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SOLFE e RISOLFE MONDIALISTE

maggio 27, 2010

Il dialogo che segue è stato corredato grazie ad un esperimento effettuato da NOI e consistito nel tentare, attraverso l’uso di un profilo facebook neutrale (PINA), di far capire ad un “SINISTRO” dei tanti che popolano i blog sinistri le problematiche relative all’inculturazione, ai danni ambientali e alle complicanze economiche per la nostra società derivanti da un’immigrazione smodata e sregolata.
I toni del confronto sono pacati e garbati da parte di entrambi i contendenti (a cui a tratti si aggiunge un “2 SINISTRO”), e ciò rende tanto più attendibile l’analisi che potremo dedurne.

Ci preme sottolineare alla vostra attenzione la totale prevedibilità da modulo prestampato, l’autoreferenziale conformismo buonista ed il solito indottrinamento mondialista come unici elementi di appoggio dialettico dell’interlocutore filo-immigrazionista. Come se si trattasse di processi mentali clonati e riprodotti in serie, gli stessi che ci sentiamo propinare continuamente ai talk-show, dai più naif ai più sofisticati: la solfa insomma non cambia mai, nonostante l’interlocutrice mossa da Noi si sia mantenuta su posizioni estremamente moderate.

Buona lettura…l’ARALDO DVRACRVXIANO (Aristocrazia Dvracrvxiana).

– 1 SINISTRO: ecco la vera alternativa ALLA SINISTRA INESISTENTE…E ALLA DESTRA SEMI FASCISTA…..forza 5 stellle !!!

– PINA:
a livello nazionale ed in altre realtà locali i grillini han pero’ sostenuto il PD; questo fatto non ha esimenti rispetto ad una coerenza di VERA distanza bipartisan da PDL e PD. Ed è un peccato.

– 1 SINISTRO:
Pina, a livello nazionale ancora non esiste un “MoVimento 5 Stelle” pronto a candidarsi alla presidenza del consiglio. Magari tra 3 anni sì, e quindi ci proveremo…
E’ chiaro, comunque, che ci sarebbe stata la tendenza ad appoggiare la sinistra piuttosto che la destra, ma dopo che Grillo stesso aveva “regalato” il programma al PD, ma è stato cacciato a calci, è chiaro che è avvenuto un distacco anche da loro.
Comunque nessuno ha avuto la coerenza e la capacità di ammettere le proprie sparate a zero contro il MoVimento (sopratutto in Piemonte). Anzi, l’unico commento, di Pina, è un ennesimo tentativo di evitare le scuse e continuare a ostacolare il buon operato dei Grillini. Correggimi se sbaglio, ma la mia impressione è questa…
Non ho chiesto di cambiare orientamento politico, nè di considerare il MoVimento come la migliore alternativa.
Chiedevo solo coerenza: dopo che avete sparato ingiustamente, almeno chiedere scusa…
Mi rammarico di ciò, perchè è il classico comportamento dei politici di cui ci lamentiamo…non ammettono mai gli errori e si nascondono dietro un dito!
E allora non lamentatevi di loro se lo fanno…
(che gran delusione)

– PINA:
Non posso esser d’accordo, e mi spiace.

Finché, seppur infinitesimalmente, propenderete per una parte politica, vi considerero’ meno attendibili dei palesissimi e schierati berluskones.

E’ la stessa accusa che ho sempre mosso ai verdi, facendo mia una battuta del buon Andreotti: ” i VERDI sono come le mele: quando maturano diventano ROSSE”. E questo per me è inaccettabile.

Ai cattivi non chiedo i documenti per l’inferno; mentre ai buoni glieli chiedo eccome prima di accettarli in paradiso…

Spero d’essermi spiegata.

– PINA:
Pina, il Movimento è nato PROPRIO perchè siamo insoddisfatti di questa politica!
Abbiamo corso STACCATI NETTAMENTE dal PD, dove eravamo presenti (ti ricordi cos’è successo in Piemonte?).
Nelle altre regioni il MoVimento non ha appoggiato il PD. Semplicemente non c’era, non ha corso.

E’ un ragionamento logico, dal momento che i votanti del M5S vengono da qualsiasi colore politico (pensa, anche alcuni ex-AN…)
Per cui no, non puoi tacciare il M5S come succursale del PD.
Non ci sto io, e non ci sta nessun grillino…

Questi sono i gesti di coerenza di cui parlavo…mancano in Italia…mancano anche su FB, non mi meraviglio manchino in Parlamento…

– 2 SINISTRO:
Si parla sempre di Destra e sinistra….ma basta!!!!!!A noi servono le idee , le proposte concrete!!!!Le ideologie non servono propio ad un cazzo!!!!!!!In Italia è nato il primo movimento che può darci quello che ci serve e tanta gente gli butta merda addosso!!!Ignoranti!!!!!!

– PINA:
Se così fosse non si sarebbe neanche sognato di appoggiare, sia pure marginalmente e localmente il PD. O volete che vi ricordi il valore delle sole vele della barca di D’Alema?!

– 1 SINISTRO:
Pina, ascolta, il MoVimento 5 Stelle, ora, è indipendente. Se vogliamo continuare a rinfacciare gli errori commessi in passato, andiamo avanti cosi. Ma non è costruttivo.
Ora il MoVimento E’ una realtà imprescindibile, che probabilmente correrà da solo tra 3 anni.
Speriamo che anche le persone come te mettano da parte i dubbi e per lo meno cerchino di capire cosa si nasconde dietro questo misterioso MoVimento….

– PINA:
D’accordo, vi seguiro’ con piacere. Considera che ho un caro amico vostro simpatizzante, ed anche lui mi rispondeva come fai tu..PRIMA DELLE ELEZIONI.
Se sarà come dici, la verità vi farà onore..

– 1 SINISTRO:
Pina (e poi la smetto…per oggi…!)
Perchè questa diffidenza? Vorrei sapere chi hai votato, ma non per farmi i fatti tuoi, solo per sapere come mai dai fiducia a dei ladri, e non a gente onesta quanto te…

Ho postato questo video proprio perchè prima delle elezioni la gente diceva “seee, chissà se manterranno le promesse, una volta là si venderanno anche loro, ecc….”
Ora che c’è questo video CHE DIMOSTRA che loro, in due, contro tutti, cercano di fare qualcosa come avevano detto, ancora bisogna essere diffidenti? (salvo poi votare PD-PDL…)

Scusa, Pina, non ce l’ho con te, ma con l’atteggiamento che hai in comune con un sacco di gente. Ognuno fa quello che vuole, è ovvio. Ma mi da un fastidio enorme il fatto che non si riesca a dar fiducia a gente NORMALE, lamentandosi che si vorrebbe un cambiamento e che si è stufi delle solite facce, però poi si votano i soliti ladri.

– PINA:
Il tuo discorso mi sembra assolutamente onesto ed accorato. Merita quindi tutta la mia attenzione e rispetto.

Allora, ho votato la Lega, dal momento che ritengo (opinione discutibile come tutte) che la tragedia dell’Italia sia attualmente una immigrazione senza regole, senza rispetto dello spazio, delle identità delle pizzerie in fallimento per il kebab e le cineserie a due lire, per la violenza impostaci dall’artificio di una costipazione forzosa di gente distante da noi ani luce e messaci a mensa pranzo e cena senza che nessuno ce ne abbia chiesto il permesso, o ci abbia almeno consultati.

Semplicemente io sono contro questo SCEMPIO civile, economico, sociale e culturale, e NESSUN PARTITO, NESSUNO tranne la Lega, non dico faccia qualcosa, ma almeno PARLI di tale problema senza buonismo e ipocrisie, mentre i Cinesi stanno comprando e cementificando Roma, Firenze, Prato, l’Italia. Per non parlare dell’Islam…

Ecco, t’ho risposto in tutta onesta.

Ho sentito parlare Grillo e Travaglio di tale questione e mi sono messa le mani nei capelli.
La loro mancanza di rispetto e di interesse verso il disagio di chi la pensa come me crea la diffidenza di cui tu parli (posizioni TUTTE appianate sul PD), e fà schizzare la Lega al 40%…non credo sarebbe quantomeno giusto domandarsi: “Ok, l’Immigrazione è un problema?!”.

Spero di averti risposto in modo esaustivo…

– 1 SINISTRO:
Pina, innanzi tutto grazie per la risposta!

