Archive for aprile 2012

LETTERA APERTA AL DISTURBATORE MEDIATICO GABRIELE PAOLINI

aprile 30, 2012

Gentile Gabriele, come tutti, abbiamo notato le tue trascorse imprese e “bravate” mediatiche; e per mediatizzare, non c’è dubbio, un po’ di coraggio occorre.

Abbiamo letto che vorresti metterti in politica: non ci sarebbe nulla di male, in democrazia è diritto di chiunque abbia la cittadinanza italiana.

http://www.gabrielepaolini.com/html/modules.php?name=Content&pa=list_pages_categories&cid=36

Tuttavia non son più tempi nei quali la provocazione possa essere l’unica forma di protesta: il modialismo, che permea col suo buonismo, sinistrismo, internazionalismo, antipatriottismo, multiculturalismo ecc il pensiero post-bellico è attualmente il vero dominatore assoluto contro cui dovrebbe scagliarsi il libero pensatore, il cittadino ribelle, il disertore del “pensiero unico”. Non ci sembra di respirare in giro un’atmosfera borghese nella quale si scandalizza esibendo la mutanda, ma, al contrario, oggi scandalizzare è mettere alla berlina “i buoni” , “gli altruisti” , “quelli con i quali è vietato non esser d’accordo”.

Guarda le cronache: chi sono le attuali vittime sacrificali di questo clima di ecumenismo mondialista? Donne (stuprate martoriate vilipese nel 90% dei casi da stranieri), degrado ambientale, inevitabile cemento votato ad ospitare il surplus abitativo confermato dai dati ISTAT (accoglienza è bello: ma poi dove li metti? Nuova edilizia popolare per un nuovo popolo…), anziani massacrati ogni giorno nelle loro case da responsabili puntualmente frutto dell’accoglienza indiscriminata…

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2012/04/07/il-vero-coraggio-e-denunciare-il-silenzio-dei-conniventi-col-genocidio-dei-nuovi-deboli-scrivendo-ai-giornali-e-a-tutti-gli-amici/

Vale anche per la musica: quante band sono davvero politicamente scorrette, quando tutti parlano di pace, amore, fratellanza, accoglienza..e poi magari tengono la propria madre in ospizio? E’ difficile essere davvero liberi e non proni al Pensiero Unico…http://www.youtube.com/watch?v=rSZhJCKmg9k

Ed ecco che i preservativi al papa, una delle tue bravate più acclamate, non fanno più impressione a nessuno, sono come sparare sulla croce rossa, dov’è il coraggio di una simile azione, al giorno d’oggi? Dov’è la provocazione? Perché non andare a proporli agli islamici, che figliano indiscriminatamente ben più dei cattolici anche fuori dalle loro terre (mai presa una metropolitana?) col dichiarato intento di ottenere cittadinanze che poi amministrazioni locali, avide di voti, regalano come caramelle, senza nemmeno chiedere il consenso agli italiani (perché tu, che sei un indiscutibile comunicatore, non proponi una consultazione popolare che consenta agli italiani di esprimersi su Euro, Europa, multiculturalismo e immigrazione?! Mal che vada avremmo finalmente un placet popolare sinora mai giunto a tali fenomeni autoritativamente imposti dall’alto!)

Ah..un’altra cosa: gli imprenditori italiani si stanno suicidando quotidianamente, fenomeno che gli storici e i sociologi non ricordano come già accaduto a memoria d’Uomo.  Dunque chi è l’obbiettivo da attaccare, quando ciò avviene perché a farla da padroni sono delocalizzazione e lavoro in nero imposti da Beata Globalizzazione?

Credi, Gabriele, questa mail non è una provocazione, né tantomeno una presa in giro, ma un’offerta di libero confronto con un cittadino che, essendosi fatto notare, non può negare d’aver passione mediatica, e tale evidenza gli attribuisce delle responsabilità di onestà intellettuale.

Grazie per la tua attenzione, cordialmente

HELMUT LEFTBUSTER

30 apr 2012 d.C.

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8 X 1000 : SE LA BENEFICENZA E’ LIBERA, FACCIAMOLA A CHI CI PARE A NOI !

aprile 28, 2012

Sarete anche voi bombardati da losche pubblicità di onlus e associazioni “benefiche” varie che, lacrimevoli nella forma ma partigiane negli intenti, come avvoltoi mediatici vi invitano a donare il fatidico 8X1000 a chi (se stesse) maggiormente si prodiga in difesa delle più (in)verosimili categorie di diseredati, fra le quali campeggiano puntualmente gli “ultimi del mondo” (che non si sa bene chi siano, sebbene vorrebbero farcelo intuire con immagini esotiche che poco si distaccano nei contenuti dalla nostra realtà) e gli immancabili “immigrati”, i quali, a giudicare dalla cronaca quotidiana, non sembrerebbero esattamente né deboli né bisognosi…

http://www.oggitreviso.it/rissa-strada-ragazzo-aggredisce-carabinieri-arrestato-47116

Tantopiù che a considerare le statistiche dei suicidi, uniche vere prove del 9 di autentica disperazione individuale (alias povertà) non figurerebbero né “ultimi del mondo” e né “immigrati”, ma italianissimi imprenditori schiacciati dal senso di responsabilità verso i propri familiari, i propri dipendenti, la propria professionalità..e le insostenibili tasse che incombono sulle loro aziende proprio a causa di quel lavoro nero e di quelle delocalizzazioni dei quali raramente i nostri connazionali sono responsabili, e che invece stanno letteralmente accoppando l’economia dell’italico popolo con l’alibi usata, da chi dirige la giostra mondialista, di “rincorrere il mercato”.

Ma invece di rincorrerlo, sto benedetto mercato, non sarebbe preferibile mandarlo a fare in culo e tornare a mangiare la nostra insalata, a bere il nostro latte, a pescare il nostro pesce, a costruire le nostre automobili, come logica, prima che Amor Patrio, vorrebbero?

E allora iniziamo dal dare l’8X1000 a chi si impegna davvero nel mandare disperatamente avanti la baracca nostrana: ricordate che la beneficenza si fa ai poveri che vanno considerati tali attraverso la percezione della realtà e il relativo libero convincimento d‘ognuno, non a categorie precostituite e impacchettate come tali dalla propaganda mondialista !

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/04/27/news/suicidio-34065053/

HELMUT LEFTBUSTER

in appendice Pasquinata Dvracrvxiana :

Sai cosa pensa il sinistro oramai?
“Dona al diverso, al simile mai!”
E sai caro Araldo cos’io gli rispondo?
“Il buco del cul chi ci ha fatto rotondo?”

ILLE DOCTOR LUMINIS

PERCHE’ POPULISMO NO E MONDIALISMO SI‘ ?!

aprile 26, 2012

Insomma, il più magnificente acronimo della storia d’Occidente recita “Il Senato e il Popolo Romano”. Di “mondo” non v’è traccia, poiché tale concetto ha ben poco a che vedere col senso d’appartenenza d’un popolo, anzi, ne è l’antitesi.

In questi giorni di grande fermento e di scoperchiamento dei mortiferi arcani che, anche grazie a libero confronto e alla comunicazione sulla rete, iniziano volenti o nolenti a disvelarsi, sentiamo sempre più spesso demonizzare il termine “populismo”, come fosse una sorta di istigazione a quel “nuovo delinquere” che è l’amare se stessi e lavorare nell’interesse del proprio populus.

Appunto: non è forse il “populus” il titolare della democrazia? Vi risulta forse che dalla Costituzione Italiana siano stati banditi i concetti di “nazione” o di “confini”, legati al termine “popolo“ ?
O, piuttosto, leggi plastificate e correnti di pensiero “prefabbricate” ad uso e consumo del mondialismo sono state nel frattempo aggiunte sotto i nostri nasi ad “integrare” gerarchicamente le fonti del nostro Diritto con gli altisonanti nomi di “leggi comunitarie“ e di fumosi “accordi sovranazionali“, senza che il popolo sovrano e contribuente sia stato minimamente interpellato?!

Ancora più sul concreto: il termine “protezionismo“. E’ noto a tutti, oramai, come e quanto la globalizzazione miri a schiacciare le identità per ricondurre prodotto e forza lavoro ad un unico parametro qualitativo, il più basso esistente; ed è altresì chiaro quanto tale processo sia imperniato sull’apertura dei mercati nazionali alla concorrenza sleale di “paesi terzi” che incarnano tale possibilità di regressione minacciando quello sviluppo che l’Occidente si era sudato nei secoli.
Ebbene come mai starnazzano tutti di concorrenza cinese e indiana, e poi quando si tratta di contrapporre l’unico antidoto logico esistente, il protezionismo appunto, si ode ergersi un coro di “nooooo..non si puòòòòòò!”.. e ci si lascia tutti stritolare con quella parolaccia ancora in bocca?!

Allora, non sarà che anche la demonizzazione della parola “populismo”, nobile e sacra come più non potrebbe essere data la sua etimologia, fa paura proprio perché disarciona il male assoluto che invece è quel masochismo civile, commerciale e produttivo che ci sta mettendo in mutande?

