PANDORATA D’ARANCE ALLA DVRACRVXIANA

Quante volte capita di non consumare tutti i pandori acquistati per le festività natalizie! E poiché fa tristezza consumarli in periodi successivi, né è opportuno farli scadere rischiando di mangiarli avariati o di sprecarne l’ottima materia prima, si possono “riprocessare” in chiave un po’ pasticciata, ma sempre stagionalmente compatibile e gustosissima.

Si prepara una crema pasticcera semplicissima (4 tuorli, 100 g di zucchero, 50 g di farina, 1/2 litro di latte con un po’ di vaniglia o buccia di limone, si mischiano uova, zucchero e farina sino a crearne un composto omogeneo che, lentamente, andrà aggiunto, mescolando, al latte ancora in fase di pre-ebollizione;

importante cautela anti-stress: se dovessero comparire i tanto temuti “grumi”, il terrore dei quali spesso distoglie dall’intento stesso di preparare la succulenta pietanza, poco male: ad ebollizione avvenuta, si frulla la crema con un qualsiasi sbattitore elettrico a fruste o a lame, e la stessa verrà vellutata come nelle pubblicità).

Poi si prepara una bagna composta da succo di arance di rigorosa provenienza italiana ed un goccio di maraschino, o vino dolce, o quello che avete in casa di adatto, insomma.

Approntate un primo strato di crema con cui sporcare il fondo della teglia su cui adagerete il pandoro tagliato a fette sottili, fette che inizierete ad assemblare tagliandole come preferite, latitudinalmente o longitudinalmente, a seconda della forma della teglia di cui disponete. L’importante è che non rimangano interstizi di teglia sgombri dal pandoro, poiché il dolce deve venire molto compatto.

Allora, primo strato di crema, strato di fette di pandoro su cui passerete una bella pennellata abbondante di bagna di succo d’arance; poi altro strato di crema..e via così. Sino, ad esaurimento di pandoro avvenuto, allo strato finale di crema che ricoprirete a sua volta di abbondante panna montata.

Su tale sorta di “montagna bianca” porrete poi delle fette di arancia che avrete precedentemente caramellato, semplicemente passandole in padella con dell’abbondante zucchero, acqua e loro succo, esattamente come proposto nella fotografia del dolce da Noi esibito e pappato.

Notate bene: tale dolce, essendo stagionalmente compatibile, necessita delle arance fresche; ma sia ben chiaro, non altrettanto obbligatoriamente del pandoro (o altro dolce natalizio): si puo’ usare del pandispagna o del Ciambellone Dantesco (vedi ricetta dvracrvxiana) per poter godere di una bontà molto simile, seppure dal gusto diverso. L’espediente del riutilizzo del pandoro è di tipo esclusivamente votato ad evitarne lo spreco, ma nulla vi vieta tanto di usarne uno appositamente per fare questo dolce, quanto di farne a meno facendo voi stessi basi di dolci spugnosi.

TESS LA PESH – Aristocrazia Dvracrvxiana –

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