Circa QUEL NON SAPER (o VOLER..) DISTINGUERE UNA SVASTICA DA UNA TENDA DI CASA DELLA NONNA

“Alba Dorata” è il romantico nome di una formazione politica democratica ellenica (sì, democratica, altrimenti non sarebbe stata ammessa alle elezioni di un paese democratico!) dalle venature fortemente identitarie.
Ebbene, come è naturale che qualsiasi formazione faccia nello scegliersi i simboli posti a rappresentare mediaticamente i propri contenuti ideologici di riferimento (in Italia ne abbiamo avuti di idiotissimi: asinelli, girasoli, api, alberelli vari..), inquanto movimento identitario e nazionalista, Alba Dorata sì è scelta il disegno che maggiormente rappresenta la tradizione greca nell‘immaginario stilizzato moderno: una “greca” – appunto – avvolta nel fogliame celebrativo della classicità per eccellenza, l‘alloro dei Cesari.

Il problema è che tra malafede e ignoranza grassa, in molti hanno voluto vederci tutt’altro: svastiche, croci celtiche, simboli runici, fascisterie d‘ogni genere, tutti simboli che per esser definiti tali necessiterebbero almeno di qualche incrocio di linee e di qualche braccio roteante, elementi del tutto assenti in tale vessillo, come chiunque può osservare.

Ma ancor più grave è non vedere ciò che c’è per vedere ciò che non c’è: eppure, la tipica decorazione “greca” ce la dovremmo ben ricordare, se non dagli studi classici, almeno dalle istoriazioni dei libri di narrativa e di storia, da quelle dei reperti archeologici di provenienza ellenica, un tempo così consueti al nostro immaginario collettivo; e ancora dovremmo ricordarcela sui tendaggi dei teatri ed in molte decorazioni di soffitti domestici ove la ripetizione di quello stilema dava alle pareti delle abitazioni borghesi quel tocco di classicismo, talvolta persino pacchiano quando, anziché dipinto, veniva appiccicato con carta adesiva.

Già, ma che fatica ricordare con la R maiuscola, eh?! Rammentare i dettagli estetici della nostra infanzia, di quando a scuola ancora gli eroi si chiamavano Temistocle, Alessandro, Giulio Cesare, e di quando le nostre abitazioni erano decorate sui muri interni, anziché pisciate su quelli esterni.

Nooo, oggi il ricordo è bandito: per cui, anziché godere della sontuosità culturale di un drappeggio classicheggiante, è molto più conveniente dare addosso a dei bravi ragazzi democraticamente eletti dal popolo (che parolaccia..“il popolo”!) che accompagnano le vecchiette a ritirare la pensione e si battono per la libertà del proprio paese, ma che agli occhi dei perbenisti con la puzza d’ascella e la muffa nel cervello sono colpevoli di farsi troppe docce, di fare troppa palestra e di avere cranii troppo ben lucidati.

Percarità…sono neonazzzzistiiiii!

HELMUT LEFTBUSTER  skeggia dvracrvxiana – maggio 2012 d.C.

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