INTEGRAZIONE COPIA/INCOLLA DI GIOVENTU’ BRUCIATE

24 marzo 2012 una Mercedes con cinque ragazzi a bordo finisce fuori strada precipitando in un canale, muoiono tutti annegati.
http://shar.es/pwgoG

La notizia è delle peggiori quando c’è di mezzo la perdita di cinque vite umane.

Ciò detto, la mestizia ed il rispetto per i morti non debbono blandire le analisi su quanto accade, e sui cambiamenti sociali ai quali determinate forze politiche vorrebbero farci assistere passivamente, senza poterne analizzare determinate verità scomode agli intenti globalisti; tantopiù che sulle “stragi del sabato sera” si sono sempre buttati fiumi d’inchiostro benpensante volti a criticare cinicamente la “gioventù bruciata sull’asfalto” come dato del cretinismo occidentale, e lo si è fatto spesso con quell’asfalto ancora madido del sangue di poveri ragazzi che magari stavano correndo a far compagnia ai nonni lasciati soli a casa dai loro figli sessantottini, impegnati sino a tarda notte a scrivere nelle loro redazioni quanto la gioventù italiana sia vuota di ideali.
Contorto, ma verosimile, se ci ragionate e non siete di memoria corta.

Ebbene, quale analisi fare su questa ennesima sciagura dell’asfalto? I dati (riportando la fonte in link) sono chiarissimi: una Mercedes di pregio in mano a dei giovanissimi, un’uscita di strada frutto di velocità eccessiva, la corsa verso un approdo di divertimento legittimo (gare di paintball, simulazione di guerra con proiettili di vernice), ma che se fosse stato attribuito a dei milanesi di San Babila o a dei romani pariolini, si sarebbe sottolineato con un certo qual ghigno stavolta assente.
Ebbene, i cinque ragazzi non erano né babilini né pariolini, ma tutti immigrati di seconda generazione, quindi tecnicamente stranieri, non essendoci ancora in Italia, al momento della stesura di questo scritto, vigente lo Ius Soli.
O meglio, nessuno di loro era italiano. Ed è singolare che un gruppo di 5 ragazzi, amici fra loro e tutti residenti in Italia seppure di etnie diverse, non comprendesse nemmeno un italiano; quasi che lo status di “migrante” aggreghi più di quello di “giovane d’oggi”.

Eppure, nonostante il loro “multietnicismo” avrebbe potuto garantirne delle variabili magari migliorative nello stile di vita e nei divertimenti, la loro “perfetta integrazione” ha evidentemente prevalso, omologandoli esattamente a quei mortiferi standard occidentali di “gioventù usa e getta” da sempre stigmatizzati dalle intellighenzie scribacchine, che certo, stavolta, non calcheranno la mano sul dettaglio della Mercedes o della passione per il “paintball“ come effettivi miraggi per chi emigra verso il nostro paese. Un paese che dovrebbe far gola a chi davvero ne fosse attratto spiritualmente più per i suoi monumenti, le sue pinacoteche, la sua Storia, che non per certe vuotezze merceologiche oramai reperibili in qualsiasi altro punto del globo.

Ciò detto, che quei poveri cinque ragazzi riposino in pace.

HELMUT LEFTBUSTER

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