Quando si viene attaccati ci si protegge, così come l’uomo ha sempre fatto: di qui il termine protezionismo!

Il titolare del diritto di suolo e di cittadinanza di una nazione è il “populus”, sostantivo che non a caso ha il plurale, “populi”, a conferma filologica della sua funzione di indicare soggettività collettive che non si costituiscono in “unicum umano” globale, bensì in pluralità etniche e giuridiche divise per territorii, diversificate linguisticamente e concorrenziali commercialmente fra loro poiché contraddistinte da storia e percorsi antropologici differenti, senza che ciò equivalga a metterne in dubbio la pari dignità umana (perlomeno nell’accezione occidentale del termine..per altre non sappiamo).

Al contrario – ci si ragioni – il termine umanità il plurale non ce l’ha, poiché sottintende già di per sé quell’assoluto universale per isolare il quale occorrerebbe vedere la Terra da un altro pianeta, fattore che per il momento non riguarda la nostra èra, e del quale, semmai, ci si preoccuperà in futuro.

Allora: che ne direste di smettere di farci del male tornando a guardare lo specchio come il bene assoluto, e tutto il resto che gli sta attorno  come sorta di scalare buon vicinato con cui regolamentare civilmente, ma altrettanto fermamente, i rapporti diplomatici e commerciali così come i Romani seppero insegnarci?!
Se non ricondurremo al termine populus il nostro centro di gravità permanente, non solo ci toglieranno di dosso anche quelle stracciate mutande che ci sono rimaste, ma saremo presto obbligati a mangiarci la pappa del cane, poiché chi la vende dimostrerà che altrove già se la mangiano, e che in forza del precetto ecumenico per cui gli uomini sono tutti uguali,  dovremo metterci a farlo anche noi.

HELMUT LEFTBUSTER

SE IL MULTICULTURALISMO MERCANTILIZIO CAMBIA IL COLORE PURE AI MANICHINI…

aprile 23, 2012

…come potrà, in futuro, non cambiare usi, costumi, gusti e leggi del nostro paese?!

Chi è, dunque, il razzista: chi non si pone altre questioni che non siano il rispetto di leggi e tradizioni, o chi cambia il colore della “pelle” anche ai manichini pur di ammiccare grottescamente ai “nuovi compranti”, rendendo il fattore cutaneo ora sì discriminante, anziché ininfluente come dovrebb‘essere?!

Tantopiù che sfido qualsiasi cittadino evoluto a computare nella decisione d’acquisto d’un capo d’abbigliamento il colore del manichino sul quale esso è esposto.

Se invece s’inizia a sentire l’esigenza di cambiare il colore dei manichini, non può che esservi o un eccesso di politicamente corretto talmente cretino e infantile da creare prima o poi dei seri danni in faccende ben più serie, oppure il fatto – più allarmante – che la trasformazione della demografia non sta affatto avvenendo con quella naturalezza e spontaneità che vorrebbero farci credere, ma altro non è se non l’espletamento di un progetto di “sovescio demografico” organizzato dietro precise spinte mercantilizie, autoritarie e antidemocratiche le quali, se oggi conducono a cambiare la plastica di un manichino su due, domani chissà quali stravolgimenti si appresteranno a realizzare. (la foto in questione è stata scattata in Italia, non a New York!)

Ad iniziare dal dato elettorale ben poco trasversale di chi preme per istanze disallineate rispetto a quelle di una collettività culturalmente coesa, a finire al sottocosto antisindacale cui la globalizzazione, inevitabilmente, costringerà anche i migliori lavoratori di questo mondo.

Quindi chiudiamo con un quesito piuttosto semplice: non è che per caso tutta questa animosità multiculturalista serviva molto più prosaicamente ad abbassare i costi del lavoro, punto e basta?!

http://www.corriere.it/economia/12_aprile_21/nero-servizi-postali-contratti_0bccf1be-8b9a-11e1-bdb0-bf9acf202da2.shtml

HELMUT LEFTBUSTER

UNA FORZA DEL PASSATO (di Pier Paolo Pasolini) – crestomazia dvracrvxiana –

aprile 22, 2012

“Io sono una forza del Passato.

Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle Chiese,
dalle pale d’altare, dai borghi dimenticati sugli Appennini o le Prealpi, dove sono vissuti i fratelli.

Giro per la Tuscolana come un pazzo,
per l’Appia come un cane senza
padrone. O guardo i crepuscoli, le mattine su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo, come i primi atti della Dopostoria, cui io sussisto, per privilegio d’anagrafe, dall’orlo estremo di qualche età sepolta.

Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno d’ogni moderno
a cercare i fratelli che non sono più”.

