Circa QUEI POVERI ANZIANI CHE SI AFFRETTANO SULLE STRISCE PEDONALI…

Che pena, che tristezza; quale mancanza di dignità affligge quei “nipoti” che, anziché mettersi sull’attenti quando un proprio “nonno” attraversa la strada, gli lampeggiano coi fari intimandogli di sbrigarsi. E lui, il povero vecchietto rassegnato, sorridente, afflitto da una cronicizzata assuefazione a questo bell’evolversi dei tempi, ringrazia pure con un cenno del capo, atavica giacenza di quella cortesia, oramai perduta, propria dei tempi che furono, prendendo ad affrettarsi come una marionetta grottesca e rischiando di cadere e farsi male per fare posto al nuovo che avanza rombante, rampante e del tutto refrattario a cedere un po’ del suo tempo prezioso alla gentilezza, alla bellezza del comportamento, al regalare qualcosa di proprio come un sorriso ed un “prego, prima Lei, ci mancherebbe!”.

Siamo dunque arrivati a non saper più condividere neppure un istante della nostra esistenza con la nostra stessa collettività: figurarsi ad abbracciare una cosiddetta  “condivisione mondialista”!

Ebbene, a questo sono serviti decenni d’impostazione ideologica post-bellica votata a quel collettivismo utopistico che ben presto s’è smascherato come mercantilismo spiritocida?!

Codesto è il risultato della tanto declamata lotta partigiana contro i sentimenti nazionalistici che inneggiavano alla preservazione d’una Tradizione ancestrale basata proprio sul rispetto generazionale, territoriale, e identitario?!

A questo si è arrivati dopo le contestazioni universitarie, dopo il “6 politico”, dopo gli “anni di piombo” in cui i paladini del “proletariato” combattevano lo stato borghese sparandogli?!

Grazie mille, ma forse, dati i risultati, sarebbe stato preferibile restare là dove eravamo.

Eh già, oggi, la parola chiave è “competitività”; e quindi ci si deve sbrigare, sempre, comunque ed ovunque, anche ai semafori, sennò..”kaputt!”: qualcun altro (soprattutto “altro”) sarà più veloce e servile di noi.

Sì, a questo ha portato il “progressismo” in voga dalla Rivoluzione Francese in qua: l’ insofferenza per il “passato”, l’odio per il simile, per l’istituzione familiare, per il sangue, per i legami d’ascendenza e di discendenza son tutti prodromi venuti da là. E sempre da quell’orrenda sborra pseudo-rivoluzionaria è nato per gemmazione il mondialismo; quello stesso mondialismo che pone a ottimale modello di indole civile il giovane migrante, e mira a sfigurare l’immagine del canuto pensionato autoctono per riproporlo come elemento lento e stantìo, debole e improduttivo d’una società veloce, competitiva e senza radici.

Una società da schifo, aggiungiamo NOI.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana 2011 d.C.-

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4 Risposte to “Circa QUEI POVERI ANZIANI CHE SI AFFRETTANO SULLE STRISCE PEDONALI…”

  1. Ercolina Milanesi Says:

    Ottimo articolo, Helmut. La gioventù odierna è moralmente bacata forse più per colpa dei genitori che non hanno insegnato loro l’educazione che del loro Dna.
    Aggiungo anch’io: una società da schifo.
    Ercolina.

  2. Franco Says:

    Siamo d’accordo. Il problema che mi pongo è sempre il solito: come possiamo reagire?
    Veda, se le è possibile:
    http://tracciolinodellospirito.blogspot.com/
    Grazie.

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