La mia risposta, che ovviamente non è altro che un’opinione personale, si limiterà a quello che hai detto te.
La tua idea, da un punto di vista pragmatico e puramente superficiale (ovvero dal punto di vista della superficie, non che sia insensato!) non fa una piega.
Mi rendo conto, però, che nel tuo ragionamento pecchi di memoria. Non voglio essere nè altezzoso nè offensivo, bensì SOLO realista, e ora ti spiegherò il perchè:
La Lega è al governo da almeno 9 anni (togliamo i 2 di Prodi 2006-8), e tempo per legiferare ne ha avuto in abbondanza!
E’ evidente che se certi discorsi non sono stati affrontati nel modo giusto, i motivi ci sono!
E’ lo stesso discorso di quando si discute della sinistra, che dal 1996 al 2001 ha avuto tutto il tempo per fare leggi contro il confitto di interessi, ma per non fare sgambetti a B. e alla destra, non ha mosso un dito…

L’immigrazione massiva è un problema perchè è stato reso tale! Una gestione sommaria, sbagliata, disinteressata della questione (da parte di una classe politica che di destra e sinistra non ha proprio NIENTE) ha portato alla situazione in cui siamo…
In realtà, Pina, guardiamoci attorno: Olanda, Francia, Inghilterra, Germania,…. tutti Paesi che hanno gestito l’immigrazione in maniera diversa, più corretta; e adesso gli immigrati sono una realtà completamente diversa, rispetto a qua! Vuoi un esempio banalissimo? Il calcio…noi non siamo capaci di andare allo stadio senza fischiare un giocatore di colore, anche se italiano (Balotelli, per esempio). Tutti i Paesi che ti ho citato hanno giocatori di colore titolari nella Nazionale, da anni!!

Quel che avviene in Italia è uno scempio solo perchè hanno voluto renderlo tale! Di sicuro non è colpa mia o tua se la legge ha falle enormi a riguardo.

Adesso, invece, esco dalla politica ed entro nell’ambito sociale.

I Kebab cos’hanno di male? Sono anche buoni…le pizzerie italiane sono ovunque nel mondo, perch.è non dovrebbe essere così per i kekab?
I cinesi da due lire non comportano un reale problema…vogliamo dire la verità? Sappiamo tutti che un qualsiasi oggetto comprato in negozi “cinesi” dura due giorni. Lo stesso oggetto comprato in un negozio “serio”, dura quel che deve durare! E’ chiaro che il prezzo è differente, ma se io devo comprarmi le scarpe non vado dai cinesi, per cui la tua è in realtà una “falsa” credenza, fondata sul fatto che c’è qualcuno che vuole far passare il messaggio che “i cinesi ci portano via lavoro”…in realtà non è vero! Qualità – Prezzo! E’ il mercato…mica colpa dei cinesi, il primo ad essere imprenditore capitalista è il presidente del consiglio! 🙂

Poi c’è il FALSISSIMO mito, secondo il quale “ci portano via lavoro”: assolutamente NO!
Ci ricordiamo tutti Rosarno, vero? Beh, trovami un italiano disposto ad andare a raccogliere pomodori alle 5 del mattino, per 16 ore al giorno con una paga pari a zero, senza contratto e nessun tipo di copertura…

L’Islam…parliamone! 🙂 Cos’ha che non va?
E’ una religione…io personalmente sono ateo, per cui non credo tanto ad Allah quanto a Dio. Ma è una questione, secondo me, risolvibilissima: l’Italia, per COSTITUZIONE, è uno Stato laico, ovvero senza religione ufficiale dichiarata.
Secondo questo principio, e secondo il principio secondo il quale tutti siamo uguali e abbiamo uguali diritti, non vedo perchè un islamico (italiano, tedesco, marocchino o cinese) non possa avere la propria moschea nella quale pregare…

L’immigrazione è un problema per chi vuole farne un problema! Ricordalo! Per me non lo è, io affronterei la questione in una maniera completamente diversa, ma non mi dilungo ulteriormente. Quel che voglio dire è che, se si affronta il problema seriamente, si può risolvere!
Se, invece, si affronta il problema creando xenofobia, lasciando impuniti atti razzisti, legiferando in maniera scomposta e inefficace, allora è quanto meno OVVIO che poi la gente reagisca come te!
(Questo è per dire che io non biasimo assolutamente il tuo pensiero, ma critico la maniera di agire della politica. Da dx e da sx.)
In conclusione, capisco perfettamente il tuo discorso, ma non posso condividerlo!
In primo luogo perch… Mostra tuttoè io non ritengo gli immigrati un problema (idea personale); in secondo luogo perchè c’è chi poteva risolvere il problema, ma NON HA VOLUTO!
Gli immigrati non hanno cominciato ad arrivare con Prodi nel 2006…

E’ un pò come Silvio che promette un nuovo miracolo italiano. E in effetti, dopo tangentopoli, ce l’ha fatta: ci sta mandando in vacca per bene, dal 1994 ad oggi!!! (chiaro, non è mica solo lui, ci sono pure gli alleati D’Alema, Casini, Mastella…)

– PINA:
Grazie per la tua lunga ed accorata risposta.

Io saro’ piu’ breve poiché nei due punti visti di do ragione piena sul primo (la Lega dice e non fà come sempre in politica avviene), ma totalmente torto sul secondo. Inutile argomenti il mio disaccordo; la pensiamo diversamente: io non credo un’osmosi a senso unico e tutta concentrata verso la sola Europa (nessuno emigra in India, Cina, Africa…) sia né possibile, né giusta, né compatibile col non perdere sapori a cui tengo e che credo legittimi.

Ti auguro una buona domenica,

Pina.

– 1 SINISTRO:
Ciao Pina! Che bello discutere in questo modo! 🙂 Trovarne così di persone che la pensano diversamente…
Beh, questa volta mi limito solo ad una considerazione, anche se, come dici te, la pensiamo diversamente, quindi serve solo a darti un punto di vista diverso:
“io non credo un’osmosi a senso unico e tutta concentrata verso la sola Europa (nessuno emigra in India, Cina, Africa…)”
In realtà le migrazioni nei secoli sono avvenute verso qualsiasi parte del mondo, e a me da MOLTO fastidio pensare a quando noi europei sbarcavamo in altre terre, e con le scuse più allucinanti devastavamo tutto quello che c’era e lo facevamo nostro, in barba ai nativi.
Come successe in America (nord e sud), Africa (tratta degli schiavi), Australia (è diventata la terra dei galeotti) e Asia (ricordiamoci l’India e Gandhi).
Ecco perchè non trovo giusto creare dei mostri adesso: lo siamo stati noi per primi. Di che ci lamentiamo?

A parte questo, anche il M5S ha a cuore la questione immigrazione; semplicemente la tratta come un argomento normale, li coinsidera persone e non animali immigrati…
🙂
Buona domenica!!

– PINA :
Vero; ma infatti chi ti parla condanna quella di prima e condanna quella di adesso; fare a gara a chi deturpa piu’ il prossimo non mi sembra un bel gioco. Inoltre va detto che dal punto di vista numerico gli Europei possono aver fatto il danno di un bicchiere di veleno in una botte; ma ora è una botte di veleno che cerca posto in un bicchiere. A meno che tu non ritenga “d’ufficio” le intenzioni degli immigrati d’oggi meno ostili (e perché mai? Sarebbero tutti piu’ buoni di indole???) di quelle dei nostri avi verso il resto del mondo.

Di questo passo non se ne uscirà: io non voglio scontare le pene di nessuno; e in ogni caso, ammetterai, il colonialismo occidentale è stato battuto ovunque; ha vinto il “bene”, Mandela docet. Vinceremo anche noi contro l’attuale occupazione?!..

Ti lascio con tale quesito…

Una buona domenica a te…

– SINISTRO:
E’ che io non la vedo minimamente come un’occupazione…
In termini di cultura, nessuno sta cercando di cancellare le nostre tradizioni (non dico radici, perchè gli italiani non hanno radici granchè profonde…)
In termini di territorio, nessuno vuole occupare la nostra penisola. Semmai siamo noi, attraverso NATO o cazzate simili, che andiamo ad OCCUPARE Paesi che i nostri stessi governanti nemmeno sanno dove sono…

– PINA:
per esser d’accordo con te dovrei rispondere alla mia stessa domanda: SI’, NOI OCCIDENTALI VOGLIAMO OCCUPARE PERCHE’ SIAMO CATTIVI DENTRO, LORO SON BUONI E QUINDI CI CHIEDONO SOLO UN PICCOLO RIPOSTIGLIO.

