CHE COSA GLIENE PUO’ FREGARE, A CHI VIENE DAL DESERTO, DI PARCHI NATURALI E DI TUTELA DEL VERDE ?

La coscienza ecologica dell’Occidente ha impiegato secoli a formarsi, ed era, negli ultimi decenni, riuscita a fare quei passi fondamentali per consolidarsi in norme di legge volte ad una tutela precisa e specifica del verde, dei suoi spazi, della sua cura in rapporto alla natura del territorio. I partiti politici, pur secondo trasversalità ideologiche di differente estrazione – e sperequazione – erano tutti più o meno venuti a capo del dover sostenere tale impostazione, considerando che nel petto di ogni deputato, consigliere, assessore, sia pure il più cinico, mafioso e delinquente, ha pur sempre battuto il cuore di un italiano che non crediamo, alle lunghe, avrebbe mai goduto nel vedere la casetta di campagna dei propri nonni sepolta dal cemento, né il figlioletto giocare in mezzo al degrado, all’ammasso di immondizia, ai pericoli dell’asfalto, alla sovrappopolazione.

Certo, in tutti questi anni, abusi e stoltezze non sono mancati, ma mai si è guardato all’ambito ecologico con menefreghismo pianificato e con programmatica disarmonia di interessi.

Tuttavia, adesso, nell’èra della globalizzazione, c’è da domandarsi cosa accadrà con le cosiddette “liste etniche”, portatrici di istanze politiche e gestionali non votate ad una duratura e generalizzata tutela del territorio, ma ad ottenere vantaggi per minoranze migranti spesso contrapposti a quelli propri delle maggioranze autoctone e stanziali; istanze che punterebbero soprattutto al reclamare spazi e diritti: luoghi di culto, case popolari, esercizi commerciali ad uso e consumo di genti che – improvvisamente – affluiscono da contesti naturali e urbanistici completamente diversi da quello ove noi siamo nati, cresciuti, e che abbiamo nei secoli contribuito a forgiare a nostra immagine e somiglianza con duro lavoro e tanto amor natìo.
Chi fino a ieri abitava fra le sabbie del deserto, o fra i polverosi anfratti di metropoli mediorientali, o, ancora, in qualche favela sudamericana, con tutta la buona volontà, come potrebbe mai appassionarsi alla tutela di abetaie e praterie ?!
E, ammesso e non concesso che i preziosi ma angusti spazi della penisola siano abbastanza capienti da contenere l’intero mondo migrante senza conculcare il benessere e la sicurezza di chi li ha sempre abitati e curati, è forse credibile che tali genti possano arrivare qui già “imparate” d’un sentimento ecologista che noi abbiamo impiegato secoli a far nostro?! E quindi, che cosa ne sarà del nostro amato verde nel momento in cui la cieca ideologia mondialista riuscisse a porre il voto popolare anche nelle mani di chi il verde non l’ha mai avuto?!

Riflettiamoci liberamente e democraticamente, finché siamo ancora Popolo Sovrano.

HELMUT LEFTBUSTER

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4 Risposte to “CHE COSA GLIENE PUO’ FREGARE, A CHI VIENE DAL DESERTO, DI PARCHI NATURALI E DI TUTELA DEL VERDE ?”

  1. svb67 Says:

    Sono d’accordissimo con quello che cerca di far capire l’argomento di questa notizia, e se lo capisce un semplice cittadino che non è ne uno scenziato ne un professore, certi politici dovrebbero capirlo molto meglio di tanti sempli cittadini
    Dovrebbero anche capire (oltre a questo) che NON servono affatto, extracomunitari e romeni che vengono in Italia per lavorare, quando il lavoro non ce nè abbastanza nemmeno per noi italiani, soprattutto in questi ultimi 3 anni che le aziende chiudono tutti i giorni e gli operai vengono licenziati, si aggiungono nuovi disoccupati ad altri precedenti disoccupati insieme ad altri vecchi disoccupati
    Che senso ha importare immigrati, mentre stanno COSTRINGENDO i nostri giovani Italiani ad andare a cercare un’occupazione all’estero?
    Io ho capito dove vogliono arrivare questi politici, e non solo di questi italiani e tutto il sistema del potere, io ho capito il loro gioco, quello di far diventare ogni paese di maggioranza multietnica e di minoranza autoctona, in modo che gli autoctoni rimangono per cosidire “4 gatti” pochissimi che perderanno la certezza di essere un numero quantitativo gi cittadini quanto basta per affrontare una protesta, una battaglia per DIFENDERE i loro diritti, le loro tradizioni, ii loro valori, raggiunti e conquistati nei secoli, la loro amata TERRA, e la loro amata PATRIA!….. per questo a gran voce sto cercando di far capire agli italiani soprattutto ai più giovani Inutile che cercano di fuggire da qualcosa che li opprime in questo paese, se tanto anche negli altri paesi più o meno ci sono gli stessi problemi che vedono nell’italia, tutti i paesi mondiali sono già destinati a fare la stessa fine dell’italia e anche della Grecia, non c’è più un posto sicuro dove pensare di costruire o realizzare un progetto o un sogno FUTURO, tutti i paesi sono destinati al peggio, e pensare di andare all’estero credendo di poter stare meglio è una grossa sciocchezza, qualunque posto andranno dove cercano di nascondersi per sfuggire al peggio? A chi o a che cosa si illudono di sfuggire? E allora tanto vale rimanere ognuno nel proprio paese d’origine, nella propria terra (equivale a dire restare casa propria, per essere padrone a casa propria e cosi puoi GRIDARE E AVERE TUTTE LE RAGIONI PER PRETENDERE ANCHE I TUOI DIRITTI, COSA CHE NON PUOI FARE ALTRETTANTO SE TI SEI TRAFERITO IN UN ALTRO PAESE, CHE NON SEI PIU’ PADRONE A CASA TUA MA SEI SOLO UN OSPITE

