Circa QUELLE LIBERALIZZAZIONI CHE UN TEMPO ERANO IL DIAVOLO ED ORA SONO l’ACQUA SANTA (sì, compresa “quell’acqua” del referendum con cui le sinistre hanno intortato il popolo solo qualche mese fa’…)

Che l’”anti-italianità” sia oramai un fattore epidemiologico è fuor di dubbio; ma il vero pericolo è che il mondialismo, con tale fattore, possa farci affari: e ciò sta avvenendo attraverso l’abile mercanteggiare di certi professori furbetti che, con l’alibi del curarci da una misteriosa “crisi finanziaria“, stanno lavorando ad affossare il nostro paese incancrenendolo dal di dentro, visto che dal di fuori si era rivelato essere più tosto del previsto rispetto agli assalti della globalizzazione.

Ebbene tale masnada di imbroglioni e traditori del Popolo hanno trovato l’alleato ideale per realizzare il loro mercimonioso progetto di “mondialismo finanziario“: il “mondialismo ideologico“, ossia la maniacale ideologia pan-collettivista giacobino-sessantottino-sinistrorsa, ancora piuttosto in voga (seppur in evidente crisi di vocazioni) presso i nostri lidi.

E così, in un tale clima di andazzo  cosmopolitista e globalizzatore, le LIBERALIZZAZIONI, un tempo viste a sinistra come il demonio “liberal“ che voleva papparsi a piene mascelle “il sociale“ e le sue faticose conquiste di decenni di lotte operaie e contadine, acquisiscono magicamente tutt’altro sapore nel momento in cui divengono strumento di emancipazione per mandrie di “irregolari“ (così menzionati in base alla legge attuale) di qualsiasi provenienza: quegli irregolari, ipso facto facilmente deregolamentabili, che sono il sale del progetto multiculturalista, che è a sua volta alla base di quello mondialista (un popolo unico, indifferenziato, senza ruvide identità né scomode origini diversificate, messo a pascolare senza pretese in un mondo in cui spazio e qualità di vita divengano inevitabilmente scadenti per tutti).

Dunque, se è vero come è vero che il progetto mondialista – sia nella sua componente finanziaria, che in quella ideologica – punta sugli “irregolari” come “esercito della salvezza”, i suoi fautori debbono fare di tutto per accelerarne l’approdo alle leve della cittadinanza: e per fare fronte alle ovvie,  prevedibili e previste resistenze dei contribuenti, (puntualmente bandite ad hoc come “xenofobe”), si è scatenata una lotta contro il tempo ove tutti i provvedimenti sembrano tesi a fornire corsie preferenziali per i “nuovi italiani sottocosto“: creazione improvvisata di un “ministero dell’integrazione”, abolizione dello Jus Sanguinis, cittadinanza breve, provvedimento svuota-carceri, riduzione degli oneri di soggiorno, proposta di abolizione delle bocciature nelle scuole (vedi O.C.S.E.), concessione delle case popolari secondo parametri reddituali più facili da dimostrare per chi lavora in nero, e ora anche quelle liberalizzazioni che consentano a chi si vuole improvvisare dal nulla qualsiasi cosa (tassista, negoziante, parrucchiere, ..persino notaio), di poterlo fare sic et simpliciter, abbattendo i salarii degli italiani e falcidiando definitivamente la loro economia. Infondo fa comodo un po’ a tutti trovare negozietti “etnici” aperti a tutte le ore del giorno e della notte, paccottiglia venefica che costi però 1/5 di quella originale, persino generi alimentari di infimo livello che però, con la crisi, possano “risolvere” la giornata alla spicciolata a quanti si vedono depauperare dalla “crisi“ ogni giorno di più; e più la crisi morde, più è difficile mettersi a fare i “puristi”…

Così il nostro popolo, man mano, avvelenato, malmenato, derubato, vessato, bloccato, braccato, SOSTITUITO, si addormenterà nel sonno, abituandosi all’idea di “finire”, e magari ringraziando pure questi grandi statisti che, almeno, non lo hanno fatto sbranare nei circhi dei “nuovi ricchi del mondo”, ma lo hanno semplicemente eutanasizzato.

