QUANTO SONO ANTIRAZZISTI GLI ANTIRAZZISTI ? (di Ille Doctor Luminis)

Questo ragionamento parte da un assioma molto semplice, ma allo stesso momento non banale: ogni essere umano ha il diritto di esistere, e di esercitare le proprie libertà nei limiti della legalità, espressa dalle leggi territoriali (in altre parole le leggi dei Paesi dove l’individuo è portato a vivere).

Può smettere di leggere anche subito l’imbecille che non vede tracce di umanità in ogni razza, perchè non ha capito nulla dei motivi che ci hanno spinto e ci spingono a parlare; può smettere di leggere, del resto, anche l’antirazzista, perchè se sto tentando di risistemare le cose, vuol dire che qualcuno le ha disperse senza anvere la minima idea di cosa stesse facendo.I pochi che vorranno continuare la lettura di questo sono invitati a porsi la domanda del titolo; “Quanto sono antirazzisti gli antirazzisti?”.

A mio avviso l’antirazzismo è la forma più elevata di razzismo, proprio perchè istiga conflitti che potrebbero benissimo non esserci, nel nome di un fantomatico matrimonio coatto interculturale che loro chiamano “multiculturalismo”. Ecco: il pezzo verrà a provarvi che il multiculturalismo è di per sè la fonte di ogni razzismo.

Anticamente la civiltà era definita modus vivendi, ossia modo in cui persone occupanti un’area geografica più o meno omogenea intendevano la vita e i rapporti socio-politico-economici. Oltre ciò, una civiltà è identificata da una macrocultura, ossia ciò che permette agli appartenenti alla civiltà in questione di riconoscersi in tutta una serie di simbologie comune.

Parliamo di civiltà perchè a questo mondo – come i mondialisti ignorano – esistono una miriade di civiltà, ognuna forte di una propria identità: ogni civiltà conosce i motivi per cui è in piedi e condivisa da molti individui così come conosce le differenze strutturali tra sè stessa e un’altra.

Tali differenze, spesso, sono vedute sulla vita e sull’esistenza inconcliliabili. Non tutti gli abitanti di questo mondo credono, per esempio, allo stesso concetto di libertà, di politica, di solidarietà, di giustizia, di religione. Per qualcuno un atto pio può essere sfamare gli affamati, per altri dichiarare guerra in nome di Dio; per alcuni la libertà è tale solo nella legge, per altri lo è nella norma morale, in uno stato che troppo stesso di identifica con una fede.

Non sono qui a giudicare: rimetto ad altri l’arroganza di dire chi sta facendo bene, chi si sta comportando male. Voglio solo sottolineare come due individui estrapolati da due civiltà antitetiche e messi a tavolino potrebbero non riconoscersi l’un l’altro il diritto all’esistenza.

Qui non dobbiamo pensare alle grandi menti, ai grandi precetti, alle scuole di pensiero, besì agli uomini comuni, figli di identità definite: come si comporterebbero? Il condizionale è sempre meno d’obbligo, perchè si sta vedendo come si stanno comportando.

Ondate migratorie rendono il mondo sempre più multietnico, spesso per soddifare precisi interessi economici di venditori, che ben sanno che chi non si trova a casa è portato a spendere di più.

Ma quando il multietnico si trova a dover evolvere nel multiculturale, facendo leva su un concetto buonistico e forzato di “integrazione” le cose sfuggono di mano, e spesso e volentieri ci troviamo di fronte a crimini, delitti, violenze. Perchè?

Perchè il multiculturalismo induce gente diversa a pensare che il territorio che si occupa è terreno di confronto, dove ognuno può esprimere integralmente la propria identità, senza minimamente calcolare che questo territorio non è costruito nell’iperspazio, bensì in una terra ove vigono determinate leggi, sovente incompatibili con molte identità, ma perfette per la nostra.

Il razzismo è proprio insito in questa forzatura: far credere a tutti che possono essere sè stessi in luoghi diversi da quelli in cui ognuno di noi può essere sè stesso per nascita. Le genti sono quindi indotte a considerare le proprie tradizioni più potenti della legge, ed iniziano gli odi, gli atti di violenza.

Questa, amici cari, è istigazione al razzismo.

Sapete cosa non sarebbe razzismo? Ricordare a chiunque venga in questo paese che noi rispettiamo qualunque pensiero nato per non ledere l’integrità del nostro Paese, che al meglio si esprime tramite la legge. Istigare chiunque venga a comportarsi come si è sempre comportanto (sapendo che molti comportamente violerebbero le leggi italiane) vuol dire indurre questo ad essere razzista verso di noi (vedendoci diversi in tutto e per tutto, in quanto rispettosi della legge nostra, inutile ai suoi occhi, o a volte dannosa) e noi verso di loro (nessuno può ammirare chi commette delitti).

La prossima volta che leggerete di proteste antirazziste riflettete sul cancro multiculturale, e sappiate che se è per colpa di questa categoria che il mondo è diventato teatro di odio, di autentico razzismo.

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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