatti di cronaca piuttosto simili e pressoché simultanei: entrambi hanno per oggetto rapine domiciliari, in entrambi i casi perpetrate a Roma e a carico di gente nota la cui reazione all’evento reca seco conseguentemente una sorta di “valenza” mediatica del fenomeno, ben oltre la singolarità del fatto concreto, E ciò non solo per il clamore aggiunto che il fatto si porta dietro, ma anche per l’inevitabile ideologizzazione dei differenti modelli di comportamento applicati dai protagonisti-vittime, che vanno così a costituire una qualche linea guida a cui rifarsi nell’affrontare un dramma-sicurezza che a Sinistra, come sempre, vorrebbero far passare per disagio di chi ruba causato dall’ingiusta ricchezza dei derubati, anziché, da normale raziocinio, come l’ingiusto disagio dei derubati causato dalla strafottenza di chi ruba.
Questa volta i protagonisti sono, fra le vittime, sabino Nela, ex terzino romanista, da una parte, e Renzo Arbore, che non necessita di presentazioni (né tantomeno di inquadramento politico-culturale) dall‘altra. Fra i carnefici – ma questa non è una notizia – protagonisti sono i soliti pluripregiudicati rumeni o non meglio specificati cittadini dell‘Est (come proferito dallo stesso Arbore). Le fonti giornalistiche che riportano le rispettive notizie sono due quotidiani da cui estrapoleremo il virgolettato: “Leggo” del 30 giugno 2009 per il caso di Nela, e “Il Messaggero” del 23 giugno 2009 per il caso di Arbore.
Uniche, vere differenze le dinamiche: nel caso di Nela (appartamento in condominio di un quartiere della periferia romana) il malvivente era uno solo, l’ex calciatore è accorso, lo ha prontamente immobilizzato grazie alla prestanza del proprio fisico, e ha chiamato i carabinieri, scongiurando il perfezionarsi del furto.
Nel caso di Arbore (attico in un noto quartiere della Roma-bene molto preso di mira dalla criminalità), i banditi erano quattro, erano armati, lo hanno sorpreso nel sonno puntandogli una luce sulla faccia e sono così riusciti a portargli via ogni ben di dio; quindi indubbiamente episodio ben più dannoso, cruento ed efferato del precedente.
Fin qui la cronaca dei due fattacci; ora la nostra attenzione vuole soffermarsi sul diverso tenore delle dichiarazioni rilasciate dalle due vittime in sede di intervista ai giornali, di cui riportiamo alcuni stralci salienti:
Sabino Nela: “…mi è andata bene…in certe situazioni non si sa come si può reagire…a Roma c’è aria di insicurezza? Beh, diciamo che tra i tanti rumeni che vivono qui ci sono parecchie teste calde…”: normali dichiarazioni di un cittadino che ha subito un torto, ne esprime il disagio con lucidità, e, senza farne una tragedia, ne trae oggettive conclusioni.
Ed ora veniamo a Renzo Arbore, vittima dell’episodio più grave: ma qui un po’ di parafrasi del testo da parte nostra si rende indispensabile, visto che siamo in democrazia e che questo, come ogni nostro scritto, vuole analizzare dei fatti oggettivi per concluderne un personale, libero e sempre discutibilissimo elaborato: “…volevano i soldi e gli ho detto dove prenderli. Volevano altre cose, oggetti a cui tenevo tantissimo..come il corno di Totò che mi fù regalato da mia figlia. ..Io mi sono attenuto alle uniche regole che è bene seguire in questi casi: subire. Altro sistema non c’è. Faccio un appello ai ladri, ridatemi almeno il corno di totò.” Sin qui la ragionevolezza non manca, seppure fiaccata già da una certa retorica un pò lassisteggiante; ma il meglio deve ancora venire: alla domanda dell’intervistatore circa il “dettaglio” che i malviventi fossero armati, Arbore risponde: “avevano dei coltelli..forse presi in casa da qualche parte”, come dire: poveracci, non preventivavano neanche l’uso delle armi, o forse erano talmente “bisognosi” da non possederne neppure! E aggiunge letteralmente: “parlavano con un accento straniero, forse dell’Est, ma è difficile trarre delle conclusioni.” A quali conclusioni si riferisce, il clarinettista? Quelle che dovrebbe trarre il più elementare raziocinio?! O erano dell’Est o non lo erano, se permette il signor Arbore almeno le conclusioni le lasci trarre a chi legge, visto che è lui a raccontare i fatti: e se racconta di un accento dell’est dei rapinatori, a meno che nel bel mezzo della rapina costoro non fossero stati doppiati da due attori “dell’est”, è savio ritenere che fossero dell’est !
Ma andiamo oltre: alla domanda “l’hanno fatta spostare per casa?” probabilmente dovuta alla reticenza dello showman circa le dinamiche più scabrose del furto, egli risponde: “assolutamente no, non hanno voluto che mi spostassi dal letto!”..sembra quasi voler dire: che carini, non mi hanno fatto neppure scomodare! E naturalmente prosegue prevenendo qualsiasi “fraintendimento” della sua bonarietà: “…comunque bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno. Sono salvo. E non sono stato picchiato. Lo racconto. Nel male è andata bene.” e conclude quasi gaio affermando che la brutta disavventura non pregiudicherà minimamente le sue prossime date teatrali, per quanto è stata insignificante.
Che dire?! Come può la negatività insita, congenita, in una determinata tipologia di eventi, minarne la lucidità di analisi, di giudizio, addirittura da parte di chi ha patito tale medesimo evento nefasto. Come si può artificiosamente edulcorare un’esperienza così tragica, violenta, minante dei fondamentali diritti dell’uomo quali la libertà e l’incolumità di un cittadino, come l’intrusione nella propria casa nel cuore della notte, i coltelli (da cucina o meno che fossero), le luci spianate addosso, e farlo in nome di un approccio ideologico ormai tristemente noto a tutti?! Stranoto..lo stesso che ha fatto ripetutamente perdere le elezioni alla Sinistra e che continuerà irrimediabilmente a fargliele perdere (per fortuna!) sino a che essa proseguirà imperterrita (speriamo quindi il più a lungo possibile..) a blaterare ai suoi discepoli, attraverso il Verbo dei suoi santoni, che chi ruba lo fa per necessità..chi ci invade lo fa per disperazione e chi ci caga sulla faccia lo fa perché gli scappava proprio in quel momento, e quindi..poverino lui!
HELMUT LEFTBUSTER – dvracrvx_cenacvli@yahoo.it

