LE ADOZIONI GAY NON SAREBBERO CHE IL VIATICO MONDIALISTA AD UNA FACILONA ALTERAZIONE DELLA DEMOGRAFIA EUROPEA

Pastrocchiare strategie civili innaturali con lo zucchero filato della facilona propaganda “progressista”, così da riuscire a metterlo nel culo ai popoli travestendosi da santoni dell’uguaglianza, dell’altruismo e della bontà: questo è il progetto.

Ed è un “pro-get-to”, come ripete instancabilmente la grandissima antropologa Ida Magli.

Se il mondialismo non fosse stato così abile nel farci perder le tracce della bellezza e della saggezza del mondo classico greco-romano, gli “orientamenti sessuali” non sarebbero nemmeno argomenti, ma facezie da postribolo.

E invece, così, anche l’Amore e la sua bellezza son diventati asce ideologiche attraverso le quali i mondialisti tentano di abbattere le porte dell’identità e delle differenze, per trasformare il meraviglioso castello umano in un monolocale sporco e infestato dagli scarafaggi (non è una battuta… http://www.giornalettismo.com/archives/377424/ecco-perche-ci-servono-gli-scarafaggi/   )

L’affettività, il letto ed il piacere sono ambiti fisiologici dell’individuo che, pur riconducibili a grandi consonanze antropologiche, restano appannaggio inappellabile delle rispettive singolarità. Al contrario, le leggi vanno scritte ad uso e consumo d’una sana ed equilibrata crescita del sociale, poiché nessun uomo potrebbe mai scrivere una legge per un altro uomo, mentre una maggioranza democratica costituita in coscienza sociale e tradizionale ha pieno titolo a regolamentare le principali voci di convivenza civile di tutti gli uomini appartenenti ad un determinato comparto territoriale costituitosi su base storica.

In altre parole, nessuno può influire giuridicamente sul diritto di due esseri umani maggiorenni e consenzienti a trombare fra loro come vogliono; mentre tutti i consociati hanno il dovere di uniformarsi a regole di convivenza civile cui non possa sfuggire la tutela dei più deboli, come i minori, la salvaguardia di un sano sviluppo demografico, e la regolamentazione dei rapporti giuridici, patrimoniali e tributarii dei consociati basati sul diritto naturale.

I matrimoni gay non sono sbagliati per i sentimenti da cui scaturirebbero, ma per la confusione giuridica che creerebbero, per l’incongruenza naturale da cui sarebbero intrinsecamente afflitti, per le conseguenze insane ed ingestibili che promanerebbero dall’assenza o dalla difettosità di quelle istanze sentimentali già difficili da dimostrare nelle coppie tradizionali al momento delle attestazioni di riconoscimenti patrimoniali. Eh sì, perché parliamoci chiaro, signori belli: i riconoscimenti giuridici richiesti sono sostanzialmente quelli patrimoniali, ‘a pecunia, dal momento che non riteniamo statisticamente le forze ideologiche che sostengono i matrimoni gay essere particolarmente dedite al senso dello Stato o della Fede..o no?!

Del resto, per quanto riguarda il Diritto testamentario, le visite in ospedale, i diritti tributarii, esiste già il Codice Civile, sul quale forse, questo è vero, si dovrebbe incidere con prese d’atto più ampie.

L’omosessuale (maschio o femmina) va tutelato in quanto Uomo, non inquanto “omo”: perché mai un orientamento sessuale dovrebbe meritare una particolare tutela giuridica a scapito di un altro (legge sull’omofobia)?! Perché minoranza?  E se le proporzioni poi variassero? Chi può dire quanti siano realmente gli omosessuali di un paese? Pochi, molti? Essi stessi non fanno che ripetere che ve ne sarebbero molti di più di quel che possa sembrare; e ciò potrebbe addirittura esser vero: l’omosessuale non è chi sculetta, ma chi legittimamente ama una persona dello stesso sesso (o comunque saprebbe amarla), così come è sempre stato per tanti grandi uomini e donne del passato le cui esistenze civili in nulla hanno turbato la vita politica dei loro popoli, anzi, semmai ne hanno arricchito di poesia e gesta la letteratura amorosa.

Per essere un po’ crudi, se un condottiero romano, dopo aver combattuto per la patria, si andava a divertire alle terme con qualche bel giovinetto, né Noi, né sua moglie, né lo Stato riteniamo avrebbero dovuto avere qualche titolo di lagnanza; e citare al riguardo grandi imperatori come Adriano col suo bell’Antinoo, o eroi come Achille e Patroclo sarebbe sin troppo scontato.

E a proposito di lagnanze, per il violento che dovesse picchiare un omosessuale inquanto tale esistono già le aggravanti previste per i futili motivi, aggravanti che se ogni categoria umana iniziasse a pretendere di personalizzare su se stessa, perderebbero il concetto di “futilità” per acquisire quello della partigianeria.

