Il cielo stellato sopra di me, l’intera sinistra fuori di sè (di Ille Doctor Luminis…più amaro del solito)

“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”: queste parole fregiano – insieme all’onore di una vita ben spesa – il sepolcro dell’immenso Kant. L’io è presente due volte, in qualità di contenuto e contenitore: prima è messo in relazione con qualcosa che fisicamente lo sovrasta, poi a qualcosa che praticamente lo permea. Eppure non si dica mai che il contenuto del contenuto sia inferiore in qualche modo al contenitore del contenitore!

Dentro di me, sopra di me: bisogna considerare l’io. Per poter usufruire, sottostare, applicare o semplicemente ascoltare (e scegliere di disobbedire, magari) la legge morale è indispensabile essere un io. Premettendo che l’io “puro” sottende alle molteplici ipostasi umane, ci si aspetta almeno di esserlo (o di tendere ad esserlo)  quando si interroga la stessa moralità, quando le si chiede – gentilmente – aiuto. Allo stesso modo funziona l’osservazione produttiva del cielo: perchè a qualcosa serva, bisogna ritornare all’io.

Tutto questo moralismo che dilaga tra i sinistri d’oggi è somma negazione di quanto detto: non scorgo un io nelle fila sinistre, nemmeno a cercarlo col lanternino di giorno (come soleva fare un grande padre del passato). Si trattasse almeno di copie conformi: sarei contento! Seppur eteronomi, sarebbero copie di un unico uomo-morale autonomo! No, tutto nasce dalla complusiva dipendenza da fattori completamente esterni al loro tipo di io: la legge morale del sinistri è costruita negando l’inesistente legge morale destra (certa destra, lo confesso, procede come “amorale pragmatica”).

Se dunque Berlusconi non possiede un senso di moralità (o per meglio dire vive come se non lo possedesse), i sinistri vivono di una moralità positiva costruita sulla negazione di una moralità inesistente. Convertiamo tutto ciò in matematica. Berlusconi ha moralità effettiva zero, e zero dichiara. I sinistri hanno moralità effettiva “meno zero” (essendo neutro, cambia poco al variare di più o meno), ma ne dichiarano infinita.

Quante parole per dire che i sinistri sono ipocriti. Ma cazzo la gente non lo vuole capire…mi tocca scomodare Kant.

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