Senza risponder cosi, il mio quesito resta inevaso.

In ogni caso, non siamo d’accordo..

– 1 SINISTRO:

Aspetta, no, c’è una questione in mezzo che non è chiara, e che crea questo tipo di inevasione.
Io non credo che siamo cattivi noi, nè che lo siano loro.

Io credo (e ne sono fortemente convinto) che chi ci comanda sia il cattivo, dal quale poi derivano le guerre più sanguinose (e inutili).
I Papi delle guerre Sante (e via ad uccidere musulmani nel nome del signore)… Mostra tutto
I Bin Laden delle guerre all’America (tanto chi muore sono i kamikaze, mica lui…)
I Bush che fanno affari con i Bin Laden, i Berlusconi che devono leccare il culo ai Bush
I Mussolini & Hitler & Stalin che hanno manie di grandezza
E via così, com’è sempre stato nella storia!
Che necessità può avere un Paese ad occuparne un altro? Che benefici può trarne una popolazione? ZERO! L’unico ad avere interesse è chi sta al potere…su questo credo che siamo d’accordo, bene o male…

Capisci cosa intendo? Non esistono popoli cattivi, esistono capi-popolo cattivi che condizionano inevitabilmente il popolo!
Non per niente se tu vai da un indiano qualunque, immigrato in Italia s’intende, mi spieghi che paura può farti? Ma tu vuoi dirmi che secondo te lui è là che non aspetta altro che accoltellarti? Io non credo…
Ah, non vale tirar fuori la storia dei “maniaci”, perchè ce n’è di italiani come di stranieri. E’ chiaro che, per creare un buon clima di xenofobia, bisogna dar risalto alla nazionalità rumena (piuttosto che marocchina) e non troppo a quella italiana…

– PINA:
beh, allora secondo tale ragionamento, i condottieri occidentali del colonialismo erano più cattivi di chi sta organizzando un esodo al contrario che è forse meno aggressivo come armi convenzionali, ma molto piu’ numeroso.

Il problema non è tanto cosa fanno o non fanno (senz’altro abbassano il valore sindacale della manodopera , e nel silenzio dei sindacati come a Prato…) ma è che non ci si sta fisicamente; non solo come spazio, ma come servizi, trasporti…il nostro paese non è illimitato, quest’ondata immigratoria che ha fatto aumentare la popolazione nazionale ad oltre 60 milioni di calpestanti sembra non aver fine…

Come puoi pensare che ci sia spazio per tutti??? E soprattutto perché? Cosa dobbiamo espiare?

E’ questo che non riesco a capire…e credimi, sono portavoce dell’istanza di mooooooooolti italiani in tal senso…

– 1 SINISTRO:
La mia opinione strettamente personale è che la Terra è di tutti, è nata senza confini. Per cui le frontiere non dovrebbero esistere. Il mio pensiero, ovviamente, non si limita a questo, ma ti risparmio tutta l’ennesima pappardella… 🙂

Ci credo che tu sia portavoce di molti italiani, i risultati della Lega ti danno credito! Ma il fatto è che la stessa situazione (l’immigrazione in Italia) tu la vedi come un’invasione (accezione negativa), io come uno spostamento di gente (accezione neutra). Stranieri che arrivano in Italia, italiani che emigrano in altri Paesi. Dipendesse da me, sarebbe una cosa normalissima…e in realtà, volendo, lo è: Australiani, russi, argentini, brasiliani, canadesi, tutti EXTRACOMUNITARI che vengono nel nostro Paese, ma passano del tutto inosservati perchè non sono magrebini, rumeni, o arabi in generale…

Vedi, se il tuo vicino di casa fosse extracomunitario, algerino, probabilmente ti creerebbe problemi, dovuti PURAMENTE alla xenofobia (o pregiudizialismo, decidi tu…);
ma se il tuo vicino fosse extracomunitario, statunitense, non faresti una piega!
Eppure entrambi sono extracomunitari che son venuti nelle nostre case, a fare nostri lavori, ecc…
Ecco, questo voglio dire…non fermarti al pregiudizio che passa la Lega (e compagnia bella), perchè fidati, a parte qualche coglione che vien qua a far da paladino (diciamo pure a rompere i coglioni), la stragrande maggioranza degli immigrati viene qua per vivere.
Gli errori, le cazzate, poi, le commettono tutti, italiani e non. Per cui non vale la pena rodersi il fegato ogni volta che qualcuno ha la pelle diversa…meglio comportarsi normalmente, trattarli normalmente, e vedrai che la convinvenza diverrà molto più semplice e piacevole! 🙂

– PINA:
Non puoi non prendere in considerazione le differenze fra popoli. E’ insensato, irrealistico, perdonami: fra te ed un cannibale amazzonico abituato a mangiare altri uomini non ci puo’ essere convivenza. E poi perché si dovrebbe convivere? Il mondo è tanto grande…

Gli immigrati in italia non sono Canadesi, Austriaci, Americani; lo sappiamo entrambi questo. Sappiam bene da dove vengono per il 95%…

Lo spazio è di tutti? Ok, senza regole lo spazio sarebbe del più forte. I confini servono a regolamentare, a recare certezza del diritto, come la porta di casa tua: faresti entrare chiunque a dormire con te?

Se non poniamo limiti, non ci poniamo regole comportamentali, sanitarie, civili, chi potrà dare la ragione o il torto al forzutone che domani arriva da te e ti dice che quello spazio è suo? O alle 10 persone che, tutte insieme, potrebbero fare altrettanto?

Non puoi non porti tali quesiti…

– 1 SINISTRO:
E chi ha mai detto che non me li pongo?
Ho scritto piuttosto chiaramente “il mio pensiero non si limita a questo ma ti risparmio tutta la pappardella”.
Ma se vuoi che te lo scrivo, aspettati altri post lunghissimi in cui non si finisce più…! 🙂

“Non puoi non prendere in considerazione le differenze fra popoli. E’ insensato, irrealistico, perdonami”…
Ti perdono,Pina! Comunque no, non è insensato, nè irrealistico!
Torno a ripeterti che la Terra è nata SENZA confini, che non sono altro che segni immaginari fatti DALL’uomo PER l’uomo.
Niente altro. Tanto più che il primo uomo era africano. E ora fate i razzisti con gli africani…c’avrete mica complessi d’inferiorità?? 😉

Comunque non mi risulta che gli immigrati che vengono in Italia siano cannibali amazzonici. Anzi, gli amazzonici se ne starebbero tanto bene per i fatti loro…e invece, in nome del colonialismo e dello sviluppo, andiamo pure là a deforestare tutto perchè non siamo capaci a riciclare la carta…

Riguardo le percentuali: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/immigrati/immigrati/immigrati.html
Il terzo è il paragrafo esplicativo:
in termini statistici -dice- gli immigrati EUROPEI costituiscono il 52% del totale (con sostanziale “vantaggio” dei romeni e degli ucraini). Gli africani il 23%. Nemmeno 1 su 4!!! (Inoltre, poi, da suddividere ulteriormente tra le varie nazionlità…)
Vedi, quindi, che il tuo è “qualunquismo” dettato da quello che VOGLIONO DARTI A BERE? Non voglio avere la verità assoluta in mano, però ti sto dimostrando che le tue paure non sono altro che INDOTTE. Quindi, in realtà, inesistenti.

Comunque questa volta sei stata tu a non rispondere ad un mio quesito:
è vero o no che se il tuo vicino fosse algerino ti creerebbe problemi, ma se fosse americano non ti importerebbe nulla? (torno a ripetere, entrambi sono extracomunitari che vivono nelle nostre case e fanno i nostri lavori)

Ultima questione: “E poi perché si dovrebbe convivere? Il mondo è tanto grande…”
Ma a te fa davvero così tanta differenza avere una vicina di casa bianca piuttosto che nera? Ma perchè? Che t’ha fatto di male??

– PINA:
vediamo:
anzitutto non distinguo affatto tra extracomunitari e comunitarii..sei tu che lo stai facendo. I confini di una nazione valgono verso tutti. Le tue cifre sono esatte, sebbene non parlino di Cina…ma non attenuano il problema, semmai non si fanno carico delle maggiori esigenze emigratorie di certi popoli rispetto ad altri: il nigeriano assetato ha senz’altro piu’ diritto di dissetarsi dove c’è acqua rispetto al cinese o al rumeno che vuole l’i-pod.

Non ho mai fatto questioni di pelle, ma di bellezza delle differenze e delle identità che in questo modo rischiano di perdersi..a favore di che poi???

