Archive for gennaio 2012

Quale arena? Proposte stachanoviste per evitare la catastrofe. (di ILLE DOCTOR LUMINIS)

gennaio 29, 2012

Scontri, malcontenti, urla. Tutti sono in lotta contro tutti, perchè tutti ritengono di aver individuato il problema. La gente scende in piazza, appiccica manifesti, vomita la propria indignazione nei blog, sui social network, nelle chat. E poi gruppi, fondazioni, comitati. Una volta erano gli anarchici a dire sempre, solo ed ostinatamente “dateci tutto, datecelo ora”: ora sono tutti. L’anarchismo del dopoguerra, quella stupida modalità di procedere in maniera pubblicitaria e superficiale, l’abbiamo ereditato proprio tutto. Che schifo.

In questa sede non nego che bisogna combattere, resistere, alzare la voce, ma a mio avviso abbiamo sbagliato campo di combattimento. Sì, perchè stiamo tentando di affrontare il nemico in un’arena in cui lui non c’è! E se non ci sbrighiamo a raggiungerlo nel posto giusto…quello vincerà a tavolino, dopo che l’arbitro (la storia) avrà logicamente pensato ad una nostra resa.

Quante parole per dire che sparare sulle istituzioni è un’arma a doppio taglio! Se la battaglia è istituzionale, istituzionalmente la si piò vincere o la si può perdere. E per l’ennesima volta, ricordiamoci che questa è una democrazia: vince sempre il cittadino votante, prima o poi. E noi abbiamo in mano il premio/punizione universale!

Ma, per non ripetermi sempre (come tutti i progressisti e – ahimè – buona parte dei tradizionalisti nerd e topi di cameretta) aggiungerò qualcosa di nuovo. Ma partirò dal dato: L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO. Quella parola “lavoro” è stata oggetto di scherno, satira (specie quella rossa di più basso livello) etc., ma son certo che l’interpretazione più fedele (o meglio l’unica sicuramente non errata) è la seguente: sto cazzo di stato, per andare avanti, deve limitare al massimo il numero dei cittadini che si grattano le palle una continuazione. E tra comitati, manifestazioni, sit-in, proteste, assemblee, conferenze, picchetti, manifesti, marce della pace, gaypride, facebook, blog monotematici, video informativi di resistenza, approfondimenti televisivi, bruno vespa, rai tre, la sette, collettivi, fondazioni, onlus, forconi, interviste, provocazioni e scioperi della sete e della fame (i radicali ci sono anche se non ci sono: son quasi religiosi)…ragazzi, mi duole ammetterlo ma non stiamo facendo davvero un cazzo.

L’italia ripudia la guerra come stumento di offesa, quindi l’eroismo militare è limitato. Il contrario di militare è – molto banalmente – civili, e come si diventa eroi civili? Scegliendosi una cazzo di occupazione e portandola a termine, o almeno avanti il più possibile, con coerenza e dedizione.

Nella professione (intesa in senso più ampio: non solo lavoro, ma anche vocazione professionale, sacrale) è insita la vita civila, preludio del vivere politico, pilastro del sistema sociale, economico e culturale di questa povera fazione chiamata occidente. Ed io qui vedo solo ed esclusivamente ribelli full time, come se questa fosse diventata la carriera più alla moda di questi tempi.

Non voglio, amici cari, tapparvi la bocca. Quel che vorrei regalarvi è fiato in più! C’è bisogno di estirpare l’odierno fancazzismo, fonte primaria della rassegnazione pessimista ed universale e – diciamocelo con tutta franchezza – origine prima della crisi. Altro che cazzo di multinazionali? Se “gli immigrati sono una risorsa” (cit. i cazzoni progressisti) vuol dire che gli italiani si son dimenticati come si fa ad essere risorse per sè stessi e si sè stessi.

Ognuno di noi può offrire un contributo. Ma se cominciamo tutti ad occuparci di tutto (i ribelli sono sempre onnivori: l’avete notato?) infrangiamo il principio della divisione del lavoro, ricadendo nella liturgia marxista più oscurantista. Solo da “eroi nel lavoro” possiamo istituzionalizzarci e pretendere davvero che a monte le cose cambino! Perchè nessuno può fare a meno di un popolo efficiente, ma tutti possono fare a meno di una popolazione di imbecilli. I politici se ne fregano del popolo? Chiunque venga eletto fa solo il comodo suo?  La colpa è nostra, che ci siamo scordati come si fa il popolo.

Ci siamo dimenticati cos’è una società, cos’è uno stato, cosa serve perchè uno stato funzioni. Non siamo più energia o linfa per il nostro paese. Credo che, a questo punto, un mea culpa generale vada fatto.

Chi sa fa, si lamenta, ma aggiusta. Chi non sa protesta, non fa…e distrugge solo.

Chissà se ci torneremo a ricordare i rudimenti della vita..

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –

RAPPORTO ISTAT 2012: “I GIOCHI SENZA FRONTIERE” DELLA FECONDITA’

gennaio 28, 2012

Da : http://www.vitachenasce.org/coppia-e-societa/immigrazione-roma-fecondita-donne.html

Abbiamo sentito questa notizia strepitata ovunque, radio, Tv, giornali: questo sopra è solo un link dei tanti.
Del resto, il “salvifico” censimento Istat di questi giorni – ben lo si intuiva – a questo sarebbe servito, a celebrare l‘impennata dell‘immigrazione. Come se girare per le strade e prendere i mezzi pubblici non fornisse già un quadro abbastanza chiaro della situazione.

Roma, donne immigrate le più feconde.” (Lun 9 Gen 2012)

E già un titolo del genere dovrebbe farci accapponare la pelle: ma cos’è, una classifica di “Giochi senza Frontiere”?
E quel sinistro ghigno che accompagna il corsivo, cosa sott’intende? Compiacimento, forse?!

Sarebbe inoltre interessante capire la logica celatasi dietro una statistica così pacchiana: biologicamente una donna è una donna, non conosce nazionalità, etnia o colore, vorremmo sperare; dunque che categoria (umana? civile?) sarebbe quella delle donne “immigrate”? Capiremmo se qualche antropologo o fisiologo volesse fare uno studio su confronti di prolificità fra popolazioni o etnie nella storia; ma che scientificità sistematica avrebbe la categoria delle “immigrate”? E poi, immigrate da dove? Romene? Brasiliane? Ghanesi? Marocchine? Cinesi? Tutte più brave delle “italiane” a far figli?! Ehilà..che brutti discorsi. Ma si sa, in questo paese i brutti discorsi diventan belli purché remino verso il mondialismo, no?!

Le immigrate battono le romane ma ancora non riescono ad assicurare il ricambio generazionale..

