Archive for febbraio 2012

E PERCHE’ NON L’ITALIA? di Ille Doctor Luminis

febbraio 28, 2012

C’è chi si sente schiavo del presente, c’è chi è vittima del passato e chi pende dalle labbra del futuro. L’essere umano ha tanti limiti, uno dei quali è questo: pochi riescono ad ottenere una coscienza storica pulita da tendenze eccessivamente passatiste, contemporaneiste e futuriste.

Osiamo entrare a far parte di quella ristretta percentuale di persone che c’è riuscita, ci riesce, ci riuscirà: proviamo a vederci come somma di fattori passati e fattore per somme future, nonchè come risultato compiuto ma parziale.

Oggi ricordiamo le glorie del passato, sottolineiamo la decadenza del presente, temiamo il collasso del futuro. Tutto giusto, anche se parziale. Sarebbe d’uomo espandere i ragionamenti agli errori passati, alle conquiste presenti e a quelle future, e così via.

Alla luce di tutto ciò, possiamo finalmente chiederci il senso di questi anni, partendo dal particolare (il governo Monti) ed arrivando al generale (lo scontro di civiltà come conseguenza della globalizzazione socio-economica). Ma per far ciò occorre un punto di vista, ed io voglio scegliere quello dell’Italia. Scelgo l’Italia politica, l’italia geografica e l’italia storica come origini spaziotemporali del sistema che sto descrivendo, perchè – a scanso di equivoci – siamo stati origine e continuiamo ad esserlo, nonostante le manie di protagonismo di molti popoli attuali.

Come fa l’Italia a non essere protagonista in un Occidente in cui gran parte delle persone parla in inglese, una lingua lessicalmente figlia del latino, mentre la restante parte parla una lingua romanza, derivata direttamente dalla lingua di Cesare? Come fa l’italia a non essere protagonista quando la quasi assoluta maggioranza delle istituzioni politiche in uso sono state descritte, sistemate e codificate in età romana? Come fa l’italia a non essere il centro dei nostri discorsi quando per secoli si è parlato di crisi solo nei momenti in cui Roma (o la sua idea platonica) era in pericolo? Come fa l’italia a non essere protagonista in un occidente dove si scrive con caratteri latini? Come fa l’italia a non essere protagonista di un occidente in prevalenza ancora cristiano – checchè si dica – quando Roma funge ancora da Città Eterna, oltre che da Caput mundi? Amici, i risultati non mentono.

I materialisti avranno da ridire a questo punto: l’italia potrà essere stata anche la regina della cultura, ma è sempre stata politicamente divisa ed economicamente instabile. Rispondiamo subito: l’eterna divisione italica è stata sempre dovuta all’incredibile culto della libertà, che rendeva difficile ogni trasformazione dell soggetto politico ad oggetto politico, suddito e/o schiavo dei grandi imperi d’oriente. Siamo stati capaci di unirci nel momento in cui abbiamo avvertito la necessità politica di tale unione, in un mondo in cui micro-etnie geopolitiche ed amministrazioni locali non potevano conservare una forza politica tale da preservare le tradizioni. La crescita politica di questo Paese continua ad essere un baluardo della libertà occidentale. Baluardo imperfetto, perchè nulla a questo mondo è immune dal difetto. Ciò nonostante, intrisi anche di tratti grotteschi, continuamo ad essere rappresentazione vivente di una libertà forgiata dai classici, preservata dal medioevo, istituzionalizzata nell’età moderna ed ereditata dai contemporanei, più o meno meritatamente.

E l’economia? Forse dimentichiamo che l’economia monetaria moderna nasce in fiere e mercati siti tra il sud della francia la nostra penisola? Forse dimentichiamo che il comune, la rinascita urbana dell’antica civitas, trova in italia il suo massimo rigoglio?

Abbiamo dato origine a tutto, amici cari, ed oggi vogliamo svenderci a progetti esteri: al mondo islamico, come se quest’ultimo fosse un universo di apertura mentale e confronto (nonostante abbiamo davanti agli occhi prove assolutamente inequivocabili); all’americanismo, come se gli stati uniti avessero inventato tutte le meraviglie politiche forgiate da noi (e da questi solo fraintese e storpiate); ai vari progetti neoimperiali esterofili, inneggianti ad una eurasia imperniata sulla Terza Roma, ignorante della prima, unica, vera, eterna Urbe.

Come facciamo a dare un senso alla nostra epoca nella nostra cività se rinunciamo al nostro punto vi dista? Come facciamo a dirigere una famiglia in cui siamo padri senza esercitare la nostra potestas di pater familias?