Continui ad eludere il problema dello spazio e dell’organizzazione: senza regole (la mancanza di confini che tu auspichi) chiunque potrebbe occupare qualsiasi terra: e allora 2000 anni di diritto non sono serviti a nulla? Daresti la tua casa a chi la pretendesse? E soprattutto…come risolvi il problema di milioni di persone che “scegliessero” il nostro paese come nuova dimora? Pensi davero lo spazio sia infinito?

Credo sia quest’ultima la domanda a cui sia più arduo rispondere…(e comunque PERCHE’ vogliono tutti QUESTO spazio?!)

INFATTI, NON CI SARA’ RISPOSTA, MA UN SEMPLICE INVITO A TRASFERIRE LA DISCUSSIONE su “DISCUSSIONI” cosicché vi possano partecipare anche altri…

Tappeto rosso, di Ille Doctor Luminis

maggio 24, 2010

Avvertenze: le seguenti parole volutamente scarseggiano d’arte e sono intrise della più squallida volgarità possibile. Chiedo scusa ai palati raffinati in anticipo.

Nunc quam rem oratum huc veni primum proloquar,
post argumentum huius eloquar tragoediae.
quid? contraxistis frontem, quia tragoediam
dixi futuram hanc? deus sum, commutavero.
eandem hanc, si voltis, faciam ex tragoedia
comoedia ut sit omnibus isdem vorsibus
.
utrum sit an non voltis? sed ego stultior,
quasi nesciam vos velle, qui divos siem.
teneo quid animi vostri super hac re siet:
faciam ut commixta sit: sit tragicomoedia.

(Plauto, Anfitruo)

In un futuro non troppo lontano, a meno che non ci decidiamo a mandare a fanculo questa casta di artisti comunisti e depressi, in menopausa…

Doctor Luminis: Buonasera a tutti mi chiamo Luminis, sto per compiere ventidue anni ed ho un problema: odio i tappeti rossi! Ed è per questo che mi sono iscritto alla vostra associazione, l’ APOC (associazione pro omologazione culturale, ndr.)…non riesco ad applaudire gli attori che calcano il red carpet del festival di Cannes. A dire il vero è da un po’ che mi succede. Non so come confessarvelo…forse il mio problema è il cinema impegnato.

Educatrice APOC: Caro Luminis…sei proprio incasinato. Ma ti aiuteremo noi! Ma è un problema comune. Tu ti sei isolato dal resto dei tuoi coetanei, forse perchè ti sentivi diverso. L’invidia verso la loro vita, così normale e spensierata, ti ha fatto crescere turbato…ora credi di aver maturato uno spirito critico sopraffino, credi di poter scegliere cosa è meglio per te…invece la tua è solo invidia, verso un gruppo che non ti ha mai accettato! Avresti potuto avere un’infanzia normale…uscire il sabato sera, avere una fidanzata…ma sei stato scartato dal gruppo! E’ solo invidia, fidati. Ci vuole ben altro per essere critico, mio caro Luminis.

Doctor Luminis: Veda, signora, non è che mi abbiano escluso. Ho avuto la mia parte di socialità, e, pur di non morire di solitudine, ho anche talvolta partecipato al gruppo a cui prima faceva riferimento. Ma mi sono allontanato volontariamente: non avevo nulla in comune con quella gente! Sono quasi certo che bisognerebbe frequentare coloro che condividono i medesimi gusti.

Educatrice APOC: Vedi, Luminis! Travisi i tuoi ricordi. Dici d’esserti allontanato dal Gruppo, in realtà, per la tua antipatia, sei stato allontanato dal Gruppo. Ed ora l’invidia ti porta al razzismo: bisogna frequentare tutti! Il buon gusto è condiviso da tutti…il cattivo è scansato da tutti. Noi siamo stati scelti per rieducarti, inserendoti nuovamente nel giusto gusto! Il Gruppo è benevolo verso di te: nonostante tu dichiari di preferire la Fenech all’onorevole Muccino, oggi ministro dell’educazione di questo grande governo Vendola III, noi ti offriamo la possibilità di riscattare il tuo passato, e di condividere con noi il tuo futuro.

Doctor Luminis: Eppure…io che cosa ho sostenuto? Semplicemente vorrei che una volta tanto il gusto del popolo lavoratore venisse rispettato. Ma perchè costringere la gente a guardare Gomorra quando vorrebbero solo vedere qualche replica di “Poliziotto Superpiù”?

Educatrice APOC: Sei un caso difficile. Noi offriamo la possibilità al popolo di essere colto. Se non guarda i nostri prodotti il popolo è niente. Solo noi possiamo giustificarlo. Solo noi abbiamo le menti adatte. Luminis…sei un emarginato, un pervertito, un ignorante…torna nel Gruppo e saremo benevoli con te!

Doctor Luminis: In fede, neanche morto! E finchè avrò voce, maledirò Saviano e il suo finto vittimismo, Placido, che mangia e sputa nel medesimo piatto, Moretti, che gioca a fare l’operaio nonostante indossi mutande in fibra di platino…

Educatrice APOC: BASTA COSI’. Agli arresti! Ma prima…vedrai interamente il festival di Cannes, e sarai costretto a fumarti cinque canne! Via quel sorriso! Via quell’entusiasmo! Sarai dei nostri o non sarai! Meglio che cominci a deprimerti ora!

Doctor Luminis: Carissima troia, mi sono rotto l’anima anche solo di giocare con te. Mi fai schifo, tu, il tuo presidente, la sinistra italiana, la sinistra in genere, il tuo tappeto rosso….rosso di sangue purulento caduto dal naso di tossici come te dopo l’ennesima sniffata. E parli di popolo? Cretina…non rispetti neanche i suoi gusti! Lo costringi ad amare il diverso quando, per sua natura, è portato a fidarsi solo del simile. Sai che ti dico…FOTTITI.

CONCLUSIONE METATEATRALE

La finta arte di Cannes può essere sconfitta solo dalla nostra fiera ed identitaria volgarità! La prossima volta che sentite un intellettualoide parlare di cinema impegnato nel sociale contro la mafia e il fascismo…per favore, interrompete quella marea di idiozie ruttando, scorreggiando…insomma, siate originali nella vostra volgarità…ma vi prego, siate volgari! Guardate che manca poco alla situazione messa in scena qui sopra! Prima che Vendola rieduchi tutti noi alla “raffinatezza” e al post-comunismo, rieduchiamolo noi alla corret[parte censurata da sua maestà Internet per eccessivo uso di turpiloquio a sfondo diffamatorio]ica, ed al [censurato: inutilivolgarità]nale.

Dal tappeto rosso menopausa è tutto, titoli di coda!

Circa UN’IMMIGRAZIONE DAL VAGO SAPORE COLONIALISTA…

maggio 22, 2010

Dal punto di vista delle intenzioni di gente che vuole accaparrarsi terre non sue a spese di quanti già le abitano, che differenza c’è fra un colonialismo militare leale, smaccato e regolamentato dal diritto internazionale, ed una colonizzazione immigratoria subdola, massiva oltre ogni ragionevolezza, e, soprattutto, completamente deregolamentata? Nessuna, secondo Noi!
Quale ragionevolezza si può chiedere a chi pretende di avere, sic et simpliciter, uno spazio che non gli appartiene per nascita, per confini geo-politici, per tradizione?! L’irragionevolezza della sua pretesa è già inglobata nell’illegittimità della stessa.

Piuttosto, qualche differenza esiste, semmai, dal punto di vista strategico: il colonialismo canonico può essere contrastato alla luce del sole e con gli strumenti propri della legittima difesa espletabile da ogni popolo nei riguardi di un invasore autoproclamatosi tale; pertanto esso rappresenta un tipo d‘offensiva invasoria piuttosto rischiosa per chi la porta avanti nella sua evidenza.
L‘immigrazione, al contrario, sebbene abbia i medesimi intenti, agisce sotto spoglie che, per il loro aspetto umanamente suadente (barconi, straccioni con l‘i-pod, e affamati col cellulare..), sfruttabilmente allettante (badanti, lavoranti sottocosto..), fintamente pietoso (il suono della moneta nel piatto del questuante rinfranca le coscienze di ogni radical-chic degno di questo nome..) e stramaledettamente ideologico (gli immigrati sono un serbatoio di voti implacabile..), favoriscono forti sacche di collaborazionismo fra gli invasi, soprattutto se imbecilli ed entnomasochisti, elemento atto a rendere tale ricetta occupazionista di efficacia forse più lenta ma altresì più letale.
“Chiedere” ospitalità è ben più accattivante che “pretendere” spazio; eppure pensateci un attimo: prendete dieci questuanti a caso per strada e chiedete loro cosa farebbero se con uno schiocco di dita potessero intestarsi il vostro conto bancario: quanti di loro risponderebbero che non lo farebbero, per lealtà o dignità?! 2-3 al massimo?! Noi crediamo anche meno..per non dire nessuno!
Ebbene, perché mai interi sciami di genti più o meno allupate di emancipazione sociale e di spazio, poste nella condizione di poter decidere se approfittarsi o meno del nostro buon cuore, dovrebbero comportarsi diversamente da singoli questuanti?!

