DROGA: SINISTRA e “DI SINISTRA” COME TUTTI I FETICCI DELLA SINISTRA

In un momento storico di grave crisi delle identità, rischiano di andar confusi anche i concetti, le tendenze, le categorie ideologiche; e questo è senz’altro un male per la verità, ed un ostacolo per la resa dei conti su torti e ragioni che rischiano di finire seppelliti dalla valanga di luoghi comuni sul tenore del “non esistono più destra e sinistra”.

Eh no, cari miei: non esisteranno più ora, forse, ma sono esistite eccome, e quanti danni han fatto sinora talune ideologie ?! E chi paga?

Il tentativo del mondialismo di sopprimere qualsiasi differenza pervade ogni categoria, comprese quelle dell’innocenza e della colpevolezza: troppo facile finire innanzi a Minosse e sentirsi dire mentre s’avvinghia nella sua coda e ringhia: “bene, tu hai ammazzato, rubato, stuprato..ma con l’avvento del dominio dell’Indistinto sarai trattato secondo una media computata tra la quantità dei tuoi crimini e quella di chi non ne ha commessi affatto; e lo stesso varrà per quest’ultimo”. Bel senso di giustizia, eh?!

Ora, drogarsi fa male a se stessi (decadimento fisico e dipendenza mentale) e alla collettività (criminalità, spaccio, eversione fiscale): ebbene, andando in retrospettiva nei decenni scorsi, quelli che ci separano dall’ultimo dopoguerra per intenderci, chi ha sempre predicato l’autodistruzione, il masochismo, il nichilismo, l’odio per ciò che si è frammisto al mantra della “diversitas, sola virtus”? Chi ha sempre coltivato il malessere e “l’anti-se stessi” come forma di liberazione da canoni di bellezza e salute autarchici considerati frutto di supremazia ideologica “fascio-borghese-occidentale” ?

Chi ha sempre considerato con indulgenza e lassismo qualsiasi comportamento, individuale o collettivo, ribelle e criminale, con l’alibi di sostenere un anticonformismo che tutto era tranne che vivacità intellettuale o libertà mentale?

Chi ha sempre incentivato l’uso e il consumo di cibo, sostanze e prodotti xenogeni, allogeni, stranieri, insomma alieni alla cultura nazionale e al senso di appartenenza nostrano (e la droga necessariamente lo è, non appartenendo in nessun caso alla tradizione e alla natura territoriale occidentale) ?

Chi ha sempre fomentato quella cultura hippie dello “sballo” e della “liberazione” che altro non s’è rivelata se non dipendenza biochimica, ben prima che spirituale, da un qualche padrone ?

Ebbene, non c’è dubbio che esistano tante, tantissime persone “di destra” che pippano, si drogano e vanno a puttane, e che finiranno davanti a Minosse con l’aggiuntiva, ripugnante colpa dell’incoerenza civile; ma esse sono l’eccezione, non la regola; e le regole esistono proprio grazie alle eccezioni; ma chi ha massimalizzato nel tempo la cultura della droga è stata inderogabilmente la mentalità, l’approccio, il costume e la filosofia “di sinistra”.

Altro che droga in mano alla mafia!

Le ideologie esistono ipso facto come le categorie: un conto è abbracciarle, altro è tradirle; allo stesso modo un uomo di destra che si droga è un ipocrita che fa una cosa “di sinistra”; un uomo di sinistra che non si droga, dopo aver asperso (o lasciato che altri lo facessero) a piene mani ideologia cannarola e bucata, è un perfido che predica alle masse comportamenti negativi riservando a se stesso ricette di vita ben più salutari: chi, dunque, è il peggiore dei due?

Lo chiederemo a Minosse al momento giusto, ma intanto, ora, abbiamo a che fare con l’ennesima, vaneggiante e antidemocratica piaga sinistra, il multiculturalismo, la nuova panacea dei predicatori sfigati. Sta facendo danni ovunque, snaturando popoli, deturpando tradizioni, cementificando praterie, creando orde di sradicati senza patria ammaliati solo dal laido canto del consumismo; eppure i maggiori statisti europei, (quelli che vengono citati solo quando fa comodo al mondialismo, Merkel, Sarkozy, Cameron) lanciano l’allarme: il multiculturalismo ha fallito!

http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_05/cameron-multiculturalismo_9ed76dd4-3120-11e0-90b6-00144f02aabc.shtml

Fino a quando dovremo sopportare le cagate fuori tazza della sinistra e a doverne anche pulire gli schizzi sui muri di casa nostra?! Gente che, pur non essendosi mai inculata né calcio né sport in generale (percarità: pericolosa ancestralità atletico-competitiva che scatena quell’orrendo sentimento identitario chiamato “tifo”..), in questi giorni sfrutta mediaticamente i goal di un giocatore italiano di origini africane per modificare con sollazzi ebeti e strombazzate notturne qualcosa di sacro come la legge costituzionale sulla cittadinanza, e pretendendo di farci confondere Balotelli con Caracalla.

Restiamo svegli. W la democrazia, W l’Italia.

HELMUT LEFTBUSTER

Nota: chi scrive è un antiproibizionista convinto:  convinto del fatto che ognuno abbia il diritto di farsi del male come crede, nei limiti della tutela penale e della responsabilità assistenziale che il suo disagio crea alle strutture curative; ma altresì convinto che un popolo mediamente sano non abbia né modo né motivo di lasciar prevalere strani morbi ideologici al suo interno.

 

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