Ah, quindi staremmo parlando di polli in batteria?! Servono a questo?! Ammesso che tale frenesia ostetrica ci sia indispensabile (ma come?! ..finalmente si riusciva a stare un po’ più larghi e ad essere un po‘ meno affamati..), siamo tornati ai “lebensborn”, i “bambinifici” fatti per garantire la copiosità di un popolo di consumatori!
Ma sì, che abbia qualsiasi forma, questo popolo, che prescinda pure da quella costruzione spirituale millenaria fatta di Padri e Tradizioni che solo dei “normalissimi“ autoctoni potrebbero continuare a tramandare inquanto tali; che si tralasci pure quel sano attaccamento al Passato che solo lo Jus Sanguinis (che non è una parolaccia, ma è la legge attuale!) potrebbe garantire ai suoi figli.
Che ci frega..l’importante è che si nasca, si consumi e si muoia, senza neanche tanta attesa né troppa passione.

Il tasso di fecondità delle donne immigrate è superiore a quello delle italiane. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio romano sulle migrazioni, presentato il mese scorso dalla Caritas romana e riferito alla Capitale d’Italia. Le donne straniere battono le italiane sia per numero di figli sia per l’età riproduttiva, colmando il gap di fecondità che invece caratterizza le nostre connazionali.

E chissenefrega!
Se le immigrate sono così screanzate da fare figli lontano dalla loro Terra, dalle loro famiglie d’origine, negando a quei figli l’affetto dei nonni e, con esso, tutto il relativo prezioso bagaglio identitario che un retaggio familiare naturale si porta dietro, e facendoli quindi in condizioni così disagiate e approssimative da rendere tale maternità suscettibile addirittura di una classificazione statistica a parte, dovrebbe essere un problema loro, poiché nessuno le ha invitate a farlo. Anzi, nessuno le ha invitate affatto.
La cittadinanza non è un prodotto da supermercato; ed è umanamente spregevole che qualcuno s’affanni a sottolineare l’ipocrita circostanza per cui “di immigrati ce n’è bisogno”, poiché gli esseri umani non debbono servire ad altri esseri umani, ma solo a se stessi, al proprio spirito e, semmai, a contribuire alla ricchezza della coscienza del proprio popolo.

Quindi le cose son due: o le italiane sono complessivamente affette da una strana malattia che forse si chiama “senso di responsabilità“, soprattutto in periodo di crisi; oppure le “straniere” – come le definisce l’articolo – sfornano figli per puro opportunismo di cittadinanza: poiché la voglia di trombare delle donne è la stessa lungo tutto l’arco del globo, quindi tale divario non potrebbe spiegarsi altrimenti che con un differente senso dell’onore e della civiltà.

E allora, bello questo desiderio di maternità così vero, fragrante come la carta stampata di un bel permesso di soggiorno: un opportunismo non meno squallido di chi scrive certe corbellerie per assicurarsi quei lettori – ed elettori -che i figli delle nostre donne, con Seneca e Cicerone nel DNA culturale, certo non garantirebbero.

Dulcis in fundo:

La maternità tardiva. Secondo quanto scrive il Rapporto Caritas, però, la maternità tardiva “non è tanto l’esito di una scelta della coppia, quanto un’imposizione esogena, dovuta ad un mix di fattori negativi che non aiutano i giovani ad allargare la famiglia”. A mancare sono un lavoro stabile e l’autonomia economica.

“Imposizione esogena”..cioè?!
Anche qui le cose sono due: o le italiane sono tutte impazzite, contagiate da un improbabile calo del desiderio, oppure le straniere sono delle irresponsabili, poiché se il lavoro manca per le prime, tanto più mancherà per le seconde; e chi manterrà i pargoletti di un popolo di “intraprendenti” ma disoccupate mamme colorate?! Alla cronaca nera, (sempre piuttosto “colorata”, stando ai dati sul rapporto numerico fra criminalità e composizione della popolazione effettiva), l’ardua sentenza: ma in questo caso la statistica non vi piacerà…

Dal Corriere della Sera .it

http://laderiva.corriere.it/2009/09/se_la_criminalita_straniera_su.html

Il punto di partenza, ovvio, non può che essere quanto scrive nel suo «Immigrazione e sicurezza in Italia» (Mulino) il professor Marzio Barbagli: «I dati di cui disponiamo non lasciano dubbi sul fatto che gli stranieri presenti nel nostro paese commettono una quantità di reati sproporzionata al loro numero. Dall’ 1,4% della popolazione italiana nel 1990, essi sono passati al 5% nel 2007. Ma (…) nel 2007 essi costituivano, a seconda dei reati, dal 25 al 68% dei denunciati. Altrettanto certo è che a commettere questi reati sono soprattutto coloro che non hanno il permesso di soggiorno». Per anni, ha spiegato Barbagli mesi fa al Corriere, era lui stesso riluttante ad ammetterlo: «C’ era qualcosa in me che si rifiutava di esaminare in maniera oggettiva i dati sull’ incidenza dell’ immigrazione rispetto alla criminalità. Ero condizionato dalle mie posizioni di uomo di sinistra. E quando finalmente ho cominciato a prendere atto della realtà e a scrivere che l’ ondata migratoria ha avuto una pesante ricaduta sull’ aumento di certi reati, alcuni colleghi mi hanno tolto il saluto».”

E consigliamo anche questo link, poiché numeri e date non mentono mai.

http://www.questaelasinistraitaliana.org/2011/gli-italiani-non-sono-razzisti-sono-stanchi/

…mentre questa è fresca di giornata:
http://www.leggo.it/news/cronaca/sposa_uno_straniero_in_cambio_di_soldi_per_la_coca_nei_guai_commessa_29enne/notizie/161884.shtml

HELMUT LEFTBUSTER

FILETTI DI MERLUZZO DORATI ALL’ARANCIA

gennaio 27, 2012

Il pesce fresco, italico orgoglio dei tempi che furono, è sempre più difficile da reperire; tuttavia ribadendo all’infinito ogni nostro appello al pragmatismo più schietto e costruttivo, non ci stanchiamo di ripetere: “all’impossibile si rinunci senza tanto sospirare ai quattro venti, ma al fattibile si sorrida a pieni denti e si attinga a quattro palmenti”!

Il pesce  surgelato, soprattutto se proveniente da Italia e/o paesi nordici, non è affatto malvagio, e, se ben cucinato, può essere un’ottima soluzione gastronomica che non deroghi da sani principi identitarii e di salute.

Le ricette sono svariate, ma la doratura è un qualcosa di atavicamente ghiotto e caro soprattutto ai bambini, anche in considerazione del fatto che, contrariamente a ciò che una maldestra informazione sostiene, il fritto non fa affatto male se consumato con una periodicità assennata (anche una volta a settimana), e soprattutto se cucinato con ingredienti semplici ed essenziali quali esso prevede: olio, uovo e pan grattato. Quando mai tali archetipi elementi potrebbero danneggiare l’organismo umano, che li consuma sin dagli albori della civiltà?!

Ovvio che i prodotti surgelati GIA’ CONFEZIONATI (magari da una multinazionale il cui addetto al confezionamento, impiegato chissà dove, potrebbe aver avuto mani non pulitissime) nascondano dietro allettanti foto digitalizzate l’amara realtà di ingredienti scadenti e a basso costo, globalizzati e dai nomi improbabili, a fronte dei quali è posto il miraggio del tempo che essi vi farebbero “risparmiare” in cucina (per dedicarlo a cosa, poi? Ai videogiochi del telefonino???), ma questo ha ben poco a che fare con la DIGNITA’ dell’ALIMENTAZIONE:  quell’orgoglioso rimboccarsi le maniche, sbattere 2 uova di gallina con un pizzico di sale, immergervi il pesce (che più “trattato” di tanto non potrà mai essere, soprattutto controllandone la provenienza), per poi passarlo – anche un paio di volte – nel pan grattato che avrete comprato o, ancor meglio, fatto voi tritando il pane raffermo che sarebbe sacrilegio buttare.