Perchè cercare punti di vista assurdi, ridicoli e fin troppo fantasiosi? Perchè non ricordarci chi siamo?

E perchè non l’Italia?

L’ortodossia di questo scritto mi fa ricordare quanta eterodossia ci sia in giro: eresia spacciata per vera fede da chi si è venduto e difende il nuovo padrone con lo stesso impeto con cui, una volta, difendeva la propria autonomia. Cazzo.

ILLE DOCTOR LUMINIS  – Aristocrazia Dvracrvxiana –

ASSEDIO DI AMBULANTI CHE ELARGISCONO VENEFICA MERCE AI BAMBINI

febbraio 27, 2012

Quando il cinismo e la spietatezza frutto di un oramai acclarato sottosviluppo etico e culturale si scagliano vigliaccamente contro le componenti più indifese d’una società che fatica a difendersi anche là dove potrebbe, resta evidente che il segno è stato passato, e che la protesta civile non può più soggiacere alle nefaste regole del politicamente corretto in guanti bianchi che da anni imbavaglia il più logico dissenso verso tanta, criminale dissennatezza…

HELMUT LEFTBUSTER

———————————–

Articolo originale pubblicato su “Leggo” e relativo link:

http://www.leggo.it/roma/bianca/roma_a_villa_pamphili_giochi_fuorilegge_venduti_da_ambulanti_e_allarme/notizie/167756.shtml

Lunedì 27 Febbraio 2012 – 08:23
di Franco Pasqualetti

ROMA – Un assedio. A villa Pamphili comandano gli ambulanti. Complice la giornata primaverile, ieri nell’area verde, tra le più frequentate della Capitale, c’erano più di trenta abusivi pronti a vendere centinaia di giocattoli rigorosamente made in China.
Ecco allora che a ridosso di scivoli, altalene e giostrine dominavano la scena i banchi di fortuna: dai palloni ai peluches, passando per bambolotti, robot parlanti e macchinine telecomandate. Giochi potenzialmente pericolosi, vista l’assenza del marchio di conformità agli standard di sicurezza della Comunità europea, che però invogliano non poco i bimbi. Nessuno, però, controlla. Eppure all’interno della villa – ieri mattina, nei pressi di via Vitellia – sono passati persino i nuclei a cavallo della Polizia. Impossibile non vedere i vù giocà: alcuni di loro esponevano i vari spiderman, titti e topolino gonfiabili tra un albero e l’altro, stendendoli a mo’ di bucato al sole. «Ogni volta che spunta il sole – dice Gianluca, con due pargoli al seguito – è così. E puntualmente sono costretto a litigare con i miei figli che vorrebbero questo o quel giocattolo. I vigili? Personalmente non li ho mai visti». Ma sono in molti a non essersi mai accorti della presenza della Municipale: «Non mi danno fastidio – spiega Lorella, altra habituè della storica Villa – ma in una città che vuol fare della lotta all’abusivismo il suo cavallo di battaglia credo che questo esercito di ambulanti stoni parecchio». C’è poi anche il risvolto economico: «Volevo comprare un pallone da calcio – racconta Daniele, un altro papà – un classico Supertele, nulla di eccezionale, mi hanno chiesto 15 euro. Decisamente troppo, ma in certi frangenti è difficile dire no a un bambino che piange».
E che dire del decoro: verso l’ora di pranzo, quando le famiglie tornano a casa, se ne vanno anche i venditori, lasciando a terra un’enorme a distesa di cartoni e buste di plastica.

(dal quotidiano “Leggo” del 27 feb 2012 – riprod.riservata)

AFORISMI DVRACRVXIANI

febbraio 26, 2012

DIFFERENZA FRA GODIMENTO EPICUREO e CONSUMISMO PROGRESSISTA

Quando uno gode comprando, spende. Quando uno compra e continua a non sentir nulla, consuma. Corretta definizione del consumismo: gente che compra forsennatamente come se si divertisse, ma in realtà non si diverte.

Parola di spendaccione.

ILLE DOCTOR LUMINIS

—————————————————————————–

Negli anni ’70-80 si avevano idee diverse ma si dialogava. Oggi, 2012 d.C.) o siamo tutti progressisti o siamo malati mentali. Abbiamo una classe intellettuale che va gridando “open your mind” ma va praticando l'”open your ass”!