Ecco come i popoli più subdoli, furbi e meno leali hanno saputo giocarsi al meglio la carta della “mano tesa” nella loro controffensiva post-colonialista.
Pertanto, la prossima volta che sentirete qualcuno biascicare la solita frase “l’immigrazione è un fenomeno inarrestabile e che non potrà in nessun caso essere contrastato“, voi rispondetegli bellamente : “ah no?! E come mai il ben più minaccioso, danaroso, armato e muscolare colonialismo occidentale, invece, contrastato lo è stato eccome..sino ad esser efficacemente sconfitto?!”

Nella storia umana nulla è predestinato e nessun “globale” buon padre di famiglia sarà mai lì a fare le parti della torta secondo equità e giustizia; tutto si gioca semplicemente “giocando“, ognuno la propria partita, ognuno con i propri mezzi: e chi gioca male, per incapacità, sottovalutazione dell’avversario o buonismo, getta alle ortiche uno spazio e diritti acquisiti che nessuna “lealtà” e nessuna “generosità” iperuranica gli faranno mai riguadagnare; e che, semplicemente, irrimediabilmente, perderà.

HELMUT LEFTBUSTER

PIZZA CIPOLLE, PATATE, ROSMARINO e SALSICCIA

maggio 21, 2010

Carboidrati in abbondanza, d’accordo, ma infondo chissenefrega?! Una tantum si puo’ pure fare, considerando che sarebbe un piatto unico, essendovi anche verdura, grassi e proteine; l’importante è che sia ROBA NOSTRA, prodotti acquistabili in piccoli alimentari identitarii o da coltivatori diretti e macellai, tesori che profumino d’antico, che costerebbe troppo alterare e che quindi sono, ipso facto, necessariamente genuini.

Farina, acqua, olio, sale, lievito (non indispensabile), rosmarino, vino bianco, patate, cipolle, salsicce, uva sultanina.

Le quantità variano a seconda di quanti siete; in cucina ci si regola ad occhio.

Preparate la pasta per la pizza con farina, un pizzico di lievito, acqua tiepida quanto basta ad impastare, un pizzico di sale e un goccio d’olio.

Mettetela a riposare avvolta in un panno umido, mentre passate in padella le patate e le cipolle tagliate a rondelle con copioso olio, rosmarino ed un’annaffiata di vino bianco.

Stendete la pasta in una teglia e spargeteci uniformemente il contenuto della padellata; poi spolpate a mollicozzi le salsicce e spargeteli sulla pizza assieme a dell’uva sultanina.

Infornate a 180° per un tempo utile a che la pizza si colori, ma non fate abbrustolire troppo né la superficie né il contenuto.
Mangiatela tiepida, volendo, aggiungendo una spruzzata di parmigiano.

IL TEMPO DEDICATO A VOI, AL VOSTRO GODIMENTO, E ALLA VOSTRA SALUTE FISICA e CULTURALE, E’ IL TEMPO SPESO MEGLIO!

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

LA TORTA DELLA NONNA: l’identitarismo alimentare parte dalla colazione!

maggio 17, 2010

La colazione è la partenza, il primo sapore della giornata, il primo boccone di salute che un nuovo giorno di vita sa ancora donarvi: iniziate col meglio della Tradizione, con ciò che le nonne d’un tempo sapientemente pastrocchiavano sui loro magici tavolacci di legno, mentre nel camino scoppiettava legna ardente e noi bambini stavamo lì a guardare incantati.
E poi che è successo?! Che cosa CI è successo?! E’ tutto finito? E perché?..Chi l’ha detto?! Perché mai dovremmo arrenderci passivamente alla fine di un tale incanto?! La vita è davvero matrigna, come diceva il Leopardi, che prima ci mostra un lieto cammino e poi ce lo toglie?! O piuttosto ci siam tutti bevuti il cervello e la resa incondizionata al modernismo sfrenato di merda ne è solo la più becera conseguenza?! No…la vera matrigna è questa globalizzazione che c’ha tolto l’anima, l’identità, i sapori, la salute, e, con essi, le nonne, la loro sapienza, il nostro saper cercare quel tipo di felicità.

E allora, avanti, gente, ripigliamocela tutta: niente merendine, niente più porcherie dagli ingredienti ignoti, niente più tempo risparmiato per perderlo poi magari imbabbeiti davanti al Grande Fratello o in ospedale a curarci il cancro dovuto al glutammato e all’olio di palma. Torniamo a cucinare per i nostri palati, per l’amore verso il buono, il migliore, il genuino, il vero, il nostrano. Non ci vuol nulla, basta farlo, gli ingredienti son lì.

– per la pasta frolla:
1 kg di farina, 3 uova, 250 g di strutto e 250 di burro (o se preferite 500 solo dell’uno o solo dell’altro).

– per la crema : 4 tuorli d’uovo, 1 litro di latte, 300 g di zucchero, 250 g di farina, una scorza di limone non trattato. .

Impastare la frolla sciogliendo il burro (o lo strutto) al calore, ed unendolo a tutti gli altri ingredienti sino a formare un malloppo da lasciar riposare per una mezzoretta affinché si compatti.

Per la crema fate così: mettere il latte sul fuoco; contemporaneamente sbattete uova, zucchero e farina sino a renderli un composto liquido unico e uniforme che, poco prima della bollitura del latte, unirete ad esso – a fuoco spento – molto lentamente, così da evitare i grumi; una volta unito il latte al resto degli ingredienti rimettere sul fuoco GIRANDO con un mestolo di legno sino ad ebollizione avvenuta. A questo punto spegnete il fuoco ed aggiungete la buccia di limone; la crema si addenserà gradualmente sino a diventare meravigliosa.

Mentre la crema si raffredda e si rapprende un po’, stendete il quantitativo gliusto di pasta per fare la base della torta, integliatela con della carta forno che non la faccia attaccare e poi riempitela con la crema freddatasi nel frattempo; con la pasta rimanente farete le strisce per “sbarrare” la crema; schiacciate le strisce di pasta con la forchetta, così da intarsiarvi tutta la tradizione di tale gesto nobile e antico. Infine ponete le strisce di pasta a “grata” a coprire la torta, secondo il vostro gusto estetico.
Se dell’altra pasta dovesse esservi avanzata ci farete degli impareggiabili biscotti identitarii…

Infornate tutto per una trentina di minuti a 180 gradi scarsi..e tenendo d’occhio la cottura; non abbrustolite troppo, considerando che, se non la mangerete tutta subito, di giorno in giorno si indurirà un pochino. Ma per mantenerla fragrante anche tutta la settimana basteranno un vassoio a campana e il frigorifero.

Forza, riappropriamoci dei sapori d’un tempo, non ci lasciamo travolgere da pigrizia, disfattismo e arrendevolezza! Prima di lamentarci dell’inquinamento, del viver male, dei tumori, della perdita di identità, tiriamoci su le maniche a partire dalla colazione e mettiamogli merendine, barattolame e porcherie “globali” varii nel culo!

