Archive for settembre 2012

Circa QUEL “PIUTTOSTO CHE”, PIUTTOSTO GLOBALISTA…

settembre 29, 2012

Ormai s’è capito che il mondialismo opera manomettendo i normali codici d’accesso alla comunicazione identitaria per scardinarne le naturali canalizzazioni linguistiche differenziate, reincanalandole – belle frullate – in un corpus uniformato che, per esser tale, deve necessariamente stravolgerne gli idiomi di partenza.

Fra i tanti obbrobri incrostatisi qua e là dalle colature di tale progetto c’è il nauseabondo “piuttosto che”, oramai asperso come confetti rossi di terz’ordine a feste di laurea di quart’ordine.

L’intento degli ingegneri linguistici globalisti è quello di annullare ogni accento avversativo o limitativo insito nelle normali locuzioni che pongono in relazione due oggetti fra loro, al fine di confermare una volta di più l’irragionevole assunto da cui il mondialismo è ossessionato, e cioè che le differenze in natura non esistono.

A rigore di grammatica italiana, infatti, il “piuttosto” indica una scelta in seno ad una contrapposizione, non una paritaria alternativa inclusiva; “più tosto” è sinonimo di “prima”, di “anteriormente”, di “massimamente”: quindi se io scelgo di bere vino “piuttosto” che acqua, non significa affatto che prima o poi berrò sia l’uno che l’altra, ma che scelgo deliberatamente il primo e discrimino senza tentennamenti la seconda.

Invece, contrariamente a tale suo corretto uso, lo sentiamo sempre più spesso precedere interminabili liste di alternative,  tutte proposte come papabili e accostabili paritariamente: “bevo vino piuttosto che acqua, piuttosto che aranciata, piuttosto che birra, piuttosto che chinotto”: come dire “bevo tutto, tanto tutto ha lo stesso sapore, tutto è interscambiabile, tutto proviene dallo stesso mondo: l’importante è che le genti (tutte indistintamente) comprino a litrate!

Eh no, cari global, non sarà facile far bere le vostre cazzate a chi tiene acceso il cervello e ama la propria lingua: “piuttosto” vuol dire scelta, non inclusione!

HELMUT LEFTBUSTER – skeggia dvracrvxiana

 

http://www.parolata.it/Utili/Piuttosto.htm

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“SEMPLIFICARE”: MA PER FACILITARE CHI?!

settembre 26, 2012

Si sente tanto parlare di “semplificazioni” nella burocrazia, nel Diritto, negli apparati, nella concorrenza.

Di primo acchito suonerebbe come un qualcosa di positivo e allettante: semplificarsi la vita nei rapporti con le istituzioni pubbliche dovrebbe apportare vantaggi ad ogni cittadino. Eppure, a pensarci bene, c’è qualcosa di sinistro e massimalista in quel termine “semplificare”, quantomeno per noialtri occidentali discendenti d’un magnifico percorso sociale-evolutivo che “intensifica” i circuiti del Pensiero, non li assottiglia.

Nulla di umano è semplice, e nessuna scienza nasce per esserlo; certo, è ragionevole snellire i gangli della ragioneria sociale, di certa burocrazia melmosa, ma il cittadino moderno, così emancipato e progredito, ha semmai, nel corso dei secoli, ampliato le connessioni logiche e cognitive del proprio vivere sociale; insomma anche le norme non possono più limitarsi al magna-caga-bevi d’un passato per fortuna remoto, ma necessitano di sempre più sofisticati passaggi logici che debbono concorrere alla sempre maggiore maturità civile raggiunta dai cittadini. E questo dovrebb’essere un vanto, non un problema.

Quindi, stando così le cose, a chi dovrebbe servire sto benedetto concetto di “semplificazione”? A dei “sempliciotti” verrebbe da rispondere!

Ma proviamo a farlo più compiutamente e affrontiamo le uniche due opzioni plausibili: o “semplificare” avvantaggia quanti non hanno voluto o potuto seguire il cammino di civilizzazione descritto; oppure, serve a facilitare il compito a chi intendesse, per qualche astrusa motivazione mondialista,  farci regredire, apparentemente semplificandoci la vita, in realtà disabituandoci all’approccio affinativo sinora perseguito e sudatoci.

Se per guidare l’auto ora dobbiamo avere più incombenze rispetto a trent’anni fa’, è per rendere le strade sempre più sicure nel nome d’una sempre più pregiata valutazione ponderale della vita umana; e se tale frangente costa ai neo-patentandi maggiore impegno psicologico e cognitivo, chissenefrega, è giusto così. Guai se, per lusingare la congenita faciloneria dei molti, si dovesse decidere di rinunciare alle “complicanze” derivanti da esami di guida sempre più difficili da superare!

Ecco, riteniamo che tale principio debba valere in ogni campo del sociale: se le società sono divenute più complesse è perché si sono evolute; volerle “improvvisamente” semplificare a tutti i costi significa condurle in regressione, beneficandone ignavi, mediocri e trogloditi, e penalizzandone quanti si sono sbattuti nei secoli per elevarne il funzionamento ed emanciparne lo spirito.

Ma forse è proprio questo ciò che qualcuno vuole…

HELMUT LEFTBUSTER

PASQUINATA PRO MEMORIA – pasquinate dvracrvxiane –

settembre 24, 2012

Ille Doctor Luminis e G/dX, brindando al prossimo album dei Deviate Damaen, “(Retro) Aestetika Defibrill-Aktion Bunker”, al cospetto di succulenti delizie nostrane e a lume di dvracrvxianissime candele, declamano fieri (nella forma del sonetto):

Luceva ancora casto e fido il lume,
e con ragion provata fomentava
l’amor che lega caro il padre all’ava:
già tutti l’appellavan come acume.

L’orecchio ci intasaron di cerume
e la memoria presto si smontava,
se quel che il nulla certo professava
gettava ‘l nostro tempo in tristo fiume.

Son più di quarant’anni di schifezze
(con fare ambivalente ed invidioso)
che quel sessassontino detta legge

Ci fa dimenticar delle fattezze,
di quel decoro nostro assai prezioso,
e rende l’aura pregna… di scuregge.

ILLE DOCTOR LUMINIS & G.dX  – Aristocrazia Dvracrvxiana –

DOV’E’, NEL CONCETTO DI CONCORRENZA, QUELL’AMORE PREDICATO DAL VANGELO ?!

settembre 20, 2012

Un tempo il liberismo sfrenato era visto da cattolici e comunisti allo stesso modo: come il demonio! I primi perché non riuscivano a trovarvi alcuna solidarietà cristiana, i secondi perché capivano che mai avrebbe garantito l’egalitarismo sociale che essi predicavano, né incentivato il senso dello stato centralista e monopolista a loro caro.

Ma ora il mondialismo sta mettendo d’accordo tutti: ai cattolici fa credere che la concorrenza (cioè l’umano sbranarsi reciproco) smuova il mercato e dia possibilità anche ai più deboli di emergere (chi sono oggi i più deboli, se non quelli che si suicidano?!); quanto ai comunisti, che nel frattempo, oltre che ex, son diventati tutti internazionalisti, li incastra moralmente col succulento tema del multiculturalismo: far lavorare uno straniero al posto di un italiano, per un post-comunista sarà sempre un orgasmo imperdibile!
E poco male se poi la CGIL non sa come spiegare ai propri operai perché le aziende li licenziano per delocalizzare o per assumerne altri con contratti e/o diritti low-cost…

E dire che avere in mano il ricatto d’un buon surplus di forza lavoro è sempre stato lo sport preferito dall’imprenditore succhia-sangue, non da chi dovrebbe battersi per i diritti dei  lavoratori! Tuttavia, attraverso l’escamotage del “multikultu“, gli antichi contestatori si sono ammutoliti, e tutti festeggiano “le liberalizzazioni” e “la concorrenza”, non come l’homo homini lupus che sono, ma come una sorta di manna dal cielo, il cui senso etimologico si perde nell’innaturale insignificanza del nuovo vangelo mondialista.

Certo, c‘è un rischio: finché gli italiani resteranno “in vita”, anche se molto lentamente, potranno sempre rendersi conto dell’inghippo in atto; quindi bisogna far presto a diluirli il più possibile, sino a sostituirli del tutto con gente che non abbia Licurgo, Seneca, Hobbes, Montesquieu e tutto sommato neanche Marx come trascorsi e come riferimenti filosofico-culturali, ma il rap, il pesce crudo col glutammato e l’i-pad di ultima generazione.

“la globalizzazione è una massa di schiavi che vende prodotti sottocosto ad una massa di disoccupati che non hanno i soldi per comprare i prodotti originali” ( M. Le Pen)

Helmut Leftbuster

http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Politiche/Reguzzoni-con-ddl-made-in-Italy-salviamo-un-milione-di-posti-di-lavoro_4089051394.html

http://www.you-ng.it/news/locale/item/3562-i-comuni-italiani-che-vietano-di-vendere-kebab-in-centro.html

Post Scriptum:

L‘internazionalismo è veleno puro: durante l’interrogazione parlamentare di oggi pomeriggio 20 9 2012 (che per nulla al mondo chiamerò “Question Time” visto che siamo in Italia) al ministro delle politiche agricole circa la tracciabilità dei prodotti nelle etichette,  volta a rivendicarne l’italianità, persino la deputata del PD ha usato il termine “identitario” pur di difendere un provvedimento di così chiaro vantaggio per il suo popolo. Tale legge è stata votata all’unanimità, ma il governo Monti ne ha sospeso i decreti attuativi sostenendo (ha detto il ministro Catania) che l’Europa non ha ancora dato l’assenso a che ciò potesse avvenire.
Prima domanda: siamo ancora un paese sovrano?
Seconda domanda: pensate che Bruxelles avrà mai interesse a che si sappia quant’è migliore l’olio proveniente dall’Italia rispetto a quello proveniente dal Belgio?!

POVERO “KUNTA KINTE”, QUESTI T‘HANNO GIA’ ROTTAMATO PURE A TE…

settembre 16, 2012

Ricordiamo tutti quello splendido sceneggiato che seppe cantare e commuovere sul tema della sofferenza degli schiavi deportati in America dall’Africa nera, e sullo strazio fisico e spirituale che tale distacco produceva in quegli uomini e in quelle donne: non a caso la pellicola non fu intitolata alla crudeltà del lavoro forzato, alla fatica dei campi di cotone, alle catene, alle vessazioni; ma allo sradicamento vissuto come condanna: “Radici”, si intitolava.

http://it.wikipedia.org/wiki/Radici_%28miniserie_televisiva%29

Ricordiamo i bei volti nobili e orgogliosi di Kunta Kinte e dei suoi compagni di sventura strappati di forza alla propria terra e venduti allo straniero in nome di quella formula di profitto economico che nel 1750 si chiamava schiavismo (e adesso globalizzazione).

Niente, già rottamati pure loro, e senza troppi incentivi: ora s’è deciso che il mondo è molto più bello “SENZA RADICI“, che il senso d’appartenenza è veleno, che la danza classica (che un tempo imperava nei teatri importanti come quello qui sotto) è merda, e che nulla è più sublime del massimalismo meticcio garantito dal migrantismo perpetuo…

http://biglietteria.teatroolimpico.it/dettaglio-spettacolo.php?negozio_spettacolo_id=73

Questo l’incipit:

“”Il meticcio è il migrante perpetuo, sempre in bilico fra più mondi. E quando sei in bilico o stai cadendo o stai danzando” Ashai Sempre a metà fra più mondi, diviso tra molteplici identità, il meticcio è il migrante perpetuo. Questo spettacolo nasce dalla volontà di raccontare la storia di chi deve sentirsi straniero a casa sua, nel luogo dove vive, lavora, si innamora e cresce i suoi figli; e per raccontare questa storia c’é la necessità di un linguaggio universalmente compreso: la musica, la danza. Senza Radici è il percorso di un ipotetico viandante, che dall’Italia all’Africa nera va alla ricerca della terra di mezzo.”

E questa la chiusura:

“Nel 2011 il concerto e il video si uniscono, dando vita ad uno spettacolo completo, che ambisce all’utilizzo di più linguaggi possibili, per esprimere la condizione del meticciato culturale del nostro tempo e del meticcio come individuo molteplice. Un concerto/spettacolo, che unisce musica d’autore e musica tradizionale, danza, momenti teatrali e video proiezioni. Un modo di intendere lo spettacolo a 360°, dando voce al corpo e corpo alla voce, in cui entrambi parlano tutte le lingue del mondo. Il testo di Senza Radici vince nel 2012 il 2° premio Figli di tante patrie, indetto da Roma Multietnica”.

Beh, qualcuno potrebbe dirci: “ma che fate, censurate?”
Nient’affatto, rispondiamo: siamo democratici, noi! Ma proprio perché siamo in democrazia, critichiamo liberamente una presa di posizione artistica che non condividiamo…si chiama “confronto”!

HELMUT LEFTBUSTER

CROSTONI CON LA SALSICCIA DI BRA (Cn)

settembre 15, 2012

 

Che meraviglia il maiale: dalla notte dei tempi d’Occidente animale simbolo di fertilità, opulenza, spirito di conservazione, pienezza esistenziale, godimento senza ammoine borghesi e snobberie radical-chic!

Il problema è che la globalizzazione lo penalizza non poco, non solo per le note questioni religiose che il relativismo xenofilo privilegia rispetto all’Amor proprio, arrivando a penalizzare i prodotti nazionali a base di carne suina pur di spalancare le chiappe alle assurde pretese di quattro attaccabrighe, ma anche perché essendo un animale autoctono, rischia di subire aggravii nelle politiche di allevamento e di distribuzione…

http://www.ecplanet.com/node/3532

Purtroppo anche la gastronomia corre i rischi che corre la musica: se cambia la demografia dell’ascolto, prima o poi cambieranno anche i CD che si troveranno nei negozi, e quelli meno richiesti non riusciranno più ad essere supportati dalla grande distribuzione…

http://www.metal.it/note.aspx/28717/deviate-damaen-presentano-il-nuovo-album-retro-aestetika-defibrill-aktion-bunker/

Quindi, morale della favola, diamogli sotto e supportiamo i nostri prodotti nazionali e regionali: questa divina “salsiccia”, ad esempio, è una leccornia che pochi conoscono e che si consuma cruda, se si vuole, aromatizzandola a proprio gusto (spruzzata di paprika, limone, un goccio di miele..), e spalmandola su due bei crostoni caldi e oliati…goduria allo stato puro!

Alleghiamo link di produttori ed esercenti identitarii, fra i quali una macelleria di Bra (sezione piemonte) specializzata in tale produzione…

https://aristocraziaduracruxiana.wordpress.com/2011/05/08/guida-dvracrvxiana-a-locande-ristori-e-commestibili-identitarii/

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

SITUAZIONE MEDIATICA CRIMINALE..finalmente qualcuno l‘ha detto! (vedi il video…)

settembre 14, 2012

Quando un magistrato della Repubblica, pubblicamente su Rai 1, ammette che la stampa nazionale occulta notizie di cronaca nera per depistare la percezione dell’opinione pubblica da quella che legittimamente sarebbe, a quella che l’establishment mediatico – tanto politicamente corretto quanto spiritualmente criminale – impone che sia, vendendo così al diavolo l’incolumità tutta dell’organismo sociale, in primis si stringe la mano a questo magistrato e lo si ringrazia per il coraggio e la lealtà intellettuale dimostrati verso il suo popolo, e poi si ragiona su fino a che punto la democrazia possa essere in pericolo nell’assurda fase storica che tutti stiamo vivendo.

(trasmissione di Porta a Porta del 14 9 2012, della quale al punto 01:19 di questo video in podcast potrete ascoltare le sue parole in diretta)

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0e4a760a-d066-44ae-958b-e007c90a94d5.html?refresh_ce

Se anche un solo anziano (evento riportato dalla stesso giudice in trasmissione) finisse massacrato per colpa cosciente di una tale irresponsabile condotta mediatica, che impone di allentare le naturali difese immunitarie del tessuto sociale, svendendone i destini alla legge del più forte e del più barbaro, tale ingiuria peserà sino alla fine dei tempi sulla coscienza di chiunque abbia mentito, omesso, offuscato.

E si sappia che di anziani, donne, cittadini indifesi, ne vengono massacrati, stuprati, e vilipesi praticamente ogni giorno (come questa…)

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/Lodi-usa-violenza-a-due-donne-sul-treno-regionale-Milano-Bologna-arrestato_313694568613.html

Da tempo i conti non tornano: ciò che vediamo accadere quotidianamente attorno a noi non coincide con ciò che descrive la stampa.
Tutti parlano di “società imbarbarita”, ma nessuno spiega da chi e perché, negando qualsiasi naturale meccanicismo proprio di ogni processo sociologico.

Termini vacui e come “razzismo” e “xenofobia” sono i molossi automatizzati messi a guardia del costante disfacimento di ogni buon senso civico e giuridico: digitate su google “anziano” e “rapinato” o “pestato” ..e poi fatevi da soli un’idea della gravità della situazione e di chi siano i razzisti e gli xenofobi statistiche alla mano…

(se il link del podcast non dovesse funzionare, abbiamo registrato la trasmissione, che è quindi agli atti e disponibile per qualsiasi richiesta all‘indirizzo : dvracrvx_cenacvli@yahoo.it

E vi consigliamo di fare altrettanto, prima che qualcuno la faccia sparire…).

HELMUT LEFTBUSTER

SE LA LOGICA NON E’ UN’OPINIONE, DIETRO IL TERMINE “RIMPATRIO” CI DEV’ESSERE UN REATO…

settembre 13, 2012

Allora, la faccenda è questa: viviamo immersi nel dubbio, nella nebbia e nel terrore che la nebbia sia sparata da qualcuno, o che qualcun altro la spari per non farci vedere chi la spara; insomma, si naviga a vista!

Ebbene, quando avvistare uno scoglio diventa un lusso, è bene non farselo scappare: e il “politicamente corretto” della stampa (tutta o quasi) verso il “multikultu” sta divenendo tanto imbarazzante quanto pericoloso, e rischia di far affondare la nave attraverso una percezione troppo alterata della realtà.

Ecco come è riportata una notizia riguardante l’espulsione di un cittadino irregolare – e quindi reo di immigrazione clandestina – attraverso le solite acrobazie dialettiche volte ad evitare di riportare la notizia nella banale (e quotidiana) semplicità che essa richiederebbe:

Filettino – I carabinieri della locale stazione hanno individuato un 51enne che si aggirava con fare sospetto e ricorrendo i presupposti di legge, nei confronti del predetto, è stata inoltrata la proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione del rimpatrio con F.V.O., con divieto di far ritorno nei Comuni di Filettino e Trevi per 3 anni.

http://ciociaria.ogginotizie.it/165902-filettino-51enne-allontanato-per-3-anni/

L’articolo parla in sostanza di un “51enne” fermato, non si capisce bene perché, dai carabinieri di Filettino e “rimpatriato” … (F.V.O. è l‘acronimo di Foglio di Via Obbligatorio, e il termine “rimpatrio“ presuppone una nazionalità del girovago diversa da quella del suolo ove è stato sorpreso dai carabinieri).

Quindi, o si specificava chiaramente il trattarsi di un immigrato clandestino, reo quindi dello specifico reato di immigrazione clandestina, oppure si omette che il tizio non era uno stinco di santo;

altrimenti chi legge non capisce perché mai un normale cittadino italiano a passeggio per le poetiche vie del bel comune montano, senza commettere un reato, né una qualche azione pericolosa per sé o per gli altri,  sia stato fermato dalla forza pubblica e “rimpatriato” (dove, se era italiano?!).

Riassumendo: o era un immigrato clandestino; o era un immigrato che aveva commesso un reato; oppure il termine “rimpatrio” è errato, e l’acronimo F.V.O. mal utilizzato.

Questi rilievi li abbiam posti via mail alla redazione del giornale in questione, concludendo così le nostre pacate e logiche osservazioni:

<<Percarità, nessuna polemica, ma non vorremmo che l’eccesso di politicamente corretto che troppo spesso pervade il mondo mediatico sino al punto da occultare molti “dettagli” riguardanti gli accadimenti di cronaca, oltre ogni buon senso e oltre ogni plausibile logica, arrivasse a far dubitare il lettore della propria stessa capacità di capire ciò che gli viene propinato, iniziando a minarne autostima, o, peggio il buon funzionamento della lingua italiana che a tutti noi appartiene.

Cordialmente
Helmut Leftbuster >>

Per ora, nessuna risposta, ma non importa: ciò che conta è la manifesta intenzione di non passare da scemi.

HELMUT LEFTBUSTER

QUELLA SPORCA “INTELLIGHENZIA” CHE TEME L’INTELLIGENZA…

settembre 9, 2012

Tipico dei materialisti, dei cinici, di quegli speculatori massificanti e senz’anima che ci vorrebbero tutti a beccare il loro mangime ideologico in batterie d’indistinto pollame: usare la gente, soprattutto le menti più brillanti, finché serve, finché la loro intelligenza è veicolabile contro l’obiettivo politico giusto, e soprattutto finché tale obiettivo esiste. Poi, scaduta tale missione, la persistenza in quel corpo parlante di una intelligenza vivida e lucida che rimane in servizio anche dopo “il servizio”, diviene inutile, se non scomoda. E se poi quell’intelligenza inizia a proferire verità che spesso sono frutto inconsapevole dello stesso nefasto esito del proprio precedente mandato, allora tali corpi vanno eliminati con tutto ciò che contengono.

Basti pensare alla povera Oriana Fallaci: anche lei fu pasionaria femminista e di sinistra; eppure,  terminate le grandi beffarde contrapposizioni ideologiche usate fra il dopoguerra e gli anni ’90 per mettere gli italiani gli uni contro gli altri, il mondialismo ha scoperto le carte, e il Male Assoluto è divenuto l’identitarismo e la difesa valoriale che si porta dietro. Di conseguenza, non appena Oriana, da “Donna”, ha iniziato a cantarle chiare sul pericolo multiculturalista, è stata bandita, infamata, trafitta da chi arrivò a fare il tifo per il cancro che la divorava: quei buoni..quegli altruisti..quelli con i quali è vietato non esser d’accordo.

E ora temiamo tocchi al professor Giovanni Sartori: un uomo titolatissimo, intelligente, intellettualmente agile, sveglio sin dallo sguardo così vispo e birbantello.
Inquanto persona libera è stato una macchina da guerra antiberlusconiana perfetta, anzi decisamente fastidiosa; ma ora che tale compito è terminato per la venuta meno del conquibus (Berlusconi), egli, non essendo un elettrodomestico, non si è spento, ma ha proseguito a ragionare con la medesima lucidità d’analisi di sempre sulla realtà quotidiana, sui fenomeni sociali, e soprattutto su ciò che – evidentemente – massimamente affligge la nostra società. E come poteva tardare un simile acuto osservatore ad intercettare all’interno delle proprie analisi l‘invadente ed infestante concetto imposto di “multiculturalismo” ?
Quindi, sebbene a megafoni spenti, non solo ne ha parlato, ma v’ha scritto un magnifico trattato dal titolo “Pluralismo, multiculturalismo ed  estranei”, saggio sulla società multietnica, edito da Rizzoli, del quale riportiamo qualche sua dichiarazione alla stampa:

<<Il problema viene combattuto, di regola, a colpi di ingiurie, in chiave di «razzismo». Io dirò, più pacatamente, che chi non gradisce lo straniero che sente estraneo è uno «xenofobo», mentre chi lo gradisce è uno «xenofilo ». E che non c’è intrinsecamente niente di male in nessuna delle due reazioni.>>; <<Veniamo all’Europa. Inghilterra e Francia si sono impegnate a fondo nel problema, eppure si ritrovano con una terza generazione di giovani islamici più infervorati e incattiviti che mai…>>

E ancora: <<Fermo restando che ogni estraneo (straniero) mantiene la sua religione e la sua identità culturale, la sua integrazione richiede soltanto che accetti i valori etico-politici di una Città fondata sulla tolleranza e sulla separazione tra religione e politica. Se l’immigrato rifiuta quei valori, allora non è integrato; e certo non diventa tale perché viene italianizzato, e cioè in virtù di un pezzo di carta>>.

Apriti cielo! L’antivirus sinistro è immediatamente scattato: “ma come, Giovanni, parli male degli immigrati? Eri così ragionevole (e così invitato..Dandini..Fazio..Floris..Santoro..) quando davi addosso al Berluska,  mica ti sarai rincoglionito?!

Godimento puro.

Lo ripetiamo spesso: se l’Occidente si salverà, sarà solo grazie al rinsavimento del pilota dell’aereo di filmica memoria che un istante prima dello schianto, riavendosi dal torpore indotto dal cattivo di turno, fa prevalere il proprio istinto di sopravvivenza personale, e tira disperatamente la cloche riprendendo il volo: quel pilota siam tutti noi, ovviamente, ma sono anzitutto quei politici e quegli intellettuali più vicini alla cabina di pilotaggio dell’aereoplano. Ricordiamocelo.

Pubblichiamo qui sotto una serie di link indispensabili a chi voglia approfondire il pensiero del prof.Sartori sull’argomento trattato, da una posizione che appare ostracizzata solo perché patisce il retaggio di un Pensiero Unico di cui oggi stiamo vivendo la conclamazione politica; tenete questi suoi scritti sempre a portata, non si sa mai, ed esibiteli ad eventuali controlli di richiesta di legittimità del vostro Pensiero…

HELMUT LEFTBUSTER

http://www.sintesidialettica.it/leggi_articolo.php?AUTH=19&ID=347

http://www.corriere.it/editoriali/09_dicembre_20/sartori_2eb47d0c-ed3e-11de-9ea5-00144f02aabc.shtml

http://www.corriere.it/politica/10_gennaio_05/sartori-replica-islam_ddd2dd00-f9c4-11de-ad79-00144f02aabe.shtml

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/421585/

http://www.unilibro.it/libro/sartori-giovanni/il-pasticcio-dell-immigrazione-dall-equivoco-del-multiculturalismo-all-integrazione-possibile/9788817047494

NATURA PERFORMANTE, CEMENTO GLOBALIZZANTE (e devastante!).

settembre 6, 2012

“C’è un posto speciale nelle verdi e profumate montagne liguri, dove i sapori sono ancora come quelli d’una volta. Si chiama Sassello, e ogni mattina, dopo il canto del gallo…”

Così recita l’intestazione di una nota marca di amaretti liguri; ma che si tratti di dolci o salati, vini o farine, oli o margarine, oggigiorno la pubblicità delle varie case produttrici non fa che incitare al recupero dell’antico, del tradizionale, dell’identità come sinonimo di bontà, qualità e freschezza.

Eppure, quasi a farne una sorta di grottesco controcanto stridente, altrettanto rimbomba per l’aere mediatico la propaganda multiculturalista, che coi concetti di identità, genuinità e tracciabilità ha ben poco a che vedere, anzi, pretenderebbe di demolirne il senso, criminalizzandolo come “cattivo” e “nazionalista”, quando non “razzista”.

Ma allora come mai per vendere il cibo le aziende stimolano l’acquolina in bocca richiamandosi a verdi prati e turbinosi ruscelli che azionano lignee pale per macinare fragrante farina autoctona, mentre contemporaneamente l’intellighenzia mediatica avalla maleodoranti rioni in cui prolifera il degrado multietnico, che certo non stimola coi suoi profumi esotici lo stesso appetito?!

E sfidiamo chiunque a parallelare la grazia e la fragranza suggerite dalla vista di un pittoresco borgo valdostano, ligure o lucano, con le suggestioni offerte dal transito presso un quartiere metropolitano qualsiasi, una delle tante “banlieu” gremite di kebabbari e internet-point, onde tentare di far partorire all’osservatore nostrano la medesima sensazione di gusto e piacevolezza.

Ebbene, se a tali interrogativi tutti rispondiamo come buon senso ci suggerisce, perché si indugia in una simile colossale discrasia logica, che rischia, con l’andare del tempo, di nuocere seriamente all’equilibrio educativo e alla serenità della cittadinanza? Perché continuare a mollare la natura nei fatti, e contemporaneamente perseverare a farvi riferimento negli spot pubblicitari?

Non è un caso che mentre la natura risulta performante con le sue differenze climatiche, geologiche e botaniche contro le quali nessun ideologo troverebbe mai argomenti validi a scagliarsi contro, il cemento risulti globalizzante, con la sua artificiale pesantezza, monotonia cromatica, asetticità culturale, e diventi esso stesso l’alcova ideale di quel genere di antropizzazione che essendo un “non-genere” è alla continua ricerca di “non-luoghi”.

La Natura, creata da Dio o da se stessa (non fa differenza), performa; il cemento, al contrario, deforma, ovvero toglie forma e colore all’archetipo per riplasmarne gli esiti secondo canoni e modalità a basso costo e privi di animus tradizionale.

Ma, fortunatamente, la Natura ci è madre, mentre il cemento non ci è proprio un bel niente, è solo una tecnica costruttiva come tante altre e nemmeno delle più pregiate; e da che mondo è mondo bisogna sempre ascoltare la Mamma e mai dare retta agli estranei.

HELMUT LEFTBUSTER