Tappeto rosso, di Ille Doctor Luminis

Avvertenze: le seguenti parole volutamente scarseggiano d’arte e sono intrise della più squallida volgarità possibile. Chiedo scusa ai palati raffinati in anticipo.

Nunc quam rem oratum huc veni primum proloquar,
post argumentum huius eloquar tragoediae.
quid? contraxistis frontem, quia tragoediam
dixi futuram hanc? deus sum, commutavero.
eandem hanc, si voltis, faciam ex tragoedia
comoedia ut sit omnibus isdem vorsibus
.
utrum sit an non voltis? sed ego stultior,
quasi nesciam vos velle, qui divos siem.
teneo quid animi vostri super hac re siet:
faciam ut commixta sit: sit tragicomoedia.

(Plauto, Anfitruo)

In un futuro non troppo lontano, a meno che non ci decidiamo a mandare a fanculo questa casta di artisti comunisti e depressi, in menopausa…

Doctor Luminis: Buonasera a tutti mi chiamo Luminis, sto per compiere ventidue anni ed ho un problema: odio i tappeti rossi! Ed è per questo che mi sono iscritto alla vostra associazione, l’ APOC (associazione pro omologazione culturale, ndr.)…non riesco ad applaudire gli attori che calcano il red carpet del festival di Cannes. A dire il vero è da un po’ che mi succede. Non so come confessarvelo…forse il mio problema è il cinema impegnato.

Educatrice APOC: Caro Luminis…sei proprio incasinato. Ma ti aiuteremo noi! Ma è un problema comune. Tu ti sei isolato dal resto dei tuoi coetanei, forse perchè ti sentivi diverso. L’invidia verso la loro vita, così normale e spensierata, ti ha fatto crescere turbato…ora credi di aver maturato uno spirito critico sopraffino, credi di poter scegliere cosa è meglio per te…invece la tua è solo invidia, verso un gruppo che non ti ha mai accettato! Avresti potuto avere un’infanzia normale…uscire il sabato sera, avere una fidanzata…ma sei stato scartato dal gruppo! E’ solo invidia, fidati. Ci vuole ben altro per essere critico, mio caro Luminis.

Doctor Luminis: Veda, signora, non è che mi abbiano escluso. Ho avuto la mia parte di socialità, e, pur di non morire di solitudine, ho anche talvolta partecipato al gruppo a cui prima faceva riferimento. Ma mi sono allontanato volontariamente: non avevo nulla in comune con quella gente! Sono quasi certo che bisognerebbe frequentare coloro che condividono i medesimi gusti.

Educatrice APOC: Vedi, Luminis! Travisi i tuoi ricordi. Dici d’esserti allontanato dal Gruppo, in realtà, per la tua antipatia, sei stato allontanato dal Gruppo. Ed ora l’invidia ti porta al razzismo: bisogna frequentare tutti! Il buon gusto è condiviso da tutti…il cattivo è scansato da tutti. Noi siamo stati scelti per rieducarti, inserendoti nuovamente nel giusto gusto! Il Gruppo è benevolo verso di te: nonostante tu dichiari di preferire la Fenech all’onorevole Muccino, oggi ministro dell’educazione di questo grande governo Vendola III, noi ti offriamo la possibilità di riscattare il tuo passato, e di condividere con noi il tuo futuro.

Doctor Luminis: Eppure…io che cosa ho sostenuto? Semplicemente vorrei che una volta tanto il gusto del popolo lavoratore venisse rispettato. Ma perchè costringere la gente a guardare Gomorra quando vorrebbero solo vedere qualche replica di “Poliziotto Superpiù”?

Educatrice APOC: Sei un caso difficile. Noi offriamo la possibilità al popolo di essere colto. Se non guarda i nostri prodotti il popolo è niente. Solo noi possiamo giustificarlo. Solo noi abbiamo le menti adatte. Luminis…sei un emarginato, un pervertito, un ignorante…torna nel Gruppo e saremo benevoli con te!

Doctor Luminis: In fede, neanche morto! E finchè avrò voce, maledirò Saviano e il suo finto vittimismo, Placido, che mangia e sputa nel medesimo piatto, Moretti, che gioca a fare l’operaio nonostante indossi mutande in fibra di platino…

Educatrice APOC: BASTA COSI’. Agli arresti! Ma prima…vedrai interamente il festival di Cannes, e sarai costretto a fumarti cinque canne! Via quel sorriso! Via quell’entusiasmo! Sarai dei nostri o non sarai! Meglio che cominci a deprimerti ora!

Doctor Luminis: Carissima troia, mi sono rotto l’anima anche solo di giocare con te. Mi fai schifo, tu, il tuo presidente, la sinistra italiana, la sinistra in genere, il tuo tappeto rosso….rosso di sangue purulento caduto dal naso di tossici come te dopo l’ennesima sniffata. E parli di popolo? Cretina…non rispetti neanche i suoi gusti! Lo costringi ad amare il diverso quando, per sua natura, è portato a fidarsi solo del simile. Sai che ti dico…FOTTITI.

CONCLUSIONE METATEATRALE

La finta arte di Cannes può essere sconfitta solo dalla nostra fiera ed identitaria volgarità! La prossima volta che sentite un intellettualoide parlare di cinema impegnato nel sociale contro la mafia e il fascismo…per favore, interrompete quella marea di idiozie ruttando, scorreggiando…insomma, siate originali nella vostra volgarità…ma vi prego, siate volgari! Guardate che manca poco alla situazione messa in scena qui sopra! Prima che Vendola rieduchi tutti noi alla “raffinatezza” e al post-comunismo, rieduchiamolo noi alla corret[parte censurata da sua maestà Internet per eccessivo uso di turpiloquio a sfondo diffamatorio]ica, ed al [censurato: inutilivolgarità]nale.

Dal tappeto rosso menopausa è tutto, titoli di coda!

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Una Risposta to “Tappeto rosso, di Ille Doctor Luminis”

  1. marcomalaguti Says:

    Ben dètt!!!

    Foera di bàl!

    Bravo Luminis!

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