LIBERE RIFLESSIONI D’UN LIBERO CITTADINO CHE NON VUOLE FARSI IL VACCINO…

Il passato ci aveva abituato a considerare ogni conquista scientifica successiva alla precedente come un avanzamento senz’altro positivo e favorevole alla cittadinanza. E questo poiché sia i regnanti che gli scienziati nelle varie epoche, salvo qualche screanzato epurato direttamente dalla storia, erano tutti dalla parte della loro gente, essendone gente anch’essi.

Oggi, abbiamo motivo di pensare che non sia più così.

Ebbene io non mi sento amato da chi sovrintende al mio benessere e alla mia salute. E’ legittimo dirlo? Credo di sì, in democrazia.
Da mia madre accetterei qualsiasi minestra, anche amara, poiché sarei certo del suo amore nel darmela nel mio interesse; da una “baby-sitter” o da una “badante” che mi imboccasse per soldi, non potrei essere altrettanto certo della salubrità di ciò che mi facesse ingerire; chi mi dice che non m’anestetizza per poi derubarmi, o non m’avvelena per poi prendere il mio posto in una società che – si noti il caso – si sta desertificando dei suoi storici consociati?

A chi giova produrre ed aspergere vaccini sempre più sofisticati che altro non fanno se non indebolire le difese immunitarie di chi li prende, a favore di quelle di chi non è inglobato nella sfera della loro diffusione? Siamo vissuti millenni beccandoci influenze stagionali che ci fortificassero e che lasciassero memorizzare genuinamente al nostro sistema immunitario la propria strategia difensiva per l’anno successivo; oggi, improvvisamente, assistiamo ad una sinistra pianificazione mediatico-farmaceutica che sembra voler colpire in particolare quelle categorie sociali più “assopite”, “ammorbidite” e più deboli (anziani, ad esempio), dando così il colpo di grazia ad una collettività  già sotto assedio epidemiologico di nuovi/vecchi morbi diffusi dalla globalizzazione.

E se fosse tutto congeniato ad hoc per far soccombere proprio i più deboli?!
Sì, insomma, per sveltire quella metabolizzazione programmata di categorie considerate superflue al progetto mondialista, i sovrintendenti del quale, delocalizzati ovunque, non nutrono certo amore per il proprio popolo, ma solo dedizione per l’astratta e apolide collettività mercenaria che sognano di realizzare.

Non si può governare un popolo senza esserne innamorati; e non si può essere innamorati di qualcuno senza che mai gli si dica “ti amo”. Ed è da decenni che non sentiamo uno di ‘sti stronzi che firma provvedimenti sulla nostra pelle, dirci: “italiani, vi amo!” E allora, se non ci ama, se ne andasse a fare in culo.

HELMUT LEFTBUSTER

http://it.notizie.yahoo.com/blog/the-newsroom/virus-piu-letale-al-mondo-potrebbe-ucciderci-in-cinque-anni.html

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