MARINO, “Locvs Enologicvs“: QUEL BUON VINO DI BATTAGLIERA MEMORIA!

Basta il gorgoglìo d’una tradizione enologica staminale e millenaria, il mai-venuto-meno culto del “porco”, le immense (in tutti i sensi) ciambelle al mosto, ed il ricordo di eventi storici grazie all’esito dei quali tuttora siamo ciò che siamo orgogliosi di essere, e s’è detto tutto ! Il vino, del resto, impregna del proprio dionisiaco effluvio l’intero percorso storico-mitologico dell’amata Penisola, dal momento che, come vedremo su un altro scritto riguardante il Pollino, Aristotele ci tramanda il nome di “Italos” come quello di capostipite d’una “enotria stirpe” destinata a divenire progenitrice di quella “italiana”; ma ne tratteremo altrove.

Per il momento, lasceremo che siano le immagini da Noi raccolte e didascalizzate ad indurre chiunque legga e s’appassioni, a raggiungere i Castelli Romani il giorno della commemorazione della Battaglia di Lepanto per godere di gloria, identità,  vestigia millenare anche archeologiche, come l’anfiteatro di Tuscolo, e tanto tanto vino!

(a seguire le immagini, un po’ di storia riguardante i collegamenti fra Marino e gli eventi lepantini)

A.D. 1571, don Giovanni d’Austria, figlio illegittimo di Carlo V, viene posto a capo della flotta della Lega Santa dall’imperatore Filippo II, suo fratellastro.

L’ultimo governatore veneziano di Cipro, Marcantonio Bragadin, prigioniero dei turchi fu scorticato vivo dopo la conquista di Famagosta. La sua pelle venne poi riempita di paglia e ricucita.[9]

Ma Lala Kara Mustafa Pascià, il comandante turco che aveva perso più di 52.000 uomini nell’assedio, tra questi suo figlio, non aveva mantenuto la parola promessa e i veneziani furono imprigionati e incatenati ai banchi delle galee turche. I soldati dell’armata ottomana avevano dichiarato a Mustafa Pascià che alcune decine di loro, presi prigionieri dai veneziani, erano stati trucidati, la notizia, pur non essendo mai stata confermata, è plausibile, poiché nella fortezza vi erano numerosi mercenari molto poco disciplinati. Mustafà Pascia prese questo fatto come pretesto per giustiziare i prigionieri. Venerdì 17 agosto Bragadin era stato scorticato vivo  di fronte ad una folla di musulmani esultanti e la sua pelle, conciata e riempita di paglia, era stata innalzata come un manichino sulla galea di Mustafà Lala Pascià insieme alle teste di Astorre Baglioni, Alvise Martinengo e Gianantonio Querini. I macabri trofei erano poi stati inviati a Costantinopoli, esposti nelle strade nell’ormai capitale ottomana ed infine portati nella prigione degli schiavi.

Nonostante il maltempo le navi della Lega presero il mare verso Cefalonia, sostandovi brevemente, e giungendo, il 6 ottobre davanti al golfo di Patrasso, nella speranza di intercettare la potente flotta che i cristiani sapevano essergli stata opposta dagli Ottomani. Si noti che tutte le principali nazioni d’Italia e le più grandi potenze europee dell’epoca, come, ad esempio la Spagna, dovevano coalizzarsi per poter sperare di battere l’Impero ottomano, sintomo questo della potenza della Sublime Porta.

Il 7 ottobre 1571, domenica, Don Giovanni d’Austria fece schierare le proprie navi in formazione serrata, deciso a dar battaglia: non più di 150 metri separavano le galee.

Durante la battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571, la nave ammiraglia di Colonna e la reale di Giovanni d’Austria catturarono l’ammiraglia della flotta turca. Al suo ritorno a Roma, papa Gregorio XIII lo riconfermò capitano generale della flotta pontificia e cercò di proseguire la guerra in Terra Santa sull’onda della vittoria di Lepanto.

Marcantonio Colonna, signore di Marino, ammiraglio, generale, viceré di Sicilia, Nel 1570 venne nominato capitano generale della flotta pontificia da papa Pio V, mentre l’anno successivo Don Juan d’Austria lo nominò Capitano generale della flotta alleata nella guerra contro i musulmani.. La battaglia di Lepanto fu di enorme importanza per la popolazione marinese, tanto che a Marino viene ancora ricordata all’interno della Sagra dell’Uva, la festa profana che nell’ultimo secolo si è andata a sovrapporre alla festa religiosa, istituita da papa Pio V a seguito della vittoria riportata contro i Turchi, in onore della Madonna del Rosario, sotto la cui protezione era stata posta la spedizione navale. La Sagra dell’Uva, non a caso, si tiene ogni anno a Marino proprio la prima domenica di ottobre.

– ARISTOCRAZIA DVRACRVXIANA –

 

video dell’evento : http://www.youtube.com/watch?v=_OwYauI-kYU

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