IL NOSTRO DIRITTO A RIAPPROPRIARCI DEL MITO E DELLA SUA BELLEZZA


Chi di voi, scorgendo una simile immagine, non ne rimane incantato? Nessuno, direte.
E sbagliate: perché quei pervertiti materialisti cinici, drogati di malessere esistenziale, attrippati di aridità spirituale a tal punto da restare imperturbabili rispetto al “bello” e “all’appartenente”, esistono eccome. E sono i veri mostri, i temibili orchi che hanno condotto ogni bambino duro e puro, allevato nella propria bellezza ancestrale, a sentirsi oggi sempre più sperduto nel labirinto di insensatezza logica, prima che estetica, messo su dal mondialismo e dai suoi sgherri, i minatori dell’Identità e del Sogno.

Ebbene, se il fine ultimo di questi bastardi è quello di far saltare i ponti ancestrali che legano ogni individuo al proprio immaginario fantastico e culturale, è chiaro perché essi inizino con lo scardinare “il mito“: mito è  idealizzazione, bagaglio favolistico, stilizzazione d’una realtà passata e frammista a ricordi d’una coscienza popolare traslata in immaginario collettivo, atto a testimoniare, esaltandola, la verità genealogica di tutto; insomma, il mito è un’entità viva, seppur immateriale e invisibile. Quindi, per sopprimerlo, non c’è nulla di più semplice e vigliacco, in dote a questi impiegatucci del catasto senza Terra, che dichiararne l’inesistenza fisica esattamente come si farebbe negando un bacio vissuto fra due innamorati, ma mai fotografato da terzi.

Peccato che i coglioni (già: il fatto che i senza-patria siano potenti non esclude che possano essere anche dei coglioni…), abbiano fatto male i loro conti utilizzando tale strategia, vulnerabile proprio nella sua stessa logica fatta di “disonestà logica“: il mito parte comunque dalla realtà, non dall’invenzione!
Non vi sarebbe invenzione senza realtà a preesisterle: Il Minotauro non esiste,  ma esistono sia l’uomo che il toro; Ercole combatte l’Idra, visione immaginaria, incompatibile con una realtà effettuale, ma durante la lotta con essa schiaccia un granchio, visione realistica, verificabile da chiunque passeggi su una spiaggia.

Insomma, mito e realtà sono entità identitarie saldate a fuoco in ogni meandro della Storia dei Popoli; e tale saldatura è tutt’altro che astratta o priva di prove visuali concrete: dal nuraghe al menhir, dal Colosseo alle cattedrali gotiche, dai manoscritti, alle miniature, ai dipinti sino alle più moderne fotografie, le testimonianze che inchioderanno gli attentatori del mito al braccio secolare della Verità universale son lì a gridare vendetta ogni istante di vita che Dio regala, ma sta a noi, in questa critica fase epocale, saperle rintracciare, vitalizzare e preservare come preziosi tesori affinché un giorno, speriamo non lontano, un sacrosanto patibolo di giustizia ce ne chieda la titolarità.

Vivete la bellezza, scovatela, baciatela, mostratene l’esistenza ai vostri amici; sì, anche “postandola su facebook”..qualunque mezzo va bene!
Da quanto tempo lungo le nostre strade, all’interno delle nostre scuole, dei nostri parchi, dei nostri luoghi pubblici, non scorgete inviti a studiare il passato? Non verificate richiami alla Romanità, alle Lettere, all‘Arte, incitazioni all’orgoglio per le bellezze della vostra terra, ma siete accerchiati dalle pubblicità di schede telefoniche che parlano l’universale lingua dell’asettico: i numeri del risparmio e della convenienza economica più facilmente accaparrabile!

Rimpiazziamo questo orrore con ciò che c’era prima: consapevoli d’un glorioso passato esistito che, immanente come la sacralità d‘ogni nascita, continuerà a risuonare in eterno, realizziamo il favolistico auspicio di bellezza descritto nella prima foto in articolo, dimostrando che la bellezza c’è già: e che, come nell’ultima foto, non dev’essere solo uno sprazzo di fiaba virtuale, ma che abbiamo il diritto di trascorrerci l’intera giornata.

Questa è la nostra battaglia.

HELMUT LEFTBUSTER & G\Ab dei XACRESTANI

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