circa QUEL SINISTRO GUSTO DEL (FAR) VIVER MALE …

“Le case vanno fatte per il popolo, non per gli aristocratici”, blateravano nel ’68 i professoroni alla Battisti presso le facoltà di architettura italiane.
Dopodiché, i blateranti sono andati a vivere negli attici più chic delle più belle città d’Italia e del mondo, o in qualche isola caraibica, o ancora in qualche ricco casale immerso fra i cipressi (..no, niente cimitero..purtroppo!) dei dolci colli senesi; e il popolo ha continuato a vivere nella stessa merda di prima, impalcata alla meno peggio dagli architetti d’intellighente regime, e aggravata dalle cagate aggiuntive prodotte dagli artefici del mondialismo grazie alle quali, così, la già latrina nostrana è divenuta anche una mega latrina globale.

L’orrenda politica dell’ “IN PIU’ SI E’, MEGLIO E’!” d’impostazione catto-marxista e d’importazione extraeuropea, ed americana in particolare, non ha voluto saperne di valutare le inevitabili e micidiali controindicazioni: più cemento, più smog, più rifiuti, meno vivibilità e meno spazio per tutti; in sostanza, più bruttezza e mal di vivere.

Eppure basta affacciarsi presso uno dei tanti – oramai disabitati – borghetti campagnoli sparsi in qualsiasi meravigliosa regione italica per ritrovare l’incanto del nostrano passato e del profumo di ben vivere. E allora perché indugiare nel continuare a sopravvivere come polli in batterie cittadine oramai – ahinoi – pure multietniche e capaci di trasformare in un omogeneizzato antropico qualsiasi tipicità, appartenenza, forma ?!

Ripopoliamo il meglio del nostro territorio e decongestioniamo questi orrendi alveari che ne son divenute le città: se riuscissimo a depotenziare la carica centripeta che rende queste ultime inesorabili mète di mondialistiche attenzioni, la densità abitativa si riapproprierebbe di una dimensione umanamente dignitosa, il cemento superfluo resterebbe invenduto, l’intero suolo nazionale ripristinerebbe il suo naturale equilibrio, i corsi d’acqua tornerebbero a scorrere dove scorrevano, l’aria riacquisirebbe la tersezza d’un tempo; e persino la neve tornerebbe al candore di sempre.

Dipende solo da NOI.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana –

Una Risposta to “circa QUEL SINISTRO GUSTO DEL (FAR) VIVER MALE …”

  1. superciuk2008 Says:

    assolutamente d’accordo! Il brutto impera, ma il bello, non dimenticare, è stato dato all’Italia non dalla massa, ma da una minoranza di visionari creativi…

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