  2. svb67 Says:

    Un’altra piccola riflessione:
    Basta guardare una qualsiasi carta geografica senza la necessità di conoscerne le misure specifiche totali delle superfici per vedere esempio la differenza di quanto è piccola L’Italia confronto all’Africa per capire che L’Italia NON PUO’ ACCOGLIERE mezza popolazione Africana + mezza Romania + un pò di quel paese + un pò di un’altro, ecc……! Tutta l’talia rischia di diventare un paese dove non ci sarà più spazio sufficiente per tutti, tutta l’Italia rischia di diventare trafficata come la tangenziale nelle ore di punta, non solo pensandoci bene, se pensiamo al totale quantitativo di tutta la supericie d’Italia, e, un’altissimaa percentuale di tutta la superficie è ormai cementificata, un’alta percentuale di terreno è costituita da monti di catene Alpi e Appennini, poi ci sono le strade, la domanda che mi pongo è, quanta superficie di terreno rimane adibita all’agricoltura e se sarà una misura SUFFICIENTE per produrre alimenti sufficienti per soddisfare il fabbisogno alimentare di tutti gli abitanti?

    • aristocraziadvracrvxiana Says:

      Perfette riflessioni, gentile lettore. Preziose.

      Ormai la situazione è chiara, i dubbi sulla bontà o meno del suo evolversi definitivamente dissipati: il loro progetto è distruggere la nostra civiltà.

      Meno chiaro è invece come far fronte al dramma, non solo di come risolvere, ma di come far capire ai ciechi e/o ai conniventi, che rimarrebbero anche loro sepolti in questa informe palude multiculturalista, cementificata e iperpopolata. La mia personale risposta è DIVULGAZIONE. Soprattutto là dove, ideologicamente, c’è ancora troppa pronezza al mondialismo, e cioè a sinistra e fra gli ecologisti.

      Se vogliamo salvarci dobbiamo tutti impegnarci a darci da fare per far capire tale dramma alla gente.

      Restiamo in contatto.

      Helmut

  3. svb67 Says:

    Sono daccordissimo con lei aristocraziadvracrvxiana, che se vogliamo “SALVARCI” dobbiamo TUTTI IMPEGNARCI a far capire in quale grosso guaio ci troviamo e fare qualcosa per non finire di sprofondare nel baratro, prima che è troppo tardi.
    Molti Italiani infatti, è molto tosta per riuscire a fargliela capire, ne sò già qualcosa con varie molte discussioni anche accese già affrontate, con i soliti buonisti benpensanti che io non definirei neanche di sinistra, ma una specie di vittime già “Lobotomizzate” dalla TV dai media ecc soprattutto i giovani, che già dalla scuola, gli insegnamenti che ricevono, + che renderli istruiti e intelligenti li stanno rendendo dei veri e propri burattini o rdei obot programmati a pensare sono in una certa direzione che li sta portando a essere schiavi di un sistema per la rovina di loro stessi
    un pò come chi si sta tirando la zappa sui propri piedi, con le loro stesse mani, ci sono italiani che purtroppo sono convinti di sapere tutto e che il loro ragionamento è quello giusto e rifiutano il ragionamento degli altri senza nemmeno volerlo valutare o prenderlo in considerazione, e senza voler provare a vedere e a guardare un pò + in là del prorpio naso, è questo il problema,

    Molti italiani purtoppo non riescono a staccarsi dalla vecchia politica, non riescono a capire che la sinistra e la destra sono ormai morte da un pezzo, queste non esistono più, non riescono a capire che devono chiudere un epoca e voltare pagina, capire che oggi dovremmo unirci tutti per combattere un sistema a livello mondiale e difendere noi, la nostra libertà i nostri diritti e la nostra nazione

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