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CAZZOTTI E LIBERI PENSIERI di Ille DoctorLuminis (viandante dvracrvxiano)

febbraio 10, 2010

Rete Quattro ha trasmesso “Pari e Dispari”, pietra miliare del nostro cinema volgarmente detto di serie B, con gran fastidio di molti post-benpensanti (così come esistono i post comunisti, esistono i post-benpensanti, ndr).
Sin da quando il ragionier Ugo Fantozzi esorta un personalissimo ammutunamento contro la corazzata Potemkin (dimostrando di aver imparato da Ejzenštejn più di quando il dottor. Ricciardelli ha maturato in anni di finissime critiche) una cosa dovrebbe essere chiara a noi tutti: BISOGNA DIFFIDARE DEL CINEMA COLTO.
Il cinema impegnato è il modo più semplice con cui il quisque de populo può sentirsi parte anch’egli di una elite culturale ben ristetta. Ahimè egli ignora che il film è stato “selezionato” per lui, e che per questo viene trattato come testa per costruire solamente una piramide di consensI.
La classe pseudointellettual, sinistrata ovviamente, è in preda ad orgasmatici piaceri quando maschera un film da baluardo filosofico, poichè numerossissimi coglioni seguiranno la bandiera, leggittimandosi tra loro e legittimando gli autori. Abissus abissum invocat!
Solo Bud Spencer può spezzare questa catena. Noi veri intellettuali, per non cadere nell’ipocrisia della pseudo-intellettualità e nell’ignoranza dello pseudo-pubblico, ritorniamo a chiedere cinema di genere. Vogliamo un sottofondo divertente, ironico, sangunario, western, demenziale, erotico pecoreccio a quelli che sono i nostri pensieri. Già…noi maturiamo idee autonome, non veniamo stuprati dalla nuova borghesissima intellighenzia e non siamo gravidi della depressione che essa vorrebbe inocularci.
A Michele Placido rispondo con Franco e Ciccio, a Muccino con Edvige Fenech, all’inutile e finta serietà di Nanni Moretti rispondo con Alvaro Vitali. L’allegria di un umorismo VOLUTAMENTE disimpegnato valle mille amori VOLUTAMENTE depressivi. Una volta il ragazzo scopriva buona parte dell’altro sesso al cinema. Ridendo maturava sani rapporti interpersonali. Scherzando sui reciproci difetti, donne e uomini costruivano famiglie fisiologiche, nuclei politici e palestre di generazioni fisiologiche. Il cinema oggi insegna a piangere e ad autodistruggersi. Il giovane sarà isolato, avrà rapporti difficili, sarà un genitore insicuro, sfornerà figli emotivamente fessi.
Scelgo il cinema perchè è il prodotto culturale più immediatamente fruibile dalla gente. Ma parlo alla nuora perchè suocera intenda. E’ l’intero sistema di produzione culturale che dovrebbe tornare alla spartana genuinità entusiasmante delle mazzate alla Bud Spencer! Tropo comoda la nostra depressione! Loro hanno consenso, fautori, e soprattutto non hanno rivali. Già, perchè deprimandosi nessuno ambirà ai loro troni di assoluto potere. Loro gli artisti, noi le foche ammaestrate. Loro hanno una cultura che non non possiamo toccare, ma possiamo ammirare.
E guai a dire male! E’ lesa maestà. Non riconoscere come superiore qualcosa che viene da loro è il primo passo per la lapidazione!
Ma io non capisco! Dice uno. L’altro risponde: “Ma come….lo dice Benigni, è sicuramente valido. Noi non siamo degni di poter capire. Possiamo solo applaudire. Altrimenti che figura ci facciamo?”
La risata scaturita da un peto del nonno di Pierino fa ridere trasversalmente. Il filosofo ci vedrà un effluvio dello spirito, il sempliciotto una voluta mancanza di educazione. E’ inevitabile e fisiologica la diversità d’approccio umana. Ma la risata spontanea accomunerà tutti nel segno della leggerezza, invece di soggiocarci nel segno della passività. Ed è ridendo che noi intellettuali trasfigurati, magari seduti ad un tavolo ricco di delizie nostrane oggi tanto fuorimoda, sforneremo idee fondative di una nuova ed etimologica civiltà.
Un rozzo saluto a tutti!

ILLE DOCTORLUMINIS – Viandante Dvracrvxiano –