Che goduria friggerlo bello immerso in olio di semi per frittura e  poi asciugarlo adeguatamente, cosicché non vi appesantisca più dell’insalata che avreste regolarmente condito e sulla quale invece, semplicemente lavata, adagerete il fritto una volta scolatolo, garantendovi il giusto apporto calorico giornaliero, né più e né meno.

E poi, chicca identitaria invernale che stupirà il vostro palato soprattutto inquanto legata ad un alimento estivo come il pesce, l’arancia, ancora bella profumosa della sua provenienza nostrana: la taglierete a rondelle comprensive di buccia con le quali cospargerete il piatto di portata con la frittura adagiata sul letto d’insalata. Una spruzzata di pepe e/o peperoncino a scelta, solo se lo vorrete.

Un modo gustoso, nutriente e varipinto di nostrana identità per mangiare il pesce anche d’inverno, rispettando la stagionalità degli ingredienti e rinunciando agli orrendi fritti-surgelati globalizzati, ottimi per incrementare l’obesità di quei popoli divenuti incapaci di discernere il bello dal brutto, il colore dal multicolore, il benessere dal malessere, la generosità della Natura dalla menzogna della mercanzìa.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

 

Circa QUELLA MERAVIGLIOSA “BASSA MAREA” DEL BACINO ORTOFRUTTICOLO CHE LASCIA SOPRAVVIVERE SOLTANTO I PRODOTTI DEL TERRITORIO…

gennaio 26, 2012

Le agitazioni degli autotrasportatori di questi giorni stanno creando serii problemi all’approvvigionamento di mercati e supermercati. Gli articoli che maggiormente vengono a mancare sono, ovviamente, quelli che godono di un consumo quotidiano da parte dell’utenza, e che necessitano del relativo giornaliero trasporto, indispensabile alla distribuzione capillare del prodotto.

Non entreremo, in questa sede, nel merito della protesta, la prima vera protesta partita dal basso, dai contadini, dai pescatori, dai camionisti stufi di vedersi affamare dai loro concorrenti stranieri posti dalla globalizzazione a morderci il culo come bavosi mastini incitantici a correre il triplo per guadagnare la metà. E infatti la sinistra globalista dall’erre moscia, solitamente ipocrita con la “piazza”, stavolta nemmeno fa la fatica d’esserlo, e invoca l’invio della celere contro le proteste del Popolo..(Pasolini, dove sei?!).

Ebbene, auspicando che tali proteste producano al più presto frutti sempre più sugosi per l‘Identitarismo, intanto godiamoci un evidente risvolto pratico dal forte valore simbolico: con la penuria degli approvvigionamenti, in questi giorni sui banchi di frutta e verdura compaiono solo quei prodotti identitarii derivanti dal territorio, che riescono ad affluire comunque attraverso la distribuzione locale. E così spariscono i peperoni spagnoli che, in pieno inverno, mai potrebbero campeggiare accanto alle arance, e rimangono gli spinaci, senz’altro prodotti in loco di questa stagione e conseguentemente venduti freschi.

Lo stesso dicasi per il latte fresco, le uova, i formaggi e i salumi presenti copiosi sui banchi di vendita, nonostante la penuria della grossa distribuzione, che ci dimostrano come un territorio fiorente come il nostro possa tranquillamente garantire al proprio popolo un approvvigionamento alimentare completo, profumato, identitario – e al giusto costo – anche senza l’Europa, senza la concorrenza straniera (che, inquanto tale, per abbattere i costi di trasporto restando concorrenziale, mai potrebbe garantirci la medesima qualità nostrana), e senza quella dannata globalizzazione che ci sta affamando ed impoverendo.

Su, forza, tutti a far la spesa dai nostri contadini!

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana, Gen 2012 –

A questo link troverete un nostro memorandum su quali siano i prodotti ortofrutticoli di stagione e quali no: fare la spesa è un’operazione culturale che richiede grande consapevolezza, oltre che essere un grande momento di impegno civile e di politica economica nazionale al quale dedicarsi con l‘animo d‘un combattente; allora sì che, tornati a casa, ci si potrà abbuffare in tutta tranquillità e allegria…

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2011/11/06/istruzioni-dvracrvxiane-per-sani-acquisti-ortofrutticoli-di-stagione-in-pratica-quando-comprare-arance-e-quando-fagioloni-senza-correre-il-rischio-che-siano-prodotti-scureggioni%e2%80%a6/

RIAPPROPRIAMOCI D’ OGNI BELLEZZA RIPRENDENDONE LE TRACCE ATTRAVERSO I VOLTI DEI NONNI, LA BONTA’ DEI LORO DOLCI NATALIZI, L’AMORE DEI LORO INSEGNAMENTI…

gennaio 21, 2012

Non c’è nulla di peggio di un buon esempio di vita mostrato solamente là dove già sanno vivere.

Quindi sta a Noi bravi e volenterosi Viandanti della Tradizione operare da validi “globuli” (sia rossi che bianchi..) dell’intero organismo, portatori ovunque della preziosa testimonianza d’Amore identitario che ancora ammanta virtuose terre e virtuose genti dalle quali trarre esempio per riuscire a fermare il tempo là dove la vita era più bella, più serena, più genuina.

Nonostante la globalizzazione e il multiculturalismo stiano tentando di soffocare in tutti i modi quelle pulsanti gemme identitarie che sono le realtà locali, i loro usi e i loro costumi, esistono ancora anfratti d’Italia (e d’Europa) ove ciò che altrove può apparire “attivismo identitario“ è semplicemente “quotidiano amore per il proprio”.

Un po’ come era la nostra vita solo qualche decennio fà, infondo: una bella passeggiata domenicale ad ammirare le glorie della propria città o del proprio borgo; un salto in pasticceria ove il pasticcere, col copricapo bianco a righe rosa, ci regalava anche un sorriso oltre alla fragranza delle sue leccornie; e poi a pranzo dai nonni, quei nonni dolcissimi, ma austeri nell’esser depositari di verità e tesori culturali e favolistici irrinunciabili per ogni figlio d’un popolo.

Ora tutto questo ci è per lo più negato; o meglio, averlo è divenuto un lusso, una faticosa ricerca, una continua battaglia contro il conformismo di una società che ha deciso di rinunciare ad esser se stessa.

