PAN DI CACAO ALLA CONFETTURA DI CILIEGE – ricetta dvracrvxiana –

Le cioccolaterie d’una volta..che meraviglia! E al diavolo chi dice che il cacao è una pianta esotica frutto del colonialismo europeo: Italia, Austria e Svizzera sono i più grandi e raffinati produttori di cioccolata al mondo, forse proprio grazie all’omaggio, che l’imperatore e Gran Sacerdote azteco Montezuma (regnante dal 1502 d.C. sino alla sua tragica morte) fece al suo collega europeo Carlo V, di una fenomenale partita di cacao, paradisiaco seme dal quale fu conquistata l’intera aristocrazia europea, a riprova di quanto non vadano confusi i preziosi scambi culturali e commerciali – paritari e leali – fra civiltà, con il “melting pot” che va di moda oggi, quell’orrenda marmellata culturale e commerciale che non valorizza il pregio dello scambio e del confronto, ma distrugge i sapori delle merci originarie ed liquefa ogni sentimento d’amicizia e di gratitudine umana fra popoli.

Purtroppo, successivamente a tale periodo felix che culminò con la discussa morte del suddetto imperatore azteco, l’avidità di certi faccendieri e “conquistadores” e  di loro facenti veci  che “mediavano” fra la politica della Corona e gli effettivi interessi delle compagnie colonizzatrici, ebbero la meglio, sfociando di lì a poco in orrendi stermini e autentici genocidi senza i quali oggi avremmo avuto un’America del sud forse meno “latina” ma più giusta e autoctona.

Ma lasciamo la Storia che, se ben studiata, sarà sempre foriera di verità seppure non sempre allegre, e torniamo alla ricetta del nostro titolo.
Allora, foderate un tegliotto non tanto largo e un po’ fondo con carta da forno, e lo riempite col composto che segue:

250g di farina, 70 di cacao amaro in polvere (prodotto e confezionato in Italia), 3 uova intere, 125g di burro, una bustina di lievito sciolto in un bicchiere di latte: impastate con una frusta questi ingredienti sino ad ottenere un composto cremoso, ma piuttosto compatto.

Poi versate metà del composto nel tegliotto; una volta adagiatosi sull’intera superficie della base, ricoprite questo primo strato con della confettura (o, se la preferite, della marmellata) di ciliegie, se non fatta in casa, almeno di comprovata produzione italiana (diciamo..mezzo barattolo), allungandola con un goccio di vino dolce di vostro gradimento, o, se non l’avete, con un po’ d’acqua. Dopodiché coprirete tale strato con il rimanente quantitativo di composto per la torta, ed infornate il malloppo a 180° per circa 45 minuti.

Non temete di pasticciare fra loro i tre strati creatisi, fa parte del gioco che si amalgamino un po’ per lasciare che la marmellata avviluppi il cacao e viceversa.

Cacao e ciliegie ci appartengono entrambi: ecco perché questo dolce, apparentemente bizzarro nell’accostamento degli ingredienti, vi stupirà per bontà, consistenza, e succulenza d’aspetto.

HELMUT LEFTBUSTER e TESS LA PESCH  – Aristocrazia Dvracrvxiana –

“Corre la storia – già dice il fallito –
verso un’immensa e invincibile sfiga”;
Per il gaudente giammai mal vestito
… correr bisogna, ma dietro una figa.
Risponde il pigro: “Che pan saporito
se qualcun altro può coglier la spiga!”
“La vita è un carro trainato da un mulo,
ma serve – io dico – una botta di culo”.

pasquinata d’accompagnamento di ILLE DOCTOR LUMINIS

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