Un po’ di chiarezza – non priva di ironia – sul concetto di tradizione (di Ille Doctor Luminis)

Conosco una vecchietta (a cui tra l’altro voglio anche un gran bene) che fa delle torte orribili. E’ la quintessenza della tradizione: fazzoletto intorno alla testa per tenere i capelli sempre in ordine, casa sempre ben curata secondo antichissimi canononi, affettività innata verso i suoi cari, tipica delle persone d’un tempo.

Bene, ciò non toglie che faccia delle torte di merda. Ogni volta mi invita a casa sua ad assaggiare la sua ultima creazione, ogni volta fingo di mandar giù bocconi per poi sputare il tutto alla sua prima distrazione.

La domanda provocatoria di questa sera è la seguente: vanno venerate come tradizionali quelle torte schifosamente acide, quasi fossero ricavate da antibiotici scaduti?

Suppongo di no: la perpetuazione – per quanto in buona fede – di un errore resta un errore. Sapete cosa può essere considerato tradizionale, in tutto ciò? La lezione derivata dall’errore storico: se oggi devo preparare una torta, di certo non mi metto a seguire passo passo i consigli malvagi della cara vecchina!

“CVIVS COMMODA EIVS ET INCOMMODA” recitavano gli antichi: i Padri consegnano ai figli riserve sconfinate di sapienza, di saggezza, di esperienza in enormi forzieri medievali, dietro i quali – di solito – si nascondono piccoli fazzolettini che conservano manciate di errori, spesso neppure così trascurabili.

Siamo ovviamente fieri di ereditare tutto ciò. Eppure il nostro compito, rispetto ai Padri è duplice: dobbiamo impegnarci a conservare i tesori custoditi nei forzieri…e tentare di sbarazzarci il prima possibile delle schifezze dei fazzoletti, prima che l’onta di questi ultimi deturpi la grazia dei primi.

Il tempo esiste per questo: ogni epoca può giocarsi le proprie carte bene o male e quella successiva è chiamata a fare meglio, anche perchè – ereditando – parte avvantaggiata. Il tempo esiste per correggersi o migliorare, perchè per quanto l’uomo possa vedere le vette del cielo, dovrà costuire scale sempre più alte per migliorare la vista, pur sapendo che una partita a scacchi con l’Onnipotente a casa sua, da vivo, non potrà mai riuscire a farla.

Ma torniamo alla cara vecchietta, ottima Madre e pessima cuoca; torniamo a ripensare all’errore perpetuato. Chissà perchè mi vengono in mente i fondamentalismi religiosi, uno per tutti quello – attualissimo – islamico. Picchiando barbaramente le loro donne desiderose di abbracciare – magari nello spirito dell’integrazione – modelli occidentali loro suppongono contemporaneamente di perpetuare e conservare una tradizione: la loro morale. Riuscite, gentilissimi lettori, a vedere della tradizione in tutto ciò? Sinceramente non mi interessano le fonti di questi comportamenti. Questi possono risalire ad epoche considerate auree, ma comunque si trattasi di oscenità. Picchiare chi anela libertà per rispettare diktat storici è come ostinarsi a mangiare una torta di merda solo perchè cucinate in ambienti tradizionali.

Perdonati, dunque, amici cari, se non riesco a giocare secondo certe regole, continuando a classificarmi inclassificabilmente libero e lucido nel pensiero e nelle azioni. Sono capace di definirmi politicamente, ma non mentalmente, proprio per il mio totale e viscerale rifiuto di ogni integralismo (e ribadisco ciò in eterno, al fine di non veder mai strumentalizzata una mia singola parola).

Perdonatemi quindi se sono stufo di vedere gente che, pur di aderire alla fallace equazione “passato=meglio”, arriverebbe a negare il senso del tempo, e di sè stessa, in quanto madre/figlia/spirito del tempo stesso. Personatemi se sono stufo di vedere gente che, pur di aderire alla fallace equazione “presente e/o futuro = meglio” è capace di gettar via patrimoni immani rinunciando ad eredità sconfinate, pur di non occuparsi di quelle tre/quattro questioni sospese che ci trasciniamo di padre in figlio come errori storici.

Perdonatemi se sono stufo di assistere a parate di perbenismo, di moralismo, derivante da visioni totali dell’uomo, unica creatura non inquadrabile in specifiche teorie del tutto. Perdonatemi se rido, perchè mi stufo presto di stufarmi, e scelgo un tipo di lamento meno lacrimoso e di certo più efficace.

Perdonatemi, soprattutto, se sono ancora conscio di essere utile in quanto giovane e giovane in quanto utile, perchè – a detta attuale – si diventa utili solo invecchiando, avvicinandoci alla forma dei Padri (che da sempre abbiamo conosciuto maturi o vecchi) senza averne colto la sostanza: ci hanno generati affinchè vivessimo consci dei loro modelli, ma liberi di migliorarli laddove ci fossero state crepe; ci hanno poi pregati di non fare cazzate autodistruttive, ma ci hanno anche fornito gli stumenti per correggere tutti i tipi di errori, a partire dai loro per arrivare ai nostri.

Per quanto mi riguarda posso aggiungere solo una cosa: oggi come oggi conosco in prevalenza bigotti.

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