LA “PROVA DEL 9” DELL’ITALIANITA’ DEL MOVIMENTO “9 DICEMBRE”

Volti italiani, parlate italiane, mestieri italiani: gente che da generazioni ci dà il latte, la farina, le uova, la frutta e la verdura al prezzo che tale genuinità è sempre valso, perlomeno finché la globalizzazione non ci ha fatto credere che, come per magia, quei prodotti potessero costare di meno, pazienza se perché scadenti o fraudolentemente importati da concorrenza straniera.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Questi professionisti della terra, i cui arnesi da lavoro per troppo tempo hanno campeggiato sui simboli di partiti dai quali essi stessi son stati traditi e dai cui politici essi sono sempre stati odiati, hanno deciso di manifestare ciò che qualsiasi categoria manifesterebbe vedendosi sostituita e svenduta: gridare al tradimento e all’abbandono da parte di quanti, amministratori, giornalisti, gente comune, non considera più l’italianità come un naturale parametro di prelazione basato sull’appartenenza, ma come un dato astratto, obsoleto, retrogrado, in una parola, “fascista”.

Quindi, “prova del 9” dell’italianità delle istanze di quel genuino movimento di popolo chiamato “9 Dicembre”, sono i volti dei manifestanti, da una parte, e lo snobismo con cui sono accolti a sinistra, dall’altra: mancano totalmente gli immigrati, a riprova del fatto che le istanze di questi ultimi e quelle dei lavoratori italiani sono grandezze inversamente proporzionali (il camionista straniero, che ha tutto l’interesse a sostituire il camionista italiano, perché mai dovrebbe scendere in piazza con lui?!).

Di conseguenza, anche i fautori italiani della globalizzazione, cioè le sinistre mondialiste,  vedranno come il fumo negli occhi rivendicazioni portate avanti da categorie che mai attingerebbero elettoralmente proprio da quelle forze politiche che le hanno messe in mutande.

Morale della favola, o si è italiani, e allora si sarà a favore dell’Italia, o si è qualcos’altro, e allora non sarà mai chiaro chi si intenderà favorire.

Il grande politologo Giovanni Sartori lo sostiene da tempo: e forse è per questo che Floris, Fazio & compagni non lo invitano più alle loro trasmissioni.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/sartori-contro-kyenge-ius-soli-dementi-vuole-negritudine-976768.html

Chiudiamo con le parole d’un grande italiano d’indubitabile italianità, Giuseppe Verdi, mutuate dall’introduzione del libro di Ida Magli “Difendere l’Italia” (e per questo la ringraziamo): <<Dio ci salvi d’aver confidenza nei nostri Re e nelle nazioni straniere>>

HELMUT LEFTBUSTER

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