IL MOTORSHOW EMIGRA VERSO QUEI PAESI CHE CI OSTINIAMO A CONSIDERARE PIU‘ POVERI DI NOI

Dopo Miss Italia, anche il Motorshow di Bologna, orgoglio d’italianità e trionfo di differenze estetiche e morfologiche, molla gli ormeggi ed espatria. Dove? Beh, dove hanno i soldi, come dice l’articolo del Corriere.

http://motori.corriere.it/saloni/13_ottobre_08/cancellato-motorshow-bologna-c7865aba-300a-11e3-8faf-8c5138a2071d.shtml

Eppure li chiamiamo “paesi emergenti”, quasi con un tocco di ammirazione: peccato che emergono solo grazie alla nostra mollezza, al nostro pessimismo, alla nostra auto-inflizione, alla nostra decadenza. E noi citrulli lì a goderne, continuando a comportarci come un popolo talmente ricco da subire il dovere di accogliere e mantenere parassiti, mentre le nostre aziende chiudono e i nostri connazionali si suicidano per la crisi.

Insomma, ci consideriamo ricchi o poveri a seconda delle convenienze mediatiche, ma nella realtà, siamo ricchi o poveri?

A giudicare dai mugolìì commossi con cui s’incensa un neolaureato ingegnere tunisino solo perché prima vendeva accendini, dovremmo dirci ricchi!

http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/10/07/news/dagli_accendini_alla_laurea_rachid_diventa_dottore-68089012/ (come se di studenti-lavoratori italiani non ne fossero mai esistiti!)

E, contestualmente, non si contano le notizie di famiglie italiane che dormono in macchina, mentre le case popolari vengono assegnate ai più prolifici immigrati.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/famiglia_4_persone_dorma_macchina_sfratto/notizie/335477.shtml

Pirandello direbbe che la verità è multipla, e come non dargli ragione da un punto di vista filosofico? Ma qui, purtroppo, non si tratta di fare i filosofi, ma di rimboccarsi le maniche e decidere di far la spesa ogni giorno come se fossimo noi stessi i negozianti da cui acquistare: ebbene, chi sceglieremmo? Un altro negozio, forse, o piuttosto il nostro?!

Il ‘68 convinse tutti che studiare era meraviglioso mentre lavorare la terra faceva schifo: peccato che il cibo che producono l’alveo bucolico e quello georgico lo usiamo tutti i giorni, mentre con le lettere e gli algoritmi non s’è mai sfamato nessuno.
motorshow
Forse sarebbe il caso di investire in appezzamenti di terra, armarsi di qualche manuale di botanica, e riprendere un uso civile della bicicletta: sarebbe bello poter tornare a dire agli altri coabitanti terrestri, come fu un tempo, “no grazie, non ci serve nulla!”

HELMUT LEFTBUSTER  ott 2013 d.C.

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