Noi siamo cio’ che mangiamo e cio’ che mangiamo dev’esser fatto da Noi.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

Πενθεύς o contro le superstizioni sinistrate d’importazione, di Ille Doctor Luminis

maggio 13, 2010

‘quam felix esses, si tu quoque luminis huius
orbus’ ait ‘fieres, ne Bacchica sacra videres!
(Ovid. Metamorph. III, 517-518)

Penteo, eroe greco, cade miseramente, senza rispetto da parte di uomini e dei, per aver tentato di fermare le baccanali, forme di religiosità inneggianti all’anarchia sociale. Cade per mano di sua madre e delle sue zie che, furiose, non riconoscono Penteo e lo uccidono. Sarà per sempre il simbolo dell’uomo che lotta contro le nebbie dell’irrazionalità in nome dell’ordine civile e della salus populi. Gli fu profetizzato “magari tu fossi cieco…almeno potresti evitare di vedere le Baccanali!” Penteo osa, guarda e tenta di fermare. Ma una società furiosa è capace di tutto, anche di squartare e dilaniare chi vuole solamente riportare l’ordine, indispensabile ad ogni civiltà!
. . .
La politica è la transustanziazione della teologia: prima lo capiremo tutti e meglio sarà! L’odierno laicista, che gioca ad essere libero (o mia cara libertà, prima venivi vissuta, ore sei solo giocata) da dettami fideistici, ignaro obbedisce a pratiche religiose ben peggiori di quelle che costringono il “vecchierel canuto e bianco” ad andare a messa, ignorando il senso ultimo di tale funzione.
Tutto è religione poiché tutto è rito. Rito è usanza, l’usanza diviene credo, il credo è identità. Identità è comune senso trasfigurato dell’individualità!
Ora cosa è che noi dobbiamo evitare come la peste? La religione? Per l’amore di Dio, no! E ricordiamoci l’ingenuo tentativo dell’ultimo che ci ha provato, ovvero Marx e soci. Ha dato il via ad uno stato senza chiese, ma ha reso chiesa il partito. I santini circolavano egualmente….ma al posto del Cristo Pantocratore v’era Stalin Stacanovista. Io ho una sola parola verso l’anti-religiosità del comunismo: bigotta!
Appurato che la religione NON è il problema, bisogna ancora capire ciò da cui tenersi a dovuta distanza. L’errore dei comunisti è un errore di deduzione, facilmente risolvibile da chi è pervaso da ragione piuttosto che da cecità dogmatica. A loro appariva problematica la religione. Da coglioni ignoranti ed impulsivi non si resero conto che era qualcosa DENTRO la religione, non la religione stessa, a far impazzire il circuito metafisico in primis, politico in secundis. Nessun medico infatti è tanto imbecille (forse quelli laureati col 18 politico nelle città rosse nel tardo sessantotto potrebbero esserlo) da amputare la gamba in un paziente sano e farlo morire dissanguato, dopo sofferenze inaudibili solamente per durare un taglietto sul polpaccio!
Appurata l’idiozia storica del comunismo (nihil novi sub sole) veniamo al vero problema: la superstizione! Definisco superstizione quella forma di religiosità che abbandona le strutture logico-razionali per cercare salvezza nell’assoluta irrazionalità sociale, politica e civile.
Il comunismo è una superstizione! Credere che dal nulla si materializzi una struttura (coscienza di classe proletaria) che dematerializzi un’altra (stato et similia) per poi autoannichilirsi (superamento del comunismo rozzo) nella perdita del suo ubi consistat…Cristo santo…è una tentata giustificazione teologica di una assurda superstizione.
I tempi sono oscuri…e si uniscono ai comunisti altri superstiziosi: gli pseudo-occultisti! Figli di una istruzione downbrowniana, si aggirano per biblioteche occulte in cerca di una giustificazione. Reietti sociali, ma figli di miracoli economici, sono convinti che Dio esista…ma non nella nostra lucidità, nell’identità. No, loro sono fermi sostenitori dell’apertura dei propri orizzonti…e finiscono per trovare dio in qualche INCIVILE rituale cruento meso-africano…in qualche allucinogeno…in qualche sottospecie di malattia venerea!
Il comunismo è dunque la religione dell’anti-religiosità. Questa è invece la religione delle anti-religiosità insite nelle pseudo-religioni.
La loro superstizione? In sintesi: il bizzarro. Per trovare il dio DEVONO circondarsi di un mondo bizzarro, storpio, goffo, brutto! Senza il rituale bizzarro non arrivano a dio. E mi vengono in mente quei sudici sottomessi ai grandi imperi (?!) orientali, storpi in cerca di storpio per ridere e compiacersi della propria anomalia! Buon Dio…per non parlare dei post-Crowleiani…quelli che son convinti che senza una palese ostentazione d’una sessualità ibrida e orgiastica non si possa essere giustificati dal divino! Che schifo! Mussolini caccia Crowley dall’Italia, poiché pericoloso politicamente e civilmente. E mi viene in mente Penteo, che viene squartato per aver osato interrompere le baccanali, triste presagio di una razionalità greca CORROTTA dalle barbare filosofie pseudo-egiziane o orientali!
Roma pone un freno a questi riti storpi con un senatusconsultus. La superstizione è pericolo politico. La religione è politica! Certo, Cristianesimo e Paganesimo si affronteranno…ma sarà un duello ad armi pari…tra religioni. Ripeto: col medioevo, a mio avviso, il meglio di entrambe sopravvive! Ma entrambi sono sempre stati nemici della superstizione….c’è chi vuol debellare le baccanali, chi distruggere le icone…a ognuno i suoi problemi!
L’appello conclusivo è chiaro e semplice. Sotto l’influsso intramontabile di Penteo restiamo saldi contro la superstizione…sia contro quelle mascherate da vere e proprie religioni, magari d’importazione, sia contro quelle che fingono di distruggere i nemici del popolo ed il padronato (sostituendosi gradualmente ad esso).

Ille Doctor Luminis, fiero viandante dvracrvxiano

RISOTTO ALL’ARANCIA con buccette dvracrvxiane di profumata verità

maggio 9, 2010

Il riso c’entra ben poco coi cinesi. E’ un cereale assolutamente trans-longitudinale e ci appartiene culturalmente a tutti gli effetti; andate a dire ad un vercellese che copia i cinesi, mentre si fa il mazzo su quegli incredibili trattori dalle ruote ferrate in mezzo alle luccicanti risaie fra Biella e Vercelli…saprà cosa rispondervi.

Mettiamoci gli aranci del meraviglioso meridione italico, e avremo ottenuto una perfetta sintesi di cultura alimentare agreste latitudinalmente completa; ma soprattutto profumatissima.

Non occorre molto, e gli ingredienti si reperiscono facilmente senza che occorrano visite a quegli orrendi centri commerciali ove gli italiani si aggirano come zombies dimentichi che la vita umana, essendo temporizzata, è preziosa, e neppure a quegli scamuffi negozietti globalisti dove costa tutto 99 cent. Per mettere in pentola questa ricetta bastano pochissimo tempo, e il fruttarolo di una volta, pensate che meraviglia..sembra impossibile, eh?! E magari un giorno basterà l’orto di casa nostra, se impareremo un po’ di sana autarchia da questa crisi economica frutto del consumismo modernista e della globalizzazione.

Spremete 2 arance in modo grossolano, diciamo con le mani, e ottenendo così un succo denso di buccette e polpa; avrete preparato un soffritto di cipolla a parte sul quale finirete di cuocere, innaffiandolo copiosamente con del vino bianco, il riso scolato dall’acqua a poco più di metà cottura. Fatelo rosolare un minuto nel soffritto e poi versate il succo d’arancia, un cucchiaino di zucchero, un soffio di peperoncino ed un goccio di latte, e tenetevelo girandolo il tempo residuo di cottura occorrente.

A noi piace servito con una bella spolveratona di parmigiano o pecorino, ma se vorrete potrete anche farne a meno, per quanto olfattivamente questo piatto saprà stupirvi.
– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

CONFUTATIS MALEDICTIS di Ille Doctor Luminis

maggio 9, 2010

Torna a casa la bella liceale, credendo di aver maturato qualcosa in un giorno passato a fingere di ascoltare (chiunque: amiche, amici, professori, vento, la sua testa, il suo corpo…); sfugge al rapido controllo dei suoi genitori (in realtà solo la madre: il padre lavora!), si rinchiude in una stanza arredata dal comune senso dell’indecenza e pensa (?!).
Torna a casa, dopo una faticosa giornata di lavoro, un carpentiere. Dopo aver sudato per otto ore più due di straordinari per mantenere la sullodata bella liceale nella sullodata cameretta arredata dalla sullodata indecenza, si getta sul divano ed accende la televisione. Ma è troppo stanco per seguire il filo logico (normalmente assente dai programmi televisivi preserali, ma diamolo per buono). Si accontenta di una compagnia catodica…anzi no…di sole presenze catodiche. Rilassatosi un pochino, pensa.
Torna a casa, dopo una lunga giornata passata a girare per la città, una giovane ed impegnatissima mamma a tempo pieno. Dopo aver accompagnato la figlia, la sempresialodata….pardon sempre sullodata liceale a scuola, inizia inesorabile a percorrere ogni traversa della cittadina perché a qualsiasi numero civico lei ha qualcosa da fare: lavanderia, prenotazioni biglietti teatro (con enorme “gioia” del marito carpentiere, che non aspetta altro, dopo una settimana di lavoro, che spaccarsi le palle al balletto), shopping vorace e senza pudore, pranzo leggero, dietetico ma costosissimo (al volo tra l’altro) e tanto altro ancora. Finalmente torna a casa, poco prima del rientro della figlia, che tenta di “controllare” più per moda che per affetto, secoli prima del marito, motore mobile della baracca.

