Archive for settembre 2011

LA VOLPE E LA CICOGNA (da Esopo)

settembre 25, 2011

LA VOLPE E LA CICOGNA di Esopo (in greco: Αἴσωπος, Aisōpos; in latino Aesopus) (ca 620 a.C. – ca 560 a.C.)

La volpe e la cicogna erano buone amiche. Un tempo si vedevano spesso, e un giorno la volpe invitò a pranzo lacicogna; per farle uno scherzo, le servì della minestra in una scodella poco profonda: la volpe leccava facilmente,ma la cicogna riusciva soltanto a bagnare la punta del lungo becco e dopo pranzo era più affamata di prima.
– Mi dispiace – disse la volpe – La minestra non è di tuo gradimento?
– Oh, non ti preoccupare: spero anzi che vorrai restituirmi la visita e che verrai presto a pranzo da me – rispose la cicogna.

Così fu stabilito il giorno in cui la volpe sarebbe andata a trovare la cicogna.
Sedettero a tavola, mai i cibi erano preparati in vasi dal collo lungo e stretto nei quali la volpe non riusciva ad infilare il muso: tutto ciò che poté fare fu leccare l’esterno del vaso, mentre la cicogna tuffava il becco nel brodo e ne tirava fuori saporitissime rane.
– Non ti piace, cara, ciò che ho preparato?
Fu così che la volpe burlona fu a sua volta presa in giro dalla cicogna.

ESOPO

Che dire?! Già nel VI secolo avanti Cristo la logica, la saggezza, ed il buon senso dei buoni maestri illustravano ai giovani che le differenze antropologiche sono anche culturali, e che le seconde dipendono dalle prime.

Guardiamo dunque al passato per ritrovare il naturale sentiero del ben vivere, e non facciamoci infinocchiare da questi barbagianni mondialisti dal cervello avariato che vorrebbero farci credere a pessime “favole”: le loro artificiose e artificiali menzogne.

HELMUT LEFTBUSTER

Circa QUELLA MERDA MAI LANCIATA DAGLI “ANTICONFORMISTI” CONTRO IL POLITICAMENTE CORRETTO…

settembre 24, 2011

Non è forse il “politicamente corretto” la veste attualizzata del “conformismo” classicamente inteso e – a parole – da sempre contestato ad opera dei cosiddetti “anticonformisti” d’annata? Eppure, come mai oggi non si vede più volare un sampietrino o lanciare una bella palata di merda contro questi nuovi benpensanti tutti “pace, amore e accoglienza”?! Per non parlare della satira che, mentre un tempo colpiva tutti, belli o brutti, ricchi o poveri, storpi o scultorei, oggi ben si guarda dal toccare quei “particolari ambiti” tutelati dal politically correct: non resta dunque un granché su cui satireggiare e farsi due risate!
Possibile che nessun rivoluzionario scapigliato e intellettualoide contesti a questa masnada di appecorati santarellini sdolcinati e uniformati al “buon pensiero unico mondialista” un appunto, un’obiezione, uno scatto di pura cattiveria?! Ma come?! Negli anni ’70 persino chi si macchiava le mani di sangue veniva “scorrettamente” portato ad esempio di robinhooddiano eroismo antiborghese, e, in nome del suddetto anticonformismo (soprattutto anti-cattolico, anti-reazionario e anti-liberale), giornalisti, pensatori e persino politici si abbandonavano alle elucubrazioni più blasfeme e cattiviste, mentre oggi nessuno osa suggerire di ributtare in mare i pingui e capricciosi cellularizzati criminali che stanno mettendo a ferro e fuoco Lampedusa, Londra, Stoccolma?!
Tocca ammettere che il  politicamente corretto mondialista è riuscito là dove nemmeno le ideologìe più ammorbanti riuscirono: privare interi popoli del loro naturale diritto a pensare, ergo a contestare. In sostanza, a sopravvivere.