ILLE DOCTOR LUMINIS

—————————————————————————

DAMMI 2 PAROLE: “AGGREDISCE” e “CONTROLLORE”.

febbraio 26, 2012

(DA RICERCA GOOGLE del 26 2 2012: <<Aggredisce il controllore che gli chiede il biglietto «Sei un razzista di m…» – Cronaca – il Tirreno
Protagonista un giovane di origini nigeriane a bordo di un autobus Atl. L’autista ha fatto scendere tutti i passeggeri e per riportare la situazione alla calma e dovuta intervenire la polizia…>>

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2012/02/25/news/aggredisce-il-controllore-che-gli-chiede-il-biglietto-sei-un-razzista-di-m-1.3221408

<<Tensione in treno: donna aggredisce controllore – Cronaca – La Provincia di Sondrio
Morbegno – E’ stato necessario l’intervento dei carabinieri della caserma di Morbegno ieri l’altro su un convoglio in viaggio lungo linea ferroviaria Lecco-Tirano. A bordo del treno si trovava una …>>

http://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Cronaca/261288_tensione_in_treno_donna_aggredisce_controllore/

Internet, nel bene o nel male, è un’inconsapevole grande arma di verità statistica, non foss’altro che perché funziona algoritmicamente: e gli algoritmi seguono la logica, non l’ideologia.

Dunque, in culo ai caritatevoli benpensanti immigrazionisti sempre pronti a dire “eh, ma delinquono anche gli italiani”, oppure “il multiculturalismo è una grande opportunità per tutti”, basta opporre un’operazione semplicissima: digitare su un qualsiasi motore di ricerca due parole chiave, di per se stesse asettiche, come quelle “aggredisce” e “controllore” (ed è solo un esempio delle tante che si possono scegliere). Vi pioverà dallo schermo una infinita lista di fattacci più o meno cruenti, in ogni caso tutti ingiusti, illeciti, vigliacchi, violenti e maleodoranti che avranno per protagonisti coloro che l’algoritmo di google riterrà maggioritariì, senza che nessuno debba affannarsi a cercare verità di parte.

A quel punto basterà saper contare fino a 10 per capire se il multiculturalismo (parola pericolosamente non più sottolineata in rosso dal correttore automatico di word) fa bene o fa male.

HELMUT LEFTBUSTER

p.s. : provate anche le parole “imprenditore” e “suicida” , oppure quelle “accoltellati” e “anziani”, “rubano” “alcolici”  e i risultati saranno altrettanto chiari…

OMBRELLI DA PIOGGIA A 5 EURO DA UN NORMALE TABACCAIO ITALIANO

febbraio 26, 2012

Lo abbiamo ripetuto più volte: a nessuno di noi piacerebbe svegliarsi una mattina e trovare qualcun altro a fare il nostro lavoro sottocosto. Ugualmente, da acquirenti e consumatori, non dobbiamo cedere alla tentazione di voler risparmiare oltre il plausibile, considerando che quanto spendiamo è il giusto guadagno dei professionisti dai quali – fiduciariamente – acquistiamo i nostri beni di consumo, partendo dai più preziosi (il cibo) ai più voluttuarii; mentre quello che “risparmiamo” acquistando merce sottocosto è puro foraggio a chi ci sta affamando.

Quindi, se non vogliamo foraggiare più o meno inconsapevolmente prodotti stranieri e amenità etniche, di fatto i reali forieri del nostro impoverimento in un mercato sconcorrenziale come quello globalizzato, è vitale fare attenzione da chi si compra e da dove proviene la merce. E a tal proposito vanno sfatati alcuni luoghi comuni, fra i quali quello secondo cui non si troverebbero più gli ombrellini da pioggia se non acquistandoli dagli ambulanti che ti assediano alle uscite della metropolitana non appena prende a diluviare.
Ebbene sappiate invece che li troverete tranquillamente anche nelle tabaccherie alla modica cifra di 5 euro l‘uno (..quindi il medesimo prezzo che vi farebbero – esentasse – i clandestini..). Ne ho comprati due solo qualche giorno fa, quindi parlo per esperienza vissuta. Non giurerei che siano fabbricati in Italia, ma quantomeno li ho acquistati da un regolare negoziante italiano, e almeno la metà del danno è evitato.

I luoghi comuni e la stanchezza di cercare soluzioni alternative a quelle imboccateci dalla globalizzazione sono l’arma più efficace della propaganda mondialista: sfatiamoli semplicemente con l’impeto, la creatività e la libera iniziativa: talvolta basta chiedere per riuscire a trovare un prodotto nel luogo in cui – oramai purtroppo – meno ci si aspetterebbe di trovarlo: il negozio italiano ove lo abbiamo sempre comprato!

PYTTRICE SANDRA e HELMUT LEFTBUSTER

PRODOTTI IDENTITARII DI ITALICA PROVENIENZA E FATTURA DVRACRVXIANAMENTE CERTIFICATE

febbraio 24, 2012

Questa lista di prodotti (prevalentemente alimentari, ma non solo), unitamente alla nostra guida agli esercenti dvracrvxianamente approvati (ristoratori, bar, negozi di alimentari), saprà suggerire un approvvigionamento di generi di prima, seconda, ma anche, perché no, terza necessità, presso produttori, coltivatori, aziende, e privati di certificata genuinità nazionale.

Inutile i benpensanti internazionalisti storcano la bocca innanzi a tale descrizione: oramai il vessillo dell’ “autarchia” nazionale del prodotto campeggia persino su marche di carta igienica per invogliarne l’acquisto, segno che la gente è stufa di vedersi capovolgere qualsiasi valore di prelazione inneggiante al  “proprio” e al “nostrano”, e di vedere l’economia dei propri Padri e del proprio Territorio asservita al dogma dell’indistinzione mondialista.

E’ giunto il momento di finirla con l’immane ipocrisia di un sistema che un’ora parla di competitività dell’Italia in campo internazionale, e l’ora dopo squalifica il nazionalismo commerciale censurandolo come “retrivo” ,  “campanilista” e “populista”.

Come potrebbe mai esserci resurrezione economica di casa propria senza investire i soldi in casa propria ?! Come può esserci AMORE per il mondo, senza saperne provare per il PROPRIO MONDO ?!

Ebbene, in un “mercato libero” come quello, orrendo, creato dai fautori del consumismo globalista e transnazionale, di buono c’è solo il posto per la libertà di libere scelte dei prodotti: e allora, Amici, sentitevi liberi di optare per questi..e per tutti quelli che, frutto dell’onesto lavoro di nostri concittadini per bene, vorrete indicarci e suggerirci al fine di riuscire comunitariamente a convogliare le giuste risorse là dove son meritare e… sero venientibus ossa !

(i prodotti sono citati in ordine sparso e senza logica tematica di sorta, ma vale la pena scandagliarne bellezza e bontà…con questi andate tranquilli e non esitate a contattare i produttori anche per ordinazioni a distanza)

– DOLCIARIA: “Amaretti del nonno al Cappuccino” , prodotto italiano, specialità dolciarie Martini di Franco Martini, via Rogno 1 , Clavesana (Cn), tel 0173 790113

– CERAMICA : “Le Ceramiche di Albissola” , tradizione artigianale con cui poter abbellire il proprio ambiente. Non accontentiamoci di cio’ che passa il “convento globalizzatorio”, la Tradizione vive in tanti artigiani di buona volontà e pregio stilistico immutato nei secoli…

http://www.gmazzotti1903.it/la_tradizione_artigianale.html

 

– PIETRA SU PIETRA ARTE SU ARTE : percorsi di valorizzazione della TRADIZIONE ARTIGIANALE RURALE e MONTANA del CUNEESE. Trovate tutto su http://www.blugenziana.it

– CALZATURE : “Il Mondo Delle Scarpe” negozio con distribuzione “on line” di calzature prodotte in Italia.
Tel Tel. & Fax +39.030.9362573
info@ilmondodellescarpe.it

http://shop.ilmondodellescarpe.it/shop/pc/viewcategories.asp

——————————–

“Alicecucina” : canale you tube dispensatore di ricette culinarie di comprovata e pratica italianità, ad iniziare dal come fare il lievito madre…


——————————————–

ENOLOGIA e CANTINA: un link interessante..

http://www.cantinasocialempc.com/

————————————————

TESSILE : “Carnica Arte Tessile – I Tessuti Della Tradizione” , tessitura Jacquard, Via Nazionale 14, Villa Santina (Ud), tel 0433/74129.  Fabbrica manifatturiera erede delle tradizioni tessili Carnico-Friulane che produce una ricca gamma di tessuti di biancheria per la casa e per l’arredamento.

——————————————————————–

ARTIGIANATO DEL LEGNO (Piemonte)

Andrea Giaccone, artigiano del legno d’antica esperienza e sapienza, confeziona ad arte mobili, utensili ed arte legnaria e d’intarsio con la passione e l’autenticità d’un tempo,  a Pamparato (Cn), cel 347 1606253

————————————————————–
VINO “Colline di Affile” , storica azienda vinicola della ciociaria romana, con la punta di diamante del vino dolce “1930”

ALZIAMO I CALICI, O AMICI DELL’ORESTE, E METTIAMOCELA TUTTA!

febbraio 17, 2012

Carissimi Amici dell’Oreste Dvracrvxiano, desidero, desideriamo, tirare due somme dopo qualche anno di avvio del consorzio ideale, filosofico, dialettico, e identitaristico da noi tutti lanciato e condiviso a vario titolo ed a variegato livello di partecipazione.
E desidero farlo per due ragioni, apparentemente contrapposte, ma in realtà allineate fra loro: la prima è non celare, ed anzi condividerne la preoccupazione, il  bicchiere mezzo vuoto di una situazione generale aggravatasi con esponenzialità preoccupante;
la seconda è glorificare il bicchiere mezzo pieno costituito da un movimento di idee, ricette pratiche, stili di vita confrontati e condivisi fra sodali nella maggior parte dei casi sconosciuti de visu, ma consorzialmente gaudenti di una quotidianità militante arricchita anche dalla sommatoria degli istanti di vite private da tutti noi tutti dedicati alla salvaguardia di una serie di ideali condivisi. E un “grazie” va espresso in tal senso anche ai vituperati mezzi di comunicazione, internet in testa, che mai sapremo se saranno stati creati per facilitarci o per distruggerci, fatto sta che è grazie ad essi se ogni giorno ognuno di noi, liberamente, esprime un dissenso (sacrosanto) e consiglia un rimedio (prezioso) a tutti gli altri.

Non pensiate che tutto ciò sia inutile o superfluo, dunque, non pensiate che i vostri “mi piace” siano fatui click su un tasto di plastica, e che il fertile, virtuoso e continuo scambio di idee positive – e di notizie negative –  non serva, attraverso una pur lenta metabolizzazione del relativo processo cognitivo ed elaborativo del tutto, a creare miglioramento nella comunità, e quindi anche miglioramento nella vita d‘ognuno.
Insomma, non molliamo! La soddisfazione non è dall’oggi al domani, ma certo sgambettare non può che migliorarci: è una fandonia la leggenda secondo cui dimenarsi nelle sabbie mobili accelera l’affondamento; forse che se si restasse fermi ci si salverebbe?! No. E si creperebbe nel rimpianto di non aver fatto nulla per salvarsi, o, quantomeno, del non essersi presi la soddisfazione di dire a quella schifosa fanghiglia: “fottiti, bastarda!”

La condivisione di gioie e dolori consociativi, il confronto di ragionamenti, non solo lenisce le ansie individuali, ma supporta la fortezza d’Animo d’ognuno: quando vi emozionate pensando alla grandezza ideale dell’Impero Romano, ricordatevi che questo era il concetto alla base di quella spiritualità; e dal punto di vista della dinamica spirituale d’un sodalizio, poco cambiano le differenti proporzioni: Roma non s’è fatta in un giorno, ed è sorta grazie alla volontà di quattro pastori assiepati lungo l’ansa d’un fiume d’unirsi fra loro e consorziarsi in un qualcosa che appariva teorico ed empatico, ma che poi si sarebbe chiamato “identità estetica, territoriale e linguistica“, e avrebbe presto prodotto effetti tangibili come il pane di farro e il formaggio che avrebbero sfamato, di lì a poco, intere legioni e vaste popolazioni.

A tal riguardo mi preme sottolineare un personale punto di vista intorno al concetto di arrendevolezza e rassegnazione che talvolta si respira nell‘Area: sbagliano coloro che si masturbano onanisticamente con un pessimismo incostruttivo e macerante, non v’è dubbio; ma altresì sbagliano coloro che reputano vacuo e onanistico sbattersi e spendersi in quanto si sta tentando di fare, e preferiscono spendere il tempo che li separa dalla “fine“ con un ipnotico videogioco in mano che anestetizzi le terminazioni nervose del dolore.
La situazione è orrenda, è vero, ma come sarebbe senza tutti noi? Di chi pensate che sia il merito del generale sdoganamento delle tematiche identitarie (estetica, storiografia, crestomazia, critica al sistema mondialità-giacobino-post-sessantottino) anche a livello politico, giornalistico nazionale, se non del lento ma incessante gocciolare garantito da tutti noi quotidianamente attraverso immagini, musiche, scritti, semplici messaggi ad personam, nuove, talvolta sorprendenti e affettivamente validi, legami empatici, personali e amicali?
Pensate che a Porta a Porta e Ballarò si sarebbe arrivati mai a parlare di “signoraggio” e “mondialismo” se non avessero iniziato a farlo sui blog, goccia su goccia, quattro cani sciolti con 20 lettori a testa, ai quali ora nessuno nemmeno dice “grazie“?!

