CON GRILLO VA USATA LA BUSSOLA

Il mondialismo vuole costringere i popoli a disgregarsi al fine di ucciderne culture e differenze etnologiche per sostituirle con una sorta di shopping compulsivo globale.

Per farlo usa le ideologie: crea steccati ideologici all’interno di un etnos (italiani di sinistra contro italiani di destra) facilitando di conseguenza alleanze trasversali interetniche (immigrati con italiani multiculturalisti ad oltranza, da contrapporre a chiunque intenda difendere sia i principi democratici, sia i confini nazionali la cui sacertà è descritta nella Costituzione.
Quindi, nel momento in cui riuscissero a far saltare la dicotomia giuridica straniero-cittadino, realizzeranno gran parte dei loro intenti; e tutto porta a credere che ci stiano riuscendo, poiché ben poche forze politiche, oggi, sembrano opporvisi.

Non è difficile da capire, ma occorre un po’ di lucidità, quella che troppo spesso si perde dietro a sigle, nomi, primadonnismi e diffidenze di facciata.

Ciò detto, procediamo per osservazione empirica: qual è l’approccio tipico del mondialista doc? Non trattare i problemi degli italiani, parlare solo di spread e di Europa, prendere le distanze da qualsiasi intento o atteggiamento nazionalistico e protezionistico. Di conseguenza, chiunque faccia diversamente, pur senza fare l’opposto, attirerà i consensi di chi disapprova quanto descritto: provate ad andare a parlare di 5×1000 alle missioni africane o di T.A.V. ad un qualsiasi agricoltore italiano incazzato nero perché gli hanno tagliato i fondi per le sue coltivazioni: vi sputerà in un occhio pure se nelle sue vite precedenti dovesse aver avuto la tessera del partito comunista, ci siamo?!

Bene: Bersani e l’intera ala mondialista (sinistra + cattocomunisti + berlusconiani montiani) sono a favore del multiculturalismo forzato, che tradotto in voti significa la cittadinanza breve, lo Jus Soli per gli immigrati e milioni di voti – milioni di voti – alla propria compagine da parte dei “nuovi italiani“, con l’intuibile pericolo per l’intero equilibrio democratico così come noi lo conosciamo. Non sto inventando nulla, Bersani lo ha messo al primo punto del suo programma, e in politica i fatti non sono acqua!

Dietro Grillo potrebbe esserci chiunque, negarlo sarebbe sciocco. Ma l’esito del suo lavoro potrebbe “scarrucolare” comunque rispetto agli eventuali intenti nascosti, e vediamo perché.
Parliamo di numeri, perché in democrazia quelli contano: avete mai visto immigrati alle manifestazioni di Grillo? Perché uno straniero dovrebbe votare uno il cui volto è famoso solo ad un passato televisivo tutto italiano, uno che ha nel programma d’incentivare il prodotto locale, e che – come ha detto – non concederebbe la cittadinanza breve? Lo straniero va da Monti, da Bersani, da quelli che gli danno il voto e l’i-pod ! E parliamo di MILIONI di voti, non di qualche centinaio: la partita si gioca tutta lì. Lo straniero non ha le sottigliezze che hanno gli italiani nel votare: lui vota chi gli dà diritti lanciati come noccioline, quei diritti che, in un sistema di risorse finite, si contrappongono ai nostri.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-il_pd_riforma_della_cittadinanza_e_nuove_norme_sull_immigrazione_16083.html

Quindi, come avviene con la bussola, se un magnete attira da una parte una lancetta, l’altra va inevitabilmente dalla parte opposta anche se non ne aveva né l’intenzione né la progettualità.

Con questo non stiamo AFFATTO dicendo che Grillo sia la panacea; diciamo però che la situazione ha finalmente messo in rilievo una dipolarità che è quella imperante in questa fase storica e che molti ancora si ostinano a non voler vedere: non più destra-sinistra, ma identità-mondialismo.

Ora, come tradurre in voto questo semplice ragionamento? Prendendo una bussola, puntandola su tutto ciò che è mondialismo (cessioni di sovranità, delocalizzazioni, politici con slogan in lingue straniere, voto agli immigrati, disamore e dis-menzione di qualsiasi attaccamento a storia, popolo e territorio, provvedimenti solo a favore delle “alterità” ecc), e poi vedere dove punta la lancetta opposta.

Ci hanno portati al livello del “se non è zuppa è pan bagnato”, e tale schema è tristemente regressivo per chi ha avuto Atene e Roma nel suo dna civile; ma appurato ciò, non possiamo continuare a piangerci addosso, a vivere di utopie, speranze e manne dal cielo che non siano quelle che passa il convento. Piuttosto, creiamocene di nuove, ma con senso PRATICO, in attesa che sul versante identitario (una Destra degna di questo nome) qualcosa di meglio avvenga.
E leggiamoli i programmi dei partiti, non ci limitiamo a credere a ciò che “si dice…”

Il vero male assoluto è la frammentazione, poiché ai mondialisti tutto si può dire, tranne che non siano compatti..e furbissimi.

HELMUT LEFTBUSTER

p.s. : una breve postilla sulla nuotata di Grillo in sicilia: contiene molte metafore, debbo dire tutte piuttosto avvezze ad essere detestate da sinistra (la forza fisica, il richiamo mitologico a Scilla e Cariddi, una sorta di sberleffo su chi viene coi gommoni, la quasi sacrilega afferenza d’attenzione a ciò che i politici meno sono avvezzi: la forma fisica! E esserci goduti le loro facce nel commentarla è stato un tutt’uno. Aggiungiamo che ci piacerebbe vedere qualche politico “di destra” (soprattutto estrema) cimentarsi in simili imprese mediatiche..e invece col

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