Archive for giugno 2011

LUPE LATTINARE (di cartone) e LUPE LAVORATRICI (di marmo)…

giugno 25, 2011

La Lupa con i Sacri Gemelli, simbolo da sempre dell’eternità e della gloria di Roma, in epoche più recenti ha, purtroppo, senz’altro prosaicizzato il suo antico lustro, sino a divenire stemma calcistico, comunale e addirittura nomignolo delle auto della polizia municipale romana. E vabè, tocca starci.

Ma vederne artefatta l’iconografia al solo scopo di deturparne l’aura identitaria e prostrarne l’icona a discutibili significati d’accoglienza tanto intellettualoidi quanto caciaroni e lattinari, fa un certo senso (nella foto : una lupa con terzo gemello “accolto”, utilizzata per la locandina di una rassegna musicale organizzata dalla peggiore “intellighenzia” multiculturalista italiana a Roma).

Ed è segno che l’ideologia di saltimbanchi nullafacenti può artefare i significati archetipi della nostra appartenenza oltre ogni limite, ragionevolezza e buon gusto, ma alla fine quel che troneggerà nella Storia e, quindi, nella giornata di ogni popolano sano ed amante del Proprio, sarà l’unica marmorea effige di ciò che nasce dal lavoro e campeggia nello spirito del lavoratore che plasma la materia e realmente contribuisce al benessere suo e dei suoi concittadini….

…il resto sono solo le solite cazzate mondialiste che non servono a niente e a nessuno, se non a chi ci si arricchisce a sbafo di chi, appunto, invece, LAVORA!

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

AD OGNI AZIONE CORRISPONDE UNA REAZIONE UGUALE E CONTRARIA: è pura fisica!

giugno 25, 2011

Il peggior nemico del mondialismo è il RICORDO e, con esso,  le PROVE dell’esistenza di ciò che SIAMO STATI.
Tiriamo, dunque, fuori dagli scaffali le foto di quando il nostro mondo era più bello e ci somigliava di più.

Provate a far forza con un dito contro il muro: esso vi risponderà non con un cazzotto, non ne ha bisogno; semplicemente opporrà alla forza (più o meno esigua) rappresentata dalla pressione del vostro dito una forza uguale e contraria comunque sufficiente a contrastarla.

Certo, quel muro senz’altro non si sarà fatto intortare il cervello di menzogne mondialiste, né tantomeno insufflare nelle nari interi narghilè di ideologie multiculturaliste come, purtroppo, tanti europei si son lasciati fare, sino al punto da costringere eminenze politiche come i premiers britannico e tedesco ( dichiarazioni Cameron e Merkel 2011 d.C.) secondo le quali  “il multiculturalismo avrebbe fallito”. E se lo dicono loro, è ora che comincino a dirlo anche i “sudditi” di questa Europa andata a male.

Ordunque, dal momento che anche NOI siam fatti di materia e viviamo nella materia, proviamo a comportarci come quel muro: opponiamo a quest’orrendo presente, che non piace a nessuno, un passato che pure è esistito e che non è stato sogno o illusione; tiriamo fuori dagli scaffali dei nostri genitori e nonni le foto delle nostre città e campagne di quando noi eravamo bambini, scansioniamole e pubblichiamole a raffica, senza paura, a monito di ciò che la nostra terra è stata e potrebbe quindi continuare ad essere se solo riassestassimo i nostri stili di vita su una fase che, col senno di poi, s’è rivelata ben migliore delle merdose promesse fatte da movimenti fedifraghi come il ’68, nel cui liquame ideologico fattosi norma (degrado, bruttezza, cemento, inculturazione) stiamo tutti affogando, se non riprendiamo a nuotare da quegli atleti che siamo.

Siamo in democrazia, paghiamo le tasse, possiamo decidere come vivere.

G.dX – ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

Liste e pretese politiche a “sfondo etnico o religioso” sono VIETATE ! (o meglio, per logica democratica lo sarebbero…)

giugno 24, 2011

La RELIGIONE e l’ETNIA, fattori sociali e antropologici di tutto rispetto, soprattutto nel gran caos del mondo globalizzato (negli USA l’appartenenza etnica compare addirittura fra i dati personali di riconoscimento), non costituiscono tuttavia alcun titolo per “buttarla” in politica, né per rivendicare posizioni specifiche elettoralmente rilevanti. Lo dice la Costituzione (che parla di cittadini tutti uguali innanzi alla legge – Art 3 -) e lo dicono precise leggi contro la discriminazione etnica e religiosa fra cittadini, che non consentono di trarre conseguenze giuridicamente rilevanti da appartenenze etniche o religiose.  Semmai esiste una diversa tutela normativa del cittadino nativo, residente e regolare rispetto al clendestino.

Dunque questi IMMIGRATI (non esiste giuridicamente un “popolo degli immigrati”) che reclamano verticalità elettorali di lista basate su tali fattori (istanze presentate al sindaco di Milano nel giugno 2011 d.C. per la cronaca) hanno pretese contro le leggi dello Stato.

Fuori da tale logica può esistere solo la giungla del numero e legge del più forte.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

PROGRESSO “POLITICAMENTE CORRETTO” in PIENO REGRESSO UMORISTICO…

giugno 21, 2011

Il “sense of humor” esiste come astrazione culturale umana da ben prima che la lingua inglese se ne aggiudicasse il conio della definizione. Babilonesi, Greci, Romani, insomma tutti i popoli della terra ne han sempre goduto e beneficiato – seppur in differenti misure e manifestazioni – sin dai tempi in cui l’Anthropos ha lasciato dipingersi sul volto un bel sorriso.

Perciò, inquanto fenomenologia umana, non dovrebbe conoscere ideologie politicamente corrette o meno, così come gli starnuti vengon giù senza guardare a come vota il padrone del loro naso, tutt’al più, secondo la sua educazione, con fazzoletto o senza.

Ebbene, a tal punto viviamo invece un’epoca di oscurantismo spirituale mascherato da “progressismo” e da  “conquiste sociali”, che brani come quello contenuto nei seguenti link (al secolo “Bingo Bango Bongo”, celebre hit americano edito dalla Emi e ricantato in vesti nostrane da Christian De Sica e da Renzo Arbore, con già evidenti differenze di approccio stilistico fra i due artisti), a distanza di soli 15 anni dalla pubblicazione, sarebbero considerati “politicamente scorretti”, e quindi, in un paese sempre più prostrato alla giuridicità del “grande mercato umano” piuttosto che a quella delle leggi scritte da grandi Uomini, verrebbero giudicati sostanzialmente illegali, banditi, censurati in nome della dittatura del politicamente corretto.

Un brano, peraltro, tutt’affatto profetico, visto che nel divertente testo elogiava la fierezza di popoli che avrebbero rifiutato le mollezze del consumismo occidentale, preferendovi le proprie usanze e la conseguente permanenza sul proprio territorio natale nonostante le lusinghe dei nostri “terribili” conquistadores…

…eh eh, caro Christian, caro Renzo…più che umoristi..troppo ottimisti!

http://www.youtube.com/watch?v=0MKtLCk3yTg

http://www.youtube.com/watch?v=jYF44QOi064

SANTA FIORA e CASTELL’AZZARA, LOCI TOSCANI ELEVATI A MONITO DI COESIONE E AD EMBLEMA DI SINCRETISMO TRADIZIONALE GHIBELLINO.

giugno 19, 2011

Santa Fiora, nel Medioevo contea Aldobrandesca, e quindi ghibellina, è citata da Dante Alighieri nel VI canto del Purgatorio della Divina Commedia per quei drammatici versi attraverso i quali il Poeta sprona l’imperatore tedesco Alberto I d’Asburgo ad aver maggior cura per quel “giardino italiano” del quale dovrebb’essere il custode e che invece, con la sua latitanza politica e militare, lascia preda delle vili e meschine dispute nobiliari locali che altro non possono se non farne seccare ogni gemma identitaria e sfumare qualsivoglia destino di grandiosità.

“O Alberto tedesco ch’abbandoni
costei ch’è fatta indomita e selvaggia,
e dovresti inforcar li suoi arcioni,
giusto giudicio da le stelle caggia
sovra ‘l tuo sangue, e sia novo e aperto
tal che ‘l tuo successor temenza n’aggia!
Ch’avete tu e ‘l tuo padre sofferto,
per cupidigia di costà distretti,
che ‘l giardin de lo ‘mperio sia diserto.
Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,
Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!
Vien, crudel, vieni, e vedi la pressura
d’i tuoi gentili, e cura lor magagne;
e vedrai Santafior com’è oscura!”

Dante a questo punto prorompe in una violenta invettiva contro l’Italia, definita sede del dolore e nave senza timoniere in una tempesta, non più Signora delle province dell’Impero romano, ma bordello: a qual cosa è servito che Giustiniano ordinasse le leggi se poi non c’è nessuno a farle valere? Gli Italiani dovrebbero permettere all’imperatore di governarli, invece di lasciare che il paese vada in rovina, affidato a gente incapace e a prostrato a protagonismi localistici insulsi.
Dante si rivolge poi a Giove-Cristo, crocifisso in Terra per noi, e gli chiede se rivolge altrove lo sguardo, oppure se prepara per l’Italia un destino migliore di cui non si sa ancora nulla. Le città d’Italia, infatti, sono piene di tiranni e ogni contadino che sostenga una parte politica viene esaltato come un “Marcello”.

