presentazione di “RETRO-MARSCH KISS” dei Deviate Damaen

Prefazione a cura di Helmut Leftbuster:

Premettendo di non capire assolutamente nulla di musica, e considerando l’udienza data su questo blog al progetto Deviate Damaen come parte integrante dello stesso non solo per via dell’aderenza di alcuni membri della band ad A.D., ma soprattutto per l’affinità tematica, estetica e storica fra i due progetti, mi permetto di osservare che la presentazione di questo loro nuovo album è un concentrato di verità dall’alto pregio divulgativo assoluto.

Qui non c’entra la musica: è la nostra civiltà tutta che si sta riducendo ad un ostello “low-cost”, e le responsabilità sono anzitutto di quei fighetti, quegli snob di merda, quei masochisti cronici, quegli odiatori del genus che l’hanno ridotta in questo stato.

Non a caso mi permetterò di guarnire questo scritto con una foto che, pur esulando dall’Opera in allestimento,  rappresenta l’essenza dell’allarme culturale che ogni identitario dovrebbe lanciare: se il popolo  “cambia” , presto o tardi cambierà anche il suo habitat, i suoi gusti, il suo mercato. E le maggioranze finiranno per divenire minoranze, sino a finire i loro giorni in riserve o ghetti.

Muoviamoci prima che sia troppo tardi.

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DEVIATE DAMAEN ufficialmente al lavoro sul nuovo album “RETRO-MARSCH KISS – (Retro)Aestetika Defibrill-Aktion Bunker -“ : respingimento artistico d’un mondo regredito all’infradito!

I Deviate Damaen, dopo l’uscita del singolo 2011 d.C. “L’Elite de Notra Merd”, scagazzata satirica contro quei salotti buoni miotrofizzatisi a suon di pugnette antiberlusconiane mentre il mondialismo ci stava mettendo in mutande, e dopo la recente apparizione del loro leader G\Ab Volgar dei Xacrestani su “La Mano di Gloria” degli amici Ianva, sono al lavoro sul nuovo “RETRO-MARSCH KISS dal sottotitolo  “(Retro)Aestetika Defibrill-Aktion Bunker”, previsto in uscita non appena la band si degnerà di partorirlo.

Un bacio per tornare indietro, dunque: coi baci ci si svegliano principesse e si resuscitano i morti, soprattutto se le labbra son quelle del bel leader della band. Tuttavia l’obiettivo del nuovo progetto è senza dubbio il secondo, là dove i morti da resuscitare son tutti coloro che hanno rinunziato a difendere quella bellezza occidentale data in pasto al nichilismo mercantilizio della globalizzazione multiculturalista e radical-chic.

Titoli come “L’Antimissionar”, “Il Valzer del Retrogrado” e “Narcissus Race” lasciano facilmente intuire quale sarà il “mood” tematico dell’album in lavorazione, col quale già dal titolo la band vomiterà sano disprezzo per i tempacci decadenti e graveolenti che corrono.

Un brano in particolare, “Gothiko, Non Hai Capito Un Cazzo Se…”, sarà l’ennesima sborrata deviatika contro un ambiente musicale “gotico”, “metal” e “underground” vigliaccamente accarponato verso quegli stessi esotismi che lo stanno letteralmente spolpando di risorse, mercato e identità; quello stesso ambiente “dark”, “romantico” e “alternativo” fatto di band politicamente corrette con la kefia al collo e stampa sinistrorsa che, anziché preservare e rivendicare con orgoglio i propri stilemi estetici d’appartenenza, dopo aver scherzato col fuoco del masochismo culturale, è ora destinato ad estinguersi per mancanza di spazi live, di risorse e di pubblico dovuti al cambiamento demografico epocale in corso. E sarà pura goduria, per Noi, l’assistere a frotte di darkettoni storditi non trovare più gli adorati anfibi nei negozi, e doversi convertire ad infradito di scadente gomma made in China che farà loro puzzare le estremità più del consueto.

Le Dame Deviate militanti all’impresa annovereranno fra le proprie file sia veterani, come il virtuoso chitarrista bergamasco Aby, il polistrumentista milanese Ark (Mystical Fullmoon e Labyrinthus Noctis), e la monumentale chanteuse Lilì Lilien, sia nuovi acquisti come J.J. Blackstar (alias Jonathan G.Draco Dvx, Azrath-11 e già coi greci Naer Mataron), D. Van Dearomantik, bassista al battesimo, il programmatore Luca Herrdoktor, ed un giovane Cantore bello come un dio greco, recitante le più sacre memorie identitarie e deputato ad incarnare coreograficamente quell’ideale di purezza estetica che la cricca culturale in voga oggi vorrebbe deturpare, anziché elevare a modello preservatore di sudate forme attraverso le quali sottrarre gli adolescenti al dominio della play-station e dei cappellini da rappers.

Molte le ospitate esterne alla band, fra le quali Lord “Zimo” Scazzocchio (ex Stormlord), Corazzata Valdemone, e l’uccellatore Ille Doctor Luminis, che, come da tradizione, arricchiranno di poliedria e trasversalità il Lavoro, e che in forza d’una storica reciprocità, saranno benedette a loro volta dalla vocalità di Volgar, come accadrà sulla prossima uscita degli epic-metallers Stormlord.

Sonoricamente si entrerà con un microfono miniaturizzato nel culo di chi canta per trarne lo sfondo nel quale ambientare “deviatike pasquinate“, poeticamente si canterà l‘autarchico Amor per ciò che siamo, letterariamente si affronteranno stralci del Poema virgiliano registrati dal vivo fra i flutti calabri della Grotta di Enea, e si rivendicherà il diritto di gridare Dante al mondo, iniziando dai suoi Canti più controversi, come il XXVIII dell‘Inferno, che alcune animelle mondialiste vorrebbero addirittura vedere sotto chiave.
E quanto al “musicalmente”, beh..si ascolteranno i Deviate Damaen punto e basta!

Molti scrutanti staranno già aggrottando le sopracciglia, leggendo queste poche righe: figurarsi quanto scorreggeranno ascoltando l’album, che – peraltro – verrà ottimamente prodotto e distribuito, per vie che conoscerete a tempo debito attraverso i canali, web e non, ufficiali della band.

A questo link, intanto, è possibile ascoltare in anteprima  l’estratto “L’Antimissionar”

e a quest’altro avere informazioni aggiornate sui Deviate Damaen

http://it.wikipedia.org/wiki/Deviate_Damaen

Nel frattempo la band sta ripubblicando l’intera discografia sul sito http://www.deviatedamaen.net
dal quale sarà possibile scaricare gratuitamente e per intero ogni Opera pubblicata in passato completa di immagini, script e, naturalmente, musica.

Per info: dvracrvx_cenacvli@yahoo.it

Ci congediamo con 2 righe tratte dal brano “Basta Non Basta” : DEVIATE DAMAEN RMK x int

“Ma l’indole innata di dire “ora basta” ogn’anima eletta l’ha nella sua tasca, si tratta soltanto di volgerci indietro a poeti, statisti e sculture di vetro…di tornare a parlare di quanto fum belli e di far d’ogni resa il culo a brandelli!”

Non disperate, o anime belle: stiamo arrivando!
G.dX & DEVIATE DAMAEN.

Annabelle Grafenberg Baciardi

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