(da “Poesia in forma di rosa”, 1964 d.C., di Pier Paolo Pasolini, Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975, poeta, giornalista, regista, sceneggiatore e scrittore italiano)

Il “sinistrismo” dominante in Italia dal dopoguerra ad oggi (ora definitivamente disvelatosi in “mondialismo“) ha fatto carne di porco della ragione e della libertà di ragionare altrui, ammazzando cultura, identità, e fierezza nazionali attraverso un antinazionalismo militante infarcito di censura storiografica, depistaggio letterario, e conformismo opinionistico.

E Pasolini ne è stata una delle tante vittime dirette e indirette come tutti gli uomini liberi.

Ma ora la giostra di menzogne s’è inceppata: la squallida realtà e gli atroci risultati a cui hanno portato decenni di cultura post-bellica sono sotto gli occhi di tutti; e grazie – anche – alla tecnologia possiamo finalmente riappropriarci della verità, del passato, e sputare in faccia a chi ha fatto di tutto per negarceli.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

LA CORTE DEL LEONE ( di Trilussa ) – crestomazia dvracrvxiana –

aprile 21, 2012

LA CORTE DEL LEONE – di Trilussa –

 

El Leone, ch’è Re de la Foresta,
disse un giorno a la moje: – Come mai,
tu che sei tanto onesta,
hai fatto entrà ‘na Vacca ne la Corte?
Belle scorte d’onore che te fai! –
– Lo so, nun c’è decoro:
– je fece la Lionessa –
ma nun so’ mica io che ce l’ho messa;
quela Vacca è la moje de quer Toro
ch’hai chiamato a guardà l’affari tui:
sopporto lei per un riguardo a lui;
ma si sapessi er danno
che ce fanno ‘ste bestie, che ce fanno!
– Hai raggione, hai raggione, nun ce torna –
j’arispose er Leone; e er giorno istesso
fece ‘na legge e proibbì l’ingresso
a tutti l’animali co’ le corna.
Così per esse certo
d’avè ‘na corte onesta,
er Re de la Foresta
lo sai che diventò? Re der Deserto.

La corte del Leone, di Carlo Alberto Salustri (Trilussa), poeta italiano, romano, 1871-1950)

Commento di ILLE DOCTOR LUMINIS

Trilussa, in questo apologo animalesco, sembra ricevere, con ironia ed astuta conoscenza del suo presente, un servizio battuto dallo stesso Fedro. E’ una palla che attraversa i secoli, che ha messo in difficoltà i migliori, che non scoraggia di certo il buon Salustri, il quale naturaliter risponde, facendo sentire il pubblico al sicuro: il buon gusto non è prerogativa di nostalgici, perché non è mai morto. Perché farne il funerale? Finchè sarà valida la categoria sociale dell’idiota, sarà valida la figura del satirico che, col buon gusto di una satira tradizionale e “tota nostra”, non mancherà il suo dovere di castigare ridendo. Trilussa frusta, ma anziché far fuoriuscire sangue dalle ferite inferte, fa fuoriuscire risate. La satira è un patibolo divertente, in cui la seriosità della giustizia si stempera in una collettiva risata, sospiro del coerente, flagello del tiranno.

Commento di HELMUT LEFTBUSTER
Una suggestione anche riguardo la spuriazione dei ruoli e delle identità sociali in seno ad una comunità che, se eccessivamente adulterate, non possono che stravolgerne ordine e benessere.

ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA
– crestomazia dvracrvxiana –

CITTADINANZE CARAMELLATE

aprile 21, 2012

Approvato dal Consiglio comunale il regolamento per l’istituzione e l’elezione della Consulta dei cittadini stranieri e apolidi della citta’ di Cagliari.

“Siamo pronti perche’ spesso ci facciamo curare da loro, perche’ gli affidiamo i nostri anziani, perche’ accompagnamo i nostri figli a scuola con i genitori extracomunitari e li lasciamo a scuola con i loro figli. Siamo pronti perche’ mangiamo i loro cibi e chi puo’ lo fa nei loro ristoranti. Siamo pronti perche’ l’estensione dei diritti non provoca mai il peggioramento della vita di chi quei diritti li ha gia’”. Massimo Zedda. (staff)

Ecco, questo è il pensiero di quei politici e amministratori che, nonostante la crisi nera del “prodotto” e dei prodotti nazionali, nonostante il tragico incedere dei suicidi degli imprenditori schiacciati dal sottocosto straniero, nonostante che il pane non basti più nemmeno per gli italiani, e nonostante il principio di cittadinanza “di sangue” sia scritto nella Costituzione, anziché tentare di aiutare la propria gente a rimettersi in sesto incentivando il protezionismo commerciale e raccogliendosi attorno al significato archetipo di comunità, continuano imperterriti ad occuparsi di “voti nuovi”, consci evidentemente del fatto che presto gli italiani, così come li conosciamo, spariranno del tutto e non potrebbero più votarli in nessun caso, neppure se lo volessero.