Quante volte l’aver scambiato con un sodale un’opinione comune ha rinfocolato in voi un convincimento ed una voglia di riscossa che altrimenti, chiusi nel vostro isolamento individuale, sarebbero rimasti sopiti e, cosa ancor più grave, inespressi?!
Questo è comunità, questo è identità, questa è politica nell’accezione greca del termine, quella più vera, più nobile e più partecipativa.

E parlo così perché ho conosciuto la mediocrità dell’ingratitudine, dell’ignavia, della rinunciatarietà di gente che, partita in quarta, è poi rimasta insabbiata nell’amletico dubbio del  “serve o non serve???” , e ha mollato l’osso dimostrando di essere stolta due volte: prima per aver intrapreso un cammino di risveglio della coscienza evidentemente inadeguato, e dopo, per averlo abbandonato, se inutile non era.

I movimenti di idee non fruttano il giorno dopo, ma servono a creare da subito consorzio ideale e identitario vitale, le fondamenta del castello; e poi, lentamente ma implacabilmente, smuovono anche le coscienze collettive, creando Pensiero, Animus, consapevolezza, senso d’appartenenza ben radicato; tesori dei quali magari godranno soltanto i posteri, del resto chi come noi si batte per il trionfo della memoria non può rinunciare alla sacra missione di esserne a sua volta instancabile traduttore e produttore.

Piuttosto, bisogna fare di più; non so quanto, ma tanto.
Postare notizie che brutalmente forniscano il polso della situazione, farle girare il più possibile (anche e soprattutto presso “profili” non allineati, proprio quelli che maggiormente vanno scossi e “svegliati”) è fondamentale, non ci stanchiamo di dirlo; così come divulgare esponenzialmente le migliori ricette per vivere meglio fornite da ognuno di noi, scodellandole magari nel piatto di un disilluso o di un rassegnato sonnecchiante, potrebbe fungergli da cardiotonico. E vale anche per il discorso elettorale: lo fanno i politici, dunque funziona. Ricordate sempre di non snobbare mai il contatto con alcuna categoria di individui: la madamina, come la massaia, la suora come il cuoco, il soldato come l’insegnante, il giovane come l’anziano..pensano, partoriscono pensiero, e quindi poi azione (fanno la spesa, decidono quali film vedere al cinema, parlano con i loro amici, stabiliscono a chi fare beneficienza e a chi non farla, e sono solo esempi..), e, infine, voto politico: che in democrazia è tantissimo, sebbene molti di voi stiano storcendo le labbra in questo momento. Ma chi le storce sappia che senza senso della realtà si resta intrappolati nel videogioco di cui sopra che, prima o poi, vi dirà “game over”.

Amici, tentar non nuoce, credetemi!

Un tempo c’era la piazza, ora c’è internet; e se la piazza sta su internet anziché scendere in piazza, è su internet che va raggiunta.

Noi, Uomini, come ogni uomo siamo la Storia, e ogni sillaba che pronunciamo avrà meccanicamente un riverbero imperituro ben più che se non fosse stata pronunciata affatto: negare questo sarebbe negare il potere della fisica e della filosofia contemporaneamente: pertanto sarebbe illogico.

Continuiamo a pronunciare le nostre sillabe a iosa, dunque, e facciamole volare il più possibile, ovunque! E alziamo i calici alla salute dell’Oreste, o di chi ognun di voi vorrà.

Viva l’Italia, Viva il libero pensiero, Viva l’Identità occidentale, Viva la memoria.
Viva ciò che siamo.

G.dX & HELMUT LEFTBUSTER

– Aristocrazia Dvracrvxiana –

P.S. auspicando per il futuro sempre maggiori occasioni di convivii e mangiate partecipativi che trasferiscano su tavolacce di legno quanto per ora ci si resce a scambiare virtualmente, rendiamoci tutti reciprocamente edotti di eventuali occasioni di incontro ove poter alzare i calici udendone il tintinnìo del cristallo e godendone l’effluvio del vino!

VIDEO DVRACRVXIANI in ordine sparso

febbraio 14, 2012

Videoperle dvracrvxiane caricate sul canale di You Tube (dvracrvxcenacvli) con relativa didascalìa espositiva. I video pubblicati su questa categoria non sono la totalità di quelli pubblicati sul canale, ma accedendo ad uno qualsiasi si può ottenere la lista completa direttamente dal canale stesso.

