PRESENTAZIONE DELL’ALBUM “RELIGIOUS AS OUR METHODS” dei DEVIATE DAMAEN

1997 d.C. : la band romana dei Deviate Damaen, con ancora l’originario nome di Deviate Ladies, e ricomposta dopo CD originarioinnumerevoli cambi di formazione e anni di latitanza sia live che discografica, esordisce su CD.

G/Ab Volgar dei Xacrestani, arruolati Malfeitor Fabban degli Aborym al basso e una bella pianista svizzera, Ludwiga L.von Hadel, con il fedele M.Auro e lo storico chitarrista degli esordi, Niki Ciddio, si barrica nel primo studio di registrazione di Roma a dotarsi di Dolby Surround System (sarà il primo album musicale italiano in assoluto a uscire codificato in dolby surround) e, strappato il cellophane dal mixer, registra con una band piena di ospiti e di vecchie glorie, quest’ album frutto di ben 2 anni di composizione.

Una gestazione lirica e musicale che ha portato il leader della band sin sul Monte Catria, in ritiro presso l’eremo di Fonte Avellana a pregare e cantare coi monaci, per imbibirsi d’una luminosa carica di spiritualità votata a poter descrivere come “religiosi” i propri metodi espressivi di poetica autarchica e punitivi del perbenismo già allora imperante.

Così, mentre nelle sale di registrazione attigue si svolge il doppiaggio della serie televisiva “Linda e Il Brigadiere” (si racconta DEVIATE DAMAEN band '97che il grande Nino Manfredi, entrando per sbaglio nella sala musicale e vedendo Fabban e Gianluca Vecchio degli Art Inferno addobbati con spade e mantelli, chiedendo scusa, penserà ad uno studio di posa più che di registrazione), prende forma un album in cui il senso del Sacro più gotico si fonde con la ricerca di una purezza interiore e morfologica che, per esser raggiunta, non potrà evitare di fradiciarsi col sacrificio.

Acme di tale essenza estetica e semantica sarà proprio l’intro, Nec Sacrilegium Incesti Gratia”, una confessione recitata e captata ad hoc nel confessionale di una chiesa, in cui le parole dell’attore-peccatore (la cui voce non è di Volgar come è stato erroneamente creduto), incarnando la più militante purezza d’animo che Dio possa conferire ad umano, tentano di commuovere la mediocrità dell’impiegatizio sacerdote con la sacralità d’un male minore volta a disinnescare quello maggiore, ma invano.

Da quel momento il bacio salvifico di Volgar al peccatore scatenerà un putiferio chitarristico e ritmico che si concluderà con un soave inno pianistico dedicato alla beatificazione della dinastia imperiale russa trucidata dalla viltà bolscevica.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Già solo quest’incipit basterà ad attirare sull’album gli strali dei benpensanti, strali peraltro attesi e graditi alla band e al suo leader.

Una “I Want Hate” anticipata da una “Love” del buon Lennon presa a mitragliate, una versione “deviatikamente bianca” della celebre “Venus” (già firmata Bananarama negli anni ’80), ed una chiusura “stellata” in cui si denuncia l’abbrutimento etico ed estetico  dovuto al politicamente corretto già in voga a metà degli anni ’90, faranno il resto.

L’album, considerato ed apprezzato per una blasfemia che assolutamente non contiene, fu recensito con inaspettato entusiasmo da “Sotterranei”, la rubrica musicale di allora de “La Repubblica”, e accolto con la solita isteria dalla stampa dell’epoca, sia metal che profana: o col massimo dei voti (Metalshock) , o come summa di nazifascismo ultracattolico.

La primissima edizione fu targata Metalhorse, e finì rapidamente esaurita, nonostante un boicottaggio ammesso e commesso dagli stessi distributori legati all’etichetta a causa dei suoi contenuti percepiti come “politici”.

Rimasterizzato nel 2008 e arricchito della elettronicissima “No More”, firmata dal nuovo chitarrista Aby (attualmente nella Eremo di Fonte Avellana DDnband), è stato ri-recensito in tutte le salse, compresa quella che definisce la nuova bonus-track tanto ballabile quanto imbarazzante nel testo.

Nel 2013 d.C. la band, in attesa dell’uscita del nuovo  “Retro-Marsch Kiss”, decide di pubblicare tutti i vecchi album rimasterizzati e completi di testi, immagini e confezioni originali, sul sito www.deviatedamaen.net, dal quale è quindi possibile scaricare liberamente anche “Religious As Our Methods – powered decemnalis edition”

Per festeggiare l’evento, i Deviate Damaen hanno prodotto due nuovi video esclusivi tratti dai brani “No More” e da un’ inedita versione “live” di “Un Mondo Senza Stelle” intitolata “Jogging remix”, pubblicati entrambi in collaborazione con Lady Richarda MonyA’ e Aristocrazia Dvracrvxiana.

ANNABELLE GRAFENBERG BACIARDI

Da “N.ANATHEM” :

“ I’m not afraid of Christ’s darkness, I’m not afraid of my steps, light beyond the cross, light beyond that cross, I seek the faith my skin…

Tu, professore, intellettuale, carogna! Guardami, non tremo: chi ti generò ti insegnò ad amarmi, io insegnerò te ad amare lui; masturba tuo padre nella tomba, fotti ciò che resta di tua madre, amali!… E prega Dio onnipotente che tutto ciò duri tanto… Signore noi ti supplichiamo: spezza le nostre ginocchia, monda le nostre membra nell’ustione della tua cera!

Gesù perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le

anime, specialmente le più bisognose.. DELLA TUA MISERICORDIA!” …

da “UN MONDO SENZA STELLE”

“…Che disuguaglia dieci da mille, quando miliardi sono le stelle, quando non una di loro pur di restar tale, disuguaglianza saprà mai predicare: ma un branco di pravi, di lerci e di vinti un giorno dice <<guardate, quella è una stella e noi siamo tanti: nessuno discuta o  farà la fine di martiri e santi!>>.

Coniùgi violati, letti sfatti, agitate le immonde lingue a titillare i di retro di caporali e magnati… e non più cielo possiam guardare senza che vi sian loro, queste puttane ma: quando i mediocri avran capito che vale, più un plauso d’avorio che cento al letame…ALLORA USCIREM A RIVEDER LE STELLE!”

G/Ab Svenym Volgar dei Xacrestani

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