E così la norma sono divenute alienanti metropoli, fucine di orrore globalizzato, delinquenza gangsterista, cemento graffitato, a-culturali e decerebranti “megastore” sempre accesi e illuminati come gallinai; un cosmopolitismo che in altro non si traduce se non nella sommatoria dei peggiori difetti riscontrabili nelle grandi metropoli americane già dai loro albori. Città ove i luoghi più “sicuri” e “caldi” risultano essere gli spersonalizzanti “siti d‘acquisto“, uguali in tutto il mondo, ove tutto è ispirato a quantità, omologazione, e materialismo; e nulla resta per lo Spirito, per la Bellezza, per la Natura, per la Monumentalità.

Da quanto tempo non sentite un politico inneggiare a Dante, elogiare un poeta o un artista defunto, invitarvi a frequentare mostre e musei, o fare riferimento all’importanza della memoria e al rispetto per l’ascendenza?!
Da tempo immemorabile, appunto.

Quindi, non ci resta che tornare ad essere i “COLTIVATORI DIRETTI” del nostro spirito, della nostra cultura, del nostro cibo: se non ci penseremo noi, in prima persona,  con quotidiano impegno e identitaria militanza, il nostro giardino inaridirà miserevolmente, poiché i giardinieri di professione a cui per troppo tempo ne abbiamo appaltato la cura hanno svenduto quanto di più caro avevamo a mercenarii raccoglitori di erbacce.

E allora che le immagini reperite presso questa toccante mostra a cielo aperto, allestita nella romantica ed innevata atmosfera natalizia della favolosa Brunico, patria dei “mercatini” e delle tradizioni altoatesine, possano illuminarci il sentiero verso un glorioso restauro della Bellezza che siamo.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

Circa QUELLE LIBERALIZZAZIONI CHE UN TEMPO ERANO IL DIAVOLO ED ORA SONO l’ACQUA SANTA (sì, compresa “quell’acqua” del referendum con cui le sinistre hanno intortato il popolo solo qualche mese fa’…)

gennaio 19, 2012

Che l’”anti-italianità” sia oramai un fattore epidemiologico è fuor di dubbio; ma il vero pericolo è che il mondialismo, con tale fattore, possa farci affari: e ciò sta avvenendo attraverso l’abile mercanteggiare di certi professori furbetti che, con l’alibi del curarci da una misteriosa “crisi finanziaria“, stanno lavorando ad affossare il nostro paese incancrenendolo dal di dentro, visto che dal di fuori si era rivelato essere più tosto del previsto rispetto agli assalti della globalizzazione.

Ebbene tale masnada di imbroglioni e traditori del Popolo hanno trovato l’alleato ideale per realizzare il loro mercimonioso progetto di “mondialismo finanziario“: il “mondialismo ideologico“, ossia la maniacale ideologia pan-collettivista giacobino-sessantottino-sinistrorsa, ancora piuttosto in voga (seppur in evidente crisi di vocazioni) presso i nostri lidi.

E così, in un tale clima di andazzo  cosmopolitista e globalizzatore, le LIBERALIZZAZIONI, un tempo viste a sinistra come il demonio “liberal“ che voleva papparsi a piene mascelle “il sociale“ e le sue faticose conquiste di decenni di lotte operaie e contadine, acquisiscono magicamente tutt’altro sapore nel momento in cui divengono strumento di emancipazione per mandrie di “irregolari“ (così menzionati in base alla legge attuale) di qualsiasi provenienza: quegli irregolari, ipso facto facilmente deregolamentabili, che sono il sale del progetto multiculturalista, che è a sua volta alla base di quello mondialista (un popolo unico, indifferenziato, senza ruvide identità né scomode origini diversificate, messo a pascolare senza pretese in un mondo in cui spazio e qualità di vita divengano inevitabilmente scadenti per tutti).

Dunque, se è vero come è vero che il progetto mondialista – sia nella sua componente finanziaria, che in quella ideologica – punta sugli “irregolari” come “esercito della salvezza”, i suoi fautori debbono fare di tutto per accelerarne l’approdo alle leve della cittadinanza: e per fare fronte alle ovvie,  prevedibili e previste resistenze dei contribuenti, (puntualmente bandite ad hoc come “xenofobe”), si è scatenata una lotta contro il tempo ove tutti i provvedimenti sembrano tesi a fornire corsie preferenziali per i “nuovi italiani sottocosto“: creazione improvvisata di un “ministero dell’integrazione”, abolizione dello Jus Sanguinis, cittadinanza breve, provvedimento svuota-carceri, riduzione degli oneri di soggiorno, proposta di abolizione delle bocciature nelle scuole (vedi O.C.S.E.), concessione delle case popolari secondo parametri reddituali più facili da dimostrare per chi lavora in nero, e ora anche quelle liberalizzazioni che consentano a chi si vuole improvvisare dal nulla qualsiasi cosa (tassista, negoziante, parrucchiere, ..persino notaio), di poterlo fare sic et simpliciter, abbattendo i salarii degli italiani e falcidiando definitivamente la loro economia. Infondo fa comodo un po’ a tutti trovare negozietti “etnici” aperti a tutte le ore del giorno e della notte, paccottiglia venefica che costi però 1/5 di quella originale, persino generi alimentari di infimo livello che però, con la crisi, possano “risolvere” la giornata alla spicciolata a quanti si vedono depauperare dalla “crisi“ ogni giorno di più; e più la crisi morde, più è difficile mettersi a fare i “puristi”…

Così il nostro popolo, man mano, avvelenato, malmenato, derubato, vessato, bloccato, braccato, SOSTITUITO, si addormenterà nel sonno, abituandosi all’idea di “finire”, e magari ringraziando pure questi grandi statisti che, almeno, non lo hanno fatto sbranare nei circhi dei “nuovi ricchi del mondo”, ma lo hanno semplicemente eutanasizzato.

Paradossi e iperboli esagerati?! Ragioniamoci come farebbero dei bambini duri e puri: forse che l’italiano di qualsiasi età, che nella sua vita ha sempre fatto il macellaio, l’idraulico, il medico, o il panettiere, oggi, con la crisi, si metterebbe improvvisamente a cambiare mestiere per fare il tassinaro, il calciatore o l‘avvocato, così da usufruire dell’auspicata fluidificazione del mercato del lavoro?? Voi lo fareste? O piuttosto, nonostante la crisi, continuereste a fare, bene o male, il medesimo mestiere di sempre e per il quale avete da sempre appreso, sudato e sul quale avete negli anni investito la vostra professionalità?! Quindi a chi gioverebbero queste beate e beote liberalizzazioni se non a dei “nuovi arrivi“ attraverso l’inevitabile abbattimento delle barriere corporative e salariali nelle varie categorie professionali, così da spalancarle a quei “nuovi” lavoratori che di “nuovo” offrono soprattutto quel criminale sottocosto che ci sta affamando tutti e che sta imbruttendo il paese, le sue professionalità e la sua dignità?!

Nessuno di noi avrebbe alcun vantaggio nel vedersi abbassare la capacità salariale, se non chi ha ben poco da perdere ad improvvisarsi ciò che altrimenti non sarebbe mai stato, come, ad esempio, il lavoratore “multiuso” clandestino; così da costringerci tutti a scendere al suo stesso infimo livello, salvo il morire di fame scavalcati NON da chi fosse più bravo di noi, ma da chi, semplicemente, sarebbe disposto a fare lo stesso lavoro, peggio, ma a prezzo più basso.