 


BASTA NON BASTA (Deviate Damaen)

DESCENDI, FRIGUS! (Deviate Damaen)

La Pyttrix Sandra, durante il pranzo del primo dell’anno, controbatte, da cittadina democratica e contribuente, al discorso presidenziale di fine anno, e elargisce i propri auguri a tutti gli italiani (o almeno ai pochi rimasti…

Un atto di lesa maestà che crediamo il sinistrume non perdonerà a questa band; ma crediamo altresì che questa band se ne fotta altamente del perdono del sinistrume…

Contro il consumismo modernista che sta indebolendo la nostra Civiltà…i consigli dell’Oreste!

http://www.youtube.com/user/dvracrvxcenacvli?ob=0#p/u/0/KdjNI3N1Tsg

L’INFERNO CHE NON VORREMMO (demoni metal identitarii Vs “rappers” inculturazionisti)

febbraio 12, 2012

L’Arte è sempre stata la manifestazione più alta, gratuitamente amorosa, e sociologicamente introspettiva della Natura umana. Lo stesso cavernicolo, dopo aver cacciato, mangiato, copulato e dormito, dedica il breve resto del suo tempo a ciò che di più libero, e quindi elevato, egli ha da dire e da dare: istoria le pareti della grotta che abita, in parte per abbellire il suo spazio vitale, in parte per lasciare ai posteri qualcosa che gli somigli.

E se tutto questo avviene a livello dell’Individuo, riflettiamo su quale investitura di “specchio culturale” godano l’Arte e la musica, la letteratura e il cinema, sul piano epocale di intere civiltà diverse fra loro.

Ebbene, la raffigurazione dell’Inferno è sempre stata un parametro preferenziale di re-interpretazione fantastica della realtà: l’Ade nel mondo classico, l’Inferno dantesco nel medioevo, il gotico infernale nella cultura romantica; ma cos’è l’inferno, e soprattutto che cosa è “inferno“? Qualcosa che piace o che non piace? Cosa ci attira e cosa ci spaventa in esso? Una “mostruosità” costruita ed estetica che ci solletichi e ci sollazzi, assomigliandoci comunque da un punto di vista culturale, oppure una mostruosità che è tale inquanto votata a stravolgere ciò che noi siamo e, conseguentemente, ciò che amiamo essere? Insomma, esso è “vita” o è “morte” di ciò che noi siamo?

Ebbene, accantoniamo per qualche istante i gusti musicali d’ognuno, e lasciamoci andare ad una lucida analisi semantica e spirituale su questo tema esaminando una serie di video relativi ad artisti da “top-ten“ nei rispettivi generi, tutti contemporanei, ma di differente estrazione territoriale e quindi culturale: nella fattispecie, musicisti “Hard Rock” europei, e musicisti afroamericani “Rap“.

Partiamo coi primi, nel primo video, e cosa troviamo: tenebre, candelabri, inquisitori medievali muniti di torce roventi, demoni artigliati ispirati chiaramente a raffigurazioni mitologiche della cultura gotica nordeuropea; ma anche candida neve che cade in un contesto naturale latitudinalmente compatibile con quello del potenziale fruitore del genere in questione, in un’atmosfera romantica che, nonostante l‘artificiosa inquietudine, desta in chi osserva un favolismo sognante e poetico: una splendida ragazza bionda (una strega? Difficile chiamarla così..), sonorità che rimembrano Bach e Hendel, oltre che un heavy metal melodico, e di decisa impronta europea.
Inferno o “inferno”, dunque?!

Lordi –  It Snows In Hell

Ora, passiamo a quest’altro video, artista Rap, genere che non c‘appartiene affatto, sebbene sia portato alle nostre orecchie in tutti i modi possibili dall‘establishment mondialista, nonostante testi e tematiche ostili al comune sentire nostrano ne imbrattino l‘approssimativa musicalità. Qui, infatti, non ci sono demoni, non ci sono fuochi, non ci sono contorti rami danteschi carichi di arpie appollaiate; ma c’è violenza metropolitana, c’è una cieca rabbia spacciata per rivendicazione a tutto sesto da giustificazionismi pseudostorici piuttosto duri da dimostrare; ci sono messaggi razzisti, sia nei testi che nelle immagini, palesemente inneggianti all’odio e alla violenza (contro donne, omosessuali, minoranze etniche..) dai quali la lingua inglese e soprattutto lo “slang” rappettaro distolgono, ma che traspaiono chiaramente dalle immagini (il poliziotto bianco come aguzzino di una moltitudine di soli afroamericani, incazzati neri non si capisce bene per quale motivo); insomma, il protagonista canta un “senso d’appartenenza” che non si limita all’orgoglio di essere X, ma che trascende decisamente nel dare addosso a chi è Y.

