Archive for ottobre 2011

Lettera aperta di Leftbuster a Beppe Grillo su temi elettorali…

ottobre 26, 2011

Quella che segue è una lettera aperta di Helmut Leftbuster a Beppe Grillo del Movimento Cinquestelle per verificarne l’attendibilità, l’effettiva coerenza con le sbandierate  tematiche ecologiste e anti-globalizzazione, la presunta “vicinanza al popolo e alle sue istanze”.

Va aggiunto che a tale missiva, inviata attraverso tutti i canali telematici (blog, sito, mail ordinarie ecc), non è pervenuta a tutt’oggi alcuna risposta

<<Gentile Beppe Grillo, sono un elettore di destra che ogni giorno vede il proprio paese affogare in una demografia

immigratoria oramai fuori controllo, che sta, non solo facendo regredire il livello di avanzamento civico da noi

raggiunto, ma sovrastare gioco-forza numericamente le nostre usanze, i nostri esercizi, le nostre tradizioni, la

nostra lingua i nostri diritti, il nostro spazio garantitoci per nascita dalla Costituzione dello stato a cui

paghiamo le tasse.

La reputo troppo recettivo intellettualmente per non avere anche Lei tale percezione, sebbene io non sappia quanto

Lei usi i mezzi pubblici delle grandi città e abbia così la possibilità di verificare il fenomeno; tantopiù che ho

letto suoi scritti in merito nei quali assecondava, sebbene con finalità ideologiche diverse (cementificazione del

paese ecc), tale assunto che le sto proponendo.

Ci vuole tanto a capire che immigrazione incontrollata significa anche cemento, degrado, e sottocosto incontrollati?

Ebbene le chiedo da uomo a uomo e col cuore in mano: con un problema tale che oramai in molti riescono a vedere

nella sua giusta luce (da Ida Magli al suo amico economista Eugenio Benetazzo), e che di conseguenza tiene
per i testicoli l’intero impianto elettorale italiano ed europeo (sappiamo bene che le destre stravincono in tutta

Europa solo per la preoccupazione degli europei su tale tema..e la Lega ne sa qualcosa), come mai una simile

fondamentale tematica non riesce ad esser trattata da altre forze politiche oneste e lucide – che NON stiano

necessariamente a destra – col giusto impegno e con meno politically correctness?! Perché Lei stesso non dichiara

pubblicamente che così non si puo’ andare avanti? Ha idea dei voti che prenderebbe e del servigio che renderebbe ad

un paese UCCISO dalla globalizzazione e dalla conseguente immigrazione clandestina e/o dalla delocalizzazione

produttiva? (e non tocco il discorso Islam, femministe silenti, ipocrisia di chi scriveva PIU CASE MENO CHIESE ed

ora predica la costruzione di nuove moschee ecc).

E’ così ingiusto liberare un paese sovrano da gente che NON viene per fame, che gronda di I-pod e cellulari, e che

se non ama abbastanza il proprio paese da volerci restare (vedi cinesi) non potrà mai amare quello di altra gente a

cui, anzi, tenta di sottrarre il proprio?! Lei che denuncia ogni giorno lo strapotere dei banchieri e delle

multinazionali, perché non dice anche che il multiculturalismo è il loro Cavallo di Troia più efficace?

La ringraziero’ per una sua opinione in merito, che prometto di valutare anche in sede di cabina elettorale.>>

HELMUT LEFTBUSTER, marzo 2011 d.C.

Fascisti, antifascisti e sessantottini: un’Italia in bilico tra Risorgimento e nulla cosmico.

ottobre 26, 2011
(pubblicato da Ille DoctorLuminis il giorno mercoledì 26 ottobre 2011 alle ore 0.05)

Rivoluzione: deviazione del corso tradizionale della storia, realizzazione del plausibile ma poco probabile, rifondazione etica, estetica, fenomenologica, ontologica dell’uomo sociale. Ogni era storica è un lasso di tempo omogeneo che intercorre tra due rivoluzioni.

L’italia che conosciamo è nata col risorgimento, si è mantenuta in vita tra fascismo e antifascismo/resistenza (venendo più volte rifondata), è morta col sessantotto.

Avete ben letto: fascisti e partigiani, per una volta, combattono dalla stessa parte. E combatterebbero ancora, alleati, i barbari sessantottini. Non è fantastoria, facciamo un passo indietro.

Chi ha a cuore un’idea tenta di preservarla e di renderla propria, incapsulandola in concetti rinnovati, che muovono dall’idea di partenza arrivando ad inedite conclusioni. Ebbene, fascismo e resistenza partono dalla medesima categoria: il risorgimento. SALVS POPVLI SVPREMA LEX! Fascisti ed antifascisti mirano alla stessa idea di Italia: un paese nuovo ma ancorato alle tradizione, un paese indipendente all’interno e all’esterno, una Patria nascente e in continua nascita. Dove sono le differenze: fascisti e antifasciti si davano reciprocamente del “borghese venduto al capitale”.

Amando il Mio Paese non posso censurare tutto ciò, nè mascherare o deturpare l’amor di patria in qualunque sua manifestazione. Ovviamente sposo una causa. Ovviamente, però, parlo col senno del poi.

Ma, ad un certo punto, arrivò il Sessantotto. Mi correggo: ma, ad un certo punto, importammo il sessantotto. Nessuno importò il risorgimento (che al massimo ebbe affinità con altri moti europei e/o campi base esterni all’Italia), nessuno importò il fascismo e nessuno importò antifascismo e resistenza (è logico notare affinità di opposizione in paesi con regimi affini, come la Germania). Il sessantotto andò a pescare all’esterno i suoi padri. Oddio, che errore imperdonabile: i suoi eroi. I sessantottini rifiutavano il concetto di tradizione, sovrapponendolo a quello di schiavitù, di sfruttamento, di immobilità. Insomma, un gran pasticcio storico!

Non più italiche risposte ad italiche esigenze (padri come mazzini), ma risposte internazionali a disagi mondialisti (Mao).

I sessantottini volevano cambiare le sorti del paese, ma si dimenticarono del paese.

Io non sono un antifascista, nè ho intenzione di diventarlo! Credo che la resistenza abbia causato un’interruzione imponente alla crescita del paese, poichè, in fondo, era impossibile trovare una seria opposizione al fascismo, posizione italiana che inglobava tutte le tendenze italiane, a partire dalla destra più conservatrice fino ad arrivare alla sinistra più rivoluzionaria. Nessuno mi toglie dalla testa che la resistenza sia nata per invidia (dopo tutto, anche metodologicamente, non ci furono grandi differenze).

Ma voglio sancire una volta per tutte che IL SESSANTOTTINO NON DERIVA DALL’ANTIFASCISTA: E’ SOLO UNO STUPIDO E PRESUNTUOSO DECEREBRATO CHE HA VOLUTO SOSTITUIRSI CON PREPOTENZA E SENZA PREPARAZIONE ALL’ANTIFASCISTA.

Bel cazzo di modo di ereditare: assassinando i propri padri!

ILLE DOCTOR LUMINIS  – Aristocrazia Dvracrvxiana –

PROFESSIONE: NON PROFESSIONISTA (di Ille Doctor Luminis)

ottobre 20, 2011

Avete mai notato che il progressismo ed il perbenismo tendono a professionalizzare solo e soltanto il non professionista?

C’era una volta l’intellettualità: gente di manifesta cultura e prestigio, informata sui fatti, che amava prendere posizioni e pretendere spiegazioni, in maniera accesa e poco ortodossa. Ed ora? Indignati: gente che adora girare il paese in pullman o treno sfruttando progressivamente scioperi, manifestazioni, cortei, sit-in; gente di erudizione discutibile e di formazione improvvisata, pronta a banalizzare ulteriormente pensieri banali a suon di slogan. L’intellettuale mirava al benessere comune al fine di garantire stabilità economica e sicurezza politica; l’indignato mira al benessere comune per ottenere consensi, voti, pubblicità…o orgasmi, da quel che ho potuto capire di certe progressiste represse.

C’era una volta la politica, fatta di luminari dei più svariati campi che si mettevano in gioco per contribuire – più o meno gratuitamente – al meccanismo democratico. Oggi abbiamo a che fare con comici desiderosi di sperimentare nuovi palchi, di improvvisarsi politici, di vendersi come rivoluzionari, di sentirsi messia.

Avevamo l’informazione: un giornalismo speciale, degno d’essere chiamato letteratura. Abbiamo il pettegolezzo facile, esasperazione del politicamente corretto: perchè un ricchione può denudarsi in pubblico disonorando uomini, donne e veri omosessuali in dubbie manifestazioni d’orgoglio ed un nano, intelligente come pochi, non può gestire un ministero.

Avevamo i lavoratori: fieri padri di famiglia che portavano a casa ogni sera, insieme alla stanchezza e a un certo numero di silenziosissime bestemmie, pane e sostentamento per tutta la famiglia. Abbiamo i disoccupati: inutili ammassi di proteine capaci solo di lamentarsi se il Sistema nega loro il lavoro dei loro sogni, per cui certamente non sono nè qualificati, nè tanto meno portati; stupidi individui che ragliano odio e fallimento, disonore di chi si rimbocca davvero le maniche (non come qualcuno in certe campagne politiche), ed ogni giorno cerca di inventarsi qualcosa, in attesa di arrivare ad un obiettivo (grande o piccolo) alla sua portata, per cui è davvero qualificato e portato.

Avevamo l’Italia: paese di enormi litigate, di odio, fregature, amore, serenità, intelligenza, amicizie e grandi abbuffate. Abbiamo l’internazionalità progressista: esiste solo un immotivato rancore verso chi, a detta delle mode, sta meglio ed un immotivato amore verso chi, sempre secondo le mode del momento, sta peggio.

Nessuno fa, poichè a detta dei buonisti oramai basta e avanza il solo tentativo!

Se bastasse il pensiero, non rimarremmo sistematicamente delusi dai regali di natale!

ILLE DOCTOR LUMINIS  – Aristocrazia Dvracrvxiana –

Diritto al lamento: considerazioni liofilizzate in pochi capoversi (di ILLE DOCTOR LUMINIS)

ottobre 8, 2011

Non navighiamo nell’oro e, per giunta, il mare è grosso. Davanti a noi (o dietro, per i più ironici) una classe dirigente palesemente inadeguata. Non voglio limitarmi alla politica: estendo anche all’economia, alla cultura, all’industria, alla finanza. Le motivazioni le abbiamo tutti davanti agli occhi: nessuno dei “vecchi” è stato correttamente formato per svolgere la mansione che ora considera il suo lavoro. Devono il loro posto a qualche signore del passato, troppo clemente per non lasciare eredi, troppo timoroso di veder vanificato il suo operato, troppo narcisista per non circondarsi di galoppini.

Non solo credo sia un diritto, ma suppongo che sia il dovere principe di una società scrupolosa sottolinare tutto ciò: lamentarsi è l’anima della politica. Ma il lamento consiste nel preludio, perchè per arrivare ad una meta non basta accendere il motore della vettura: bisogna anche avere il buon senso di ingranare la marcia e giocare di cambio.

La sinistra italiana sulla carta si struttura in cortei e governi ombra, i primi impegnati a demolire ogni azione della maggioranza agli occhi della pubblica opinione, i secondi intenti a creare posizioni alternative, al fine di dimostrare coram populo che esisterebbe qualcuno – da premiare alle elezioni successive – in grado di svolgere mansioni governative meglio del governo in carica.

Ma se tutto ciò davvero funzionasse io stesso mi direi di sinistra! Il nocciolo del cancro sinistro nel Paese è proprio questo: cortei ed ombre tendono ad uniformarsi, nel segno di una opposizione banalmente distruttiva e quasi mai costruttiva (mi permetterei di salvare in tal senso Renzi e i rottamatori).

Il sessantottismo ha bruciato le tappe: dai sit-in il fricchettone è salito al parlamento…forse addirittura al colle. Forse è questo il motivo di tanta corteizzazione delle opposizioni! Una volta i sinistri sapevano dirigere le manifestazioni: ora sono diretti dalle stesse.

Ma il consenso è qualcosa che parte sempre da una proposta: i politici dovrebbero sentire e prevedere i bisogni collettivi, raccogliere voci e proporre un programma, aspettandosi adesioni. Le sinistre, non sapendo più percepire nulla di tutto ciò, si strutturano in cortei che creano dei bisogni. E poi, ironia delle ironie, non sanno neppure offrire soluzioni ai problemi artificiali da loro stessi creati. Inaudito!

Amici, stiamo nella merda più totale: facciamoci furbi ed adoperiamola per fertilizzare i campi della rinascita!

Per l’Italia, per l’Europa, per l’occidente, non solo per far dispettucci a qualcuno.

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –

QUANDO IL RAZZISMO “POLITICAMENTE CORRETTO” SE NE SBATTE DI STUPRARE LA STORIA…

ottobre 1, 2011

Sappiamo bene che l’ambito musicale “rock” (definizione che non dice nulla..ma può essere usata per capirsi alla
svelta) è, al pari di altri svariati ambiti musicali e letterari odierni, appannaggio del mafioso assolutismo
sinistro dal’68 in avanti.

Tranne rari casi di Artisti liberi o di area antagonista al “pensiero unico”, la maggior parte delle “rock band” che vogliano vendere, magari pubblicizzandosi attraverso una bella
strimpellata su RAI 3 , da Fazio o dalla Dandini, deve pagare l’obolo ideologico alla grande maitresse sinistra.

Ciò dato, all’impudico meretricio di certa gente non c’è limite: tralasciando il mastodontico dettaglio che il
razzismo suprematista insito in questo testo incita all’odio razziale, dopo essersi presi il gusto di spalmarci
sopra cacca come fosse nutella (siamo o non siamo in democrazia?!), non ci si può esimere dal denunciare sic et
simpliciter le menzogne storiche che questa canzoncina mondialista contiene (sulle quali, non a caso, il testo in
questione sembra avere una certa qual “coda di paglia”, là dove esplicitamente sfida l’ascoltatore a controvertirne
i fondamenti scientifici) :

dal brano “Figli di Annibale” degli Almamegretta:

“Annibale grande generale nero
con una schiera di elefanti attraversasti le alpi e ne uscisti
tutto intero
a quei tempi gli europei non riuscivano a passarle neanche a
piedi
ma tu annibale grande generale nero tu le passasti con un
mare di elefanti
lo sapete quanto sono grossi e lenti gli elefanti?
eppure annibale gli fece passare le alpi con novantamila uo-
mini africani
annibale sconfisse i romani restÒ in italia da padrone per
quindici o vent’anni
ecco perchÉ molti italiani hanno la pelle scura
ecco perchÉ molti italiani hanno i capelli scuri
un po’ del sangue di annibale È rimasto a tutti quanti nelle
vene si È rimasto a tutti quanti nelle vene
nessuno puÒ dirmi stai dicendo una menzogna
no se conosci la tua storia sai da dove viene il colore del
sangue
che ti scorre nelle vene
durante la guerra pochi afroamericani riempirono l’europa…”

Tralasciando quell’assurda esaltazione della “razza” e della “discendenza”, normalmente così amena in bocca a dei
“figli del mondo”, e provando compassione per l’alzheimeriano retrogusto di suprematismo e colonialismo “nero”,
africano, che inequivocabilmente il testo impudicamente pasteggia, facciamoci illuminare dal nostro storico e
letterato ILLE DOCTOR LUMINIS circa l’etimo e le origini del popolo di cui i signorini qui sopra esaltano le gesta
(gesta conclusesi peraltro, come sappiamo dalla storia, in modo ben poco edificante per il loro beniamino
cartaginese…)

“Cartagine è punica in quanto colonia fenicia. Punicum <Phoinikes (Fenici). Un paio di annotazioni felici: punicus
in latino vuol dire anche purpureo/rosso (colore tipico di cartagine). I greci importando l’alfabeto dalle zone dei
fenici chiamarono le prime lettere phoinikeia.
Confermo che i Fenici appartengono al ceppo “Semitico”; e facevano parte dell’esercito di Annibale anche molti
Liguri e Galli (celti), senz’altro tutto fuorché scuri di pelle.
ILLE DOCTOR LUMINIS

Insomma, di “africano” e di “nero”  c’era ben poco in quella (fallimentare) impresa, forse qualche piccolo contingente di mercenari numidi. Quindi, cari Almamegretta, cercatevi un vero condottiero “nero” la prossima volta che vorrete argomentare questo vostro ributtante suprematismo africano sulla pelle dei vostri antenati, sebbene forse sia talmente difficile trovarlo che vi siete dovuti accontentare di un, sia pur valoroso, generale fenicio.

E studiate meglio, prima di fare propaganda mondialista spacciata per musica…

HELMUT LEFTBUSTER e ILLE DOCTOR LUMINIS  – Aristocrazia Dvracrvxiana –