Ed ecco la doppia convenienza per i potentati economico-industriali, ed al contempo per gli immigrazionisti: una marea di lavoratori irregolari e a basso costo capaci di guidare taxi, tenere aperti negozi, offrire servizi senza più alcuna tariffa minima né tutele, e senza necessità di quelle “tediose” garanzie sociali (sicurezza, certezza del posto di lavoro, protezioni sindacali) per le quali tanti sindacalisti, politici, e lavoratori han dato l‘esistenza e, talvolta, la vita.

E sarebbe così garantito, da un lato, il massimo profitto ai mondialisti-imprenditori per l’ottimizzazione dello sfruttamento produttivo, e, dall’altro, ai “mondialisti per passione” nella realizzazione della loro agognata società multietnica, senza confini, senza documenti, senza identità, e..senza sonno, visto che le nostre città sono oramai delle batterie di polli a luci, movimento e starnazzamento attivati h.24.

Altro che “liberalizzazioni: questo è esser liberi di esser POLLI; e la colossale presa per il culo della sinistra col referendum contro la “privatizzazione dell’Acqua”, nella primavera 2011, bollato ora dall’attuale governo come un impiccio legislativo da aggirare, è la dimostrazione di quanto siano screanzate le sinistre e opportunista la politica tutta.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana –

L’unico modo di RESISTERE al “Pensiero Unico di regime”, troppo spesso sdoganato come “Pensiero comune”, è tenere la testa accesa e sul collo; ecco perché i giacobini le tagliavano!

Circa QUELLE BELLURIE MULTIETNICHE E SOTTOCOSTO CHE STANNO FACENDO AFFONDARE LE NAVI “COSTA” anche SOTTOCOSTA…(e con esse tutta l’Italia!)

gennaio 15, 2012

Tragedia dicesi ogni singola perdita umana. Quindi, il naufragio della nave Costa Crociere “affondata” al largo dell’isola del Giglio in questo sfigatissimo inizio di 2012 d.C.  è stata una tragedia, e di tragedia stiamo parlando.

Ma va detto che alla tragedia, stavolta, si aggiunge un grottesco alone di surrealismo che la dice lunga sulla “scientifica” assurdità dei nostri tempi: vedere un iper tecnologico transatlantico della marina più prestigiosa del mondo affondare in prossimità della costa d’una rinomata località balneare come fosse una bagnarola ammollo in una piscina per bambini è uno spettacolo inquietante nel 2012 d.C. .

Ogni fenomeno ha una sua causa logica, ma quando un evento appare troppo assurdo è inutile cercarne cause specifiche, poiché molto probabilmente esso sarà causato da logiche generali ed onnivalenti: ed in un mondo interamente divenuto SOTTOCOSTO, dove tutto è a risparmio, ad iniziare dai multietnici equipaggi delle navi che, in un paese di gloriosa tradizione rivierasca come l’Italia, con migliaia di marinai VENEZIANI, GENOVESI, PISANI e AMALFITANI professionisti e disoccupati, sono costituiti da africani, asiatici, maghrebbini presi e assoldati chissà come e dove, e assolutamente incapaci ed immotivati a salvare gente con la quale neppure sanno comunicare, e che non potrebbero mai tutelare adeguatamente né con l’afflato proprio dell’investitura professionale, né con quello tipico del “compaesano che è sulla stessa barca“, preziose vite umane possono essere messe a rischio anche in pochi metri d’acqua e a poche bracciate dalla riva, in un mare calmo e chiuso.

Basti guardare una qualsiasi intervista a questi “naufraghi” (vien da piangere a chiamarli così..neanche si trattasse davvero del Titanic!), per rendersi conto del fatto che il vero dramma è stato proprio quello descritto: assenza totale di soccorso a bordo, e incapacità di collaborazione e comunicazione umane e professionali da parte dell’equipaggio.

http://social.tiscali.it/articoli/news/12/01/rs_concordia.html

Dunque, altro che scogli affioranti e capitani inesperti: l’errore umano è sempre contemplabile in natura! Mentre la pervicace volontà di creare una società sottocosto, arrabattata e mercantilizia come quella multietnica è la precisa quanto innaturale opera di CRIMINALI che si scopriranno presto anche STOLTI, quando su quella NAVE SOTTOCOSTO capiranno d’esserci saliti pure loro.

HELMUT LEFTBUSTER  – skeggia dvracrvxiana –

p.s. : la vicenda è in tragico, continuo svolgimento. Alleghiamo pertanto tale aggiornamento stampa da cui, comunque, si evince che il tema della “clandestinità” , dell’ IRREGOLARITA’ e del sottocosto incombe sempre dietro le responsabilità di  ogni sciagura…(una presunta clandestina dell’Est avrebbe “intrattenuto” il maldestro comandante durante gli accadimenti…)

http://www.leggo.it/news/cronaca/la_ragazza_moldava_non_registrata_era_con_schettino_e_giallo_foto/news/0/159682.shtml

Questa dipendente (?) della nave che parla (in un italiano stentato) a nome del capitano sta condannando a morte questa gente: lo farà consapevolmente, o inconsapevolmente?! Sarebbe opportuno scoprirlo, da un punto di vista processuale. Certo è che in pochi si sono soffermati su tale dettaglio, considerando quanto invece sia nota la diatriba circa le colpe dei sottoposti che eseguono ordini criminali. E forse sarebbe interessante anche verificare la correttezza del suo contratto d’assunzione e la sua retribuzione, considerando che senz’altro occupa il posto in una compagnia navale appartenente ad un “popolo di navigatori” che ora sono anche disoccupati…

http://www.ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2012/01/20/visualizza_new.html_47121950.html

Gli italiani non sono razzisti, sono stanchi (articolo tratto da QUELSI, originale riportato in link)

gennaio 15, 2012

http://www.questaelasinistraitaliana.org/2011/gli-italiani-non-sono-razzisti-sono-stanchi/

 

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tshirt Inserito da Qelsi 29 dic. 2011

Gli italiani non sono razzisti, sono stanchi

13 gennaio, Recanati: un albanese di 26 anni spara ad un connazionale 41enne all’interno di un bar, uccidendolo.
29 gennaio, Firenze: due cittadini romeni hanno assalito una vettura della Polizia, intervenuta per aiutare un loro connazionale. I poliziotti hanno riportato lesioni per dieci giorni, uno degli aggressori aveva  un coltello.
9 febbraio, Pistoia: rissa in carcere tra detenuti albanesi, ferito un agente di polizia penitenziaria.
12 febbraio, Bologna: due tunisini e una rom adescano tre studenti veneti, tra cui un minorenne, li portano in un capannone e li derubano dopo averli picchiati.
15 febbraio, Roma: romeno adesca turista statunitense, la porta nel parco di villa Borghese e la stupra dentro una vecchia cabina elettrica dismessa.
15 febbraio, Torino: in corso san Maurizio scoppia in piena notte un maxi-rissa tra cinesi, che si danno appuntamento con bottiglie di vetro e mazze da baseball. Arrestati in dieci.

