C’è del metodo in quella follia? Una rilettura shakespeariana del buonismo contemporaneo. (di Ille Doctor Luminis)

Nonostante questa sia follia, c’è ancora del metodo! (W. Shakespeare, Amleto, Atto II, Scena II)

E’ uno scritto dedicato a chi, ogni giorno, scende in strada e si tuffa nella società. Se avete abdicato al ruolo umanamente strutturante di uomo sociale (ovvero uomo in relazione con altri uomini) potete anche evitare di leggere quanto propongo.

 

Indubbiamente la prima, enorme distinzione in campo umano da parte del singolo è la seguente: persone che conosco contro persone che con conosco, dipendentemente o indipendentemente dalla mia esplicita volontà. E’ chiaro che, per ognuno di noi, l’umanità intera è quella. Penso che nessuno di noi comuni mortali sia tanto meticoloso nel suo pensiero da dare un volto e connotati ben definiti – in mente sua – a circa sei miliardi di persone viventi! Mettendo dunque da parte ogni buonismo (caratteristica fondamentale di ogni mio discorso), arriverei a sancire definiticamente che siamo soliti giudicare l’umanità in base all’umanità conosciuta. Conosciamo solo imbecilli? L’umanità è imbecille! Conosciamo solo avari? L’umanità è avara! Conosciamo solo spreconi? L’umanità è sprecona. E’ un errore comune, ma facilmente perdonabile. Siamo uomini, facciamo congetture. Essendo esseri di vita relativamente breve, non possiamo permetterci il lusso di aspettare i risultati di un esperimento senza neanche aver provato a formulare ipotesi precedenti! Le ipotesi possono essere errate, ma col tempo iniziano ad fungere da veri preludi alle conclusioni. Funzionano esattamente come l’acqualina: se ho voglia di pasta, è difficile che la mia acquolina sappia di gelato all’amarena, a meno che io sia poco esperto di cibi. Comunque sia, per quel poco che conosciamo dell’umanità, spariamo sentenze generali: l’uomo è ladro, è ancora allo stadio animale, è menefreghista etc. E’ di certo folle tutto ciò, ma in questa pazzia c’è del metodo: l’umano modo di conoscere e i suoi limiti.

Sempre più di frequente mi chiedo se c’è del metodo nella pazzia opposta. Se il ragionamento or ora illustrato estende un giudizio basato su esseri conosciuti ad esseri non conosciuti, il suo opposto estenderà giudizi su esseri non conosciuti ad esseri conosciuti. E questa credo sia il tipo di pazzia senza metodo dei radical chic.

Il radical chic (buonista, progressista, attivista) conosce (anche se poco) i costumi occidentali ed elabora subito sentenze di morte per gli stessi. Riceve, poi, dal mondo globalizzato stimoli culturali alternativi che di solito evita di conoscere, ma che prende per buoni solo perchè, in cuor suo, pensa che nulla possa strutturarsi peggio dell’attuale occidente. Assume quindi un punto di vista estraneo al nostro modo di pensare ed estende il giudizio su ciò che non conosce (il punto di vista appena acquisito) a ciò che conosce (l’occidente o il punto di vista appena abbandonato). I progressisti occidentali ci giudicano quindi da un punto di vista sicuramente non occidentale (per abbandono) e sicuramente non esotico (per ignoranza). Il giudizio progressista medio arriva ad identificarsi con un punto di vista esotico finto che pretende di sentenziare sull’occidente vero. Il finto esotico quindi arriva facilmente a giudicare tutto ciò che è fintamente esotico buono e malvagio tutto ciò che è occidentale in modo totalmente folle.

C’è del metodo in quella follia? Io penso proprio di no.

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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Una Risposta to “C’è del metodo in quella follia? Una rilettura shakespeariana del buonismo contemporaneo. (di Ille Doctor Luminis)”

  1. Lord Hatech Says:

    Dietro tutto c’è eccome un metodo. Si tratta dell’obbligo di asservimento passivo e totale al nuovo ordine mondiale globalista che riuscirà ad avere più potere e colesterolo gratis solo quando l’Europa tutta sarà ridotta ad una pletora di organismi inerti indebitati e chini sulle briciole, privi di radici, di identità e di valori ancestrali. Le metastasi sinistre non sono strutturalmente in grado di comprendere questo pericoloso metodo, questo disegno ben congegnato: ne sono semplicemente strumenti inconsapevoli. Anche quando il loro culo sarà impattato dall’infezione mondialista, non comprenderanno lo strano bruciore e potranno sempre rifugiarsi in un centro sociale a stordirsi di canne ed alcool, elaborando nuove teorie anti-qualcosa.

    Lord Hatech

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