“YPOKRITES”, dal greco TEATRANTI.

novembre 20, 2009

ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA
– YPOCRITES, dal greco : ” teatranti ” –
Ancora X-Factor, la televisione e le mille ipocrisie “rubentes”; ed il controllo delle menti. Il mondo dello spettacolo è tradizionalmente – mai capito il perché – appannaggio della rubente intellighenzia al caviale. Tant’è, chi ci arriva e approda deve da sempre possedere credenziali adeguate. Come abbiamo già avuto modo di rilevare, la trasmissione “X Factor” rapprsenta un esempio di questa sciagura: sfruttando dilettantismo, pressapochismo e rammolitismo tipici della nostra epoca, rende vere star della situazione, anziché i penosi aspiranti giudicandi, i furbastri “giudici” della trasmissione – già ampiamente ricchi e famosi – uno dei quali, proclamandosi musicista, dichiara pubblicamente (da “LEGGO” del 19 gennaio 2009) : <>. Considerando che l’altro dei tre “giudici” di X Factor è una discografica di mestiere, ed è simbolo quindi di quella “numerosità” indispensabile a vendere quel quantitativo di dischi indispensabile a garantire il profitto di chi a sua volta garantisce il buon funzionamento di un progetto discografico in seno al mercato, tiriamo le somme circa l’ipocrita teatrino di tali blaterazioni. Fermo restando che Noi, non essendo musicisti, trattiamo l’argomento al solo lume del ragionamento, senza entrare nel merito artistico di per se stesso opinabile dal gusto d’ognuno, continuiamo a vagliare la mera ipocrisia di tale faccenda canone-finanziata: il tipo prosegue con lo stigmatizzare, a proposito della sopracitata non indubbia coincidenza fra valore musicale e copie vendute, l’atteggiamento da star tenuto da tale Giusy Ferreri, la sguattera uscita dal contest dell’anno scorso e finita juris et de jure a cantare sull’ultimo disco di un – piacente o no – monumento come la Vanoni (che vergogna averglielo permesso, Ornella: una vera grande non ha bisogno di ricorrere a simili mezzucci pur di allargare il proprio range di vendite, e dovrebbe saper dire NO! a simili ricatti discografici), a fronte di artisti che dopo anni di gavetta suonano ancora nei sottoscala pur essendo bravissimi. Quindi di cosa farfuglia l’arringatore feltrinelliano, quando fa parte a pieno titolo di un sistema che intende dettar legge sulla base di un’accondiscendenza di gusto diretta dall’alto (il suo) per far ascolti, quindi numeri, quindi vendite? Insomma, il jet-set, connivente l’establishment culturale al caviale, continua impudentemente a cantarsela e a suonarsela, certo della sonnolenza di cervelli da troppo tempo ammaestrati ad obbedire o a suon d’ideologia o d’ipocrisia. Avanspettacolo da voltastomaco: Elio e Le Storie Tese che vendono una nota marca d’amaro, facendo credere d’esser ancora immuni da quella lucrosità d’animo la cui satirica stigmatizzazione, cantata nella loro hit di qualche anno fà, sembrava averli resi ingenui menestrelli della risata. Ma dal soldo non è immune proprio nessuno: percarità, lungi dal voler fare i moralisti, nulla di nuovo sotto il sole, ma almeno..IPOCRISIE FUORI DAL CULO! H. LEFTBUSTER