Ora vi starete chiedendo: questa sarà l’ennesima, pleonastica, pallosa occasione in cui Luminis impugnerà lo scudiscio sociale, premiando il lavoro e maledicendo l’inoperosità.
No. Oggi no (qualche ironia in itinere me la sono permessa, però)!
Oggi, distinti lettori, voglio dirvi: ma non è già abbastanza palloso sapere che queste situazioni esistono? Volete anche leggere opere, vedere film, partecipare a mostre che trattino di questi tipi di disagio, senza poi proporre un bel cazzo di niente?
Le patologie insite alla famiglie si risolvono politicamente!
Credete che cambi qualcosa se postassi la mia descrizione del rientro a casa ogni giorno, ogni santo giorno, sottolineandone l’inutilità ma senza proporre assolutamente un’alternativa?
Mi sono rotto il cazzo del cinema italiano, che giorno dopo giorno, anno dopo anno, mette in scena la stessa pagliacciata. Già, i problemi esistono! Gran bella scoperta, cretini! Ce li hanno tutti! Ma noi viviamo in mezzo a geni e non ce ne rendiamo conto! Basta che qualcuno dice “c’è questo problema” e viene osannato! Passa un altro, dice…”ma c’è ancora quel problema”! e riceve ulteriori applausi!
Vediamola così. Nella famiglia in questione potrebbero esserci o non esserci problemi.
Nel primo caso, mi aspetto che un film proponga una sottospecie di soluzione invece di stordirci con uno smielato iperealismo! Il film dovrebbe proporre, e solo proporre, ma è la politica che dovrebbe risolvere. Siamo immersi da film che parlano di droga, di alcol, di anarchia sessuale! Si fregiano del titolo di “film di denuncia”, ma alla fine si limitano a presentare una situazione reale sic et simpliciter. LA MANCANZA DI UNA CONDANNA DIRETTA IMPLICA UNA TACITA ACCETTAZIONE DELLO STATUS QUO!
Nel secondo caso NON INVENTIAMOCI PROBLEMI DOVE NON CI SONO. Un operaio che lavora otto ore e vede che la figlia invece di studiare ascolta Tiziano Ferro è normale che si incazzi. Una figlia che invece di fare il liceo avrebbe preferito imparare a fare le crostate é normale che si incazzi. Una mamma che ha investito tutto sulla figlia e vede che è una cretina è normale che si incazzi! Questa è normale amministrazione inter-familiare…volgarmente detta CAZZI PRIVATI!
Ma no…c’è il disagio, c’è la depressione…prima solo adolescenziale, ora anche adulta: crisi di mezza età, anziani che vogliono tornare giovani etc…
I nostri prodotti sono l’orgasmo di editori europei, e il nostro disagio è deriso e sbeffeggiato INTERNAZIONALMENTE….magari da uomini che hanno figlie egualmente zoccole, figli egualmente ignoranti, mogli egualmente oche… e forse sono essi stessi egualmente teste di cazzo…ma almeno hanno la fortuna di non avere una classe sinistrata pseudo-intellettuale che finge di studiare i loro comportamento come fossero delle cazzo di scimmie in un maledetto zoo!

Le famiglie, politica a parte, è normale che abbiano attriti interni. Ognuno pensa che i suoi problemi siano i peggiori. Un dialogo di maggior respiro darebbe ad ognuno la giusta prospettiva…e toglierebbe un po’ di lavoro e un po’ di spettatori a questi quattro coglioni di sinistra che dietro una macchina da presa scrivono inni al disagio giovanile, alle crisi di mezza età….ignorando di avere a casa, PIU’ DEGLI ALTRI, figlie zoccole, mogli PUTTANE, FIGLI DROGATI…ah, e amanti CESSE!

Buona notte….e DIO STRAMALEDICA IL CINEMA ADOLESCENTE!!!

Ille Doctor Luminis, Viandante dvracrvxiano.

Appendice: uso spudorato delle Disfemie.

Certo vi sarete resi conto delle numerose disfemie (soprattutto imprecazioni). Chiedo al lettore dal fine udito di perdonarmi…magari anche in nome della razionalità greca.
Era infatti norma comune dei cinici non inorridire di fronte ad imprecazioni derivanti dalla sfera sessuale. Normalmente, se tacciati di turpiloqui, essi rispondevano “Non ho problemi a dire cazzo o fica…sono parole che non nascondono significati turpi, bensì normali funzioni naturali! Piuttosto avrei problemi a dire la parola “omicidio”, poiché il suo significato coincide con uno degli atti più turpi che un uomo possa commettere”. Ho logos deloi: “Avere paura delle parole è da cretini, temere i significati è da saggi, combattere quelli dannosi è da eroi, cazzo!”

KEBAB..CELTICO ?!

maggio 8, 2010

Qualche parola solo per corredare una foto che già dice tutto.
30 aprile 2010, Festa celtica di Beltane (Noi Dvracrvxiani preferiamo chiamarla Notte di Santa Walpurga, ma cambia poco), Masserano, Piemonte.
La tipologia di evento credo la conosciate tutti: celebrazione identitaria condita da mascherate di vario lignaggio, banchetti di paccottiglia varia seppur in qualche modo identitaria, “merchandising” spesso di dubbio gusto ma anch’esso ispirato all’indole etnografica in titolo, atmosfere sceniche, suggestioni e prodotti alimentari tipici della tradizione culturale espressa dal nome della festa stessa (..o almeno ci si prova!). Insomma, data la mole di clamore da prima pagina di giornale locale, nulla di particolarmente succulento per “palati forti” come il nostro; tuttavia, dato che la zona è Magione Dvracrvxiana, parteciparvi era un’occasione di incontro come un’altra.
Ma il kebab no, proprio non c‘era da aspettarselo!
Chi come Noi patisce sino alla colite il moderno clima inculturazionista e non vede l’ora di lasciare il marasma cittadino per rifugiarsi nelle varie Magioni, Convivii Dvracrvxiani o comunque identitarii, e Lvcvs campagnoli, non può accettare di beccarsi la puzza di chiuso anche all‘aperto. Transeat per gli inevitabili punkabbestia (che cazzo ci verranno a fare lo sanno solo loro..), per i mantelli stracciati e pulciosi, per gli anelli al naso, per gli gnometti e gli elfetti da giardino comasco spacciati per originale artigianato celtico, per la piadina romagnola che resta comunque un “master” identitario del nord-italia (..di chiara derivazione romana, peraltro..), per le maschere veneziane esposte accanto a quelle di gusto ben più “nordico”, alle collanine che oramai vendono anche i marocchini; ma il kebab no. Non il kebab!
NO non solo inquanto “elemento” culturale estraneo alla tradizione identitaria tema dell’evento, ma NO soprattutto inquanto fetido accessorio globalizzatore al pari del “big Mc”. Con la differenza che il big Mc invece – giustamente, ma anche “politicallycorrettamente” – non c’era, e questo la dice lunga su quanto la globalizzazione medesima sia sempre meno trasversale e sempre più sbilanciata verso tinte decisamente afro-arabiche.

Naturalmente, alla sola vista di quell’orrenda scritta, verdognola come ciò che descrive, e dietro la quale incuranti, blasfemi e grotteschi figuri si agitavano al suono di “cori guerrieri” e nordiche cornamuse, abbiam girato i tacchi e siam tornati a bere un genuino, insmentibile, dionisiaco bicchiere di buon vino identitario dal nostro Oreste Dvracrvxiano, per godere intensamente del suo aroma di verità, ma anche per sopportar meglio, nell’effluvio alcolico, l‘orrenda stomachevolezza patita nella bellissima e verdissima selva di Masserano.

Il tempo di tornare alla Gran Madre e viene rapidamente inviata una furente mail di protesta all’indirizzo di coloro che da 13 anni organizzano l’intera kermesse, e la cui risposta, piuttosto sana e quantomeno onesta, riportiamo fedelmente qui sotto proprio a titolo di lealtà e completezza di cronaca.