Ma fortunatamente siamo in democrazia, ed è pieno diritto di ogni cittadino libero e contribuente confutare le idee dei propri amministratori sulla pubblica piazza.
E’ anzi indispensabile che tutti i cittadini, ad iniziare dalla “casalinga di Voghera” siano consapevoli dei giochi demagogici che vengono fatti sulla loro pelle dal pensiero mondialista e dai suoi sacerdoti senza l’avallo di una reale partecipazione democratica alle conseguenti decisioni politiche e amministrative.

Ebbene, ecco il nostro libero commento alle parole del sindaco di Cagliari:

1) la convivenza multietnica di cui egli parla non è mai stata suffragata da alcun accertato consenso popolare, bensì imposta dall’alto.

2) Badanti, operai sottocosto, loschi internet point, superflui e approssimativi esercizi d’ogni genere aperti ad ogni ora del giorno e della notte, ammesso e non concesso che ricoprano la totalità della leale ed onesta occupazione immigrata, non potrebbero in nessun caso contribuire al benessere di una comunità nazionale aggravata proprio dai sintomi tipici della sovrappopolazione: impoverimento, disoccupazione, cemento, degrado e delinquenza.
In particolare le badanti sono il prodotto di un società malata in cui lo sfruttamento reciproco di ruoli mercenari, e non affettivi, ha innescato circoli viziosi estranei ai tradizionali millenarii equilibri familiari basati sul sentimento, sulla responsabilità affettiva e parentale, e non sul mercimonio. Detto semplicisticamente: come si è sopravvissuti per secoli senza le badanti?! Ecco, avremmo potuto benissimo continuare così…

3) Le liste politiche messe su da immigrati, essendo portatrici di istanze chiaramente corporative a sfondo etnico (diversamente non sarebbero tali, basta leggerne i programmi per verificarne ogni punto rigorosamente proteso all‘accaparramento di diritti e alla relativa soppressione di quelli altrui), non potranno mai essere foriere di vantaggi applicabili trasversalmente all’intera cittadinanza, così come la Costituzione invece prevederebbe per ogni “missione“ partitica che sia democratica: non bisogna essere dei costituzionalisti per capirlo!

4) la faccenda dell’ ”estensione dei diritti che non danneggerebbe chi già li possiede” è puro non-senso logico aggravato da copiosa malafede ideologica: un “diritto” è tale inquanto è concesso; se non ci fosse bisogno di concederlo, non si chiamerebbe “diritto” e si acquisirebbe con la semplice “capacità giuridica” che, nel nostro ordinamento, ogni essere umano acquisisce con la mera nascita, – essa sì – ovunque egli si trovi e da qualsiasi luogo provenga.
La “cittadinanza”, invece, non si acquisisce per nascita, ma per discendenza, o, eccezionalmente, per particolari meriti come l‘aver salvato qualche vecchietta da una rapina, o l‘aver difeso qualche fanciulla da uno stupratore..casi che si verificano così raramente da non poter essere troppo sovente utilizzati come onorificenze, altrimenti ne sentiremmo strombazzare ovunque e continuamente, statene certi.

Diritti sono ancora la patente, una proprietà, un titolo accademico, un’esenzione tributaria, un’onorificenza, e si possono acquisire per il fatto soggettivo oggettivo di esserceli guadagnati, o per quello oggettivo di rientrare in determinate categorie specifiche che ne sono giuridicamente meritevoli; insomma, non sono caramelle, hanno un costo, e vanno elargiti esclusivamente a chi ne ha – per l’appunto – diritto.

Pertanto, tale caratteristica di specificità non potrà mai evitare di sottrarre risorse da qualche parte per afferirne alla sacca del richiedente: in natura nulla esiste di indeterminato ed infinito!
Sarebbe come dire che c’è pane per tutti poiché c’è grano per tutti: già, ma quanti sono questi “tutti” in relazione alla dimensione della coltivazione, all’effettiva forza lavoro impiegata nella coltivazione medesima, e alla quantità di bocche da sfamare con la totalità del prodotto? Questa è logica politica, non beneficenza elettoralistica…

In conclusione, quegli amministratori che, attraverso prassi irrituali se non del tutto illegali (ad esempio concessione cittadinanza onoraria elargita in massa ai figli di immigrati), dovessero tentare di cambiare la norma costituzionale dello Ius Sanguinis attualmente vigente, non attraverso maggioranze parlamentari qualificate come la legge prevede, ma a colpi di “commoventi” provvedimenti amministrativi ad personam, andranno giudicati dai loro elettori alla stregua di terroristi e nemici del popolo.