Quanto alla presunta – e non concessa – debolezza fisica di un omosessuale maschio rispetto al suo aggressore etero, essa andrebbe davvero provata nel caso di trasposizione della fattispecie al mondo femminile: come poter logicamente prevedere un’aggravante del genere per un’esile femminuccia che desse l’ombrellino in testa ad una virago col fisico da lottatrice?! Quindi immaginiamo a quali e quante strumentalizzazioni processuali si presterebbe l’eventuale previsione legislativa che individuasse un favor legis verso una categoria considerata pregiudizialmente più debole di altre: le faide familiari e corporative sarebbero all’ordine del giorno!

E ora veniamo all’argomento più delicato e pericoloso di tutti: le adozioni. Tale istituto nasce nel Diritto romano come conferimento di privilegi ed estensione di potestà oltre lo jus sanguinis attivabile per motivazioni neutre, e comunque volontaristiche dell’adottante; mentre la versione moderna di stampo cattocomunista lo ha trasformato in un istituto caritatevole, un artificio emergenziale e sostitutivo sia per chi adotta che per chi è adottato. Adottano infatti le coppie sterili, e vengono adottati i bambini bisognosi, ossia quelli che non sono stati il frutto di un normale processo di progettazione familiare, ma che sono frutto di errori, ripensamenti, stupri, guerre e carestie, ovvero deformazioni ed eccessi della normale concezione d’un vivere civile come noi lo intendiamo; ma all’emergenza non si può rispondere con la sua normalizzazione, poiché così facendo l’edificio sociale, a lungo andare, crollerà: una comunità deve proliferare nei limiti di ciò che naturalmente può consentirsi, non importando prolificità da quei serbatoi infiniti garantiti dall’arretratezza di altre comunità dalle diverse concezioni demografiche.

I figli non sono un diritto, sono una potenzialità umana fatta di amore e biologia; ma anche di coscienza sociale e di raziocinio: qui non si parla di miliardari che possono farsi carico di qualche famiglia povera allietandosi l’anima; qui parliamo d’ un’Europa al collasso finanziario nella quale vorrebbero “sistemare” interi continenti stracolmi di gente per varie vie, adozioni comprese.

Ora, solo un bambino (!) non capirebbe che la fretta con cui le sinistre europee stanno avallando i matrimoni gay e le relative adozioni è tutta artificiosa: fare una legge – peraltro così delicata – è tecnicamente semplice, purtroppo, ma dopo averla fatta, riflettere su quanto possa esser stato sbagliato farla diviene perigliosissimo eroismo, e, coi tempi che corrono, rischia di divenire anche eversione. Ecco perché devono far presto: temono che la gente si svegli e capisca che il paese dei balocchi di collodiana memoria che promettono sia alla fin fine una gran fregatura, non a caso in molti ce ne siamo già resi conto.

Una sparuta maggioranza parlamentare appena eletta in Francia non può sradicare millenni di saggezza giuridica e antropologica solo perché i mondialisti che le son dietro vogliono lasciar giocare la gente al babbo&babbo (o mamma&mamma) per vedere se funziona, immettendo, fra una giocata e l’altra, nel tessuto demografico del paese una componente antropica non frutto di un naturale processo di nascita, ma di innesto, poiché sappiamo tutti benissimo che nessun paese occidentale è così prolifico da garantire prole adottabile ai suoi stessi cittadini; e chiunque si sia avventurato nei gineprai delle pratiche adottive potrà testimoniare quanto sia ben più difficile adottare un bambino connazionale che non un bambino straniero. Strano, no? Dovrebbe essere il contrario!

Se già dal punto di vista psicologico una sperimentazione sull’adozione gay sarebbe ardua in condizioni controllate e su precisi casi scelti per farne oggetto di studio sociologico, cosa accadrà lasciando che divenga prassi senza nemmeno avere idea delle conseguenze? Tutto questo è da irresponsabili, per non dire da criminali.

Il mondialismo vuole diluire la demografia dei popoli più ricchi e progrediti culturalmente per realizzare l’avvento del proprio impero: un mondo dove regnino il soldo, l’indistinto, e l’omologazione; sì, quella di cui parlava, e con formidabile lungimiranza, un grande omosessuale, Pasolini, che, difatti, ha avuto ben poco tempo per illustrare agli italiani le sue paure, ed il cui nome fu infangato proprio attraverso la negativa stereotipizzazione di quello stile di vita che oggi, a grande richiesta, il prodotto politico dei suoi banditori di allora acclama come “progresso”.

Ribelliamoci finché le nostre leggi sono ancora “diverse” da quelle che il mondialismo si sta affrettando ad approvare là dove ha già preso il sopravvento.

Helmut Leftbuster

Luglio 2012 d.C.

potrebbero integrare la lettura di questo articolo:

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/3/16/COPPIE-GAY-Il-giurista-ecco-il-golpe-che-prepara-le-adozioni-gay/256539/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/articoli/1041286/reggio-emilia-gay-sposa-un-italiano-e-il-tribunale-gli-concede-il-permesso-di-soggiorno.shtml

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