SE LA CULTURA CLASSICA PIANGE, LA MUSICA CERTO NON RIDE…

Dichiarazioni del maestro Muti a Radio 24 del 16/12/2012 :

<<Il 2013 è l’anno verdiano e, per celebrare la figura e l’opera del compositore, ospitiamo Riccardo Muti, autore del libro “Verdi, l’italiano. Ovvero, in musica, le nostre radici”, edito da Rizzoli. Il Maestro Muti sottolinea come stiamo perdendo la nostra identità, in molti campi. Quella che lui definisce una drammatica decadenza dei valori è dovuta al mancato contatto con i musicisti che rappresentano l’ossatura di tutto l’800 e ‘700 italiano. Non solo ci siamo lasciati scappare autori come Monteverdi, che è diventato un punto di forza delle esecuzioni francesi e olandesi, ma dimentichiamo di riconoscere anche e soprattutto a Verdi, ripensandolo e ristudiandolo, quanto questo musicista sia stato importante non solamente nel campo musicale ma anche nel campo sociale e politico. Insomma, l’Italia si è dimenticata di che cosa rappresenta nel mondo; ma conclude con una nota di speranza: gli italiani sono pronti e hanno l’obbligo, verso le nuove generazioni, di avere amore, fiducia e orgoglio nel loro Paese.>>

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Musica%20maestro

Ora, che senso dare a queste parole? Il solito senso astratto e svuotato dalle decadenti verità che sono sotto gli occhi di tutti, ma che non si possono dire, oppure iniziare ad avere un po’ di coraggio e considerarle l’ennesimo grido d’allarme verso il sovescio culturale che l’Occidente sta subendo, non a causa di un improvviso “Alzheimer collettivo“, ma di un vero e proprio programmato sovescio demografico?! Se in un ristorante ligure a sedere son solo eschimesi, sarà ben difficile che si possa continuare a servire spaghetti al pesto anziché pesce essiccato.

L’argomento è stato proposto: a chi legge lasciamo un libero e sano ragionarci su.

HELMUT LEFTBUSTERSE LA CULTURA CLASSICA PIANGE

p.s. : una postilla dedicata agli amici “metallari”, l’unico altro filone di “occidentalismo” in musica rimasto oltre la classica: pensate che a voi toccherà una sorte diversa? Andate in un negozio di dischi, verificate la capienza del settore Metal con quella del settore Rap, “etno“ o Hip hop, e poi traetene le conclusioni.

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