CELLULARI AI CUORI E TOMBE ETRUSCHE AI ROVI

Che i soldi pubblici abbian da sempre fatto una fine sinistra è cosa nota; ma almeno un tempo venivano rubati da tangentari e affaristi che se li intascavano per riempirsi la panza! Oggi, invece, sono distratti dall’utilizzo “tradizionale” per drenarne il flusso verso progettualità demolitive dello Spirito e dell‘Appartenenza, e questo, se permettete, è ben più grave.

Ebbene, per dare suono al titolo di questo scritto, siamo ricorsi al già rodato metodo testimoniale del confronto fra immagini attuali e foto dal passato.

L’esperimento è consistito nel tornare dopo 10 anni lungo la via Amerina, nel Viterbese, zona archeologica densa di ritrovamenti etruschi, già mèta di nostri pellegrinaggi dvracrvxiani da tempo.

Chi ha fatto le scuole negli anni ‘70-’80- ben ricorderà quanto l‘Italia culturale figlia del ‘900 (Pasolini, per fare un nome su tutti che sia scevro da sospetti di destrorseria) abbia sempre intonato grandi inni alla tutela del patrimonio storico ed archeologico nazionale, a tal punto da riuscire ad imprimere un concreto impulso politico ad iniziative in tal senso, i cui benefici, intellettuali e concreti, furono già visibili – grosso modo – sino agli anni’90.

Quindi, a rigor di logica, il raffronto tra una foto scattata ad un sito archeologico oggi, ed una scattata negli anni in cui la sensibilizzazione verso la cura dei monumenti iniziava, non dovrebbe lasciar dubbi circa l‘evoluzione migliorativa del cammino intrapreso negli anni che sono intercorsi.

E invece non è così.

Confrontiamo le immagini: ecco come si presenta oggi, 21 aprile 2013 d.C.,  questo rudere sito nei pr

 

essi del Ponte Romano, a fosso Tre Ponti, presso Castel Sant’Elia, e come si presentava 10 anni fa’:

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Altro esempio, Cavo degli Zucchi, (il decumano) oggi, e, nella foto cartacea, 10 anni fa’:

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Cavo degli zucchi 10 anni fa'

 

 

 

 

Come mai i rovi e le erbacce, ora, hanno preso il posto di una godibilità espositiva che gli scavi archeologici dei decenni precedenti erano riusciti a garantire accettabile, restituendo ad un popolo la propria ancestralità, e all’umanità tutta un valore culturale incommensurabile?!

Ebbene, se è vero che l’energia non si crea e non si distrugge, non resta che pensare che le risorse faticosamente destinate nei decenni alla preservazione della Bellezza e alla cura della Memoria, vengano ora dirottate verso lidi molto più prosaici e non necessariamente intitolati al popolo che li abita, né tantomeno al benessere della sua anima.

Ne consegue che, se il messaggio imperante che si fornisce ai giovanissimi non è più quello di invitarli all’erudizione, allo studio, magari anche attraverso una bella passeggiata archeologica, ma quello che possiamo pigramente scorgere affisso ovunque nei nostri disanimati e globalizzati non-luoghi pubblici, come potremo mai far entrare nel loro cuore gli aspetti più evoluti della nostra Civiltà?!cellulare al cuore
Ecco cosa si pensa a porre sul cuore della gente!

Qualcuno ha invertito la rotta, dunque; ma sta a noi riprendere la bussola in mano, e, se dovessero strapparcela e fracassarcela a terra, vorrà dire che riapprenderemo l’orientamento astronomico degli Antichi, e riprenderemo così, senza più mercanteggiamenti, quella sana, umana navigazione che di diritto ci spetta.

Le stelle non potranno mai coprircele di rovi…

HELMUT LEFTBUSTER

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