Satis? Nimis!!! (di Ille Doctor Luminis)

Il popolo conosce due espressioni canoniche: quella serena e quella agitata. A queste si aggiunge una terza in situazioni eccezionali: lo stupore. Quando un quisque è stupito, dimentica momentaneamente la serenità e/o l’agitazione, ed è più avvezzo – terminata la meraviglia – a passare dall’uno all’altro stato.
Chi sa stupire, dunque, ha in mano quella che io amo definire la demografia individuale, dando per buono il paragone tra il singolo soggetto ed una intera nazione. Chi stupisce incentiva, infatti, le nascite di una parte di popolazione rispetto ad un altra, creando un periodo di transizione in cui l’unica certezza è che qualcosa sta mutando troppo velocemente.
Il tempo della meraviglia risulta infatti accelerato: un colpo di mano tra due ritmi regolari. Il ritmo agitato e quello tranquillo variano di tonalità: la velocità è la stessa. Se tutto è noto e palese ognuno sa se rimboccarsi le maniche o sprimacciare il suo cuscino: il tempo resta invariabile. Se c’è aria di cambiamento le lancette cominciano a girare con singolare fretta.
Come si stupisce il popolo? Domanda poco felice: è più lecido chiedersi come il popolo si stupisca! Bene: il popolo sgrana gli occhi di fronte al “troppo”, si rilassa in presenza di ciò che basta. Satis contro nimis. Vedete: la fregatura è che in tutto ciò non è insito alcun giudizio critico. Al “nimis” non si sovrappone il concetto di vizio o virtù, e lo stesso vale per il “satis”.
Una società che si meravigliasse di fronte all’eccessiva sola virtù sarebbe eroica. Se invece ciò accadesse di fronte al vizio, la stessa società sarebbe paranoica. Ma nella mediocrità della vita contemporanea non c’è spazio per i modelli: il troppo meraviglia, il giusto disgusta. Questa, amici, si chiama perversione.
Dunque, per controllare un popolo bisogna meravigliarlo. Ed essendo valido quanto detto prima, lo si può fare eccedendo sia in vizio che in virtù. Essendo per natura più facile assecondare quest’ultima, oggi è famoso colui che pubblicamente sbaglia, purché il suo sia un errore clamoroso. Chi dice il vero e lo dice grandemente è pure famoso, ma i vertici della virtù non possono competere con i Grandi del vizio: nulla può la teoria del sommo bene contro l’applicazione scoordinata del sommo male.
Di chi fu la colpa? Chi ha affascinato le masse (parole Sante)? Cui prodest scelus, id fecit: ai viziosi. Servitevi da soli, distribuite voi le colpe! Un diritto mi riservo: giudicare criminale chiunque, applicate in passato tali bassezze logiche, millanta un candore infantile, rivolgendo altrove certi tipi di accuse. Per farla breve: essere un cultore del “nimis” e millantare di accontentarsi di un “satis”, o megli spronare le genti al “satis” è il male assoluto; essere un cultore del “nimis” e accusare chi dimostra coerentemente di aver sempre aderito al culto del “satis”, all’interno e all’esterno, è il male assoluto elevato ad assoluta potenza.

Una brevissima frecciata contro il moralismo sinistro a qualcosa servirà…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: