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Circa QUEI GIORNALISTI “ANTI-ITALIANI” CHE CON LA LORO PROSOPOPEA SINISTRATA HANNO CONTRIBUITO AD AFFAMARE IL NOSTRO (e pure loro) PAESE A FAVORE DELL’ALTERITA’ MONDIALISTA…

dicembre 28, 2011

<<“Il dramma di questo Paese è di avere queste contraddizioni che non possono essere guarite dall’intervento del governo, ma sono connaturate alla storia delle popolazioni”. Così si concludeva l’ultimo articolo di Giorgio Bocca pubblicato lo scorso 28 novembre nella rubrica ‘L’antitaliano’ su ‘L’Espresso’. L’articolo commentava le alluvioni in Liguria e le relative responsabilità non solo dei politici ma di tutti gli italiani.>>

Bella roba! Ricorda tanto le lugubri riflessioni di chi, solo una sessantina d’anni fa‘, additava come sorta di “tare antropologiche” le caratteristiche umane di certe popolazioni…

Eppure, in Italia esiste il reato di “istigazione all’odio razziale, religioso, etnico e nazionale”, ma mai a nessuno è venuto in mente di sanzionare, con ben più logica, quell’antiitalianità così cara al ‘68, quell’insano detestare il proprio senso d’appartenenza, quello sputare sul piatto servito caldo e con sudore da genitori e nonni forse troppo amorevoli e quindi rinnegati (salvo se partigiani, s‘intende!).

Già, ecco chi e che cosa hanno sostenuto il Pensiero Unico dei fautori del mondialismo ante-litteram: quel vomitevole “credo antiidentitario” che ha servito la nostra nazione, le sue risorse e la sua economia, su un vassoio d’argento al banchettante straniero che ora ci sta affamando.

Ci vuole tanto a capire che la penosa situazione attuale, fatta di crisi, debolezza individuale, soggezione collettiva, boicottaggio del prodotto e dell’artigianato nazionali, demoralizzazione, barbonaggio latente e imprenditoria suicida, altro non è che l’orrendo risultato di quell’anti-patriottismo nichilista ?!
Evidentemente sì, ci vuole tanto, a giudicare dalla moltitudine di sconosciuti che sono andati a rendere omaggio al feretro dell’”anti-italiano“, consenzienti o incuranti – poco cambia – dell’ipocrisìa di chi ha lucrato, anche a spese loro, su un odio verso i propri simili spacciato come “amore per la libertà di pensiero“.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana – dic 2011 d.C.

C’è del metodo in quella follia? Una rilettura shakespeariana del buonismo contemporaneo. (di Ille Doctor Luminis)

dicembre 28, 2011

Nonostante questa sia follia, c’è ancora del metodo! (W. Shakespeare, Amleto, Atto II, Scena II)

E’ uno scritto dedicato a chi, ogni giorno, scende in strada e si tuffa nella società. Se avete abdicato al ruolo umanamente strutturante di uomo sociale (ovvero uomo in relazione con altri uomini) potete anche evitare di leggere quanto propongo.

 

Indubbiamente la prima, enorme distinzione in campo umano da parte del singolo è la seguente: persone che conosco contro persone che con conosco, dipendentemente o indipendentemente dalla mia esplicita volontà. E’ chiaro che, per ognuno di noi, l’umanità intera è quella. Penso che nessuno di noi comuni mortali sia tanto meticoloso nel suo pensiero da dare un volto e connotati ben definiti – in mente sua – a circa sei miliardi di persone viventi! Mettendo dunque da parte ogni buonismo (caratteristica fondamentale di ogni mio discorso), arriverei a sancire definiticamente che siamo soliti giudicare l’umanità in base all’umanità conosciuta. Conosciamo solo imbecilli? L’umanità è imbecille! Conosciamo solo avari? L’umanità è avara! Conosciamo solo spreconi? L’umanità è sprecona. E’ un errore comune, ma facilmente perdonabile. Siamo uomini, facciamo congetture. Essendo esseri di vita relativamente breve, non possiamo permetterci il lusso di aspettare i risultati di un esperimento senza neanche aver provato a formulare ipotesi precedenti! Le ipotesi possono essere errate, ma col tempo iniziano ad fungere da veri preludi alle conclusioni. Funzionano esattamente come l’acqualina: se ho voglia di pasta, è difficile che la mia acquolina sappia di gelato all’amarena, a meno che io sia poco esperto di cibi. Comunque sia, per quel poco che conosciamo dell’umanità, spariamo sentenze generali: l’uomo è ladro, è ancora allo stadio animale, è menefreghista etc. E’ di certo folle tutto ciò, ma in questa pazzia c’è del metodo: l’umano modo di conoscere e i suoi limiti.

Sempre più di frequente mi chiedo se c’è del metodo nella pazzia opposta. Se il ragionamento or ora illustrato estende un giudizio basato su esseri conosciuti ad esseri non conosciuti, il suo opposto estenderà giudizi su esseri non conosciuti ad esseri conosciuti. E questa credo sia il tipo di pazzia senza metodo dei radical chic.

Il radical chic (buonista, progressista, attivista) conosce (anche se poco) i costumi occidentali ed elabora subito sentenze di morte per gli stessi. Riceve, poi, dal mondo globalizzato stimoli culturali alternativi che di solito evita di conoscere, ma che prende per buoni solo perchè, in cuor suo, pensa che nulla possa strutturarsi peggio dell’attuale occidente. Assume quindi un punto di vista estraneo al nostro modo di pensare ed estende il giudizio su ciò che non conosce (il punto di vista appena acquisito) a ciò che conosce (l’occidente o il punto di vista appena abbandonato). I progressisti occidentali ci giudicano quindi da un punto di vista sicuramente non occidentale (per abbandono) e sicuramente non esotico (per ignoranza). Il giudizio progressista medio arriva ad identificarsi con un punto di vista esotico finto che pretende di sentenziare sull’occidente vero. Il finto esotico quindi arriva facilmente a giudicare tutto ciò che è fintamente esotico buono e malvagio tutto ciò che è occidentale in modo totalmente folle.

C’è del metodo in quella follia? Io penso proprio di no.

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –

I PRESEPI di MONTALBANO DI ZOCCA (Locvs Dvracrvxianvs), il borgo emiliano ove l’ARTIGIANATO RURALE preserva l’IDENTITA’ ESTETICA e SPIRITUALE della propria TRADIZIONE di SEMPRE.

dicembre 24, 2011

L’appennino modenese, come ogni terra che sa dettare, essa, le proprie leggi ai suoi figli, scongiurando l’orrendo fenomeno opposto artificialmente creato dalla globalizzazione nelle città, cela fra le maglie boscose della propria ruralità incontaminata, e protetto da un costone montuoso esplorabile a piedi, un gioiello di borgo mozzafiato: Montalbano di Zocca.  

Ivi, l’ancestralità rurale, gastronomica, spirituale è ancora viva e luccicante; certo, entrare poi a Modena, o a Reggio Emilia, o, men che mai, a Bologna, torna a dare il voltastomaco nella conferma di quanto “le città”, preda delle nefaste “intellighenzie” politiche globaliste e globalizzate, abbiano ceduto le armi dell’Identità rispetto a quanto invece le campagne stiano riuscendo a tenere duro. E ristora verificare che tantopiù tale “riscossa” è forte  in quelle zone d’Italia ove il “pre-mondialismo” ideologico sessantottino creò le basi per lo scempio globalista a cui noi tutti stiamo assistendo. 

Anche qui, dunque, come ovunque si gema sotto il tallone d’un malessere imposto dall’alto, la gente sta iniziando a  capire “chi” e “cosa” stiano ad essa portando via il benessere, la serenità, il lavoro e l’IDENTITA’. E si sta incazzando di conseguenza, come abbiamo potuto vedere ed ascoltare.

Così, vessilli identitarii campeggiano ora ben più che non ai tempi di don Camillo e Peppone, poiché chi fatica, suda, e contestualmente si vede depredato del “proprio” e delle proprie tradizioni amorevolmente tramandati lui da genitori e nonni per secoli e secoli, sa ancora incazzarsi quando la corda si strappa.

Già Locvs Gastronomicvs Dvracrvxianvs ove potersi abbuffare di Lambrusco, tortelli, gnocco fritto e salumi belli, questa zona ha saputo nuovamente entusiasmarci attraverso l’ orgogliosa tradizione artigiana dei presepi che, il giorno dell’Immacolata, illuminano i pittoreschi anfratti d’un borgo che, già di per sé, un presepe lo sembra davvero.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

LANGUORI DI STOMACO ANTIMULTICULTURALISTI A MICROFONO APERTO…(quando l’ostilità verso la colonizzazione allogena inizia a farsi sentire anche nei salotti buoni…)

dicembre 16, 2011

Un tempo era il “patriottismo”: si tifava la propria nazionale, la bandiera, la Ferrari con gomme Pirelli, si comprava spumante italiano, si celebravano le glorie letterarie e artistiche nazionali; la cittadinanza era un valore giuridico contrapposto all'”estraneità”,  e persino i nostri bolsi politici spendevano qualche parola inneggiante all’orgoglio “di popolo”.

