IL MASSACRO DI KINDU: bestialità bestiale.

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
– IL MASSACRO DI KINDU : bestialità bestiale –
“All’arrivo dei congolesi, sempre più numerosi e minacciosi, gli italiani che sono disarmati, cercano di barricarsi all’interno dell’edificio ma vengono catturati. I pochi malesi di guardia vengono disarmati e malmenati. Il primo a morire è il tenente medico Remotti che tenta di fuggire. I dodici italiani superstiti vengono assaliti; poi pesti e sanguinanti, con il cadavere di Remotti, vengono caricati su due camion, portati in città, e scaricati dove termina la via principale, L’Avenue Lumumba Liberateur, davanti alla prigione, una costruzione bassa di mattoni rossi circondata da una muraglia.
Alle prime luci della sera i militari italiani vengono finiti con due raffiche di mitra. Poi una folla inferocita si scaglia sui corpi martoriati e ne fa scempio a colpi di machete. Soltanto nel febbraio del 1962, quel che rimane di questi italiani, martiri di una missione di pace, verranno scoperti in due fosse lunghe e strette, nel cimitero di Tokolote, un piccolo villaggio sulle rive del Lualaba, sfiorato dalla foresta”.
Questo da Wikipedia.
Stele di Kindv
Da parte Nostra, qualche riflessione sul concetto di civiltà e su quello, non negoziabile, di livello di civilizzazione socio-giuridica di un popolo o di un determinato settore geografico.
La nostra concezione di valore della vita umana ha un tenore troppo alto per poter esser lasciata alla mercé della libera interpretazione o della speranza di “bontà” dell’individuo – o della popolazione – che ci si trova innanzi: va tutelata giuridicamente e nel modo più ferreo. Pertanto, una consapevolezza storico-antropologo-sociologica di scientifica inferiorità di popolazioni, la cui arretratezza non assicuri altrettanta granitica considerazione e tutela, non può che esser guardata col relativo scientifico allarme: in pratica, nessuno vorrebbe rimetterci le penne per aver sperato che il tal aborigeno non fosse un cannibale, dopo che costui l’avrà già digerito. Prevedibile – e strumentale – la classica frase ecumenica “che buoni e cattivi son dappertutto”; ma un conto è che in questo “dappertutto” si dia l’ergastolo a chi accoppa la gente per animalesco irrefrenabile istinto, altro che gli si faccia un applauso.
E’ pertanto un nostro diritto bandire drasticamente chi o quanti non totalizzino la nostra  medesima maturazione giuridica: e la maggior parte delle popolazioni non occidentali non lo fa, per l’appunto.
Bandiamo dunque dalla nostra agenda quei luoghi e quelle genti indegni della nostra compagnia e ospitalità, così come saremmo costretti a fare nei riguardi d’una selva piena di oranghi: la natura non ha colpe, soltanto asettiche caratteristiche da rispettare: sono oranghi e basta. Non vanno vilipesi né maltrattati, ma gestiti da tali. Purtroppo l’establishment egalitarista, irresponsabilmente, si comporta invece come accadeva tempo fà alla Selva di Fasano, in puglia  – alcuni di voi ci saranno stati – : una sorta di zoo visitabile a bordo della propria vettura, eccetto per il settore delle scimmie: un cartello, infatti, invitava ad usare, solo per quel settore, un apposito trenino blindato, dissuadendo i visitatori dall’entrarvi con la propria auto, dato il forte rischio che venisse danneggiata dalla furia delle bestiole: Noi, come molti, tantopiù intrigati da tale folcloristico avviso, osammo, rimettendoci le frecce, gli ugelli lavavetri ed un tergicristalli; e, da copione, all’uscita dello zoo un autoricambi campeggiava fornitissimo di pezzi per auto di tutte le marche. Così fanno quanti si barricano dietro fintismi ideologici buonisti e pseudoecumenici, per poi farsi pulire il culo dai selvaggi, sino a che questi, incazzati e copiosi, li massacreranno con magno gaudio. Come avvenne a Kindu a gente che era lì per sfamarli ed aiutarli: figuriamoci cosa aspetterà a chi li avrà sfruttati consapevolmente. HIC SUNT LEONES !   H. LEFTBUSTER – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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Una Risposta to “IL MASSACRO DI KINDU: bestialità bestiale.”

  1. ottavio peduto Says:

    ricordo la tragica vicenda di kindu. non fu un episodio isolato, gia c’ erano stati massacri ed atti di cannibalismo ai danni degli europei residenti nel congo da qualche generazione e che furono costretti a fuga precipitosa. la maggior parte fu massacrata e ben poco fu fatto dagli occidentali per salvare quella gente destinata a una morte terribile d’ altro canto il congo era entrato nelle attenzioni americane e della famiglia kennedy interessati a strappare il paese al belgio per far prevalere i propri interessi, non poteva quindi esserci una reale volontà degli usa per salvare quella gente, ma solo lacrime di coccodrillo, per non parlare poi dei comunisti che ideologicamente vicini ai massacratori li incitavano alla rivolta. quando morì lumunba, il principale responsabile dei massacri, il quotidiano l’ unità gli dedicò un elogio di un’ intera pagina. c’ è da prendersela anche con i politici italiani dell’ epoca che non si capisce perchè (forse ordini superiori di parrocchietta), inviarono una missione di pace per giunta disarmata in quel paese in preda al caos totale, alle faide, alla violenza, ai saccheggi, alla legge del più forte. avete fatto bene a ricordare questo episodio scomodo per la democrazia italiana, per cui non se ne è più parlato sperando che la gente dimentichi.

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