CIVILE SPIETATEZZA, O BALORDA PIETAS ?!

novembre 16, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
civile spietatezza o, piuttosto, balorda pietas ?
Prendiamo i tanto vituperati militari messi per strada e visti come il demonio dai benpensanti paladini della “libertà d’azione criminale” (non certo di pensiero..) e dell’ecumenismo comunista: se la loro presenza servisse a salvare sia pure una sola vita, – una sola vita – non ne varrebbe la pena?
Perché a sinistra si ragiona sempre in termini così unidirezionalmente “sociali” ed immancabilmente cinici rispetto ai diritti del singolo, rispetto alla sofferenza ed ai bisogni che l’individualità può patire a causa delle straripanti esigenze di una massa anonima, informe e troppo spesso insignificante?!
Quanto vale una vita umana ? Inestimabilmente: è questo l’unanime e trasversale verdetto dei più grandi umanisti e filosofi di tutti i tempi. Ebbene, quanto tale vita viene realmente tutelata dalla legge? Non parliamo di etica solidaristica – e molto ideologica – che costringa gli esseri umani ad aiutarsi onde evitare che altri muoian di stenti; parliamo, piuttosto, del rendere esecutivo il sacrosanto divieto di uccidere: questione che invece riguarda tutti, come la morte stessa, del resto!
I Romani, maestri di diritto, vietavano di uccidere un uomo libero, non obbligavano alcuno a dar sussistenza gratuita a qualcun altro a spese del primo: astenersi dall’uccidere è un dovere giuridico di tutti, la solidarietà è solo un’opzione etica di parte. Ebbene, la società è un consorzio giuridico nato per salvaguardare e rendere più agevole la tutela dei singoli che la compongono, e l’incolumità fisica è il cardine di tale tutela; certo, salute compresa, ma incolumità prima di tutto: la salute ne è solo una fattispecie.
Tempo fà uscì un’indagine sulla popolarità della pena di morte negli U.S.A, secondo la quale la maggioranza degli americani vi era favorevole non perchè la considerasse un deterrente al commettere omicidi, né perchè la ritenesse funzionale a punire, ma semplicemente perché la considerava “giusta”. Ciò detto, ci rendiam conto esser questo argomento scabroso e non gestibile in uno scritto di poche riflessioni: ma una domanda deve poter essere legittimamente posta: se la pena capitale, anche come semplice deterrente, facesse diminuire le statistiche omicide pur soltanto di una sola unità l’anno, non sarebbe auspicabile proprio in nome di quella sacralità della vita per la quale si deve poter investire un capitale umano quantomeno equivalente a quello da salvaguardare? (ammesso che esista equivalenza di valore umano fra un assassino e la sua vittima, in una civiltà giuridica evoluta). Ovvio che le fredde statistiche abbraccerebbero tale sacrificio come auspicabile (in uno stato che ha la pena di morte il clima di deterrenza verso la commissione dei crimini porta ben oltre l’unità la soglia di disincremento dei reati gravi), ma i fautori del “buonismo d’accatto” si appellerebbero subito alla sacralità della vita del condannato, creando quel virale corto circuito ad essi caro in base al quale al morto ammazzato si dice “Amen”, e al condannato si propone di “non farlo più” in nome della solita pietas cattocomunista, puntualmente dimentica delle volgari formule di esecuzione capitale proprie di Paesi Arabi,Cina e paesi comunisti in genere.
Mentre, infliggere in modo tecnologico e civile la cessazione di attività biologica ad un essere che di umano ha solo l’appartenenza umanoide dovrebb’essere un male minore sopportabile per una società che davvero volesse tutelare l’incolumità e la sicurezza dei propri consociati civili e puri: il pietismo verso l’arto cancrenico serve solo a far morire prima ed in modo più straziante l’intero paziente, che ben volentieri scongiurerebbe il medico di amputarglielo: ma la voce gli vien portata via da quei santarelli che dicono di battersi per i deboli quando in realtà lo fanno per balordi e assassini. Helmut Leftbuster – myspace.com/dvracrvxcenacvli