E i terroristi sono nemici del popolo non tanto perché sparano, ma soprattutto perché non lo interpellano, fottendogli la sovranità ancor prima di avergli fottuto la buona fede.

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/pesaro-cittadinanza-figli-immigrati-ius-soli-1095817/

HELMUT LEFTBUSTER

PERICOLO DI VITA o..PERICOLO DI MORTE ?

aprile 19, 2012

L’immensa antropologa Ida Magli parla chiaramente del “pericolo di morte” dell’intera Civiltà Occidentale così come noi la conosciamo (Il Giornale del 18 4 2012 d.C.).

http://www.ilgiornale.it/cultura/la_notte_delloccidente/18-04-2012/articolo-id=583590-page=0-comments=1

Il “fattore morte”, concepito come “limes”, come “fine”, è dunque talmente incombente sulla nostra coscienza collettiva  intesa come insieme delle singole silenti individualità dei cittadini, da dover essere ad ogni costo mediaticamente veicolato e adeguatamente calmierato da coloro i quali hanno la nefasta responsabilità di questo “suicidio collettivo assistito dell’Occidente” (parole della succitata antropologa), attraverso una distorsione mediatica dei modi di dire quotidiani espressi sui giornali, in Tv, dalla gente comune, cosicché esso appaia a tutti come sorta di fantasmagorica chimera che nessuno avrà mai il coraggio di indicare agli altri come reale.

Ed ecco che la corretta espressione “pericolo di morte” , un tempo, quando ancora la sacralità della vita umana – individuale e collettiva – era portata in palmo di mano dall’Autorità pubblica, impressa su tutti i punti nevralgici degli spazi comuni come i tralicci dell’alta tensione, le ferrovie, le cabine di trasformazione o i tombini, oggi viene edulcorata, sviata, distorta in quella di “pericolo di vita”, così da fuorviare subliminalmente quel sano livello di attenzione civile che ogni cittadino dovrebbe mantenere verso l’incolumità sua e del suo prossimo; e così da far percepire il pericolo imminente come una sorta di male minore.

Fateci caso: quante volte sentite dire o leggete sui media l’errata locuzione “non è in pericolo di vita”? Il pericolo non è la vita, ma la morte! Solo il pensiero sinistro, nichilista ed etnomasochista trova vantaggio nel confondere ed invertire i due piani. E poiché l’apparato culturale ufficiale, gravemente ammalato di mondialismo, non muove un dito per salvaguardare la purezza della lingua e la correttezza comunicativa, nessuno ci fa caso, e si continua ad indugiare su errori semantici e linguistici che, col tempo, traviseranno l’intera realtà circostante, rendendone facilmente epurabile ogni presidio identitario primordiale.

Sì, questo è il loro progetto..o almeno lo sarebbe al netto della sottovalutazione ch’essi fanno della nostra attenzione, della nostra Anima, della nostra intelligenza, della nostra resistenza.

Essere è resistere: e vivere è restare svegli.

HELMUT LEFTBUSTER

LA NOTTE DELL’OCCIDENTE di Ida Magli (da Il Giornale – 18 aprile 2012.)

aprile 19, 2012

LA NOTTE DELL’OCCIDENTE

di Ida Magli (da Il Giornale – 18 aprile 2012.)

http://www.ilgiornale.it/cultura/la_notte_delloccidente/18-04-2012/articolo-id=583590-page=0-comments=1

Quali caratteristiche presenterà quella parte geografica del mondo che corrisponde all’Europa, in particolare all’Europa d’Occidente, verso la metà del 2000? Si può affermare con quasi assoluta certezza che la cultura che oggi siamo soliti indicare con il nome di «occidentale» e che la caratterizza, sarà quasi del tutto scomparsa.