E che dire della musica e delle coreografie? Difficile entrare nel merito, ogni forma d’Arte e di creatività sono rispettabili, ma le movenze collettive, un’animalità esacerbata attraverso una fisicità più adatta a galeotti che ad atleti, la totale assenza di quel pluralismo etnico che l’attuale multiculturalismo, invece, altrove,  ossessivamente predica e pretende, sono elementi ignorabili soltanto dall’occhio d’un guercio.

Riguardo poi “l’essenzialità” dal sapore tribale delle ritmiche, delle voci, delle sonorità, accezioni come “evoluzione”, “poliedria”, “creatività” restano impronunciabili; persino la raffigurazione femminile, generalmente minoritaria nell’universo artistico rispetto a quella maschile, ma in apice ampiamente celebrata, sembrerebbe qui totalmente ostracizzata all’insegna di un monotematico e masturbatorio patrocinato “machista” piuttosto primitivo.

Allora (e lo chiediamo, naturalmente, a chi legge nella lingua nella quale tale articolo è scritto), in quale dei due “inferni” vorreste vivere..e in quale no?
Sui gusti musicali non si discute; ma sulla coerenza, sui significati, sulla storia, sui valori, e sull’appartenenza non si transige: a tal riguardo “inferno” non può che esser semplicemente definito “ciò ch’è più distante da noi, ed in quanto tale ci è ostile“…

DMX – Where The Hood At (Dirty) (HQ)

Ice Cube -Smoke Some Weed [ HD 720p Uncut Dirty Version ] **Explicit**

Conclusione: l’Arte è sempre stata espressione del popolo che è a sua volta espressione del Territorio e delle sue caratteristiche: una cattedrale gotica tedesca avrà tratto senz’altro maggiore spunto creativo dalla morfologia della foresta nera che non da quella d’un deserto arabico; come le guglie tailandesi non potranno ch’aver tratto ispirazione, nei secoli, dalla morfologia sinuosa della vegetazione locale e dai lineamenti dei tailandesi.
Ma cosa accadrebbe nel momento in cui, artificialmente, un popolo fosse sostituito da un altro, e i pochi nativi rimasti non riconoscessero più l’arte e le forme ibride maggioritarie cui i “nuovi” darebbero vita?
Sarebbe un inferno…appunto.

Dr. Dre featuring Snoop Dogg – Dre Day

Bello, eh?! Eppure questa musica si sente anche nei supermercati, il problema è che le mamme coi carrelli, ignare, non ne capiscono il significato e si limitano a lasciarsene abbrutire l’udito.

Invece, a questo concerto dei finlandesi Lordi, svoltosi in una pubblica piazza finlandese, possiamo scorgere mamme, bambini, giovani metallari e gente che vuol divertirsi: vestiti da “diavoli” o meno, sul palco ci sono dei finlandesi che suonano musica finlandese,  dando vita ad una rappresentazione pregna di simbologìa occidentale e cristiana; e a questo punto anche un bigotto di sacrestia avrà capito che l’inferno da temere non è quello istoriato nelle nostre chiese per fornire suggestione estetica all’atmosfera delle stesse, ma è quello che dette chiese vorrebbe distruggere per fare posto alle proprie.

LORDI live in Finland

HELMUT LEFTBUSTER

DISSOLUZIONE DEL NATURALE SENTIMENTO D’APPARTENENZA secondo il gen. Ernst Horsetzky

febbraio 10, 2012

Il generale Ernst Horsetzky Edler von Horntal dell’esercito Austro-Ungarico a proposito della dissoluzione del proprio esercito nel 1918:

Più consapevolezza di sè, signori miei, più senso della stirpe, più unità! Basta struggersi in cosmopolitismi tipici solo di chi ha miseramente perso il sensi di appartenenza al proprio popolo! Questo sentimento naturale può essere soffocato in qualcuno dall’abbondanza che debilita, in qualcun altro dal bisogno disperato, in altri ancora dall’avido desiderio di guadagno, in altri, da ultimo, da fanatismi fuorvianti. Col venir meno di questo sentimento naturale costoro si riducono a uomini di qualità inferiore; vengono calpestati come poltiglia sul suolo duro da quei popoli che hanoo preservato il senso dell’appartenere ad un’unità!”

Ernst Horsetzky Edler von Horntal, GdI, 16.05.1918, Kmdt. XXVI. Korps

frammento tratto dal libro  “1918 i giorni perduti. Le ultime quattro settimane di guerra dell’esercito austroungarico”

di Paolo Pozzato, Marco Rech, Ruggero Dal Molin, pag 156.

Scritto originario del gen. Horsetzky:

Die vier Letzten Kriegswochen (24.Oktober bis 21. November 1918)

(un ringraziamento a Lvcio Qvinzio Cincinnato per la compilazione)