16 febbraio, Teramo: agente di polizia penitenziaria aggredito in carcere da detenuto di etnia rom.

2 marzo, Firenze: un albanese di 28 anni aggredisce un passante e spara per strada con una pistola scacciacani.

3 Marzo, Rimini: rumeno arrestato per furto e aggressione. La Squadra Mobile ha fermato a Rimini un rumeno per rapina aggravata, in esecuzione di un’ ordinanza di custodia cautelare.

6 marzo, Savona: due albanesi vengono alle mani con due italiani all’interno del centro commerciale Ipercoop. Al termine della lite, uno dei due albanesi, ubriaco, aggredisce altre 4 persone.

21 marzo, Montebelluna (Tv): due albanesi aggrediscono e picchiano Mauro Maurin, vincitore del Gf 10.

9 aprile, Ventimiglia: 4 romeni ubriachi aggrediscono un giovane 20enne, il padre interviene a difenderlo ma viene ucciso dal branco a calci e pugni.

30 aprile, Roma: 6 filippini naturalizzati italiani violentano a turno una 17enne romana in una pineta, tenendola  in ostaggio tutta la notte.

3 maggio, Roma: un 38enne romano viene picchiato a sangue, morirà in ospedale il 17 giugno. Il 23 luglio sarà arrestato un 28enne albanese in Italia clandestinamente, cui la vittima faceva da prestanome: è uno degli autori del pestaggio.

19 maggio, Roma: un romeno bastona un pensionato di 86 anni che voleva difendere la sua bicicletta dal furto: la vittima è stata sottoposta ad un intervento chirurgico ad un occhio.

20 maggio, Fermo: due albanesi accoltellano un 32enne di Fermo, perforandogli un polmone. La vittima un mese dopo finirà in coma a causa di un brutto incidente stradale in circostanze poco chiare.

29 maggio, Nettuno (Roma): pirata della strada romeno investe e uccide bimbo 16enne in bicicletta.

29 maggio, Milano: al parco Sempione scoppia una rissa tra sudamericani e nordafricani, interviene un senegalese che viene colpito da una coltellata al fianco.

9 giugno, Milano: quattro nomadi, di cui due minorenni, fuggono in auto dopo una rapina, investendo ed uccidendo un 28enne italiano.

13 giugno, Roma: romeno 29enne, ubriaco alla guida, investe ed uccide un bosniaco di 28 anni.

14 giugno, Verona: detenuto magrebino con un manico di scopa aggredisce in carcere cinque agenti.

15 giugno, Varese: uomo aggredito da rumeno. Era nel bagno delle Corti – Brutale aggressione in centro città: il fatto si è verificato attorno alle 12.30 nella zona del centro commerciale Le Corti […] Si tratta di un quarantenne romeno pluripregiudicato per reati contro la persona e il patrimonio, già noto alle forze dell’ordine di Varese per l’abitudine di stazionare senza occupazione presso le stazioni ferroviarie cittadine e piazza Repubblica.

19 giugno, Bologna: detenuto extracomunitario rifiuta di farsi perquisire ed aggredisce due agenti, ferendoli.

20 giugno, Fano: 8 albanesi entrano in una villa di notte in cerca di gioielli. Non trovando nulla si accaniscono su marito, moglie e figlio presenti in casa, malmenandoli per due ore.

1 luglio, Savona: due albanesi, di 30 e 32 anni, assieme ad un 25enne savonese, provocano e picchiano cinque minorenni all’interno di un bar.

7 luglio, Ivrea: detenuto extracomunitario aggredisce a calci e pugni tre agenti di polizia penitenziaria.

17 luglio, Altamura: maxi-rissa con accoltellamenti tra quattro albanesi e due fratelli romeni.

19 luglio, Padova: rissa tra tunisini e nigeriani per il controllo dello spaccio, coinvolti in sessanta.

22 luglio, Varese: tre albanesi aggrediscono con pugni, calci e bottigliate due uomini italiani e due donne peruviane davanti ad un locale, ferendo gravemente all’addome uno dei due italiani.

23 luglio, Cuneo: ragazza invalida violentata da due marocchini. Incontro casuale in discoteca e poi abusi in una casa.  Violentata dal ‘branco’ dopo un incontro casuale in discoteca a Dogliani: la vittima e’ una ragazza piemontese di 20 anni, invalida civile al 46% per problemi di natura psichica. I presunti responsabili, operai di origine marocchina, immigrati regolari che vivono a Dogliani, sono stati arrestati dai Carabinieri per violenza di gruppo aggravata.

25 luglio, Cerreto Guidi (Fi): tre albanesi aggrediscono, rapinano e picchiano una coppia di fidanzati, stuprando la donna e rinchiudendo l’uomo nel bagagliaio dell’auto nella quale si erano appartati.

27 luglio, Torino: nordafricano aggredisce bambina di 11 anni per strapparle la collanina e prende a bottigliate la mamma che cerca di difenderla.

30 luglio, Parma: due tunisini picchiano e derubano nel parcheggio dell’ospedale Maggiore un cittadino bulgaro residente a Parma.

31 luglio, San Benedetto del Tronto: 6 albanesi aggrediscono due connazionali all’interno di una discoteca.

28 agosto, Carugate (Mi): due romeni 20enni stuprano un’italiana 40enne in una discarica.

3 settembre, Savona: due albanesi caricano in auto con la forza una ragazza russa, ex fidanzata di uno dei due. Quando lei riesce a liberarsi, con l’aiuto di due passanti, gli aggressori picchiano anche uno dei due soccorritori.

3 settembre, Alassio: marocchino di 30 anni insegue una giovane 21enne, la palpeggia, e, alla reazione della ragazza, la ferisce alla schiena con i cocci di una bottiglia.

5 settembre, Ragusa: due tunisini armati di una pala e un tubo di ferro picchiano e colpiscono ripetutamente al capo un romeno.

8 settembre,  Torre Pellice: 21enne romeno uccide a coltellate il rivale in amore e minaccia di morte l’ex fidanzata.

18 settembre, Bologna: rumeno ubriaco investe e uccide 21enne. È stato arrestato con l’accusa di omicidio colposo aggravato dall’aver guidato la vettura in stato di ebbrezza  un romeno di 27 anni che il giorno prima attorno alle 21 ha investito e ucciso, mentre era la volante di un’Alfa 156, un ciclista di 21 a Mordano, vicino ad Imola.

19 settembre, Rimini: due marocchini aggrediscono e rapinano un bagnino 64enne.

19 settembre, Viareggio: quattro aggressioni a catena con accoltellamenti nella stessa notte. Vittime e aggressori cittadini immigrati, movente la guerra tra bande di extracomunitari per il controllo della droga.

20 settembre, Treviso: due romeni avvicinano un giovane trevigiano, lo percuotono con calci e pugni e gli rubano portafoglio e cellulare. Alla vittima sarà riscontrata una grave emorragia cerebrale.

25 settembre, Vicenza: rissa e bottigliate tra nigeriani davanti ad un locale di Ponte Alto. All’arrivo della polizia, le volanti saranno accolte da lanci di bottiglia.