Si può anche presumere che il processo di estinzione avverrà molto rapidamente. Il motivo è evidente: le culture vivono attraverso gli uomini che ne sono portatori. Verso il 2050 l’Europa sarà abitata da un gran numero di Africani insieme a gruppi di media consistenza di Cinesi e di Mediorientali, a causa della continua e massiccia immigrazione dall’Africa e dall’Oriente e dell’altissima prolificità di queste popolazioni, superiore in genere di almeno cinque volte a quella degli Europei. \\
La morte dell’Italia è già in atto soprattutto per questo: perchè nessuno combatte per farla vivere; persino perchè nessuno la piange. È contro natura, contro la realtà dei sentimenti umani, ma è così: stiamo morendo, nel tripudio generale, con una specie di «suicidio felicemente assistito» dai nostri stessi leader, governanti e giornalisti. Non per nulla l’idea del suicidio assistito è nata in Occidente.
Le cifre sull’incremento demografico europeo sono abbastanza diverse passando da una Nazione all’altra (di solito più alte in Francia, in Svezia e negli altri Paesi del Nord), ma le previsioni sulla fine della società europea rimangono più o meno le stesse. I gruppi che popolano l’estremo Nord europeo, anche se più prolifici degli Italiani, sono però poco numerosi e di conseguenza non incidono in modo significativo sull’incremento totale; ma soprattutto quello che conta è la particolare dinamica dei singoli fattori culturali che sostengono la civiltà europea e che influiscono in modo diverso nelle varie Nazioni. La conclusione, in ogni caso, è chiara: i «portatori», i soggetti agenti della cultura occidentale, saranno sempre più in minoranza.
Per «minoranza» non si deve intendere, infatti, esclusivamente quella numerica in quanto gli Europei continueranno anche oltre il 2050 a essere, almeno in alcune zone, più numerosi degli Africani – ma quella psicologica: essere invasi e sopraffatti senza aver combattuto induce all’estinzione. Si tratta della situazione opposta a quella dei popoli conquistati con le guerre. Questi covano anche per secoli la propria resurrezione, resistendo alle imposizioni del nemico proprio perch´ è «nemico», e impegnano tutte le energie nel conservare la propria lingua, i propri costumi, la propria religione. In Europa uno degli esempi forse più famosi da questo punto di vista sono i Polacchi e gli Ungheresi che hanno resistito sotto il dominio straniero, russo e tedesco, con la consapevolezza orgogliosa della propria storia, del proprio coraggio, delle proprie virtù. Malgrado fossero costretti all’uso della lingua straniera, i Polacchi si sono rifugiati nella propria come nella più forte arma di difesa, convinti che lì si trovasse il principale strumento di salvaguardia della loro identità. \\ Si tratta di una convinzione istintiva, anche se sono moltissimi gli scrittori che l’hanno affermato con assoluta sicurezza. Fra quelli italiani, volendoli citare, ci sarebbe solamente l’imbarazzo della scelta, visto che non c’è stato nessuno, a partire da Dante via via attraverso i secoli fino all’unità d’Italia, da Petrarca a Galileo a Leonardo a Machiavelli a Vico a Cesarotti a Leopardi a Carducci a Pascoli a D’Annunzio a Croce, che non abbia difeso con tutte le sue forze la lingua italiana affermandone, oltre alla supremazia espressiva e alla ricchezza melodica in confronto a tutte le altre lingue, proprio la funzione di linfa vitale per l’identità del popolo che la parla: la lingua «sostituto della patria», come dice Luigi Settembrini.
Compariamo questo comportamento con l’invasione ricercata e voluta degli orridi anglo-americanismi nella lingua italiana in uso oggi, e sapremo perch´ stiamo andando verso l’estinzione.

http://www.ilgiornale.it/cultura/la_notte_delloccidente/18-04-2012/articolo-id=583590-page=0-comments=1

IDA MAGLI

OPINIONI TERAPEUTICHE di Ille Doctor Luminis

aprile 18, 2012

Prefazione di HELMUT LEFTBUSTER

L’aspetto fondamentale, dal mio punto di vista, di questo pregevole intervento del magnifico Luminis risiede nel suo invito al confronto democratico e al relativo diretto corollario logico: la divulgazione.
Amici, non molliamo: divulgare non è aspergere idee consorziali, notizie sensibili, soluzioni praticabili solo fra persone concordi; ma è soprattutto farlo verso chi non ascolta o non ha ancora mai voluto ascoltare.
“Divulgazione” è predicazione verso chiunque, ma soprattutto verso chi ancora non è consapevole. Munitevi di profili FB, twitter, ciò che preferite, e andate a farlo oltre i vostri steccati: allora sì che al di qua potremo brindare!

H.L.

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Il punto minimo delle relazioni sociali lo abbiamo toccato rinunciando ad esprimere costantemente le nostre opinioni. Il dialogo è di per sè una forma di mediazione, ma ciò non toglie che non tutte le dispute debbano risolversi con un accordo. Il grave problema di questi ultimi anni è che spesso si sovrappongono le categorie di accordo e di amicizia. L’amicizia non è tangenza nei risultati, al massimo affinità di metodologie. Ed ecco la corretta definizione si similità: utilizzo di medesimi approcci propedeutici a risultati a volte uguali, a volte diversi.