Poi, qualcosa è improvvisamente cambiato; lo schema si è come rovesciato: le “pantere” della Polizia, da velocissime e smaglianti Alfa Romeo, son diventate delle goffe Subaru; i pastori sono stati costretti a gettare il sudato latte delle nostre mucche nei tombini fognarii come fosse acqua sporca, i nostri contadini a schiacciare i loro agrumi sotto le ruote dei trattori, e il verbo multiculturalista ha sostituito quella sana e naturale empatia per il Proprio, improvvisamente additato come sorta di folle suprematismo autarchico, rendendo il “tifo” per la “propria squadra” ed il senso di appartenenza una sorta di reati del pensiero e delle coscienze (reati ancora non codificati..e quindi molto più pericolosi),  smarrendo così ogni logicità, buon senso e normale navigazione del cuore.

Lasciamo perdere le responsabilità di tale follìa collettiva: comunismo male interpretato (in URSS e Cina il comunismo fù una forma di socialismo identitarista..), sessantottismo intellettualistico ed antiterriero, laicismo che da materialismo di parte è divenuto cieco e totalizzante antispiritualismo, eccessivo benessere, demografia fiaccata da mode e stili di vita avariati ideologicamente, sono stati i principali fattori che hanno aperto la strada prima all’europeismo (non certo quello identitario e “romano” di Carlo Magno, come c’hanno voluto far credere all’inizio) e poi al mondialismo, che ci sta divorando come una sorta di artrite reumatoide atta a trasformare i naturali anticorpi dell’organismo statuale in nemici da abbattere.

D’accordo, pazienza, lasciamo stare il pregresso, per quanto vomitevole: oramai ci siamo dentro.

Ma cosa ci aspetta, adesso? Beh, un gran casino, signori: il nuovo Vangelo multiculturalista, in attesa della definitiva trasformazione dei singoli popoli, tutti nobilissimi nelle loro splendide differenze e storie diverse (italiani, tedeschi, nigeriani, islandesi, kenyoti, polacchi, tailandesi, eschimesi…), nel “melting pot” auspicato dal mondialismo come il supremo viatico alla globalizzazione e al sottocosto, sta mettendo a dura prova l’istinto, la ragionevolezza, il sentire della gente comune; è infatti tale l’irrazionalità di un simile progetto (non a caso dettato dalle bieche ragioni economiche che sono oramai – finalmente – sotto gli occhi e sulla lingua di tutti), che l’insofferenza verso cotanta illogica costrizione inizia a sfiatare ovunque come una pentola a pressione portata allo spasmo: e quindi escono libri, film, trasmissioni, articoli, che consapevolmente o inconsapevolmente, eufemisticamente o meno, denunciano sotto forma di “disagio” l’inusitatezza della situazione che preoccupa tutti – tranne i suoi fautori – allo stesso modo: peccato solo che, a questo punto del discorso,  ci si divida in due categorie, piuttosto sbilanciate (per ora!): coloro che sfidano la censura “politicamente corretta”, parlandone e lamentandosene democraticamente, e coloro che, invece, abbassano la testa sperando di transitare in una sorta di incubo che prima o poi svanirà, ma che è al contempo troppo reale ed acclarato per poter essere contestato.

Ed ecco uscire libri come “LA SECONDA MEZZANOTTE” di Antonio Scurati (Feltrinelli, quindi non una facinorosa casa editrice di estrema destra) in cui l’autore (non un facinoroso scrittore di estrema destra) ipotizza un futuro apocalittico in una Venezia totalmente comprata, soggiogata e controllata da cinesi che impongono agli autoctoni il divieto, fra i tanti, di riprodursi etnicamente. Sino alla riscossa portata avanti da una sorta di neo-gladiatore veneziano, Spartaco, che si presenterà come il nuovo Prometeo del fuoco della vitalità etnica preesistente.

Cavoletti!!!