28 settembre, Sanremo: immigrato nordafricano aggredisce due agenti del Commissariato.

28 settembre, Roma: in zona pineta Sacchetti un 45enne ecuadoriano colpisce ripetutamente al volto con bottiglie di vetro un connazionale. All’arrivo dei Carabinieri, altri due ecuadoriani colpiscono con calci e pugni i militari.

28 settembre, Lecce: un 17enne viene picchiato da alcuni coetanei all’uscita della scuola, il 2 ottobre sarà arrestato un 16enne di origini albanesi identificato come uno degli aggressori.

29 settembre, Cammarata (Ag): romeno aggredisce selvaggiamente con un bastone di legno il custode di un’azienda agricola, rubando poi alcuni oggetti custoditi all’interno dell’azienda stessa.

6 ottobre, Formia: romeno residente in un campo rom alle porte di Napoli sequestra e violenta più volte una donna italiana: arrestato il 10 ottobre a Casoria (Na).

8 ottobre, Montesilvano (Pe): 4 romeni accoltellano di notte due albanesi fuori da un locale.

9 ottobre, Vallenoncello (Pn): maxi-rissa tra due fazioni di immigrati. Una decida di romeni da una parte e quattro albanesi dall’altra.

9 ottobre, Trofarello (To): Al casello autostradale un tir schiaccia un’auto contro il pullman su cui viaggiavano i giocatori del Toro, causando due morti e un ferito grave. A bordo del Tir cinque Rom: due di origine bosniaca saranno arrestati il 22 dicembre. Avevano rubato il Tir con 20mila bottiglie di vino, e non volevano pagare il pedaggio.

10 ottobre, Castelnovo Monti (Re): tre albanesi picchiano con calci e pugni un 44enne italiano davanti ad un bar della frazione Felina.

11 ottobre, Milano: ad una fermata del metro, algerino colpisce ripetutamente al volto un 51enne italiano e gli strappa di dosso la collanina.

20 ottobre, San Remo: due minorenni marocchini aggrediscono una donna 40enne.

23 ottobre, Potenza: in un bar scoppia una rissa tra due marocchini, uno dei due accoltella l’altro, uccidendolo.

24 ottobre, Treviso: 26enne colombiano stupra brutalmente una studentessa 20enne nei pressi della stazione.

25 ottobre, Roma: cinque giovani cinesi violentano una studentessa italiana di 21 anni.

27 ottobre, Pistoia: un 32enne albanese aggredisce e picchia il direttore della Caritas di Pistoia, davanti alla mensa Caritas.

27 ottobre, Lucca: in manette rumeno ubriaco, ha distrutto la casa della badante e aggredito i poliziotti. Arrestato un 21enne rumeno per aver perso il controllo, sotto gli effetti dell’alcool, in un’abitazione in zona San Marco, distruggendo mobilia e suppellettili e aggredendo i poliziotti giunti sul posto.

28 ottobre, Trieste: detenuto tunisino minaccia agente con una lametta, lo aggredisce e lo malmena.

30 ottobre, Vibo Valentia: due romeni assaltano una stazione dei carabinieri, aggredendo alcuni militari.

5 novembre, Reggio Emilia: magrebino aggredisce e accoltella ad una spalla un georgiano clandestino.

6 novembre, Taranto: giostraio romeno 30enne arrestato per stupro e molestie nei confronti di una connazionale 12enne.

6 novembre, Firenze: 4 albanesi ubriachi aggrediscono e picchiano un 19enne, figlio di un consigliere comunale. Intervengono due amici dell’aggredito, e sono botte pure per loro.

8 novembre, Ortona: preso il rumeno che aggredì a calci e pugni il gestore di un bar di Ortona, la sera del 23 ottobre. Si tratta di un 37enne rumeno residente a Orsogna. In quella circostanza, l’aggressore colpì alle spalle la vittima poco prima della chiusura, mentre l’uomo si accingeva alle pulizie di fine giornata, e portò via l’incasso giornaliero di 200 euro.

12 novembre, Codogno: barista aggredito, marocchino gli lancia bicicletta. Il gestore di un bar della città si è rifiutato di dare da bere ad un uomo perchè aveva già bevuto molto ed era ubriaco. E quando ha iniziato anche a diventare molesto, si è messo ad urlare e ha lanciato addosso al barista e ad altre persone presenti un’arma insolita: una bicicletta. Sono stati allertati i Carabinieri, che con non poca fatica, sono riusciti a bloccare l’individuo. Si tratta di un marocchino 30enne, irregolare in Italia, arrestato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

14 novembre, Lucca: tre marocchini aggrediscono e feriscono gravemente due connazionali.

16 novembre, San Remo: botte tra marocchino clandestino e moldavo clandestino in pieno centro.

17 novembre, Roma: uccise e bruciò due persone: arrestato un 30enne romeno. Nel luglio scorso il titolare di una falegnameria, Bruno Lanna e un suo amico di vecchia data, Mario Mattozzi, vennero trovati morti: i loro corpi dati alla fiamme e con segni riconducibili a colpi di ascia sulla testa. I carabinieri di Frascati, alle porte di Roma, hanno arrestato un cittadino romeno di 30 anni, ritenuto responsabile del duplice omicidio, avvenuto ad Artena, alle porte di Roma. Si tratta di un ex dipendente della falegnameria. L’uomo dopo aver commesso il delitto si era nascosto in Romania.

19 novembre, Firenze: in piazza Santo Spirito scoppia una rissa tra spacciatori nordafricani, che si prendono a bottigliate. Ad avere la peggio un 25enne tunisino che resta a terra ferito gravemente.

21 novembre, Brescia: marocchino arrestato per aggressione e stupro. E’ stato arrestato  il marocchino di 24 anni che a Rovato in Provincia di Brescia ha aggredito una coppia di ragazzi violentando poi la donna.

21 novembre, Milano: dipendente Atm aggredito in stazione da un immigrato. Si accascia: infarto. Ricoverato in arresto cardiaco. Si è sentito male due-tre minuti dopo il colpo. L’aggressore è un senegalese 18enne.

22 novembre, Legnano: un albanese di 30 anni picchia selvaggiamente una prostituta, rubandole 20 euro.

24 novembre, Messina: tre romeni aggrediscono un albanese in piazza Messina, ferendolo in testa con una bottiglia.

25 novembre, Treviso: giovane preso a calci e rapinato Arrestati i due aggressori romeni. Due romeni sono stati arrestati dai Carabinieri di Treviso per la violenta aggressione ad un giovane, 25 anni, di Meduna di Livenza.

25 novembre, Roma: in piazzale Prenestino un minorenne tunisino e un libico di 28 anni, entrambi clandestini, aggrediscono un 20enne nato a Cagliari ma di origini egiziane, uccidendolo con coltellate ad addome, schiena e torace.

27 novembre, Ferrara: quattro tunisini armati di catene aggrediscono e derubano tre connazionali.

27 novembre, Genova: extracomunitario ubriaco colpisce in testa una 16enne italiana con una bottiglia di vetro.

28 novembre, Alassio: pestaggio tra albanesi in piazza del Popolo.