Ma nell’assenza tribale di possibilità di autentico confronto, perdiamo di vista la concretezza delle nostre opinioni, anche perchè perdiamo la reale occasione di un punto di vista esterno, che possa porsi in antitesi alle stesse, rafforzandole se giuste o distruggendole se sbagliate o troppo deboli.

Chissà perchè due persone che parlano o sono nemiche, e dunque litigano, o sono amiche, dunque perennemente in accordo. Oddio, non parlo di pedissequi “sì, certamente”: estendo il discorso a tangenze ed accordi generali presi solo per non incrinare determinati rapporti perbenisti di cordialità.

Eppure quanto farebbe bene a tutti se ognuno di noi riuscisse, pesando le parole, ad esprimere i propri pensieri completamente. Suppongo che tutto ciò sia terapeutico: per noi, perchè la verità all’esterno è il bene assoluto, all’interno è l’assoluto male, e funge da tossina propria dell’ipocrisia; per i nostri amici, i nostri simili, che potrebbero giovarsi di punti di vista diversi e esterni tramite i quali temprare i loro pensieri.

Sto scrivendo banalità, penserà il presuntuosello del cazzo tra sè e sè. Ma quante volte in una tavolata di amici vi siete ridotti all’opinione comune pro bono pacis, come se opinioni diverse contribuissero a far divorziare elementi sociali fino a quel momento congiunti? Quante volte tutti noi siamo partiti dal presupposto “non sarò mai d’accordo” e – dopo ingarbugliatissimi giri di parole – siamo arrivati al medesimo punto di vista di chi stava con noi polemizzando, magari smussando la lama delle nostre affermazioni pian piano, quasi per buona educazione?

Non è scortese, amici, avere ragione. E si può benissimo avere ragione in Società, dimostrando di essere nel giusto con garbo sì, ma con ferma determinazione. E il permanere sè stessi non è incompatibile col vivere sociale, mentre lo è con l’isolamento. Chi si isola dimostra di avere torto prima ancora di sapere se ha torto o ragione, poichè reputa così deboli le proprie argomentazioni da preferire la resa.

Non è scortese, amici, dissentire, perchè – sebbene la verità sia una – essa è raggiungibile in molteplici modi. Ognuno è libero di prendere la strada che più preferisce: perchè se da una parte c’è l’occamiano che ritiene la soluzione più rapida la più veritiera, dall’altra c’è chi preferisce la strada di campagna all’autostrada per il gusto di godersi un panorama migliore, di passare in mezzo ai tanti paesini che pian piano mutano a partire da una realtà, per finire ad un altra.

Non è scortese, amici, parlare e dire la propria. Anzi, ricercare il dialogo è il perno della cortesia. Impregnare ogni parola del nostro modus vivendi è l’anima (o quanto meno dovrebbe esserlo) della società.

Chi è, ordunque, oggi l’autentico classista, il vero razzista? Chi sceglie di non degnare chiunque della propria parola, di accettare la possibilità del dialogo da chiunque. Possiamo concordare, possiamo dissentire, ma fondamentalmente dobbiamo dialogare. Con tutti.

Solo affrontando di petto la diversità potremo arrivare al meglio a delinere la nostra identità, nostra e dei nostri simili. Amico o nemico che sia, l’importante è che lo si conosca.

E allo stato attuale delle cose la conoscenza è limitata, spesso e volentieri da visioni integralista di passate ideologie.

Non sono qui a denigrare l’ideologia: ce ne fossero! Sono qui a vomitare sull’integralismo, sulla perenne ossessione di certuni ad avere una sola etichetta per il resto della vita.

Sin dai primordi della filosofia l’uomo è caratterizzato da uno strano dualismo: anima e corpo. Poi l’anima si scinde in razionale e sensibile. Passano gli anni, si scopre l’inconscio, l’es, l’io e il super io. L’uomo corporreo/animale è soggetto a leggi e convenzioni: è sociale, è economico, è politico. Chiunque sia convinto che ognuno di noi è uno solo è un idiota. Chiunque tenda all’unità è il migliore. Chiunque tenti di conciliarsi è divino. Colui che concilia senza essere conciliato semplicemente gioca da non-uomo.

Qui rischio seriamente di dilungarmi in datistica non funzionale al mio messaggio. Anzi, probabilmente tutta l’amplificatio retorica del titolo è superflua. Torniamo all’argomento: le opinioni di tutti sono terapeutiche per tutti. Prima lo capiamo, meglio è.

ILLE DOCTOR LUMINIS – Aristocrazia Dvracrvxiana –