RE VEGA IN BARCONE, GOLDRAKE IN PENSIONE !

Risalgono alla TV in bianco e nero i primi cartoni animati giapponesi, atterrati in Italia verso la metà degli anni ‘70. Al di là delle iconografie robotiche e, per l’epoca, fantascientifiche, il messaggio etico e la semantica delle trame di “Goldrake“, “Mazinga“, “Jeeg Robot” e i tanti altri titoli che si sono succeduti a valanga per tutti gli anni ‘80, (e tuttora trasmessi dal satellite e massivamente distribuiti in dvd), era piuttosto lineare: la Terra veniva invasa dai cattivi di turno, in genere extraterrestri, comunque “allogeni” cattivi, ipermilitarizzati ed impeccabilmente monarchici. A difendere il nostro pianeta, invece, quasi mai erano gli eserciti regolari di una qualche improbabile (soprattutto per quegli anni) coalizione internazionale; in compenso giungeva immancabile il fatidico eroe o supereroe che per pura indole salvifica si occupava di far fronte alla situazione combattendo contro i mostri invasori che gli ottusi gerarchi nemici si ostinavano ad inviare rigorosamente uno alla volta, quasi a potersi garantire quelle puntuali sconfitte indispensabili ad una sceneggiatura seriale e stantìa, ma soprattutto impensabile nella realtà, inquanto il sintomo più efficace di una “invasione” che si rispetti deve essere la sua spropositata numerosità nel breve lasso di tempo in cui essa si verifica.
“Goldrake” (prenderemo a paradigma per l’articolo quel cartone in particolare per amore di storicità televisiva), non appena i “cattivi” al servizio dell’invasore Re Vega sferravano un attacco, scattava come una molla e puntualmente sbaragliava l’avversario costringendolo ad una ritirata propedeutica al riorganizzare le forze per dar vita alla puntata successiva.
Inutile dire che l’immedesimazione dei giovani spettatori nel “Drago Dorato” buono, senza macchia e senza paura era totale, e spesso decantata senza mezzi termini sin dalle parole della sigla iniziale, sempre oltre il limite d’una “sana intolleranza”: “va..distruggi il male, va..”.. ma quale “male”? I Veghiani non erano cattivi, avevano solo fame..
Goldrake salvava i suoi simili contro un nemico invasore e alieno (o allogeno che dir si voglia), ma bisognoso: d’altra parte, in assenza degli ideologici diktat attualmente in auge sulla tolleranza masochista e sull’allofilìa esasperata, in epoche di maggiore saggezza e buon senso per chi mai un terrestre avrebbe dovuto fare il tifo, se non per i terrestri? Per gli invasori veghiani, forse?! Ed anche quei 4 “bastian contrario” fisiologici alla statistica che avessero fatto il tifo per Vega, sarebbero stati da lui risparmiati una volta occupata la terra?! Eppure, al di là dell’aspetto truce e fascistoide degli occupanti, la loro motivazione era palesemente ragionevole e mediamente spezzacuore: le risorse del loro pianeta d‘origine (nella fattispecie le risorse di “vegatron”) si stavano esaurendo, e per la sopravvivenza della popolazione di quel pianeta era indispensabile occuparne impunemente un altro, ovviamente, sottomentendone o eliminandone la popolazione indigena. Eppure questa storia non faceva pena ad alcuno: quale bambino o suo genitore, vedendo il cartone, avrebbe mai detto “beh..infondo a questi poveracci gli si potrebbe pure fare un po’ di spazio, altrimenti se li lasciamo sul pianeta Vega moriranno d’inedia..”; macché! Del resto, la sapiente iconografia nipponica disegnava gli invasori come tutt’altro che bisognosi, anzi, tecnologizzati, poderosi, sprezzanti e avvolti in eleganti uniformi, al massimo solo un po’ imbranati: quindi non avrebbero potuto far pena neppure allo spettatore più francescano, mondialista e no-global.
Insomma, a questo punto dell’articolo avrete ben capito dove vogliamo arrivare: se al posto del pomposo Re Vega e dei suoi stivalati gerarchi e combattenti, avessero disegnato dei disperati nei barconi con gli stessi identici moventi, intenzioni, progetti e naturale avversione nei confronti degli occupandi, il cartone non sarebbe stato altrettanto efficace. Eppure il processo descritto è il medesimo: intenzioni invasorie da parte di gente il cui ineluttabile bisogno di spazio vitale annulla un’indole personale ed individuale che potrebbe, in altre circostanze e se valutata ad hoc caso per caso, rendere sindacabile il giudizio e l’approccio dell’osservatore nei riguardi di ciascuno di essi preso singolarmente come individuo e non come membro del branco invasore. Ed è proprio l’animalesca irruenza del movente a rendere tale progettualità invasoria spietata e senza scrupoli: l’ipotizzare una qualche improbabile etica dietro ad essa risulta essere solo un orpello estetico, appunto: se l’invasore possiede elmo, mantello e stivali va combattuto e con onore, se veste di stracci, fa gli occhi dolci e viene in barcone va fatto entrare e riverire: ma cosa c’entra il “come si presenta” con “il cosa è venuto a fare”?

Insomma, caro Re Vega, avresti dovuto essere più furbo: invece di fare tanto casino ogni volta con mostri, robot e minidischi volanti, la prossima vita vèstiti, se non di stracci, almeno con giubbotti e scarpe da ginnastica, e vieni da questuante, magari facendo la faccia un po’ infreddolita: farai la giusta pena che occorre fare per intenerire i cuori degli ipocriti, creerai maggiore senso di colpa in chi ti deve aprire la porta, e otterrai tutto quello che vuoi senza sparare un colpo e senza far fare ai tuoi generali l‘ennesima figura di merda. E vedrai che all’eroico Goldrake daranno un bel prepensionamento, sempre che nel frattempo non si sia già beccato qualche incriminazione per xenofobia o razzismo.
Un’ultima osservazione: mentre su Vega il vegatron stava indubbiamente terminando, condannando i locali, in mancanza d’una rapida evacuazione, ad estinzione certa, altrettanto può dirsi con matematica certezza stia avvenendo in Cina, o nei paesi islamici, o in paesi di occidentale benessere come la Romania, l’Ucraina..o la Turchia, il prossimo nefasto pretendente europeo?! O non sarà che qualcuno ci marcia meglio di quanto abbia saputo fare il povero Vega (pace all’anima sua!) ?!
HELMUT LEFTBUSTER

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3 Risposte to “RE VEGA IN BARCONE, GOLDRAKE IN PENSIONE !”

  1. Anonimo Says:

    […] […]

  2. Enrico ganassi Says:

    Hai ragione Helmut, i cartoni animati giapponesi certamente hanno fatto scuola…ma a mio avviso hanno contribuito soprattutto le sconfitte militari,
    l’ultima a vienna per opera del grande s. Marco d’Aviano, ora hanno cambiato strategìa e come diceva la fallaci usano il ventre e gli utili idioti
    stanno facendo il loro gioco !!! scusa la fretta ma ho un impegno.
    Un caro saluto, Enrico

  3. Nicola Says:

    Ottimo. Tutti uniti contro i mostri di Vega in ogni sembiante essi assumano.

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