Almeno col pensiero.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana –

BARBUTE BALDRACCHE SINISTROIDI IN GUANTI BIANCHI

settembre 19, 2011

LA SINISTRA, DA GRAN BATTONA,  HA SEMPRE FATTO FINTA DI BATTERSI PER I DIRITTI DI QUEGLI OPERAI E CONTADINI CHE MAI AVREBBE VOLUTO PER GENITORI, FIGURARSI PER FIGLI…

La sinistra (per quel poco che tale parola può ancora significare..), storicamente, nasce come paladina dei diritti dei deboli, degli operai, dei contadini, dei “diseredati”.
Eppure l’ideologia sessantottina, sfociata poi in un abissale intellettualismo radical-chic vuoto d’anima come un uovo alla coque, non ha fatto altro che allontanare i giovani dalla terra, dal lavoro manuale, dai mestieri dei loro padri, in nome di una sedicente emancipazione culturale che ha lasciato, nei fatti, un popolo senza prole, senza braccia e senza economia di sussistenza.
Come han potuto pretendere, queste barbute baldracche sinistroidi, di auto-megafonarsi come paladine di “proletarii” e “contadinaglia”, quando in realtà si son sempre alacremente vergognate di antenati “imbarazzanti” e nonni senza laurea, e della saggezza, sapienza e verità dei quali hanno tentato in tutti i modi di rendere orfano il proprio popolo.

Un popolo “orfano di figli”, indifeso militarmente e in balìa di forza lavoro allogena, ed al contempo affetto da una povertà culturale grata ai varii “6 politici” del ’68 (ora nuovamente evocati dalle folli proposte mondialiste dell’O.C.S.E sull’abolizione delle bocciature scolastiche per favorire l’emancipazione sociale dei “diversamente parlanti”), che deve la propria decadenza anziché ad un nemico esterno, come da che mondo è mondo avviene, all’idiozia criminale del proprio, endemico etnomasochismo ideologico. Le sinistre antinazionaliste, infatti, hanno lentamente siringato nel corpo statuale venefiche flebo di “valori invertiti” e di anti-amor proprio atte a neutralizzare il funzionamento dei naturali anticorpi in dotazione a qualsiasi organismo, sino ad instillare nella gente la sensazione che l’istinto di difesa ed il senso di appartenenza, confortati, sino a recenti epoche ben meno stolte dell’attuale, da qualunque manuale di educazione civica, oltre che dagli insegnamenti della famiglia, siano qualcosa di sbagliato, esagerato, reazionario, e nefasto.
Poi, fatto ciò, han chiamato frotte di termiti e divoratori d’ogni genere a completare l’opera e far sparire i resti d’una carcassa occidentale ancora ansimante, perpetrando e perfezionando quel progetto mondialista che, spietatamente, sta decimando i ben poco gloriosi eredi di Alessandro Magno, Romolo, e Ottone il Grande.

Ci piace pensare che non sia tardi per salvare da questo auto-olocausto la nostra gente, la nostra meravigliosa natura che stanno ricoprendo di cemento (nell‘ipocrita silenzio degli ex-”verdi“), le nostre risorse demiurgiche e intellettuali tramandateci da secoli di sudata Tradizione, tuttavia, nell’attesa di risistemare le cose,  almeno il gusto di puntare il dito, dopo essercelo ben bene avvitato nel culo, contro tale grottesca pletora di mediocri colpevoli: questi cattedratici ignoranti, cinici, spocchiosi e bugiardi, che, lungi dal sapere quanto costa un litro di latte, non hanno mai stretto una mano callosa e sporca di terra o di grasso a qualcuno, ma anzi, han fatto di tutto affinché quei somari infingardi dei loro figli evitassero di assomigliare ai propri magnifici agnati, rimanendo piuttosto lo sperma avariato di quei propri onanisti genitori servi del pensiero unico mondialista.

Orsù freghiamocene di tutta questa merda, e impariamo piuttosto come si usa una vanga, convertiamoci a vivere del nostro orto, a vestirci e riappropriarci del nostro corpo, ad impastare da noi il nostro pane, e, già che ci siamo, impegnamoci anche a rendere la vita più dura a tutti i cronici parassiti che si stanno approfittando di questo schifoso e appiccicaticcio pantano che le “barbute baldracche” di cui sopra  chiamano, con somma alterigia intellettualoide, “globalizzazione”, perché non sanno nemmeno che nome dare al vomitevole lebbrosario socio-culturale che hanno creato.

HELMUT LEFTBUSTER – Aristocrazia Dvracrvxiana –