“BLOB” : montaggio ideologico serialserale!

– Aristocrazia Dvracrvxiana –
BLOB : UN MONTAGGIO IDEOLOGICO SERIALSERALE RENDE TENDENZIOSE REALTA’ DI PER SE STESSE ASETTICHE E FA IL LAVAGGIO DEL CERVELLO A MILIONI DI ITALIANI OGNI SERA…
A Noi non fa neanche ridere, ma poco importa, il senso dello humor è soggettivo. Quello che lo è di meno sono gli euro pagati col canone, che dovrebbero garantire un affidamento del palinsesto pubblico a gestioni meno faziose, partigiane, e furbastre.
Ma l’altezzosità dell’intellighenzia è tale da non contrattare mai nulla: loro sono il Vangelo, il popolo deve solo belare, possibilmente senza godere; se poi gode, pazienza, l’importante è che obbedisca: e quale modo migliore per ottenere tale risultato che non quello d’indurgli una risata coatta, forzata, meccanica, la signora impellicciata che scivola sulla merda, per intenderci; ma poi quella risata il giorno dopo, come nel paese dei balocchi di Pinocchio e Lucignolo, diventa obbligo conformista, contagio politically-correct, e gli asinelli raglianti finiscono tutti al circo dei loro ammaestratori. Tuttociò è tipico delle TV di regime: prendiamo “Annozero” di Michele Santoro ed in particolare la puntata dove il “boss” ha dato di matto imprecando con gli occhi lucidi ai bambini palestinesi sventrati (non mettendosi neppure per un istante nei panni di chi convive col lancio di missili nel giardino di casa..gli israeliani sono i cattivi punto e basta!) : segue lo stesso schema drammaturgico d’una puntata del poliziesco “tenente Colombo”, lo sgualcito poliziotto americano, con quella sua fierezza intellettuale proletaria e furbetta che ne fanno il solo deus ex machina di tutta la polizia statunitense: si parte da una tesi colpevolista palesata sin dall’inizio della puntata e si procede lungo un tragitto del tutto utile a dimostrarla, senza tanti colpi di scena: lo spettacolo sta nel ludibrio acquolinoso (e un po’ bavoso) del pubblico assetato di sangue e prono all’intelligenza del mattatore di sconfiggere la bestia incatenata nell’arena, destinata comunque ad una fine impietosa. Dove sei, signora Fletcher?!..sarai più borghese e stucchevole, forse, ma almeno lo sceneggiatore non svela il colpevole sino alla fine per non impedire alla capacità d’analisi d’ognuno di cimentarsi, attraverso l’avatar “Jessica Fletcher”, nell’esercizio del proprio senso critico. Certo, porti un po’ sfiga, dato che ove passi tu spunta un morto ammazzato, ma pure Colombo, che fa tanto il proletario, non scherza!
Del resto, cupezza cronica, alterigia snob e intellettualoide dal forte olezzo di foie gras e salmone affumicato, una essenzialità grafica di stampo sovietico che sconfina irreversibilmente nella bruttezza e nel grigiore che nulla regala alla forza dei concetti espressi (quasi sempre grigi anche quelli!) sono gli elementi che campeggiano sovrani sul palco del giornalismo televisivo – e non – “di sinistra”, con i mezzibusti di RAI 3 che non ti fanno un sorriso neanche se crepi; ma il peggio è che mistificano: in un paese assediato da stranieri ed ormai irrimediabilmente già meticcio, trasmettono immagini in cui i profughi di lampedusa – i buoni – pregano e cantano nel centro di accoglienza, mentre i lampedusani – i cattivi – esasperati aggrediscono i raitreini giornalisti, rompendo anche una telecamera (in realtà spenta maldestramente ad hoc per simularne un’improbabile danneggiamento…HELMUT LEFTBUSTER.

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