Roba da censura antirazzista? Boh..decidetelo voi..intanto ascoltatevi in podcast l’interessante e appassionata intervista dell’autore su Radio 24 (rubrica “Il cacciatore di libri); a quanto pare l’ostilità verso la colonizzazione allogena inizia a farsi sentire anche nei salotti buoni!

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=seconda-mezzanotte-antonio-scurati-romanzo

E poi cercate materiale critico sul libro, fatevene un’idea..insomma, fate quello che vi pare, ma informatevi..finché siamo ancora in democrazia.

Ah, va aggiunto che questo è solo uno dei tanti “languori” che iniziano a sfiatare…basta cercare, ascoltare, osservare e..registrare.

E a proposito di Radio 24 (la radio di Confindustria, non certo Radio Padania..), godetevi questo responsabile della sicurezza stradale che denuncia l’esubero statistico proporzionale di aggressioni da parte di “stranieri”, alla trasmissione “A ciascuno il suo”  di Raffaella Calandra intitolata “Strade Violente” del 26 11 2011 (andate direttamente al minuto 4.12 del file audio in podcast linkato qui sotto..o ascoltatevela tutta, come preferite).

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=strade-violenza-aggressioni-assassino-tragedia-reazione

E che dire dei libri e delle interviste alla grande antropologa Ida Magli sull’argomento?! “LA DITTATURA EUROPEA”, tanto per citarne uno. Diamo un’occhiata?! Fatelo da voi, a Noi spetta solo di segnalare “acriticamente”, in questa libera rubrica di  “critica culturale”, i tanti  “languori” che oramai, anche quando le bocche tacciono (e non tacciono più così tanto..), fuoriescono direttamente dalle pance e dai fegati della gente comune e meno comune che stanno scoppiando.

Vogliamo denunciarli tutti per istigazione all'”odio razziale”? O forse sarebbe il caso di smetterla di fare i bambini, ed iniziare a ragionare di cose serie?!

HELMUT LEFTBUSTER

RADIORAI 3 : “TUTTI STRANIERI” …tranne chi paga il canone!

dicembre 3, 2011

<<Radio3: Tutti stranieri

Il 14 giugno i programmi di Radio3 saranno condotti da stranieri: giornalisti, scrittrici, insegnanti, scienziati, operatori sociali, sindacalisti, attori, musicisti, di professioni e provenienze diverse. Tutti stranieri ma diversi tra loro, naturalmente: immigrati o nati in Italia, nel nostro paese per ragioni di studio o di lavoro, per libera scelta o per necessità, per conoscere una terra nuova o per sfuggire guerre, fame, carestie. Qui alcuni di loro hanno trovato lavoro e stabilità, altri cercano ancora di allontanare un destino incerto.
Nei suoi programmi Radio3 ospita spesso voci come queste. Da anni dedica ai vari aspetti dell’immigrazione molti suoi spazi di informazione, di riflessione, di conoscenza. Libri e musiche “straniere” ricevono da tempo una attenzione particolare e probabilmente senza eguali in altri mezzi di comunicazione.
Ma il 14 giugno sara’ qualcosa di diverso: sara’ mostrata, tutta insieme, la ricchezza che questi “stranieri” rappresentano, l’importanza del loro sguardo sulle cose italiane e del mondo in tutti i programmi di Radio3: dalla lettura dei giornali agli spazi musicali, dalle trasmissioni culturali all’approfondimento dedicato ai libri, la scienza, il cinema, il teatro, la poesia, l’arte.
La presenza di stranieri nel nostro paese è spesso demonizzata o schiavizzata –e non in senso metaforico: provoca paure,  genera barbarie, produce forme di subordinazione vicine alla schiavitù. Il 14 giugno Radio3 lascera’ il microfono a questi mondi e a queste storie: le loro parole ci racconteranno che siamo tutti stranieri.>>

C’è da domandarsi se tali “stranieri” paghino il canone Rai grazie al quale possono sponsorizzare sul canale nazionale la propria presenza priva di titoli specialistici, di pubblica fama, i propri prodotti “artistici”, le proprie idee politiche.
Se poi tali signori fossero invece in possesso della cittadinanza italiana, allora perché chiamarli “stranieri“, se non per fornire un’informazione tecnicamente errata, riuscendo ad essere ideologicamente fuorvianti?!

O forse quella dei raitreini è solo auspicio di partecipazione mediatica del “volgo“?! Perché se così fosse, non ci sarebbe bisogno di ricorrere a “stranieri” per dar voce a chi non ce l’ha mai: anziani abbandonati, netturbini sottopagati, giovani cassintegrati, metalmeccanici che rischiano di andare in pensione decrepiti, intere famiglie costrette a vivere in camper, barboni non per scelta..sono categorie reperibilissime anche (e soprattutto, oramai) fra gli italiani. Ma dubitiamo che l’intenzione raitreina sia quella di dar voce ai diseredati, dei quali mai il loro mondialismo  si occuperebbe, se non in salsa “etnica”, è ovvio!

C’è poi da dire che la solita retorica mondialista “raitreina” usa toni assolutisti (“siamo tutti stranieri”) conditi con quell’entusiasmo tipicamente antinazionalista che si riserva al “diverso” e mai al “proprio”; un assolutismo ideologico da brividi alla schiena, se si considera che tali trasmissioni non sono che l’approdo ad un progressivo stravolgimento e sostituzione delle nostrane professionalità (radiofoniche, artistiche, letterarie, creative) con quelle di gente che, ipso facto, ha tutt’altri interessi mercantilizi e competitivi (per usare un termine caro ai globalisti) rispetto ai nostri, ad iniziare da un uso inculturazionista della lingua italiana che certo non aiuta quel tenore comunicativo eccelso che dovrebb’essere esemplare a migliorarne l’uso per tutti, fondamento basilare della missione d’un servizio pubblico.

Concludendo: NOI non siamo tutti stranieri, siamo italiani; e chi avesse dubbi in proposito consultasse prima un vocabolario (della lingua italiana) e poi un Codice Civile.

PROTESTARE CONTRO UN USO – a nostro avviso – DISTORTO E PARTIGIANO DELLE STRUTTURE PUBBLICHE SOVVENZIONATE CON LE TASSE DI TUTTI E’ UN FONDAMENTALE DIRITTO COSTITUZIONALE, IN DEMOCRAZIA.

RICORDIAMOCELO TUTTI.

Helmut Leftbuster – ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA

appendice al Decalogo Antiinculturazione: il male minore del “made in…”

dicembre 1, 2011

Va altresì osservato quanto sia il caso di fare attenzione ad una serie di luoghi comuni volti – di fatto – a sfatare la possibilità di “resistere”: <<..inutile evitare i negozi cinesi, tanto anche i grandi marchi italiani e internazionali producono in Cina..>>. Vero, probabilmente. Tuttavia, un conto è foraggiare il sottocosto – illegale – straniero in casa nostra, che ci toglie da vivere 3 volte: industrialmente, salarialmente e veneficamente, data la tossicità dei prodotti in questione; altro conto è vedersi costretti, nostro malgrado, a comprare beni di prima necessità (prese elettriche, tanto per fare un esempio) comunque prodotti chissà dove, ma almeno conformi a standard qualitativi imposti da normative nostrane: quella presa elettrica non la producevamo noi nemmeno prima, ma almeno, comprandola in un negozio italiano e gestito da italiani, sarà davvero minimo il valore di ricchezza alienato altrove, rispetto all’acquistarla “tout court” da un negoziante straniero e sottocosto albergante sul nostro territorio, che manderà i soldi in patria e si arricchirà del nostro impoverimento vendendoci, oltretutto, merce avariata. E le statistiche di polizia in fatto di frode merceologica son lì pronte per essere consultate.

Se ogni ITALIANO, dal dopoguerra in avanti, avesse messo da parte i pusillanimi effluvii antinazionalistici che sono alla base della crisi IDENTITARIA,  COMMERCIALE ED ENERGETICA del nostro paese, e avesse continuato a fare il tifo per la propria comunità d’appartenenza cosi come LOGICA vorrebbe, saremmo ancora il Paese di Dante, Petrarca e Michelangelo. Ebbene, basterebbe invertire la rotta per far marcia indietro.

FATTACCI: Scafisti clandestini annegano in mare immigrati per odio etnico e riti propiziatorii…

dicembre 1, 2011

Scafisti (sì, proprio quelli “benedetti” dagli immigrazionisti..), per “risolvere” avaria del motore durante la traversata,  gettano in mare migranti di etnie minoritarie a bordo dello scafo, al fine di propiziarsi gli dei e per sfogare odio etnico fra diverse etnie africane.

