TURPI PUTTANE DAGLI EROICI FIGLI, di Ille Doctor Luminis

-Quis esse credat virginem ?
-Natam tuam ?
(Seneca)

A pierpaolopasolini, fabriziodeandrè, guccini (non meritevoli di spazi o maiuscole) a tutti i coglioni che della lotta non hanno mai capito un cazzo!

Sapendo quale sarà l’incipit del mio discorso, mi vengono in mente le penose boiate della sinistra su questo concetto di partenza, ma filo rosso dell’intero ragionamento: le puttane.
Evidentemente – e per chiunque non possieda categorie di pensiero incredibilmente cretine – nella storia due sono state le accezioni del termine “puttana”. Il primo è, in senso stretto, la donna che esercita come mestiere l’antica arte del sesso. Estrapolata da stupidi scenari esotici o di sfruttamento est-europeo, la puttana – nella sua immensa semplicità – è di una coerenza caustica: risparmia al cliente un servile quanto inutile corteggiamento animalesco, spesso basato sulle più ingenue menzogne (il classico “chi fa la ruota più grande”, come i pavoni), concedendo dietro valuta sano divertimento. La semplicità della puttana così concepita la rende così priva di sofismi e di cavilli da renderla adatta a qualsiasi teofania. Il Dio cristiano, il Logos fatto carne, frequenta le puttane, poiché, essendo così umili, così poco arroganti, e così emarginate, non risentono della corruzione di una società che fa della legge formale un feticcio più grande dello stesso Dio, ovvero gli ebrei.
Ma la seconda accezione del mestiere più antico del mondo (dopo il pensatore, ovviamente) è davvero turpe e malfamata: la puttana corrotta, da cui il moderno senso del termine.
La meretrice, conscia della propria infima posizione sociale, accettava il destino legato al suo mestiere. La puttana corrotta pretende invece di circuire l’uomo e di assoggettarlo. Della serie “io che sono schiava ti rendo schiavo”.Non lavora più per sfamarsi, ma per il superfluo: ricchezze, lusso, oro. Non accettando sé stessa né la propria condizione, solo quest’ultima è da considerarsi vera quintessenza di una inversione di paradigma, di quella grande carnevalata che poi è la società postmoderna.
Quando mi sentirete dare della “puttana” a qualcuna (o qualcuno, con implicito doppio insulto) mi riferisco sempre alla seconda tipologia: la troia borghese.
Se due sono le categorie di puttane, due saranno le categorie di figli di puttana. Quelli figli di troie umili saranno persone qualunque, spesso indistinguibili dalla massa. I figli delle puttane borghesi hanno una possibilità di scelta: proseguire il percorso di prostituzione materno e borghese e diventare schiavi del sistema, oppure distuggere la figura materna e diventare eroi.
Questa non è la stupidità deandreiana “dai diamanti non nasce niente…”. No, miei cari, qui si trascende. Perchè ribellarsi sembra facile, ma arrivare alla conclusione che un tuo genitore è un criminale, ed avere il coraggio di denunciarlo non è da tutti. C’è da impazzire!
La mia generazione è figlia della signorina cultura Sessantottina…una delle puttane più perfide e pericolose che abbia mai circuito nostro padre, il signor buonsenso Antiborghese! Il figlio si chiama modernismo! E indovinate un po’? Siamo noi. Per quanto vogliamo essere anticonformisti del cazzo, ribelli della fregna…siamo immersi in una educazione prostituita, siamo cresciuti in una humus prostituta. Spesso i nostri più cari affetti e cari ricordi sono legati ad un sistema prostituito. Bisogna avere il coraggio del matricidio: uccidiamo la cultura puttana sessantottina nel cui seno siamo vissuti!
Oreste uccise Clitemnestra, colei che lo privò del padre, alleato il suo amante. Oreste vendica Agamennone, ma viene perseguitato dalle Erinni (insomma, le zecche ante litteram). Verrà giudicato innocente solo per intervento divino!
Amici cari…questo è l’eroe. Qualcuno che non solo è pronto a sacrificare sé stesso per le sue idee, ma che è pronto a sacrificare chi ama più di sé stesso!
Non preoccuparti, lettore e amico, se non sei un eroe. Non vuol certo dire che non sei una persona seria, autentica e degna di tale nome, e non un capo di bestiame. Ma – chiedo perdono – la nuova aristocrazia DEVE essere fatta di eroi.
L’eroe antico così ucciderà l’eroe degradato di stampo marxista (fottiti pure tu, Lukacs!), protagonista di stupidi romanzi, dove fa continuamente la figura del fesso. L’eroe è e resterà sempre grande: grande nel male, grande nel bene, a seconda del mutevole paradigma di giudizio del volgo, influenzato dello stesso eroismo.
Ma l’etica eroica dovrà anche (ed eccolo tutto il mio cristianesimo d’estrema destra) distruggere anche la pura estetica eroica, così come l’estetica antieroica marxista (e quando mai hanno avuto un’etica i marxisti).
Così come non vogliamo quei cazzi di comunisti depressi, con canna e immancabile abbigliamento tarlatamente costossissimo, non vogliamo muscolosissimi atleti senza un briciolo di prepazione e coerenza. Noi non siamo loro, e NON USEREMO MAI I LORO METODI.

Pensate a tutto questo la prossima volta che andrete a puttane!
Un saluto carissimo a tutti.

Ille Doctor Luminis!

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