BUONI FUORI, CATTIVI DENTRO !

novembre 16, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
Chi è marcio dentro suole ostentare buonismo fuori!
<>.
Questo nostro immarcescibile assunto è stato una volta di più confortato dalle recenti (17 3 2009) notizie stampa riguardanti quella “santona di non si sa bene che cosa” rapita in Colombia – e poi liberata – da terroristi comunisti (le cosiddette Farc..pure questi, bei rompicoglioni: saranno tutti animalisti e vegetariani?!).
A Noi quella donna non è mai piaciuta: lunghi capelli rigorosamente sale&pepe (guai a tingersi..fà così borghese!), vesti stile hippie anni ’60 sul genere di Maria Maddalena in “Jesus Christ Superstar”, sguardo ecumenico e perdonista alla Joan Baez, di quelle Giovanne d’Arco dei poveri che sembrano quasi contente d’esser state rapite, e quasi seccate di venir liberate; gente che ama crogiolarsi nel disagio creatogli da una “giusta causa” per affermare col proprio esempio quel precetto cattocomunista in forza del quale il martirio fortifica la causa di chi martirizza, e quanto al martire..chissenefrega!
Ebbene in questi giorni, stampa e Tg lasciano trapelare inquietanti indiscrezioni sul personaggio: ad esempio sono ancora nebulose le ragioni e le modalità del suo rapimento/detenzione/liberazione; inoltre alcuni suoi compagni di prigionia avrebbero dichiarato trattarsi di persona dal temperamento arrogante ed egocentrico, addirittura c’è chi sostiene fosse solita sottrarre le razioni di cibo ad altri prigionieri..notizie che prendiamo con lucido beneficio d’inventario, ovviamente, limitandoci a riportarle come discorso indiretto, essendo già state pubblicate da organi divulgativi di ben altra caratura mediatica ed editoriale della nostra.
Tuttavia, quel che è certo, perché è agli atti, è che la donna avrebbe chiesto il divorzio da quel povero disgraziato del marito, che durante la “drammatica” prigionia della moglie si è tanto sbattuto per la sua liberazione andando addirittura in giro con aeroplanetti sgangherati a lanciare volantini in zone di guerriglia pericolose assai. A peggiorare la situazione, il dettaglio in base al quale la motivazione di tale richiesta di divorzio (peraltro negata dal conuige) sarebbe insita nel rapimento stesso: la distanza coatta avrebbe infatti “lenito il senso d’attaccamento” fra i due: che donna sensibile, pura e dall’alto valore morale!
Morale che per Noi resta ogni volta la stessa: chi è buono a portare ciotole di riso ai poveri, predicare uguaglianza e pace, mandare soldi in africa adottando bambini a distanza, spesso e volentieri fà poi cose pazzesche durante le riunioni di condominio, si scanna coi proprio fratelli per la spartizione dell’ eredità di famiglia, mette i propri genitori in ospizio appena può, e, a quanto pare, molla i coniugi che non vede per troppo tempo.
Chi veste di bianco, dovendo dimostrare a tutti i costi d’esser buono, è dentro ben più nero di chi di nero si veste di fuori. HELMUT LEFTBUSTER

