PERICOLO DI VITA o..PERICOLO DI MORTE ?

L’immensa antropologa Ida Magli parla chiaramente del “pericolo di morte” dell’intera Civiltà Occidentale così come noi la conosciamo (Il Giornale del 18 4 2012 d.C.).

http://www.ilgiornale.it/cultura/la_notte_delloccidente/18-04-2012/articolo-id=583590-page=0-comments=1

Il “fattore morte”, concepito come “limes”, come “fine”, è dunque talmente incombente sulla nostra coscienza collettiva  intesa come insieme delle singole silenti individualità dei cittadini, da dover essere ad ogni costo mediaticamente veicolato e adeguatamente calmierato da coloro i quali hanno la nefasta responsabilità di questo “suicidio collettivo assistito dell’Occidente” (parole della succitata antropologa), attraverso una distorsione mediatica dei modi di dire quotidiani espressi sui giornali, in Tv, dalla gente comune, cosicché esso appaia a tutti come sorta di fantasmagorica chimera che nessuno avrà mai il coraggio di indicare agli altri come reale.

Ed ecco che la corretta espressione “pericolo di morte” , un tempo, quando ancora la sacralità della vita umana – individuale e collettiva – era portata in palmo di mano dall’Autorità pubblica, impressa su tutti i punti nevralgici degli spazi comuni come i tralicci dell’alta tensione, le ferrovie, le cabine di trasformazione o i tombini, oggi viene edulcorata, sviata, distorta in quella di “pericolo di vita”, così da fuorviare subliminalmente quel sano livello di attenzione civile che ogni cittadino dovrebbe mantenere verso l’incolumità sua e del suo prossimo; e così da far percepire il pericolo imminente come una sorta di male minore.

Fateci caso: quante volte sentite dire o leggete sui media l’errata locuzione “non è in pericolo di vita”? Il pericolo non è la vita, ma la morte! Solo il pensiero sinistro, nichilista ed etnomasochista trova vantaggio nel confondere ed invertire i due piani. E poiché l’apparato culturale ufficiale, gravemente ammalato di mondialismo, non muove un dito per salvaguardare la purezza della lingua e la correttezza comunicativa, nessuno ci fa caso, e si continua ad indugiare su errori semantici e linguistici che, col tempo, traviseranno l’intera realtà circostante, rendendone facilmente epurabile ogni presidio identitario primordiale.

Sì, questo è il loro progetto..o almeno lo sarebbe al netto della sottovalutazione ch’essi fanno della nostra attenzione, della nostra Anima, della nostra intelligenza, della nostra resistenza.

Essere è resistere: e vivere è restare svegli.

HELMUT LEFTBUSTER

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