GATEAU DI PATATE DELLA SIGNORINA COVINO

Gateau di patate della Covino

 

Una ricetta tramandata grazie ad un’antica conoscenza di famiglia, un’anziana maestra latinese in pensione la quale, cresciuta in tempi nei quali i genitori t’insegnavano a non buttare nulla (tempi davvero distanti dalle atrocità consumistiche attuali), ad ogni fine settimana componeva questo “gateau” con i rimasugli che il frigorifero le restituiva, magari dopo aver avuto in visita i nipoti, o qualche alunno, mettendo a disposizione della propria virtù creativa tali ingredienti.

La patata è un alimento dei più nobili, completi e malleabili che l’italica tradizione gastronomica ci metta a disposizione, e ne bastano 5-6 belle grandi per questa ricetta; noi usiamo quelle dolcissime e saporitissime “tirate su” dal terreno dell’Oreste Dvracrvxiano, ma patate di provenienza nazionale andranno bene in ogni caso.

Si lessano e, ancora calde, si amalgamano assieme a tre uova complete, una copiosa grattata di noce moscata, pepe, sale q.b. e due belle cucchiaiate sia d’olio d’oliva che di latte.

A questo punto, la signorina Covino componeva un primo strato orizzontale di amalgama su una teglia leggermente imburrata e impanata; poi stendeva su tale strato, con cura e raziocinio, gli altri ingredienti di cui disponeva: ritagli di formaggio e di salumi, pezzi di mozzarella avanzata, quel tal rimasuglio di funghi o di bieta ripassata, persino ciuffi d’ insalata o pomodorini, tranci di frittata, insomma qualsiasi cosa fosse peccato buttare. Infine procedeva a ricoprire con un secondo strato di amalgama di patate il tutto.

E qui occorre una riflessione: il fatto che si tratti di un piatto “ecologico”, e dall’ampio valore etico, non deve affatto renderlo un informe pasticcio dal sapore indistinto; l’importante è assiepare gli ingredienti di cui si dispone in modo geometricamente utile a non farne disperdere i singoli sapori.

Allora, noi abbiamo del formaggio dolce (Settecolli romano), un po’ di pecorino sardo, piselli e prosciutto cotto: il gateau di Patate della Covino 2formaggio lo abbiamo distribuito a pezzetti ed in modo uniforme affinché si sciolga un po‘ ovunque; mentre i piselli e il prosciutto li abbiamo stesi sulle rispettive metà dell’amalgama spianata sulla teglia, così da preservare gli aromi e le identità dei differenti alimenti: chi poi vorrà assaporarli insieme ne prenderà uno spicchio dal lato prosciutto ed uno dal lato piselli. E così persino i vegetariani potranno godere della stessa infornata dei loro commensali carnivori!

Insomma, “unire” non è mai necessariamente mischiare..chiaro il messaggio?!

Una volta richiuso il gateau col secondo strato di amalgama di patate, si spolvera di pan grattato e vi si posano qua e là piccole noci di burro che ne doreranno la superficie. In forno resterà poco meno di un’ora a circa 180°, e potrà essere servito sia caldo che freddo, a seconda che lo si voglia gustare come piatto principale di una cena invernale, o come rustico da gita in campagna per una bella uscita di primavera.

TESS LA PESCH – Gastronomia Dvracrvxiana –

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