GLI SPAGHETTI DEL LEGIONARIO

novembre 15, 2009

GLI SPAGHETTI DEL LEGIONARIO

Gli Spaghetti del Legionario:
la cucina occidentale, rispetto agli “intingoli esotici” che fondono tutto immelmando di spezie qualsiasi pietanza, quasi a voler celare gli ingredienti primari che la costituiscono, conserva un’indole chiara, decisa e basata su materie prime regalateci dalla natura alle nostre latitudini senza mistificazioni ideologiche new-age, animaliste o misticheggianti. Ed ecco quindi le proteine del vigoroso formaggio “legionario” pecorino, grazie all’energia ed al vigore del quale i legionari romani civilizzarono il mondo allora conosciuto, gli odori che già deliziavano gli Dei dell’antica Roma, come il rosmarino, l’uva essicata, protagonista d’ogni baccanale degno di tale nome, ed il profumo del limone, agrume intriso di mediterraneità italica da sempre.
Far soffriggere in un padellone la cipolla tagliata grossa con l’uvetta, il rosmarino ed un’ alicetta sott’olio (al posto del sale), innaffiando con vino dolce sino a doratura avvenuta; poi roversciare nel padellone sfrigolante la pasta tirata su con un po’ d’anticipo (e poco salata) sulla cottura inondando il tutto di pecorino grattuggiato a volontà, pan grattato ed una bella spruzzata di scorza di limone grattata anch’essa. Far mantecare per un paio di secondi..e servire. AVTARCHICA RICETTA DVRACRVXIANA

SPAGHETTI DEL LEGIONARIO

Spaghetti del Legionario - RICETTA DVRACRVXIANA

+ BOCCHE, – CETACEI !

novembre 14, 2009

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

più bocche..meno cetacei !
“Report” colpisce ancora: stavolta ce l’ha coi cetacei in estinzione a causa della pesca indiscriminata incrementata dalla solita mafia, che, sfruttando lavoratori extracomunitari, si assicura bottini ittici da olocausto poseidonico: così ci si trita dentro di tutto: ambientalismo, ritornelli antimafia (certi che sia l’unico demonio che secondo loro non può esser “di sinistra”) e l’immancabile sfruttamento dei poveri extracomunitari che esisterebbero come creazione mafiosa, anziché esserne proprio uno dei motori grazie ai quali essa può proliferare: se non esistessero i clandestini che volontariamente e consapevolmente, per cieca, insensata ed ingorda brama di emancipazione sociale (quasi mai per fame vera!), affluiscono a costituirne merce umana, la Mafia sparirebbe, non foss’altro che per penuria di manovalanza; mentre se fosse questa a sparire, i primi esisterebbero ugualmente, perseguendo magari strategie criminose diverse, a dimostrazione di quanto falso e ipocrita sia l’assioma che vorrebbe depauperare di responsabilità l’immigrazione selvaggia come fenomeno criminoso a sé stante, alimentato semmai dalle ideologìe sinistrorse.
Ora domandiamo: considerando che l’unica onesta verità marxista rimane l’eziologia economica di tutti i fenomeni sociali (né più né meno di come in fisica avviene con le spietate leggi sugli orbitali, ove elettroni “etici” che cedano gratis et amore Dei orbite più vantaggiose ad altri non se ne trovano mai), se è vero che tali imprenditori ittici mafiosi e spregiudicati sono arrivati a far estinguere intere specie di pesci, come non intravedervi una ragione economica sottesa a confermare il fenomeno di un’insostenibile maggiorazione di bocche che – evidentemente – se lo mangiano? O sarebbe forse plausibile ipotizzare una forma di vacuo quanto costoso sadismo mattutino dei singoli pescatori?! O magari di masochismo sprecone degli imprenditori che li pagherebbero per pescare pesce da dare ai gatti randagi!
E dove rintracciare tale maggiorazione di bocche se non fra quelle dei milioni di persone che artificiosamente ed indebitamente si sono aggiunte alla fruizione del mercato alimentare d’elìte, un tempo riservato a quegli europei che una globalizzazione mondiale, a quanto pare non così demoniaca come qualche cazzaro kefiato e modaiolo strepitava ai quattro venti un pò di tempo fà, è riuscita a strappare al monopolio di chi tali risorse possedeva per diritto naturale e oramai acquisito?!
Aggiungete a tutto questo la nuova fissa del sushi e degli atri esotismi cari a certa sinistra al caviale, e così avrete totalizzato un buon punteggio di ragioni logiche – e non ideologiche – che son dietro lo sterminio dei poveri cetacei; quindi, ancora una volta, cara Rai3, se proprio vuoi lagnarti delle solite sfighe mondiali..almeno dilla giusta fino in fondo: siamo diventati 10 milioni in più: cosa vogliamo dare da mangiare ai nuovi ospiti?..i tuoi “avanzi”?
HELMUT LEFTBUSTER – Aristocrazia Dvracrvxiana –