Evidentissimi anche in questo canto i riferimenti politici a quel continuum dell’Impero romano costituito dal Sacro Romano Impero, ed, al contempo, a quello religioso del paganesimo occidentale sincretizzatosi nel cristianesimo latino-germanico: il ghibellinismo, appunto.

E a fare da antropologico contrappunto alla consecutio logica della poetica dantesca, a sole poche miglia dalla magnifica “peschiera” costruita sulla sorgente del Fiora, e da quel borgo odoroso di caldarroste fumanti, i pregiati tesori frutticoli orgoglio identitario del grossetano-amiatino, nonché a poca distanza anche dal superbo Locvs di Castell’Azzara, altre pregnanti vestigia testimoniali della zona ci raccontano come la Tradizione, in assenza di ideologie perverse ed etnomasochiste, sia sempre e solo frutto della naturale risultante identitaria di sovrapposizioni storiche e culturali ipso facto fatalmente sequenziali fra loro.

La leggenda fondativa della gotica pieve di Santa Maria ad Lamulas narra infatti di un giovane pastore che venendo sorpreso con il suo gregge da un furioso ed improvviso temporale, non sapendo che cosa fare, pensa bene di trovare rifugio sotto le ampie chiome di un albero. Scelta decisamente sbagliata, come si sa, in questi casi; ed infatti ben presto una scarica violentissima di fulmini si abbate a pochissimi passi dal poverello, incenerendo una secolare quercia davanti ai suoi occhi.
L’uomo, dopo aver ringraziato ogni divinità possibile per avergli salvato la vita, osservando più da vicino la pianta schiantata notò che la folgore aveva risparmiato solo un ramo, ma al prezzo d’averlo scolpito in maniera prodigiosa e di avervi ricavato chiaramente la santa immagine della Vergine con il Bambino.
Una leggenda tipicamente agreste, dunque, che fa tornare alla mente gli antichi culti tributati in onore di Giove alle querce abbattute dai suoi fulmini e che, in tempi lontanissimi, venivano recintate per diventare luoghi sacri.
E così, da molti secoli, è custodita all’interno della piccola pieve la sacra scultura recante evidenti tracce di bruciature sulla parte posteriore.

Così come ad un antico e pagano culto della fertilità rimanda senz’altro la festa “della pigna” che proprio presso la pieve di Lamulas si celebra tutti gli anni la prima domenica dopo Pasqua. Un evento legato alla primavera e alle nascenti forze della terra e con evidenti riferimenti alla sfera sessuale.
Quivi, da sempre, gli aspiranti fidanzati donano alle ragazze delle pigne augurali infilate su un bastone decorato che di fatto è una proposta e un dono d’amore; e se la ragazza accetta, ricambia il dono con un biscotto a forma di ciambella. Un rito antichissimo che si rinnova dove una mula si inginocchiò lasciando l’impronta delle ginocchia sulla pietra, dove un fulmine cadde scolpendo l’immagine della Vergine e dove la magia domina su una natura che pare aver dimenticato le sue regole di ogni giorno. Ad ognuno di NOI, dunque, la preziosa e militante prerogativa di ripristinarle, adottandone l’uso ognuno nella propria quotidianità.

 

Segnaliamo in zona, infine, un museo delle miniere, che pur non risultando esteso e documentato come quello di Abbadia S.Salvatore, segna una significativa evocazione dell’epoca mineraria vissuta intensamente nel territorio di Santa Fiora e Castellazzara (miniere di mercurio del Siele e del Morone) a testimonianza dell’archetipo valore della pietra come di ogni altro elemento naturale posto dalla Creazione a servizio dell’habitat umano.

HELMUT LEFTBUSTER e G.dX.
– Aristocrazia Dvracrvxiana –

Pasquinata contro le famiglie radical-chic (Ille Doctor Luminis)

giugno 12, 2011

Quel ch’io scrivo, già vi dico,

si riallaccia al verso antico,

nè soltanto a quello fino:

ancho al peto io fo l’inchino!

Canzon lieta oppur sonetto

già io scrissi per diletto

dell’orecchio raffinato

per iscritto e nel parlato.

Bramo adesso un buon momento

per mollar scuregge al vento.

Cosa veggio, triste e stanco?

Un tapino in mezzo il branco.

Che vol far? Si mette a terra!

Cosa ha in tasca? E’ una serra?

Mai non vidi verde tanto.

Quel che fa? Or si dà vanto!

La figliola lì vicino

pare amoreggiar col vino.

Ma domani è dì di Luna?

