Circa QUELLE VACANZE LOW-COST DALL’ALITO PESANTE

Con la crisi che c’è, con gli albergatori italiani alla fame, col turismo “colto” e impegnato che oramai fatica anche ad interessarsi alle mète più prossime per via del costo dei carburanti, accendendo radio, guardando tv e manifesti pubblicitari, anziché consigliati su come aiutare il prodotto nazionale, ci si sente bombardati da tutt’altro: le offerte low-cost per soggiorni esotici fra i più improbabili, addirittura in Africa sub-sahariana (ma gli indigeni non vi scappavano da fame e guerre?!?), incensandone i villaggi “fatti di case di sabbia già nell’anno mille“, le “contaminazioni fra etnie“, le “musiche soavi“, “l’abbraccio con l’Islam” (testuale, da nota trasmissione radiofonica dell’8 8 2012) e chi più ne ha più ne metta.

Ma lo sanno questi esterofili che in Italia nell’anno mille si costruivano acquedotti già da 1500 anni, e che, quando non tuttora in uso, le loro vestigia sono visitabili a poche miglia da dove abitiamo?

E che dire del concetto stesso di vacanza “low cost” ? Mettendo da parte lo sdegno per la vigliacca indole antinazionale di simili iniziative commerciali tutte protratte a recar vantaggio fuori da casa nostra, ma come si potrebbe razionalmente pensare ad una vacanza di pregio, sicura, salubre nell’alimentazione, ed elevata nel tenore culturale, quando essa fosse calcolata sul parametro della “convenienza promessa” e non su quello della “volontà di scelta”?!

Che tipo di cibo potrebbero mai offrirvi per farvi costare meno uno spostamento di migliaia di kilometri rispetto ad un pieno di benzina per la vostra auto che vi consentirebbe, per quanto caro, di raggiungere i fondali su cui si specchiò Enea in Puglia, gli scogli calabresi dai quali riecheggiano i lamenti dell’infelice Scilla, o i borghi toscani per le cui osterie si aggirò l’Alighieri fra una rima e l’altra?!

Basta con questa retorica esterofila, con queste lagne terzomondiste che, fra un mea culpa e l’altro, hanno il solo intento di impoverirci turisticamente e culturalmente, nonché quello di appiopparci fregature: capiamo che sia dura arrampicarsi sugli specchi del dover, in pochissimo tempo, stravolgere il gusto, l’istinto e le attenzioni di interi popoli come il nostro, ma le prese per il culo a chi è sveglio e ama la propria terra sono troppo indigeste per poter essere ingurgitate senza almeno ruttare contrarietà.

HELMUT LEFTBUSTER

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2 Risposte to “Circa QUELLE VACANZE LOW-COST DALL’ALITO PESANTE”

  1. mario sannino napoli città del mondo Says:

    COSA RACCONTERAI DELLA TUA TERRA QUANDO ANDRAI IN ALTRE NAZIONI?
    FORSE PER TE é PIù IMPORTANTE VANTARTI DI ESSERE STATO IN VACANZA IL LUOGHI DECANTATI DALLE AGENZIE..E NON CONOSCI LE BELLEZZE CHE HAI IN CASA MAGARI DIETRO L’ANGOLO !!!

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