28 novembre, Milano: marocchino accoltella ed uccide un connazionale.

28 novembre, Vasto: due giovani romeni, residenti da tempo a Vasto, aggrediscono con un bastone un connazionale.

29 novembre, Martinengo (Bg): rissa tra tre marocchini, uno dei tre perderà un occhio.

1 dicembre, Reggio Calabria: marocchino ubriaco si fa curare al Pronto Soccorso dicendo di essere stato investito da un’auto, ma durante la visita va in escandescenze e malmena brutalmente due medici.

2 dicembre, Cinisello Balsamo: un tunisino è arrestato per aver rubato lo scooter ad un operaio italiano. L’uomo aveva agito con complici, colpendo più volte la vittima prima di fuggire con il bottino.

4 dicembre, San Remo: 33enne romeno picchia selvaggiamente un connazionale che sarà ricoverato in prognosi riservata.

4 dicembre, Torino: rissa tra spacciatori africani e residenti del quartiere italiani che cercavano di allontanarli.

7 dicembre, Rimini: ubriaco tunisino aggredisce e molesta scommettitori all’interno di un punto Snai, e all’arrivo dei carabinieri si scaglia contro di loro.

11 dicembre, Venezia: albanese di 48 anni avvicina in stazione una donna, ferendola al fianco con un coltello a serramanico.

13 dicembre, Reggio Emilia: due tunisini aggrediti e accoltellati da alcuni connazionali.

14 dicembre, Santa Croce sull’Arno (Pi): 3 albanesi aggrediscono un loro connazionale con bastoni, calci e pugni.

15 dicembre, Novi Ligure: due marocchini e un albanese picchiano e accoltellano un tunisino, uccidendolo, nei pressi della stazione ferroviaria.

15 dicembre, Trieste: due senzatetto polacchi aggrediscono e rapinano un violinista 89enne residente in provincia di Trento, colpendolo con un pugno. La vittima muore il 19 dicembre.

17 dicembre, Reggio Emilia: detenuto di origine magrebina aggredisce in carcere un agente, ferendolo con una lametta.

17 dicembre, Biella: detenuto albanese aggredisce un sovrintendente di polizia in carcere.

18 dicembre, Civitanova Marche: Ambulanti abusivi extracomunitari aggrediscono vigili urbani durante un controllo, mandandone tre all’ospedale. La più grave una donna, colpita al volto da un pugno.

19 dicembre, Pisa: cinque tunisini inseguono in piazza Garibaldi, armati di coltelli, un cittadino palestinese. Aggressione sventata dalle forze dell’ordine.

20 dicembre, Bologna: tunisino senza patente cerca d’investire poliziotto e sferra pugni agli agenti. Alla vista di una volante, un tunisino di 39 anni in sella ad uno scooter ha accelerato zigzagando nel traffico di Bologna. Ha perso il controllo del mezzo, è caduto. Poi è risalito e, dopo aver tentato di investire un poliziotto, ha sferrato calci e pugni agli agenti prima di essere arrestato.

20 dicembre, Casoria: notte da incubo per una famiglia composta da madre, padre e figlia. Bastonati, imbavagliati e rapinati in casa da romeni. Sono stati sorpresi nel sonno, picchiati con bastoni e minacciati con le pistole. E ancora colpiti con pesanti ceppi di legna, legati mani e piedi con il nastro adesivo, imbavagliati e tenuti con la canna della pistola puntata alla tempia.

21 dicembre, Faenza: marocchino di 21 anni violenta in strada in pieno centro una ragazza di 22, in una cabina telefonica.

21 dicembre, Perugia: marocchino 36enne prende a bottigliate e colpisce con una coltellata al fianco la moglie incinta, sospettata di avere una relazione con un italiano.

22 dicembre, Bologna: arrestato un 16enne bosniaco, “capetto” di una baby-gang che a metà settembre aveva aggredito e picchiato un 14enne.

22 dicembre, Genova: marocchino di 38 anni, con precedenti penali ed espulsione a carico, aggredisce connazionale con una lametta da barba, ferendolo al collo.

24 dicembre, Milano: la sera della vigilia di Natale un pensionato milanese 83enne viene rapinato e picchiato nell’androne di casa da tre giovani Rom. Finirà all’ospedale.

25 dicembre, Milano: tunisino accoltella all’addome la moglie, italiana 35enne.

E questa è solo una piccola parte di un lunghissimo elenco di crimini compiuti da immigrati nel nostro Paese solo in questo 2011.
Gli italiani non sono razzisti, sono solo stanchi…stanchi di vedere immigrati che nelle graduatorie hanno la priorità su di loro, sono stanchi di non essere padroni di appendere un crocifisso nelle scuole dei propri figli per non mancare di rispetto ai compagni musulmani, sono stanchi di sentirsi dire che dobbiamo fare il possibile per integrare gli immigrati, quando dovrebbero essere loro a fare il possibile per integrarsi.
Gli italiani non sono razzisti, ma esistono i folli… perchè se un musulmano fa una strage di cristiani è un folle, mentre se accade il contrario è un razzista? I pazzi esistono ovunque e quindi non mettiamoci sempre di mezzo il razzismo…

Cercavo una frase adatta per concludere questo articolo, come sempre mi viene in aiuto qualcuno che purtroppo non c’è più..

E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.
Oriana Fallaci

LA LEPRE E IL CONIGLIO – crestomazia dvracrvxiana –

gennaio 14, 2012

Un giorno la Lepre incontra il Coniglio e gli dice:

<<ho una fame insopportabile!>>

Il Coniglio le risponde:

<<io invece ho la pancia piena!>>

Allora la Lepre chiede al Coniglio:

<<hai moglie? Hai figli?>>

E costui risponde:

<<mia moglie fu venduta ieri al mercato, e i miei figli servirono di pasto al padrone..>>

E così la Lepre disse al Coniglio:

<<ciao ciao, Coniglio, preferisco il patir la fame, ma continuare a godere della libertà dei miei boschi!>>.

(favola popolare piemontese, probabile rivisitazione di precedenti novelle da Esopo e Fedro)

ORTOLANO FURIOSO – Aristocrazia Dvracrvxiana –

Appendice di HELMUT LEFTBUSTER:

Come non considerare tale saggezza popolare un invito a sguisciare via da sotto il tallone globalizzatore di chi, suggestionandoci e lusingandoci con miraggi di vita facile e confortevole, intende in realtà indebolire i nostri corpi, fiaccare la nostra volontà, schiavizzare la nostra dignità di Figli del Nostro Sangue, riducendoci a multietnici numeri pasciuti di grasso e tecnologia, ma vuoti di anima e di identità.

Libertà e bellezza identitarie vanno difese con quel sano, patrio Diritto (e buon senso..) che mai nessuno pseudolegislatore mondialista potrà sopprimere, né spiritualmente, né giuridicamente; ma dobbiamo batterci tutti, quotidianamente ed in prima persona, attraverso precise condotte estetiche, mercantilizie e civiche, affinché tale precetto naturale acquisisca, attraverso tale improrogabile impegno, anche VITALITA’ EFFETTUALE.

– Aristocrazia Dvracrvxiana –