Ecco, con gente che, nemmeno toccata terra, si ammazza già a bordo del gommone sulla base di dinamiche antropologiche  impermeabili a qualsiasi evoluzione, noi, figli di Socrate, Marco Aurelio, Hobbes, Kant e Gentile, dovremmo convivere sulla base di non si sa bene quale precetto di legge voluta da chi. Questo è il mondialismo.

http://affaritaliani.libero.it/sociale/cinque-fermi-per-omicidio-immigrati-durante-traversata301111.html

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E’ assolutamente evidente il non-senso logico dell’entusiasmo con cui i media e certi politici rapportano i concetti di CONCORRENZA e CRESCITA : in questo articolo si esplode di giubilo per lo sviluppo del mercato del CIBO ETNICO e del LOW COST offerto da imprese di immigrati. Cioè esattamente gli ingredienti che stanno affamando gli italiani…

http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Dati/In-dieci-anni-imprenditori-stranieri-piu-che-raddoppiati_313109984753.html

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/02/17/news/s_della_ue_alle_arance_marocchine_i_forconi_faremo_la_rivoluzione-30050258/

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Fra i tanti ebeti, stolti e pavidi plausi ad una sentenza senza senso e senza cognizione di causa su come risolvere il problema di fare entrare un’intera botte in una tazzina, quello di legambiente è il più indisponente: come potranno continuare a (far finta di) battersi contro la cementificazione del paese quando sarà proprio grazie a sentenze come questa se l’Italia diventerà un unico grande dormitorio per “cittadini del mondo”?!

http://www.asca.it/news-Immigrati__Legambiente__dopo_sentenza_rivedere_norme_accoglienza-1127587-POL.html

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da TOSCANA TV on line

Disabile costretta a mendicare fugge. Aguzzino la aggredisce, arrestato

FIRENZE – 10/02/2012 – Costretta per quattro anni a chiedere l’elemosina in strada a Firenze, ieri si e’ lasciata convincere dagli agenti della municipale a rifugiarsi in un centro di accoglienza, sfuggendo cosi’ al suo aguzzino.E’ la storia di una romena di etnia rom di 24 anni, disabile. Il suo aguzzino, un connazione ventiquattrenne senza fissa dimora, l’ha raggiunta nei pressi della casa di cura e l’ha aggredita ferendola a una mano, ma e’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di estorsione continuata. Secondo quanto riferito, la giovane chiedeva l’elemosina ai semafori nella zona di viale Belfiore e viale Fratelli Rosselli. In passato era stata avvicinata da pattuglie della polizia municipale, che le avevano proposto piu’ volte di rivolgersi ad un centro di accoglienza in via Sant’Agostino, nel centro di Firenze, dove ieri la ragazza ha acconsentito a farsi accompagnare. Qui pero’ e’ stata raggiunta dal romeno, a cui in passato aveva parlato della possibilita’ di trasferirsi nel centro. L’uomo, approfittando di un momento in cui lei era uscita per andare ad acquistare alcuni generi di prima necessita’, l’ha aggredita: infuriato per non averla trovata a chiedere l’elemosina, l’ha colpita al volto e alle mani, causandole contusioni guaribili in quattro giorni. La polizia, intervenuta su segnalazione del personale del centro, l’ha identificato e arrestato. Secondo quanto emerso, il malvivente, che l’aveva convinta a venire in Italia con la promessa di guadagni futuri, e forse dietro pagamento di una somma iniziale alla famiglia, la costringeva a elemosinare, minacciando di morte lei e la sua famiglia in Romania, composta da sua madre, le sue sorelle e la sua figlioletta. In un giorno la giovane disabile poteva raccogliere diverse centinaia di euro. I soldi, secondo quanto dichiarato dalla vittima, andavano in parte all’arrestato e in parte, circa 150 euro al giorno, ad una terza persona.http://www.toscanatv.com/leggi_news?idnews=NL13439——————————————————————&#8212;

E’ la prova che bisogna fare di più ognuno nel proprio piccolo: BASTA con grande distribuzione tutta straniera (Auchan, Carrefour etc) che porta fuori dall’Italia i capitali e sfrutta il sottocosto; BASTA coi discount, venefici per l’economia nazionale quanto per il fegato; BASTA col cibo prodotto e/o venduto da non si sa chi. Torniamo a foraggiare piccoli produttori, verdurai e alimentari: compriamo meno, ma compriamo meglio.

www.repubblica.it

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Il multiculturalismo è come un pik nik: ognuno porta il meglio che ha a casa propria. Cosa saremo costretti dunque a mangiare domani e dopodomani noi europei?

http://www.thankyouoriana.it/?p=122