“..Si purtroppo una svista… Non sapevamo nulla… Grazie della segnalazione e provvederemo per il prossimo anno. Purtroppo la festa e’ diventata un grandissimo impegno per il  piccolo direttivo dell’Anticaquercia e il catering da 3 anni non ha mai proposto cibo di stampo islamico….non capiamo ma penso che siano stati  reduci da una manifestazione precedente alla nostra in cui non avevano problematiche di carattere “ideologico” come il nostro.  
Saluti   Anticaquercia..”

Se non siamo capaci di difendere dallo sbavante Alien globalista nemmeno quelle sparute celebrazioni identitarie che faticosamente, col tempo, siamo riusciti a consentirci, non lamentiamoci poi se i nostri politici “di sistema” si mettono in testa la kippah o consentono ai beduini gheddafini di accamparsi in tenda nei sontuosi giardini delle ambasciate romane che “generosamente” mettiamo loro a disposizione.

Se ci perdiamo in un bicchier d’acqua con così tanta superficialità e faciloneria, sarà ben difficile resistere al terrificante diluvio che incombe ogni giorno di più.

Helmut Leftbuster – INTERPELLANZE DVRACRVXIANE

CI VOGLIONO I MORTI di Ida Magli (da Il Giornale)

maggio 7, 2010

Non esistono “società” multietniche. Quale che sia la buona fede o l’ingenuità di coloro che si affannano in questi giorni ad affermare il contrario, una società multietnica non può esistere perché una “società” non è data dalla somma di singoli individui, ma dal loro appartenere e vivere in una “cultura”. Ogni cultura possiede una sua “forma”, creata dalle particolari caratteristiche che distinguono un popolo dall’altro e che si manifestano nella diversa visione del mondo, nella diversa sensibilità nei confronti della natura, nella diversità delle lingue, delle religioni, delle arti, dei costumi, dei sentimenti. Ciò che mantiene in vita una cultura è la “personalità di base” del popolo che l’ha creata, quel particolare insieme di comportamenti che ci fa dire con molta semplicità: gli Inglesi sono fatti così, gli Americani sono fatti così, gli Spagnoli sono fatti così, e che ci permette di riconoscere immediatamente, anche senza conoscere il nome dell’autore, come “tedesca” una sinfonia di Wagner e come ”italiana” una sinfonia di Rossini. La diversità delle culture costituisce la maggiore ricchezza della storia umana.

Ma le culture muoiono. La storia ci dimostra che anche le più forti, le più ricche, le più potenti, ad un certo punto spariscono e non sempre perché distrutte da conquistatori di guerra. E’ sparita quella straordinaria dell’Antico Egitto di cui ci rimane, oltre all’immensa ammirazione per le piramidi, anche la consapevolezza di essere talmente diversi da non sapere come abbiano fatto a costruirle; è sparita quella di Omero, di Fidia, della cui morte non riuscivano a darsi pace prima di tutto i Romani che hanno fatto l’impossibile per conservarla in vita (perfino parlando il greco fra loro), ma in seguito innumerevoli pensatori, poeti, artisti d’Occidente così che ad un certo punto Hegel ha perso la pazienza e gli ha gridato in faccia brutalmente l’unica risposta: “ Laddove un tempo il sole splendeva sui Greci, oggi splende sui Turchi, dunque smettetela di affannarvi e non ci pensate più! ” E’ così, infatti: sono gli uomini i creatori e portatori di una cultura; non appena sopraggiungono altri uomini, portatori di un’altra personalità di base, di un’altra cultura, quella invasa deperisce e muore. Non è necessario neanche che gli invasori siano numericamente in maggioranza: l’invasore è sempre il più forte per il fatto stesso che è riuscito ad impadronirsi del territorio di un altro e che si aggrappa, molto più che a casa propria, ai costumi, ai cibi, ai riti, alla religione della sua cultura nel timore di perdere la propria identità.

Chiunque neghi questo, nega agli esseri umani, invasori o invasi che siano, ciò che li contraddistingue come “uomini”, riducendone i bisogni e gli scopi alla sopravvivenza biologica. “Non di solo pane vive l’uomo”. La Conferenza episcopale italiana sembra essersene dimenticata e tocca a noi, Italiani, e convinti che la nostra “cultura” debba essere salvaguardata, come e più delle altre, anche per tutto quello che contiene della bellezza del messaggio evangelico, domandare ai Vescovi se non sia il caso che essi si interroghino, prima di tutto su che cosa significhi per loro definirsi “italiani”, e poi su quale sarà il prossimo (vicinissimo) futuro del cristianesimo in Italia. Riteniamo anche che tocchi a noi, proprio perché laici e convinti che la libertà del pensiero sia il patrimonio irrinunciabile dell’Occidente, difendere il messaggio di Gesù dal tentativo sempre più pressante, e tragicamente traditore, di ridurlo ad una variante dell’Antico Testamento e, di conseguenza, anche dell’islamismo. Senza la ribellione di Gesù alla mentalità normativa e tabuistica dell’ebraismo, senza la forza del suo comando: “La vostra parola sia: sì sì, no no”, così simile all’assoluto valore riposto dai Romani nella propria parola, i suoi seguaci non avrebbero capito che il destino del cristianesimo era Roma. A questo punto gli Italiani non vorrebbero essere costretti a ricordarsi che sono stati sempre i Papi a chiamare gli stranieri in Italia.

E la sinistra? Strano a dirsi, si comporta più o meno come la Chiesa. Cosa pensa di fare degli Italiani, della cultura italiana, quella sinistra che per tanti anni è stata l’unica forza politica a interessarsi di antropologia, a pubblicare Lévi-Strauss, Malinowski, Foucault, Leroi-Gourhan? Perché adesso tace di fronte alla morte della cultura italiana, dopo aver tanto pianto sulla morte delle culture primitive? Perché ci odia? Perché non fa per gli immigrati l’ unica cosa giusta e che sarebbe in grado di fare molto meglio degli altri partiti, ossia aiutarli a rimanere nel proprio paese? Non è iscrivendoli all’anagrafe come “italiani” che gli stranieri creeranno le melodie di Monteverdi o di Puccini, dipingeranno le Madonne di Raffaello o di Mantegna, scriveranno i versi di Petrarca o di Leopardi.

Né si dica che gli stranieri servono a combattere il decremento demografico. Gli Italiani fanno pochi figli per tre motivi principali. Il primo: siamo troppi per l’estensione del nostro territorio (260 abitanti per km.quadrato contro, per esempio, i 22 abitanti per km. quadrato degli Stati Uniti), senza tener conto del fatto che la maggior parte del territorio italiano è formata da montagne. La natura segue le sue leggi di sopravvivenza e, a causa dell’eccessiva densità, fa diminuire la prolificità. Non può sapere che i politici lavorano contro le sue leggi, col risultato che più gente entra, più la natura cerca di far diminuire gli abitanti, ossia gli Italiani dato che è nell’interesse degli immigrati fare più figli che possono per diventare maggioranza. Il secondo motivo consiste proprio nel senso di condanna a morte che si respira nell’aria. Non c’è bisogno di spiegazioni antropologiche: la gente sente benissimo di essere assediata e che non le è permesso neanche il più piccolo gesto di difesa. A che pro fare figli se non servono a conservare ciò che è italiano? Infine, il terzo motivo: la difficoltà concreta di provvedere ai figli. Sono state sempre le donne, prima del femminismo e del loro inserimento nel lavoro, ad assistere i malati, i bambini, i vecchi: è il cambiamento totale della vita quotidiana della società che avrebbe dovuto comportare anche il cambiamento totale della sua organizzazione, cosa che invece non è stata fatta. Questo problema sarebbe risolvibile soltanto se tutte le forze, il denaro, gli interessi della nazione fossero concentrati, non sull’immigrazione, ma sui bisogni della sussistenza fisica degli Italiani, dei bambini, delle madri, delle famiglie. Ma non è così. Quel poco che ha fatto il governo Berlusconi, è soltanto un segno di buona volontà, non ciò che sarebbe necessario: una nuova organizzazione impegnata psicologicamente ed economicamente a far nascere molti italiani. E soprattutto, al di là delle cose concrete: cominciare a far sentire agli Italiani che qualcuno li ama e vuole che essi vivano.

IDA MAGLI
(pubblicato su Il Giornale il 20/05/2009)