ALVO TRADIZIONALE, protrettico all’amore e alla merda di Ille Doctor Luminis

Scritto sul finire di un’indigestione.

E quando verrà il momento – perchè verrà il momento – di antologizzare questi anni, dove diavolo andremo a trovare una scusa sufficientemente potente e discreta? La Storia sarà anche divina, ma spesso ha gli atteggiamenti isterici di una meretrice (professionista tradizionale, ovviamente). Potremo forse dire “sonnecchiavamo” oppure “ci stavamo solo riscaldando”? O ci nasconderemo dietro la banalissima “età di transizione”? Sì, ma verso cosa? E soprattutto a partire da cosa?
Più in alto il pensiero sale, più divertente e spericolata sarà la caduta libera. Parliamo di merda. Suvvia, è inutile negarlo…a cagare ci andiamo tutti, invitati o non. Ma tralasciamole quelle teorie di derivazione neofashion “dimmi come caghi e ti dirò chi sei”. Qui non è l’atto che mi interessa, ma il luogo, l’atmosfera che lo circonda e lo sostiene.
Parto da un punto fermo ma logico: il cesso nasce per contenere merda, per fagocitarla in un sistema labirintico di tubature, per accoglierla nuovamente a braccia aperte. Che dolce…noi gli diamo il peggio e lui ci restituisce il meglio, l’aqua pura! Signori miei non vorrei arrivare a tanto, ma il cesso è il più grande investimento di questo mondo, oltre ad essere il paradigma dell’amore puro, sincero, tradizionale, ontologico. Piccola parentesi: che figata accostare ontologia e merda in un unico discorso. Come dite? Lo fanno tutti i finti alternativi del cazzo? E’ vero…ma le mie parole hanno anche un senso, onor dell’ironia.
Bene…come non prostarsi davanti alla tazza del cesso, a questo punto? Come non “adornare” con doni e offerte questo meraviglioso tempio dell’amore puro? Qui le strade si dividono, le opinioni si scontrano…il perbenismo si impone. Non posso fare a meno di descrivervi il mio cesso dell’iperuranio…l’oltrecesso, se vogliamo.
Forte della massima “abissum abissus invocat” vorrei, come commento musicale, infiniti sciacquoni che scaricano contemporaneamente in 6/8, perchè la mente si adagi sull’idea ritmica della cosa, sull’ordine insito, naturale e quasi divino che Iddio in persona chi ha concesso. Illuminazione leggera…quasi penombra, tavoletta riscaldata d’inverno. Insomma…dovrei sentirmi coccolato. Una volta finito, avvierò il miracolo: acqua in cambio di merda.
Ma lo scarto umano può trascendere le capacità del “bene velle” igienico-sanitario! Il cesso avrà bisogno di manutenzione. Perchè dia sempre acqua fresca bisogna che periodicamente si lucidi!
Non mi guardate con quella faccia…come se già sapeste che ignoro questo passaggio! La verità è che pulisco solo quando vedo reale e visibile necessità. Non si cancellano insistentemente quelle leggerissime tracce d’uso, indizi inequivocabili del solo fatto che il cerchio si chiude regolarmente.
Sorrido pensando a chi igienizza il cesso usque ad mortem, come se non avesse fiducia nello stesso!Sorrido pensando a quello che tenta di cagare profumato per non “offendere” la preziosa ceramica.
Nessuno di questi conosce, né potrà mai conoscere il vero significato della parola “amore”: purezza in cambio di squallore.
Ma ve la immaginate una lettera d’amore del genere. Già…fateci caso: ho parlato d’amore per tutto il tempo! Amore per me, amore per la tradizione, Amore di ritorno…Amore!

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