Paradossi e iperboli esagerati?! Ragioniamoci come farebbero dei bambini duri e puri: forse che l’italiano di qualsiasi età, che nella sua vita ha sempre fatto il macellaio, l’idraulico, il medico, o il panettiere, oggi, con la crisi, si metterebbe improvvisamente a cambiare mestiere per fare il tassinaro, il calciatore o l‘avvocato, così da usufruire dell’auspicata fluidificazione del mercato del lavoro?? Voi lo fareste? O piuttosto, nonostante la crisi, continuereste a fare, bene o male, il medesimo mestiere di sempre e per il quale avete da sempre appreso, sudato e sul quale avete negli anni investito la vostra professionalità?! Quindi a chi gioverebbero queste beate e beote liberalizzazioni se non a dei “nuovi arrivi“ attraverso l’inevitabile abbattimento delle barriere corporative e salariali nelle varie categorie professionali, così da spalancarle a quei “nuovi” lavoratori che di “nuovo” offrono soprattutto quel criminale sottocosto che ci sta affamando tutti e che sta imbruttendo il paese, le sue professionalità e la sua dignità?!

Nessuno di noi avrebbe alcun vantaggio nel vedersi abbassare la capacità salariale, se non chi ha ben poco da perdere ad improvvisarsi ciò che altrimenti non sarebbe mai stato, come, ad esempio, il lavoratore “multiuso” clandestino; così da costringerci tutti a scendere al suo stesso infimo livello, salvo il morire di fame scavalcati NON da chi fosse più bravo di noi, ma da chi, semplicemente, sarebbe disposto a fare lo stesso lavoro, peggio, ma a prezzo più basso.

Ed ecco la doppia convenienza per i potentati economico-industriali, ed al contempo per gli immigrazionisti: una marea di lavoratori irregolari e a basso costo capaci di guidare taxi, tenere aperti negozi, offrire servizi senza più alcuna tariffa minima né tutele, e senza necessità di quelle “tediose” garanzie sociali (sicurezza, certezza del posto di lavoro, protezioni sindacali) per le quali tanti sindacalisti, politici, e lavoratori han dato l‘esistenza e, talvolta, la vita.

E sarebbe così garantito, da un lato, il massimo profitto ai mondialisti-imprenditori per l’ottimizzazione dello sfruttamento produttivo, e, dall’altro, ai “mondialisti per passione” nella realizzazione della loro agognata società multietnica, senza confini, senza documenti, senza identità, e..senza sonno, visto che le nostre città sono oramai delle batterie di polli a luci, movimento e starnazzamento attivati h.24.

Altro che “liberalizzazioni: questo è esser liberi di esser POLLI; e la colossale presa per il culo della sinistra col referendum contro la “privatizzazione dell’Acqua”, nella primavera 2011, bollato ora dall’attuale governo come un impiccio legislativo da aggirare, è la dimostrazione di quanto siano screanzate le sinistre e opportunista la politica tutta.

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana –

L’unico modo di RESISTERE al “Pensiero Unico di regime”, troppo spesso sdoganato come “Pensiero comune”, è tenere la testa accesa e sul collo; ecco perché i giacobini le tagliavano!

Annunci

2 Risposte to “Circa QUELLE LIBERALIZZAZIONI CHE UN TEMPO ERANO IL DIAVOLO ED ORA SONO l’ACQUA SANTA (sì, compresa “quell’acqua” del referendum con cui le sinistre hanno intortato il popolo solo qualche mese fa’…)”

  1. stefania Says:

    Bravi!
    ma rimane tutto limitato a internet, di fatto abbiamo le mani legate.
    concretamente cosa si può fare?
    Saluti.

    • aristocraziadvracrvxiana Says:

      Vero, la situazione è disperante. Ma il mercantilismo di quest’epoca, e di tale malcostume antiitaliano, può essere battuto con le sue stesse armi: la spesa, i comportamenti civici, il riappropriarci di prodotti, letteratura e canoni estetici d’appartenenza , ognuno, nel proprio quotidiano. Sarà moltissimo. Non disperiamo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: