“SEMPLIFICARE”: MA PER FACILITARE CHI?!

Si sente tanto parlare di “semplificazioni” nella burocrazia, nel Diritto, negli apparati, nella concorrenza.

Di primo acchito suonerebbe come un qualcosa di positivo e allettante: semplificarsi la vita nei rapporti con le istituzioni pubbliche dovrebbe apportare vantaggi ad ogni cittadino. Eppure, a pensarci bene, c’è qualcosa di sinistro e massimalista in quel termine “semplificare”, quantomeno per noialtri occidentali discendenti d’un magnifico percorso sociale-evolutivo che “intensifica” i circuiti del Pensiero, non li assottiglia.

Nulla di umano è semplice, e nessuna scienza nasce per esserlo; certo, è ragionevole snellire i gangli della ragioneria sociale, di certa burocrazia melmosa, ma il cittadino moderno, così emancipato e progredito, ha semmai, nel corso dei secoli, ampliato le connessioni logiche e cognitive del proprio vivere sociale; insomma anche le norme non possono più limitarsi al magna-caga-bevi d’un passato per fortuna remoto, ma necessitano di sempre più sofisticati passaggi logici che debbono concorrere alla sempre maggiore maturità civile raggiunta dai cittadini. E questo dovrebb’essere un vanto, non un problema.

Quindi, stando così le cose, a chi dovrebbe servire sto benedetto concetto di “semplificazione”? A dei “sempliciotti” verrebbe da rispondere!

Ma proviamo a farlo più compiutamente e affrontiamo le uniche due opzioni plausibili: o “semplificare” avvantaggia quanti non hanno voluto o potuto seguire il cammino di civilizzazione descritto; oppure, serve a facilitare il compito a chi intendesse, per qualche astrusa motivazione mondialista,  farci regredire, apparentemente semplificandoci la vita, in realtà disabituandoci all’approccio affinativo sinora perseguito e sudatoci.

Se per guidare l’auto ora dobbiamo avere più incombenze rispetto a trent’anni fa’, è per rendere le strade sempre più sicure nel nome d’una sempre più pregiata valutazione ponderale della vita umana; e se tale frangente costa ai neo-patentandi maggiore impegno psicologico e cognitivo, chissenefrega, è giusto così. Guai se, per lusingare la congenita faciloneria dei molti, si dovesse decidere di rinunciare alle “complicanze” derivanti da esami di guida sempre più difficili da superare!

Ecco, riteniamo che tale principio debba valere in ogni campo del sociale: se le società sono divenute più complesse è perché si sono evolute; volerle “improvvisamente” semplificare a tutti i costi significa condurle in regressione, beneficandone ignavi, mediocri e trogloditi, e penalizzandone quanti si sono sbattuti nei secoli per elevarne il funzionamento ed emanciparne lo spirito.

Ma forse è proprio questo ciò che qualcuno vuole…

HELMUT LEFTBUSTER

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