Non avranno cura alcuna!

Quel che dice? “Berlusconi

ha sol perfide intenzioni”

Forse non può giudicare

chi rigetta il lavorare.

Come dici, gran canaglia?

Hai sul cazzo l’anticaglia?

Se di governare hai voglia

dillo al babbo: è lì ch’imbroglia.

Malfattori, farabutti

nol sappian che menton tutti?

Anche quel che dice fiero

“morte a Silvio, viva il Vero”.

Tu, schifosa, a cosa pensi?

Quanto i cazzi siano densi?

Gioca a far l’alternativa:

il tuo pensiero è saliva.

Alla mamma, che le piglia?

Nascondete la bottiglia.

Il nonnino viene appresso

pargiano sol sul cesso.

Tu che leggi, dammi retta

coi sinistri non c’è vetta!

ASTRAZIONI IDEOLOGICHE in luogo di PERCEZIONI LOGICHE : con questo ci stanno fottendo!

giugno 2, 2011

Le leggi fisiche e meccaniche, empiricamente, governano l’universo e la materia che lo compone. Ed ecco che anche l’Humana Lex non può effettuare se stessa in deroga a tale regola universale: non si può arrestare un delinquente con la sola forza del pensiero, non si può impedire un accoltellamento senza bloccare il braccio dell’aggressore con (almeno) un altro braccio che ne vinca la forza cinetica. Non si può insomma impedire il verificarsi di un fenomeno fisico senza l’uso di “forza” altrettanto fisica.

Eppure le istanze cosiddette “progressiste” e “moderniste“, di marca post-sessantottina, tendono a basare il concetto di “rispetto della legge” su fenomenologie del tutto astratte e teoriche come “la fiducia”, “il convincimento”, “l’educazione”, il “senso civico”. Ma quando poi arriva una meccanicissima coltellata nella pancia, che si fa?! Su chi ricadrà il sangue di quanti e quante vengono trucidati, ammazzati, violentati, malmenati, derubati, umiliati, oltraggiati e impuzzoniti dal criminale e dal prepotente di turno solo per il fatto che la società “deve accogliere“, “si deve fidare”, e poi deve “perdonare” a costo zero e senza che i conti vengano mai regolati se non per difetto a carico delle povere vittime, senza che si impari mai la lezione, senza che si possa mai dire “noi l’avevamo detto che era meglio non rischiare!”.
Eppure i Romani crearono la Legge per tutelare i consociati, non per salvaguardare chi minacciava l’ordine costituito; quindi cos’è successo, dopo, di così turpe da far prevalere l’INGIUSTIZIA DEL LASSISMO sui diritti e sulla sicurezza degli uomini giusti?!

IL PREGIUDIZIO POSITIVO, inventato dai sinistri per legittimare lo scempio che di lì a poco avrebbero iniziato a fare della nostra civiltà: astrazioni ideologiche assurte a “fede con obbligo di credenza” in luogo di naturali e libere elaborazioni delle percezioni individuali filtrate da un sano senso antropologico d’appartenenza: chi ruba “forse” ha fame e quindi lo fa per disperazione.. chi uccide “forse” ha subìto un trauma, o “forse” lo fa per una rabbia legittima, quindi bisogna capirlo; chi stupra “forse” lo fa perché è stato provocato da donne troppo discinte frutto di costumi troppo scellerati, quindi aveva un movente convincente. Chi viola il territorio di uno Stato sovrano “forse” scappa da qualche guerra, da qualche carestia delle tante, quindi, (a meno che non provenga dall’Alaska, dalla Lapponia o dal Giappone) dobbiamo accoglierlo confidando sul fatto che già solo inquanto essere umano si comporterà senz’altro (!) come il migliore di noi.

Insomma, l’etica sinistra è basata su ciechi ATTI DI FEDE, e cioè CREDERE A CIO’ CHE NON SEMBRA, e NON CREDERE A CIO‘ CHE SEMBRA.

E se invece la facessimo finita con tale turlupinìo delle INTELLIGENZE INDIVIDUALI, e riagganciassimo il cervello alle nostre PERCEZIONI, anziché lasciarlo in balìa del MARCIUME IDEOLOGICO al quale ci hanno da troppo tempo costretti ad appaltare le coscienze?!

Ebbene, facciamolo: sarebbe questa l‘unica vera RIVOLUZIONE rispetto al “vecchio“, ed al contempo la vera REAZIONE rispetto al “nuovo“. Se nel percorso intrapreso da A a D, una volta giunti a C,  quel che vediamo non ci piace, conviene tornare indietro, poiché la strada intrapresa è EVIDENTEMENTE quella sbagliata !

Helmut Leftbuster – ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA